Letizia Cozzolino

Letizia Cozzolino

Sono Letizia, mamma di uno splendido bambino di circa tre anni. Ho 29 anni e sono laureata in Scienze del Servizio Sociale. Sogno di diventare, al più presto, assistente sociale. Intanto, coltivo le mie passioni e le condivido con gli altri, attraverso il mio blog, dove mi occupo di dolci, cucina, fai da te e tutto ciò che ha a che fare col mondo dei bambini.

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Il tema dell’obesità infantile è estremamente importante. Secondo un’indagine condotta per conto del Ministero della Salute, dal sistema di sorveglianza Okkio alla Salute, emerge un quadro inquietante della situazione italiana, i dati parlano chiaro più di un bambino su due nel nostro paese è in sovrappeso. L’ultima indagine  è stata condotta su un campione di  51.145 bambini di età compresa tra i 6-10, di cui il 23% è in una situazione di sovrappeso e  l’12% è obeso, con percentuali più alte nelle regioni del Sud e del Centro.

 

L’immagine del bambino è notevolmente cambiata dunque, i bambini ossuti che giovano a calcio nei cortili o che si riunivano per divertirsi all’aria aperta appare come qualcosa di abbastanza distante dalla fotografia che emerge dai dati di questa ricerca. Complice, infatti, dell’aumentare di fenomeni di obesità infantile sono gli stili di vita e le abitudini alimentari scorrette di questi bambini.

 

Il 18% del campione infatti pratica sport per un’ora a settimana, il 36% guarda la televisione e/o gioca ai videogiochi  per più di due ore al giorno, un solo bambino su quattro si reca a scuola a piedi. Questi comportamnti oltre a comportare rischi diretti per l’insorgenza del sovrappeso e di patologie fisiche, ci indicano anche che le possibilità di socializzazione sono seriamente limitate.  

 

Dal punto di vista alimentare i bambini tendono a saltare la colazione (9%), fare una merenda di metà mattinata abbondante (65%) fatta prevalentemente con cibi confezionati ricchi di grassi insaturi e zuccheri, non mangia abbastanza frutta e verdura e consuma abitualmente bevande zuccherate (44%). Ma i poveri bambini non hanno gli strumenti per poter capire cosa è meglio per la propria vita e il proprio girovita.

 

Il compito di un’adeguata educazione alimentare spetta quindi agli adulti. Le scuole hanno più volte attivato progetti finalizzati ad aumentare il consumo di frutta e verdura da parte dei bambini e ad attuare iniziative che supportino più corrette abitudini alimentari e una nutrizione maggiormente equilibrata. Ma più di tutti spetta ai genitori occuparsi della trasmissione di corretti stili di vita. Proprio loro che si impegnano tanto nel  cercare il miglior corso di inglese o la migliore scuola di musica, devono porre maggiore attenzione proprio sull’educazione alimentare dei propri pargoli.

 

Un lavoro che inizia molto presto, ad esempio abituando i bambini alla diversità dei sapori, senza creare terrorismo psicologico, ma offrendo periodicamente anche quei cibi che i bambini non amano tanto. Inoltre i piccoli apprendo meglio dall’emulazione che dalle parole, quindi adottare abitudini salutari in famiglia è la strada principe da seguire.

 

D'altronde servirebbe una politica seria sulla pubblicità ingannevole, che fa passare come salutari degli alimenti che di genuino hanno ben poco, oltre che incrementare le strutture pubbliche per  lo sport dopo gli orari scolastici. E poiché come ci insegnava Bruno Munari “i bambini di oggi sono  gli adulti di domani” aiutiamoli a sviluppare tutti i sensi  e ad occuparsi sin da piccoli della propria salute.

 

L’allattamento al seno è un evento straordinario di cui nessun bambino dovrebbe esser privato. Il latte materno contiene nutrienti eccezionali insostituibili: eppure sono tante le mamme che decidono di non allattare o smettere di farlo, perché vittime di disinformazione, o peggio, dei falsi miti che ruotano intorno all’argomento. L’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia l’allattamento esclusivo per i primi sei mesi e condiviso fino ai ventiquattro. Vediamo il perché di queste indicazioni così prolungate che potrebbero suscitare qualche perplessità.

 

Innanzitutto, il latte è importante perché apporta innumerevoli benefici per il bambino. In primo luogo, esso costituisce il nutrimento perfetto, facilmente digeribile. Inoltre, rappresenta una tappa fondamentale per la crescita emotiva del bambino, poiché aiuta a capire dapprima i segnali del piccolo, facilitando, in tal senso, il ruolo di mamma. A contrario di quanto possa sembrare, l’attaccamento continuato alla mamma infonde sicurezza al bambino il quale, soddisfatto nelle sue esigenze primarie, rafforza giorno dopo giorno la consapevolezza di se stesso, scoprendosi pronto per le successive fasi di crescita. Il latte materno offre tanti anticorpi che combattono i germi con i quali il piccolo viene a contatto. Infine, un bambino allattato al seno sarà meno soggetto al rischio di obesità in futuro. 

