12 Nov

Crescere protetti

Pubblicato in Bambino

Fin quando il bimbo rimane nella culla, nel lettino o nel box i nostri piccolini sono al sicuro nel loro mondo, circondati da morbidi giocattolini colorati; appena imparano a gattonare… incominciano i guai per tutte le mamme e per tutti i papà.

Perchè, presi dallo scoprire il mondo e tutte le meraviglie che esso contiene, gattonano, corrono, zompettano e sopratutto toccano dappertutto.

 

Ed ecco che si possono vedere i genitori battere qualsiasi campione di corsa per recuperare il proprio angioletto alle prese con quel soprammobile tanto costoso, o con le tende appena messe!

Anche io con Mattia ho avuto ed ho il mio da fare: dal momento che ha iniziato a essere indipendente, è finita la mia pace!!! Non sta fermo un attimo, nemmeno quando dorme e ogni momento è buono per fare una marachella nuova; non si può dire che non sia un bambino attivo. Oltretutto ha una capacità fenomenale di prendere e aggrapparsi alle cose che neanche il famoso Flash dei cartoons riuscirebbe ad anticiparlo per evitare incidenti di qualsiasi tipo!

Ecco allora, per esempio, che ho dovuto iniziare a usare i chiudi porta per tutti gli armadietti perché le bottiglie colorate dei detersivi o quelli per l'igiene personale per i bambini sono moooooooolto attraenti!!! Oppure ho dovuto riempire la casa di cancelletti perché per Mattia le scale erano un enorme divertimento... ma non per me! Vista la mole di energia immagazzinata nelle sue batterie, sicuramente a fine giornata la sottoscritta sarebbe a terra con la lingua penzolante e non il piccolo demonietto che passerebbe gran parte del suo divertimento a fare su e giù dalle scale (questo tipo di ginnastica non nego che faccia male... anzi!!! E’ un modo molto efficace per eliminare i chiletti in più).

Sono tante le cose che possono creare problemi ai nostri angioletti:

oggetti piccoli che possono essere ingeriti assolutamente vanno nascosti;

armadietti, frigoriferi dove i nostri cuccioletti possono per sbaglio rimanere chiusi dentro evono essere bloccati con i blocca porta che si trovano normalmente in commercio;

le prese elettriche sono pericolosissime perchè il bambino per curiosità può introdurre nei buchi un oggetto metallico rischiando quindi di prendere la scossa, per le vecchie prese elettriche ci sono in commercio dei tappi per chiuderle, ma non sono molto sicuri, i bambini potrebbero trovare il modo di rimuoverli con facilità, la soluzione sarebbe cambiarle con prese elettriche di nuova generazione, queste sono dotate di un sistema di protezione, subito dopo i fori delle prese hanno un materiale plastico che chiude i fori, prima del contatto elettrico hanno un materiale isolante che chiude i contatti elettrici ed il blocco di protezione si apre solo quando vengono inseriti contemporaneamente 2 conduttori all'interno della presa.

Fornelli per il fuoco o pentole bollenti: per questo problema l'unica soluzione è non lasciare mai il bambino in cucina, insegnandogli che quello non è un luogo per giocare!

Ma sopratutto, bisogna fare molta attenzione ai sacchetti per l'immondizia che sono un divertimento assoluto per loro, pieni i colori, possono invece diventare un pericolo estremo e anche qui l'unica soluzione è comprare dei porta immondizia rigidi in maniera tale che il suo contenuto non è facilmente raggiungibile.

E per concludere... non ci resta che armarci di tanta pazienza, un bel paio di scarpe da ginnastica e qualche accorgimento per evitare che i bimbi si facciano male e poi... avremo tempo per riposarci quano saranno cresciuti... forse.

 

I nostri bambini nell’arco di tutta quella che è definita prima infanzia, che va dallo zero ai cinque anni, attraversano un periodo d’intensa attività biologica e di sviluppo dei sistemi motori e percettivi che sono poi la base dello sviluppo cerebrale e di tutti quelle funzioni superiori (come l'udito) di cui la vista e sicuramente è quella più complessa.

In poche parole la vista si sviluppa con lo sviluppo del bimbo, con il passare del tempo, infatti, il bambino migliora la coordinazione dei centri cerebrali che controllano i movimenti degli occhi e piano piano migliora la focalizzazione, anche se la visione perfetta si ha solo attorno ai cinque anni di vita, mentre solo a tre si possono scoprire problematiche visive legate ai colori, tipico del daltonismo.

E’ molto importante tenere sotto controllo gli occhietti del nostro amorino e se la nostra pediatra ci segnala qualche piccola anomalia, importantissimo è fare subito delle visite specialistiche per poter eventualmente curare piccoli disturbi che se trascurati potrebbero poi divenire più grandi o non più curabili.

