Finalmente ci siamo: il mare, il sole e la spiaggia.

Tutto l’anno ci pensiamo, non vediamo l’ora di poterci andare per rilassarci e avere tutti i benefici del sole, ma se a quasi tutte noi mamme piace stare sdraiate a prendere il sole o sotto un ombrellone a dormicchiare e magari di tanto in tanto fare un tuffetto in acqua… per i nostri bimbi non è così.

 Per loro andare al mare è gioco puro, non stanno mai fermi un attimo.

Ecco quindi che è importantissimo partire per le vacanze selezionando una serie di giochi che i nostri piccolini possano portare tranquillamente in spiaggia, in questo modo loro saranno impegnati a divertirsi e noi… potremo rilassarci.

Il must per i bambini in spiaggia è sicuramente il set secchiello e paletta da mare con cui il bimbo potrà fare divertenti giochi con la sabbia, si possono trovare set completi anche di altri accessori come l’innaffiatoio, le formine, il setaccio, la piccola carriola e barche e barchette di plastica.

 

 

In vendita possiamo trovarne anche dei vari personaggi dei cartoni come Toy Story, Minnie e Topolino o Barbapapà, sono tutti fatti in plastica resistente a prova di gioco di bimbo e i prezzi sono comunque molto contenuti, ne possiamo trovare economici anche a soli tre euro.

Esistono anche in materiale riciclato proveniente dalle confezioni del latte, per quelle mamme e papà che vogliono salvaguardare il benessere nostro e del pianeta, li troviamo on line al prezzo di quindici euro circa.

Un altro gioco divertente da portare in spiaggia è la classica palla… possiamo quindi acquistarne una da spiaggia gonfiabile e anche in questo caso possiamo sbizzarrirci sul tipo da scegliere: ci sono i palloni gonfiabili maxi che girano intorno ai cinque euro o quelli di formato normale, anche loro coloratissimi, più economici.

Da non dimenticare mai anche perché sono utilissimi per sguazzare in acqua, ovviamente sempre sotto l’attento controllo di mamma e papà, i braccioli, un salvagente e un piccolo canottino gonfiabile.

Anche qui la scelta rimane al gusto del bimbo e al portafoglio dei genitori.

Un piccolo suggerimento: non bisogna mai portare tutti i giochi in spiaggia ma alternarli, mettendone due o al massimo tre dentro ad una sacca, in questo modo avranno sempre a disposizione giochi nuovi con cui divertirsi.

 

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L’intrattenimento dei piccoli durante i giorni di villeggiatura rappresenta un problema per molti genitori italiani. Non che durante le vacanze manchino occasioni di svago per i bambini, tuttavia, come è giusto che sia, in quei giorni anche “mamma e papà” vorrebbero un po’ riposarsi e magari risparmiarsi per qualche ora al giorno il quotidiano compito di sorveglianza sui loro figli.
Ecco perché nella scelta della località di vacanza, quando si viaggia in famiglia, bisogna considerare con attenzione anche questi aspetti, magari indirizzandosi verso quei posti che meglio di altri sono in grado di proporre un’offerta turistica a misura di bambino.
Un’offerta quale quella proposta dalle principali città della Riviera Romagnola, dove c’è l’imbarazzo della scelta sia in termini di strutture ricettive ed hotel per famiglie, sia in termini di attività per i più piccoli. È qui che troviamo ad esempio “Atlantica Park”, uno straordinario parco acquatico con piscine adatte ai bambini di tutte le età. Per i più piccoli c’è la piscina “Onda Baby” con scivoli, fontane ed acqua bassa. Per i più grandi c’è invece tutto il divertimento della piscina principale ad onde, degli scivoli in lungo della “Morbida Foam”, i twist della piscina “Lunga Anaconda” , la “Plano Shuttel” per chi ama lanciarsi con la tavoletta e la “Pazza Kamikaze” per chi vuole invece provare il brivido della velocità su acqua. L’Atlantica Park si trova in Piazza Marco Polo a Cesenatico a poche centinaia di metri dal Parco di Ponente.