 

 

L’aspetto davvero sorprendente è che la buona pratica dell’allattamento giova al bebè quanto alla neomamma. Ebbene sì: la mamma che allatta avrà meno difficoltà a rientrare nei suoi vecchi jeans, perché l'allattamento si presenta come un'attività che richiede un dispendio energetico notevole, utile per mandar giù i chili di troppo accumulati in gravidanza. Inoltre, l’allattamento al seno fa sì che le mamme corrano meno rischi di sviluppare tumore al seno o all’utero (circa il 20% in meno). Infine, la praticità, nonché l'economicità del latte materno non la batte nessuno. È un prodotto sempre pronto all’uso. Niente biberon da sterilizzare: se si esce per una passegiata, non c’è bisogno di cercare il bar più vicino per farci riscaldare il latte!

 

Ma come fare per poter allattare facilmente? Attaccare il bimbo al seno, ogni volta che lo desira, perché l’allattamento materno segue la regola della “domanda e dell'offerta”, ossia più spesso si allatta, più latte ci sarà. Se il vostro bambino desidera poppare, non ha importanza il motivo, può solo fargli bene. 

 

Da quando sono nate le compagnie di volo low cost le distanze geografiche si sono notevolmente accorciate. Ormai sulla lista dei regali di Natale, San valentino e compleanni sembra proprio non possa mancare una visitina a qualche capitale europea. E su via a cercare il volo più convenente. Si passano ore a fantasticare su romantiche fughe a Parigi o entusiasmanti passeggiate nella multietnica capitale britannica. Sogni che però possono vacillare se a viaggiare non siamo da soli ma in compagnia di piccoli turisti. Il viaggio di una famiglia può destare qualche timore.

 

In realtà con qualche piccolo accorgimento anche con la ciurma al seguito è possibile organizzare un weekend in giro per l’Europa, senza troppi timori. Innanzitutto bisogna partire con la consapevolezza che in una sola giornata non sarà possibile visitare 3 musei, 4 cattedrali e mangiare solo street food. Quindi, il primo obiettivo sarà quello di abbassare le proprie aspettative e godersi ogni istante senza avere l’assillo delle cose non visitate o del programma non rispettato.

 

Ecco alcune regole per pianificare un viaggio con dei bambini:

 

1. Organizzare il viaggio in aereo tenendo conto che i bambini possono soffrire di fastidi all’orecchio. Per tale motivo se sono molto piccoli offrigli i seno o il biberon in fase di decollo, oppure se più grandi fargli masticare una caramellina o un chewing gum. Adoperarsi con giochi da tavolo da poter utilizzare sulle tavolette poste dietro ai sedili.

 

2. Per quanto riguarda l’alloggio da scegliere l’opzione da preferire nel caso di viaggio con bambini è di sicuro l’appartamento, che consente di mettere a proprio agio i piccoli viaggiatori, specie se molto piccoli, perché consente di rispettare la loro dieta, avendo la possibilità di cucinare i pasti. Inoltre cosa non meno importante, in un appartamento i bambini hanno più spazio a disposizione per i giochi, non bisogna dimenticare che il gioco è l’attività più importante per i nostri figli.

 

3. Adeguare il proprio programma all’età dei bambini. Le attrazioni turistiche più gettonate hanno spesso delle opzioni speciali per i piccoli viaggiatori. Ad esempio al Louvre sono previsti dei percorsi a misura di bambino, per consentire ai genitori di coniugare il proprio interesse con il divertimento dei figli. Un’altra idea è quella di optare per la visita dei musei d’arte moderna perché più allegra, colorata e capace per tale motivo di attrarre anche i piccoli visitatori. Se i bambini sono abbastanza grandi è utile inoltre visitare i musei di scienze naturali, dove è possibile entrare in contatto con la paleontologia, che tanto interesse desta nei bambini che si da piccoli giocano con i piccoli dinosauri.

 

4. Viaggiare con pochi bagagli per agevolare gli spostamenti dall’aeroporto all’alloggio, tenendo conto che per i bambini piccoli c’è anche l’ingombro del passeggino. A tal proposito in alcune città è anche previsto il noleggio dei passeggini e di tanti attrezzi per i piccoli viaggiatori.

 

5. Spostarsi in città avendo ben cura di portarsi tutto il necessario in un piccolo zainetto. Inoltre individuare sulla cartina gli innumerevoli parchi per consentire ai piccoli si sgranchirsi le gambe e liberare le proprie energie, che nei vari spostamenti devono per forza di cose essere contenute.

 

Pochi punti che possono rendere anche la vacanza familiare un’esperienza indimenticabile. L’effetto sorpresa non mancherà di certo, ma potrà essere vissuto come un’occasione per non lasciarsi prendere dalla fretta anche in vacanza. Il ritmo lento dei bambini consiglierà anche agli adulti di godersi gli angoli inediti delle città andando oltre i soliti stereotipi da turista.