Al mio piccolino la pediatra aveva trovato un piccolo problema di strabismo, chiamato anche strabismo di venere, lo portai subito da una dottoressa e nell’arco di due mesi tutto è andato risolvendosi, il mio piccolino ora è meravigliosamente bello anche se già prima lo era .

Parlando seriamente anche lo strabismo è un problema non da poco, tra lo zero e i sette mesi del bebè è normale che ci sia, ma se persiste dopo i sette mesi, bisogna subito fare un controllo da uno specialista: l’oculista dovrà quindi prima accertarsi che non vi siano altri problemi e poi curare lo strabismo che in casi eccessivi può diventare un vero è proprio problema fino ad arrivare a perdere l’uso dell’occhio.

 

 

L'età giusta invece per una prima visita oculistica è attorno ai quattro anni di età, questo per evitare di perdere l'età più favorevole alla cura di eventuali problematiche visive come possibili ambliopie, in altre parole la visione bassa, le ipermetropie e astigmatismi.

Solitamente quando il nostro piccolino ha dei problemi di vista, il corpo manda dei segnali di disagio tipo il mal di testa o bruciore agli occhi a cui noi dobbiamo sempre rispondere con un consulto dalla nostra pediatra,.

Altrettanto importante è ricordarsi per esempio di non lasciare mai il nostro piccolino troppo vicino allo schermo del televisore quando guarda magari il suo cartone preferito perché potrebbe creargli alterazioni della vista.

 

Un gioco per stimolare creatività e fantasia dei bambini  

Da piccoline io e la mia amichetta del cuore più di una volta abbiamo tentato di costruire una casetta usando il cartone che poi puntualmente veniva smontata e buttata dai relativi genitori … non capivano la nostra vena artistica … scherzo ovviamente… anche perché ci hanno sempre lasciato libere di esprimere noi stesse, anche se spesso combinavamo un mare di pasticci.
Penso che qualsiasi bimbetta abbia nella sua testolina abbia desiderato una sorta di casetta dove imitando la mamma, prepara il the per le amiche che la vengono a trovare, ma anche i maschietti la vorrebbero… per avere un posto tutto loro per giocare con le macchinine insieme agli amichetti dell’asilo.
Allora spesso chiedono alla mamma e al papà di comprargli una di quelle costosissime casette da giardino, che è tutta plastica, ma dal prezzo sembra siano fatte d’oro, improponibili proprio direi.
Non tutti possono accontentare la richiesta fatta dal proprio cucciolotto e oltretutto bisogna anche ricordare che i bimbi crescono in fretta e un tale oggetto ingombrantissimo poi finirebbe per essere buttato poco dopo.
Perché allora non proviamo noi a costruirgli una casetta per giocare tutta per loro? Magari potrebbero anche aiutarci nella costruzione ed essere quindi un ottimo modo per tenerli impegnati e stimolare la loro creatività trascorrendo del tempo insieme.
Tutto quello che dobbiamo fare e trovare una grossa scatola di cartone, tipo quella d’imballaggio di una televisione o anche più grande se la troviamo, poi altre scatole più piccole per fare il tetto, del buon nastro adesivo, colori acrilici, forbici, matita e righello.
Se invece non siamo riusciti a trovare uno scatolone abbastanza grande, possiamo mettere insieme più scatole fino a ottenere la grandezza desiderata.
Si parte dal disegnare su uno dei lati una porta che permetta al nostro bimbo o bimba di entrare e uscire dalla scatola e una finestra, sia la porticina sia la finestrella ,se vogliamo, possiamo farle un po’ più carucce dandogli delle forme un po’ particolari.

 

come-costruire-casetta-di-cartone


La porta per esempio potrebbe avere la sagoma di Winnie de Pooh e la finestra di fiorellino, su svariati siti internet possiamo trovare degli spunti per fare dei disegni davvero carini.
Potremmo poi usare le sagome ritagliate per abbellire la casetta, mettendola per esempio attaccata a un angolo della casa.
Il secondo passo è fare il tetto: apriamo lungo un lato una delle altre scatole, pieghiamola in due e tagliamo il cartone prendendone la lunghezza necessaria per fare un tetto, poi eventualmente con il cartone avanzato fare la sagoma di un bel camino.
Con il nastro adesivo colleghiamo il tutto, se riusciamo mettendo il nastro all’interno dei vari collegamenti, per avere un risultato più bello.
A questo punto non ci resta che armarci di colori acrilici, tanta pazienza e fantasia e dipingiamo tutto e dopo un paio di giorni all’aria aperta avremmo finalmente la casetta che il nostro bimbetto ha da sempre desiderato.
Se abitiamo in campagna e abbiamo un bel porticato o terrazzo coperto, possiamo anche metterla fuori e lasciare nelle giornate di bel tempo che il nostro amore possa sbizzarrirsi giocandoci come più gli pare e se non abbiamo questa fortuna, mettiamola nella sua cameretta creandogli un angolo tutto abbellendo l’interno con cuscini colorati e magari appoggiandola sopra un bel tappetone colorato.
Una soluzione economica ma di grande effetto e divertimento assicurato per i nostri bimbetti.

