13 Dic

E' in arrivo un fratellino (Parte 1)

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“Amore della mamma, ti piacerebbe avere un fratellino?”. “No! Ruberebbe i miei giocattoli!”. 

Se nostro/a figlio/a dovesse rispondere più o meno così, mentre noi siamo invece in procinto di comunicargli che presto avrà un/a compagn/a di giochi, dobbiamo tenere in considerazione almeno 3 cose.

  1. In realtà “i miei giocattoli” nella sua testolina corrispondono a “l’amore della mia mamma e del mio papà”.
  2. Se anche la sua risposta fosse diametralmente opposta, o se addirittura il fratellino ce l’avesse chiesto lui, non è escluso che i problemi nascano con l’arrivo effettivo di quel bimbo prima semplicemente immaginato.
  3. È difficile ma non impossibile per noi gestire la normale gelosia del primogenito verso quello sconosciuto che già si trova nel nostro grembo.

Ebbene sì, quel bebè che tutti vorrebbero proporgli come una personcina bisognosa di cure e affetto a cui deve volere tanto bene, per lui è semplicemente uno sconosciuto! Anzi peggio, è un ladro che senza invito si intrufola nella sua casa, nella sua stanzetta, nel suo tempo, tra lui e i suoi amori unici e assoluti (mamma e papà), di cui prima era l’amore unico e assoluto.

È quindi importante non tanto quello che diciamo e facciamo, ma come lo diciamo e lo facciamo. Che il nostro amore per i nostri bimbi sia sincero e intramontabile è scontato, non lo è come loro lo percepiscono.

I bimbi infatti, a dispetto delle poche abilità cognitive-emozionali che noi attribuiamo loro, già dai primissimi anni sono invece capaci di andare al di là delle nostre parole e di leggere i nostri comportamenti, gli sguardi che ci lanciamo fra adulti e anche i silenzi. Hanno però bisogno del nostro aiuto per districarsi tra i significati e attribuire ad ogni cosa la giusta interpretazione.

Questo non vuol dire che dobbiamo farci prendere dall’ansia nell’approccio con loro, ma solo che dobbiamo fare un po’ di attenzione al modo di comunicare il nostro amore. Nella seconda parte vedremo insieme qualche piccolo accorgimento per il periodo pre e post parto, che ovviamente la sensibilità materna adatterà all’età specifica del primo figlio e applicherà con gradualità.

(clicca per la seconda parte)

 

Letto 2494 volte Ultima modifica il Martedì, 22 Gennaio 2013 18:36
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Giovanna Busà

Sono Giovanna, messinese di nascita ma castellana di adozione… No, non vivo in un castello (anche se mi piacerebbe!) ma a Città di Castello, in provincia di Perugia! Quando mi chiedono cosa mi ha potuto far lasciare il sole per la nebbia rispondo sempre “l’amore”; quelli meno romantici non ci credono, ma in realtà “il lavoro” sarebbe la risposta di mio marito, non mia! 

A proposito di lavoro, mi occupo di “educazione” e ultimamente ho lavorato in un nido d’infanzia, ma al momento c’è una sola bimba a cui dedico interamente le mie giornate: la mia splendida Maria Chiara, che farà un anno a Febbraio!

Ah già, la mia età… io ho 33 anni suonati, ma shhhhh, non ditelo a nessuno!!

Il mio motto? “Tutto è un dono”, la mia famiglia, i miei amici, la mia vita, quello che mi circonda…

E la mia passione? Leggere e scrivere di tutto!