 


Ad una distanza di 20 km circa dalla città si trova invece Mirabilandia. È senza dubbio il parco tematico più importante e conosciuto di Italia, famoso per le sue attrazioni adatte sia ai bambini più piccoli che a quelli un po’ più grandicelli. Ma Mirabilandia è anche uno straordinario centro di intrattenimento in cui quotidianamente si tengono spettacolari show con stuntman, tuffatori professionisti, musical e tanto altro ancora. Costa troppo? Non è detto. In alcuni mesi dell’anno è possibile acquistare biglietti di ingresso scontati per Mirabilandia abbinati ad un weekend di soggiorno negli hotel di Cesenatico.

 

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Fin dai tempi più antichi, l’uomo ha scandito la propria vita con periodi dedicati alle feste, momenti nei quali era addirittura proibito fare la guerra e se ce n’era una in svolgimento, veniva interrotta. La festa è un momento nel quale l’uomo si rilassa, allontana la mente da qualsiasi preoccupazione, lo schiavo e il padrone sono alla pari, tutto viene messo da parte e ci si occupa solo del divertimento in tutte le sue varianti.

 

Qualcosa è rimasto anche al giorno d’oggi con le feste comandate dal calendario e in occasioni speciali, come la nascita dei bambini, ogni cultura festeggia in maniera diversa. Il bambino che viene alla luce è la rappresentazione per eccellenza della vita, della speranza e come tale viene celebrato. In Italia, la tradizione vuole che si festeggi il bebè dopo la nascita ma da qualche anno si sta diffondendo il costume americano di celebrarlo prima della nascita, anche perché la neo mamma ancora ha tempo per godersi la festa. Come tutti sappiamo, dopo il parto, la donna ha bisogno prima di tutto di tanto riposo e poi deve dedicarsi al piccolo che ha sempre tante esigenze e bisogno di attenzione costante.

 

La festa Americana che ormai è sbarcata anche in Italia da tempo, si chiama Baby Shower: il termine Shower (doccia) illustra la vera e propria “doccia” che viene fatta alla futura mamma con i regali per lei ed il bebè. Storicamente il Baby Shower è nato intorno al 1800 ed era semplicemente la realizzazione di un Tea Party riservato alle donne della famiglia e si organizzava solo in occasione della nascita del primogenito. Al giorno d’oggi chiaramente sono cambiate molte cose, come per esempio non c’è più l’abitudine di riservare il festeggiamento al primo nato ma una famiglia può farlo anche per il secondo e successive nascite.

 

Negli anni il Baby Shower si è sviluppato notevolmente fino a diventare una festa anche complessa da realizzare, tanto da portare alla comparsa di figure specifiche che aiutano o realizzano in toto il party. Si tratta di una festa che viene organizzata e realizzata al settimo, ottavo mese di gravidanza e serve all’incirca un mese per arrivare a compimento. Prima di tutto bisogna avere chiaro il budget a disposizione e da lì si può partire con l’organizzazione. Molto importante è fare una lista di coloro che parteciperanno: in genere sono le donne della famiglia e le amiche più intime ma negli ultimi anni si va diffondendo l’abitudine di far partecipare anche gli uomini. In seguito si pensa alla Location: la stessa casa della futura mamma, sotto un gazebo in un giardino pubblico, in casa di una delle invitate, nel giardino di un grande albergo; le soluzioni possono essere le più svariate.

 

Anche il Tema è importante, cambia a seconda che si voglia festeggiare solo la futura mamma (tutte le decorazioni vengono realizzate con un colore e il nome della mamma) o che ci si voglia dedicare esclusivamente al bebè (il colore rappresentativo del sesso, o un colore neutro se i genitori hanno preferito attendere il parto per conoscere il sesso). La Tavola o in gergo la Sweet Table si presenta piena di dolci di ogni genere e colore: confetti, bastoncini di zucchero, cupcakes e non si può escludere il classico dolce in pasta di zucchero anch’esso guarnito secondo il gusto ed il tema scelto.

