29 Ott

Crescere un bambino bilingue: Perché si? Perché no ?

Scritto da  Valentina Stagnaro

Adesso più che mai, i genitori si rendono conto dell’importanza di crescere un bambino che abbia le carte in regola per diventare cittadino del mondo. Per fare ciò, molti di loro decidono di offrire l’opportunità ai propri figli di diventare bilingui, anche se nati da due genitori italiani.

I metodi e le modalità sono moltissimi; in genere, il bilinguismo viene diviso in tre categorie, a seconda dell’età in cui la seconda lingua viene introdotta:

bilinguismo nella prima infanzia, infantile e tardivo.

Nel caso del bilinguismo tardivo, ossia della seconda lingua introdotta dopo la pubertà, la persona in questione non verrà considerata madrelingua, diversamente dai bilingui che apprendono la seconda lingua durante l’infanzia.

Dunque, non è mai troppo presto per cominciare: recenti studi hanno dimostrato che l’apprendimento del neonato comincia addirittura all’interno dell’utero materno: infatti, se durante la gravidanza il nascituro viene in contatto con più lingue, svilupperà una predisposizione maggiore verso l’apprendimento di nuovi idiomi.

Naturalmente, non è necessario cominciare il giorno della nascita: contrariamente a quanto si pensi, i bambini non imparano una lingua prima degli adulti.

La loro memoria e le loro capacità analitiche, infatti, non sono ancora del tutto sviluppate. In ogni caso, la seconda lingua può essere introdotta in qualsiasi momento, e ogni famiglia, specie se composta solo da italiani, troverà il metodo più adatto ai propri figli.

C’è chi preferisce appoggiarsi a scuole internazionali, chi a summer campo all’estero e chi ricorre a rituali di varia sorta: giochi, cene a tema, cartoni animati in lingua.

 

Ovviamente, la base di qualsiasi metodo adottato da famiglie non madrelingua è la creazione di aspettative realizzabili, che incoraggino la costanza dell’insegnamento e, soprattutto la creazione di una routine. I bambini si sentono rassicurati dalla routine e, spesso, questa li può aiutare a vincere un’iniziale resistenza alla nuova lingua.

Il percorso di apprendimento della lingua è lunghissimo, i risultati, spesso, si fanno attendere. 

Per ora, comunque, solo vantaggi.

Tra gli svantaggi, recenti test dimostrano che, a discapito dell’opinione comune, i bambini bilingui non abbiano completa padronanza di nessuna delle due lingue apprese, cosa che rende il loro vocabolario meno ricco e la scelta delle parole non sempre corretta, diversamente da un bambino monolingue in grado di gestire pienamente la sua unica lingua.

Naturalmente, questo svantaggio viene ampiamente colmato dalla serie di vantaggi che comporta la padronanza di due o più lingue, a livello sia sociale che professionale.

 

Letto 4395 volte Ultima modifica il Lunedì, 07 Gennaio 2013 16:18
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