 

La bambina che vive come una statua. 

Spesso succede che per insegnare l’importanza della vita, Dio mandi sulla terra Angeli speciali… il loro è un compito davvero durissimo, rendere migliore il mondo.
Angeli bambini che nascono e, senza bisogno di doti o talenti, mostrano e donano il loro essere speciale.
Occhi lucenti e pieni di vita, di quella vita che vogliono vivere e chiedono solo di viverla.
Oggi in tv ho visto uno di questi meravigliosi piccoli angeli, uno stupendo angioletto, poco più di tre anni, una bimba con un faccino dolcissimo e bellissimo, una bimba che merita di avere una vita diversa.
Vittima di una malattia che le impedisce una vita normale togliendole il bene più prezioso al mondo, la libertà, rendendo il suo corpo simile ad una statua a causa di una calcificazione che parte dalla mandibola e arriva fino ai piedi.

 

beatrice-naso-bambina-statua

 

La sua storia mi ha toccato moltissimo tanto che ho iniziato a pensare cosa potevo fare io … singolo individuo, la risposta purtroppo è non molto… ma posso parlare e ho pensato di scrivere questo breve articolo per portare a chi ancora non l’ha, la consapevolezza della presenza di Bea.
Per portare la consapevolezza a chi può aiutarla e magari non sa, che esiste questa piccolina che ha bisogno del suo aiuto.
Ce una pagina facebook per far sentire tutta la nostra presenza alla piccolina http://www.facebook.com/beaworld , in fondo cliccare, leggere e condividere non costa davvero nulla ma il passaparola può davvero aiutare moltissimo.

 

14 Mar

Facciamo un orticello

Pubblicato in Bambino

Una volta erano i nonni, che magari vivevano in campagna, ad insegnare ai nipotini a coltivare l’orticello, oggi invece ci sono i presidi di Slow Food a farlo.

Slow food è un'associazione internazionale senza scopo di lucro nata in Italia, a Bra nel 1986 con il nome di Arcigola. L’obiettivo di quest’associazione è lo sviluppo del diritto a vivere il pasto come un piacere, inoltre difende e divulga le tradizioni agricole ed enogastronomiche di ogni parte del mondo, ed è impegnata nella difesa della biodiversità, si batte anche contro l'omologazione dei sapori e le manipolazioni genetiche.
Slow food organizza presso i suoi presidi corsi per spiegare ai piccoli come coltivare zucchine, patate o melanzane.
Il progetto, che è dedicato a tutte le scuole di ordine e grado ma è maggiormente sviluppato per le scuole elementari, si chiama Orto in condotta, è progetto triennale e prevede materie, se così si possono chiamare, come l’orticoltura ecologica, l’educazione sensoriale e del gusto, la cultura alimentare, la storia della gastronomia e geografia alimentare.
Possiamo però fare qualcosa anche prima.
Questa sorta di educazione all’amore per la natura la potremmo tranquillamente iniziare noi genitori già al compimento dei due anni del nostro piccolino.
Basta impiantare un bell’orticello… se abbiamo la possibilità di un bel giardinetto davanti casa, altrimenti andranno benissimo dei semplici vasi sul nostro balcone e delle comunissime bustine di semi.
E poi approfittando di una bella giornata di sole… armati di paletta e secchiello… mettiamoci seduti per terra con il nostro bimbetto a seminare, lasciando che sia proprio lui a lavorare la terra e a mettere i semini.

 

fare-orto-bambino


Lasciate che sia ancora lui a bagnare le pianticelle e poi lo vedrete emozionatissimo quando spunteranno le prime foglioline.
Un’attività questa, che oltre a divertire i nostri bimbi gli insegnerà il rispetto per la terra, sviluppando in lui la consapevolezza della natura e perché no anche alcuni dei principali insegnamenti legati all’ecologia.
E parlando di ecologia… proprio in un libricino, dal titolo ECO ALFABETO, scritto da Fritjof Capra, importante fisico, teorico dei sistemi e saggista di fama internazionale, si parla proprio dell’importanza di insegnare ai bambini una sorta di educazione all’ecologia tramite la coltivazione di un orto.
Secondo Capra questo permetterebbe loro di capire autonomamente già da piccolissimi quali e cosa sono i cicli naturali, come si regola la natura e l’importanza di preservare e di conseguenza amare la terra e la natura.

 

Scopri pure: Costruiamo una casetta di cartone per i nostri bimbi