Care amiche (ci rivolgiamo a voi che siete primogenite) quante volte vi siete sentite cariche di responsabilità o trattate "più da adulte" dai vostri genitori quando è arrivato un fratellino o una sorellina? Immaginiamo davvero spesso. Agli occhi dei vostri genitori siete apparse magicamente più grandi di quel che, in effetti, eravate o siete. Non solo, il figlio più piccolo apparirà di contro, a mamma e papà, più piccolo di quanto in realtà sia. Perché accade ciò?

 
A svelarlo ci pensa il sito del quotidiano francese Le Figaro che ha svelato i risultati di una ricerca condotta da studiosi dell'Università di Tecnologia di Swinburne in Australia. Delle 747 madri intervistate, il 70% ha dichiarato che alla nascita del loro secondo figlio, il primogenito è apparso loro decisamente e improvvisamente più grande. Alle madri è stato poi chiesto di indicare su una parete bianca l'altezza stimata del figlio di età compresa tra i 2 e i 6 anni. Ebbene, ne è emerso che i figli più piccoli e i figli unici sono visti più piccoli di quanto essi siano in realtà.
 
Tra l'altezza stimata dalla madre e quella reale dei bambini, i ricercatori hanno infatti riscontrato una differenza di 7,5 centimetri, mentre più accurata è stata la stima dell'altezza per sorelle e fratelli maggiori. Ciò a prescindere dalla loro età. 
 

Questa errata percezione, sostengono gli studiosi, è probabilmente un "trucco" della natura, una strategia evolutiva che ci permette di dare al membro più giovane della famiglia tutto l'affetto e la cura di cui ha bisogno, facendocelo apparire più piccolo e fragile di quanto non sia in realtà. Gli studiosi parlano di questo fenomeno come se fosse un trucco della natura, che tende a far dare al più piccolo della famiglia l'amore e le attenzioni di cui ha bisogno facendolo apparire anche più necessitante di cure, rispetto a ciò di cui effettivamente ha bisogno.

 

Scegliere il nome del proprio bambino, è una tappa importante per la coppia che si prepara a diventare genitori! Molto spesso questi esplodono in tutta la loro fantasia e creatività, affibiando ai propri figli nomi che potremmo definire alquanto eccentrici! Ma come si suol dire "de gustibus non disputandum est"! Scopriamo ora insieme i nomi più strani al mondo dati dai genitori ai propri figli.

Il momento in cui a casa arriva un bambino, frutto dell'amore di un uomo e di una donna che hanno deciso di metter su famiglia, è davvero speciale. Tuttavia, spesso, l'ansia di dovergli dare il meglio possibile induce i neo mamma e papà a cadere vittime dei tranelli del marketing e della pubblicità e inducendoli dunque ad acquistare spesso delle cose inutili, delle quali realmente non si ha bisogno e che vanno ad incidere, dunque, non solo sul bilancio familiare, ma anche sull'ambiente.

Sebbene Alana sia una normalissima ragazzina di 13 anni che ama la musica, uscire con amici, suonare il piano ed anche giocare a golf, in realtà, è davvero unica al mondo per il modo in cui è stata concepita. Sharon, la madre della ragazza, nel 2000, dopo diversi anni in cui non era riuscita a rimanere incinta, decise di sottoporsi ad una tecnica chiamata transfer mitocondriale presso il Saint Barnabas Medical Center, nel New Jersey. Lo staff era guidato dall’embriologo, nonché ideatore della tecnica, Jacques Cohen.

Considerazioni e consigli sulla nanna dei bimbi.

Proprio in questi giorni, io e il mio compagno abbiamo finalmente terminato di ammobiliare la nuova cameretta di Mattia, con tanto di lettino nuovo, scelto proprio dal mio piccolino che appena l’ha visto nel negozio, gli si è buttato sopra e non voleva più andare via… amore a prima vista.
Il nostro angioletto non ha mai dormito con noi, nella stanza o nel lettone, sin dai primi giorni di vita l’abbiamo abituato a stare nella sua stanzetta.
Unico vizietto che ha, se tale si può definire, legato al lettone, è il suo modo di salutarci al risveglio, appena suona la sveglia, scatta in piedi, e con voce piena e carica pretende la sua razione di coccole mattutine di mamma e papà.
Da quando Mattia è arrivato nella nostra vita ogni santa mattina dobbiamo puntare almeno 30 minuti prima la sveglia perché vuole le sue cocche altrimenti si arrabbia terribilmente… Mattia infuriato non è assolutamente bello da vivere, è capace di farti passare dei brutti quarti d’ora.

Il lettone per ogni bimbo rappresenta il posto rassicurante per eccellenza, il nido delle coccole, ma bisogna ricordare che il lettone è anche l’alcova matrimoniale, un posto per i genitori dove per un attimo smettono di essere mamma e papà e ritornano a essere un uomo e una donna, e anche mamma e papà amano stare morbidamente rilassati e immersi nelle coccole.
Avere un bambino crea degli scombussolamenti all’interno di una coppia non indifferenti, cambiano veramente tante cose dal momento del concepimento che se anche nel letto ci si dimentica di essere una coppia alla fine tutto scoppia.
Credo quindi sia fondamentale non dar l’abitudine ai bambini di dormire insieme ai genitori ricordandosi che togliere un vizio non è facile, basta pensare ai vizi di noi adulti: quanto ci mettiamo a smettere di fumare? O a metterci a dieta quando il vizio del cibo ci fa mettere su qualche chiletto?

 


Se invece l’abitudine di dormire con mamma e papà è già molto radicata allora non resta che armarsi di estrema calma, pazienza, infinito amore e tanto tanto tanto tempo.
I primi giorni non saranno facili, ma provando a circondarlo con cose che gli piacciono, creando la zona nanna il più piacevole al bambino con qualche giocattolo, dolci ninne nanne, dei cd di musica dolce e rilassante, e magari qualche una fiaba raccontata dalla mamma e dal papà si può sperare di creare quella magia utile ad aiutare il bambino nel passaggio dal lettone al suo lettino.
Sono totalmente contraria ai metodi violenti, tipo lasciare il bambino nel suo lettino anche se strilla o sgridarlo…

Le situazioni drastiche oltre che creare dei problemini nella delicata anima del bimbo, vedranno ottenere solo l’effetto contrario di ciò che si vuole.
Qualsiasi regola, qualsiasi comportamento o situazione si deve sempre far apprendere con amore, perché i bambini sono amore, amore puro.

 

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