 

Generalmente al centro vi prende posto la Torta di Pannolini, regalo tradizionale da parte delle amiche più intime alla futura mamma: si tratta nell’aspetto, di una vera e propria torta, unica differenza è che non è commestibile in quanto è realizzata da pannolini e vari oggetti e abitini utili per il bebè. Giochi e fotografie fanno da cornice a questo momento magico durante il quale la mamma viene letteralmente ricoperta di attenzioni, amore e regali!

 

 

Il tema dell’obesità infantile è estremamente importante. Secondo un’indagine condotta per conto del Ministero della Salute, dal sistema di sorveglianza Okkio alla Salute, emerge un quadro inquietante della situazione italiana, i dati parlano chiaro più di un bambino su due nel nostro paese è in sovrappeso. L’ultima indagine  è stata condotta su un campione di  51.145 bambini di età compresa tra i 6-10, di cui il 23% è in una situazione di sovrappeso e  l’12% è obeso, con percentuali più alte nelle regioni del Sud e del Centro.

 

L’immagine del bambino è notevolmente cambiata dunque, i bambini ossuti che giovano a calcio nei cortili o che si riunivano per divertirsi all’aria aperta appare come qualcosa di abbastanza distante dalla fotografia che emerge dai dati di questa ricerca. Complice, infatti, dell’aumentare di fenomeni di obesità infantile sono gli stili di vita e le abitudini alimentari scorrette di questi bambini.

 

Il 18% del campione infatti pratica sport per un’ora a settimana, il 36% guarda la televisione e/o gioca ai videogiochi  per più di due ore al giorno, un solo bambino su quattro si reca a scuola a piedi. Questi comportamnti oltre a comportare rischi diretti per l’insorgenza del sovrappeso e di patologie fisiche, ci indicano anche che le possibilità di socializzazione sono seriamente limitate.  

 

Dal punto di vista alimentare i bambini tendono a saltare la colazione (9%), fare una merenda di metà mattinata abbondante (65%) fatta prevalentemente con cibi confezionati ricchi di grassi insaturi e zuccheri, non mangia abbastanza frutta e verdura e consuma abitualmente bevande zuccherate (44%). Ma i poveri bambini non hanno gli strumenti per poter capire cosa è meglio per la propria vita e il proprio girovita.

 

Il compito di un’adeguata educazione alimentare spetta quindi agli adulti. Le scuole hanno più volte attivato progetti finalizzati ad aumentare il consumo di frutta e verdura da parte dei bambini e ad attuare iniziative che supportino più corrette abitudini alimentari e una nutrizione maggiormente equilibrata. Ma più di tutti spetta ai genitori occuparsi della trasmissione di corretti stili di vita. Proprio loro che si impegnano tanto nel  cercare il miglior corso di inglese o la migliore scuola di musica, devono porre maggiore attenzione proprio sull’educazione alimentare dei propri pargoli.

 

Un lavoro che inizia molto presto, ad esempio abituando i bambini alla diversità dei sapori, senza creare terrorismo psicologico, ma offrendo periodicamente anche quei cibi che i bambini non amano tanto. Inoltre i piccoli apprendo meglio dall’emulazione che dalle parole, quindi adottare abitudini salutari in famiglia è la strada principe da seguire.

 

D'altronde servirebbe una politica seria sulla pubblicità ingannevole, che fa passare come salutari degli alimenti che di genuino hanno ben poco, oltre che incrementare le strutture pubbliche per  lo sport dopo gli orari scolastici. E poiché come ci insegnava Bruno Munari “i bambini di oggi sono  gli adulti di domani” aiutiamoli a sviluppare tutti i sensi  e ad occuparsi sin da piccoli della propria salute.

 

Non sapete disegnare? Bhè, allora forse non siete poi così intelligenti. O non c'è correlazione. Non possiamo di certo dirlo noi, ma Il Centro di Psichiatria Genetica e dello Sviluppo del King's College di Londra che ha pubblicato sulla rivista Psychological Science i risultati di una ricerca che mette in mostra quella che sarebbe una corrispondenza genetica nei bambini tra la capacità di disegnare e l'intelligenza.