20 Set

Come riconoscere un'autentica borsa Louis Vuitton

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La guardo e penso che più passa il tempo e più diventa bella, anzi direi che “invecchiando” acquisisce carattere un po' quel che accade al vino :)

No, non parlo di una persona, bensì della mia borsa Louis Vuitton che troneggia su di un appendino di fronte a me.
E' proprio guardandola che rifletto su quanto ancora oggi, nonostante tante informazioni e guide presenti in internet, molte, troppe siano le persone che purtroppo cadono nella rete di sedicenti venditori di originali, abili solo invece nel rifilare tarocconi da paura.
Veniamo quindi al nocciolo di questo mio dire.
L'intenzione è delineare alcuni capisaldi per fornire un'infarinatura a chi è digiuno (o quasi) di informazioni utili e necessarie per poter effettuare l'acquisto di una borsa usata LV in tutta tranquillità.
La precisazione d'obbligo però è, che acquistando una borsa di tale valore in una boutique ci si toglie l'ansia di poter venire in possesso di un falso, ma se volete far quadrare anche i conti risparmiando un po', fatelo con la consapevolezza che bisogna drizzare le antenne, come dicevo, la giungla di falsi è immensa, e non solo per Vuitton.


Vediamo insieme alcuni dettagli che ci aiutano a distinguere il vero dal falso:

- Il font (cioè la scritta Louis Vuitton made in.....etcetc) deve essere dritto, centrato, le parole ben definite e staccate l'una dall'altra in maniera regolare

- Il colore della vacchetta (materiale di cui son composte tracolle, bordi e particolari di molti modelli) non dev'essere né troppo chiaro, né troppo scuro, la vacchetta “matura” col tempo assumendo un bellissimo color miele o miele scuro in base all'utilizzo o al contatto con la pelle delle mani (penso ai manici del bauletto speedy che è uno dei modelli di punta e più taroccati per esempio);

- Nel caso del monogramma, le borse con il tipico logo con la L e la V incrociate, le lettere devono essere dritte e nel caso di cuciture laterali i decori che si incontrano, simmetrici da una parte e dall'altra;

- Le cuciture non sono mai raffazzonate, ma hanno sempre un'andatura regolare, il cotone è quasi sempre di un giallo intenso (ma non flashato) e non troppo fine; fili sfilati o cuciture storte, sono già un buon indice di tarocchite acuta;

- Un originale non ha MAI cellophane che copre i manici o le parti in metallo, mentre viene fornita una sacca (dust bag) in tessuto grosso solitamente con la scritta Louis Vuitton ben centrata e ben stampata;

-I più moderni tarocchi hanno (cucito all'interno) un codice seriale alfanumerico che non sta a significare un bel niente, numeri a casaccio, mentre una vera Vuitton ha un codice serio. Gli autentici sono formati da due lettere e 4 numeri che stanno ad indicare rispettivamente luogo di produzione e tipologia di materiale/variante della borsa, settimana ed anno di produzione. Ma come si legge? Facciamo un esempio, se trovate un codice tipo questo AA2152 significa che quella borsa è stata realizzata in francia, che è una borsa monogram e che è stata prodotta la 25 settimana dell'anno 2012 perchè le cifre si leggono così: la prima e la terza e poi la seconda e la quarta (25 e 12).

 

come-riconoscere-borsa-Louis-Vuitton-originale

 

Nel tempo sono cambiati i codici ed il modo in cui si leggono, perciò sicuramente se vi imbatterete in una borsa prodotta molti anni fa potreste essere in presenza di una autentica Vuitton e non riconoscerla...perchè non varrebbe più quanto scritto sopra, e allora vi chiederete, come si fa ad evitare il bidone?
Con tanto, tanto “allenamento” d'occhio.
Indicarvi tutti i codici antecedenti al sistema attualmente in uso o le peculiarità per poter stanare la ciofeca farebbe di questo articolo un papiro, invece come dicevo è solo un'infarinatura.
A chiusura di questo scritto, sottolineo fieramente che giusto di fianco alla mia amatissima Louis Vuitton troneggia anch'essa fiera, la mia bella Carpisa....e par condicio sia!!!
Hasta la vista!

 

Ti intresserà pure: Le Borse del prossimo Autunno/Inverno 2013-2014


Letto 3583 volte Ultima modifica il Lunedì, 07 Ottobre 2013 16:38
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La Flò

Ecco lo sapevo, non so mai che dire quando mi chiedono di raccontare qualcosa di me, a parte dati oggettivi quali età, nome, residenza, spiegare chi si è resta sempre in un precario equilibrio fra l'autocelebrarsi e l'autocommiserarsi (mio personalissimo parere) perciò scopritemi attraverso quello che scrivo, conoscerete di me più di quanto io possa mai raccontarvi.

 

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