21 Ott

Nati per morire. L’indice del rischio di mortalità mamma – bambino

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Il rapporto mamma-bambino è una delle cose più misteriose e complesse che esistano. Si costruisce di messaggi invisibili, di scambi chimici, di amore. È un legame assoluto, inscindibile e di straordinaria importanza. Che vede la mamma grembo accogliente di quello che poi sarà vita. Sarà neonato, bambino, uomo. E muoverà i suoi passi nel mondo, costruendo la sua storia.

Quell’uomo, nato bambino, porterà con sé un’eredità, trasmessa dalla sua mamma. Un’eredità che è costituita dal patrimonio genetico dei suoi genitori: caratteri indelebili che porterà con sé per sempre. Ma sopratutto da un patrimonio meno evidente, più ampio, che va oltre quello genetico, e che è il riflesso delle condizioni in cui la sua mamma ha vissuto, mentre lo portava in grembo. È come un segno, che dà una direzione a una vita che sta per nascere.

 

Questo segno, questa eredità, va protetta, tutelata, seguita, affinché dia una spinta giusta alla vita che si forma in grembo. Affinché diventi vita che cresce. Nel mondo più di 6 milioni di bambini muoiono prima dei 5 anni, a causa di malattie prevenibili e curabili con semplici soluzioni. E la metà di questi sono neonati, ovvero bambini che muoiono nel primo mese dalla nascita. Bambini che non cresceranno, non vivranno la propria esistenza, che non saranno mai adulti. Paradossalmente sono bambini “nati per morire”.

 

La causa di queste morti, di queste vite mancanti, è legata alle condizioni di salute della mamma, durante il periodo del concepimento, della maternità, e durante e dopo il parto. Se la mamma sta bene, in salute, è assistita e curata adeguatamente, sottoposta ai giusti controlli, l’eredità che passerà al bambino sarà quella di una salute più forte e una possibilità di sopravvivenza maggiore.

 

L’assistenza medica a una mamma dal concepimento al parto, che nel nostro Paese è scontata, nei paesi più poveri è assolutamente rara. Sono 289.000 le donne che hanno perso la vita nel 2013 per cause legate alla gravidanza o al parto. Sono centinaia di migliaia le donne che partoriscono sole, in villaggi sperduti, e che sole dovranno affrontare i primi giorni di vita del bambino, sperando di farlo sopravvivere e sopravvivere esse stesse. Sono poche –  troppo poche – le mamme che hanno consapevolezza dell’importanza della propria nutrizione durante il periodo della gravidanza. E, ancora, sono tantissime – ben 7 milioni – le ragazze che affrontano la loro prima gravidanza quando il loro corpo è troppo immaturo per poter dare alla luce una nuova vita.

 

Per questo abbiamo pubblicato Nati per Morire, un rapporto che  cerca di misurare con un vero e proprio Indice quali condizioni di salute della mamma possano incidere sulla salute del piccolo. È una chiave di lettura essenziale nella lotta e nella prevenzione della mortalità materna e infantile. Sfida che Save the Children ha intrapreso nel 2009, e ancora porta avanti, sviluppando progetti di salute materno-infantile in oltre 40 paesi.

Assicurare assistenza e buone condizioni di salute a una mamma, significa proteggere l’eredità che essa trasmetterà al bambino. Solo così milioni di bambini nasceranno per vivere.

 

Per aiutare Save the Children a combattere la mortalità infantile fino al 2 novembre sarà possibile donare  2 euro inviando un Sms al numero 45508. 

 

 

[Scritto da Valerio Neri, Direttore generale di Save the Children Italia].

 

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