Qualche consiglio da mamma per una buona alimentazione


L’alimentazione dei bambini deve essere molto curata, calcolata e basata anche sul gusto personale, questo sia quando s’inizia lo svezzamento che poi per tutto il resto della vita: bambino, ragazzo, adulto.
Io per esempio ho scelto di non usare prodotti e preparati già pronti, che potessero essere semplici omogeneizzati o liofilizzati.
Tutto quello che Mattia ha iniziato a mangiare era, ed è tutt' ora, cucinato da me, ammetto però anche che questo l’ho potuto fare solo perché sto con il mio angioletto tutto il giorno e ho il tempo di poter cucinare e seguire i vari metodi di cottura giusti per lui.
L’ho avvicinato a ogni tipo di alimento, conosce ormai tutte le verdure che mangia con piacere, specialmente le zucchine che… per esempio io non amo per nulla.
Consuma frutta, latte, yogurt, pane, pasta, insomma mangia di tutto e con gusto.
Non so se tutto questo sia merito della mia scelta, oppure solo merito del mio bimbo che è un buongustaio, ad ogni modo meglio così.
Quello che non do al mio bimbetto sono i dolci confezionati e i classici cibi spazzatura, che poi per me sono i principali prodotti che causano problematiche di salute nei bambini. E anche negli adulti.
Ovvio che al gusto sono buone, ma non fanno bene.
Se si calcola poi la percentuale di zuccheri e grassi che contengono, ci si rende conto che di nutriente non ha proprio nulla, anzi, sarebbe giusto dire che sono un inganno per il nostro palato e soprattutto per il nostro cervello, perché l’alimentazione parte prima proprio da lui.
Secondo uno studio condotto dalla dottoressa Sophie Von Strumm, ricercatrice presso il Dipartimento di Psicologia della Goldsmiths, dell’Università di Londra, parrebbe che il classico cibo spazzatura addirittura abbassi il quoziente intellettivo.
Ora magari questo è esagerato, ma se si pensa a come ci si dopo una grande abbuffata...

 


Ad ogni modo ogni buon genitore domanda al proprio pediatra come dovrebbe essere una buona alimentazione per il proprio bimbo e le risposte che si ottengono sono comunemente le stesse, indicate fondamentalmente in sei punti:


1) Il bambino deve seguire un’alimentazione equilibrata e nutriente, ma non troppo ricca di calorie e grassi.

2) La preparazione dei cibi deve essere fatta con cura e amore, i piatti pronti non sono indicati perché poveri di sostanze nutrienti.

3) Bisogna sempre calcolare che la metà delle calorie giornaliere dove essere fornita dai carboidrati.

4) Come condimento è importante prediligere l’olio extravergine di oliva crudo. Limitare le fritture e non riutilizzare mai l’olio con cui si è fritto in precedenza.

5) Per insaporire i cibi non abusare mai del sale.

6) Inserire nell’alimentazione dei propri bambini alimenti ricchi di fibre e pesce.


Una cosa divertente è coinvolgere i bambini nella preparazione dei cibi, tipo nel fare le torte o frittate di verdura. La cucina dopo sarà un vero e proprio casino totale, ma il divertimento è assicurato per bimbi e anche per noi mamme.

 

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Proprio vero che ogni giorno se ne scoprono sempre di nuove!

Prima di cena quando ormai sia io che il mio piccolino stanchi dalla giornata fatta di corse, rincorse e qualche urletto, ci mettiamo seduti sul lettone ad aspettare l’arrivo del papà, passiamo qualche minuto a cazzeggiare sui vari siti internet sfogliandoli un po’ come le pagine del giornale, io alla ricerca di novità e Mattia attirato dai suoi mille colori.
Capita spesso d’imbattermi in articoli che parlano di oggetti interessanti, ma solitamente amo parlare solo di cose provate effettivamente da me, nella mia quotidianità… se devo parlare, vorrei esser sicura di non parlare bene di un qualcosa che poi si dimostra la cavolata del secolo.
Questa volta però l’articolo in questione mi ha letteralmente rapito, complice il mio estremo amore per la musica: parla di una sorta di cintura che messa sul pancione della mamma, attraverso quattro altoparlanti calibrati a un volume particolare e un comune mp3 trasmetterebbe la musica che ascolta la mamma al bimbetto.
Trovo questa idea straordinaria… e se avessi saputo della sua esistenza, l’avrei sicuramente usata durante la gravidanza del mio piccolo ometto… da amante della musica non avrei resistito.
La fascia musicale… che in realtà si chiama Ritmo Advanced Pregnancy Sound System, sarebbe regolabile per seguire la crescita del pancione e del bimbetto che vive dentro, ed è lavabile proprio come un qualsiasi capo di abbigliamento.
E, se è vero, il prezzo che hanno indicato, neanche troppo costosa visto che gira intorno ai cento euro: potrebbe essere il primo regalone per il bimbo che deve arrivare.

 


La musica è un dono meraviglioso che l’universo ci ha regalato, fa bene a ogni età, ancor di più a un neonato ed è ormai riconosciuto che sia importantissima nel periodo della gravidanza sia per la mamma sia per il bebè che ospita nel suo pancione.
Qualcuno di voi la conosce? Oppure, qualcuno l’ha usata?
Sarebbe molto interessante che qualcuno mi raccontasse, nel caso in cui l’abbia usata, la sua esperienza, per capire per esempio se realmente ha tratto dei benefici, del tipo che magari una volta indossata e accesa il bimbetto ha iniziato a ballare a suon di rap. Scherzo ovviamente.
Ricordo però per esempio che al mio piccolino piaceva molto la musica classica e la notte dove io volevo dormire e lui invece sembrava veramente ballare all’interno del mio pancione, accendevo il lettore cd e ascoltavo IL MATTINO di Grieg a palla e lui si tranquillizzava… ancora oggi lo ascoltiamo spesso come ninna nanna.

 

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Come comportarsi quando sentiamo una parolaccia? 

 

Mi è capitato qualche giorno fa di scontrarmi con un problemone nell’educazione del mio bimbo: ha imparato la sua prima parolaccia; avreste dovuto vedere la mia faccia, lì per lì, ho guardato Mattia molto perplessa, la mia testa aveva all’interno una serie di punti interrogativi e una domanda nasceva spontanea “ ma… ha detto proprio quello?”

Prima di riprenderlo ho voluto aspettare di capire veramente se era proprio la parolina in questione quella usata e… dopo neanche una mezzora, mentre giocava… eccola spuntare nuovamente sulla bocca del mio piccolino.

Io e il mio compagno siamo entrambi molto attenti a non lasciarci scappare nessuna parola, diciamo non bella, davanti al nostro bimbetto, eppure nonostante tutte le accortezze, durante una passeggiata al parco l’ha sentita e, come per magia, imparata in un micro secondo: la situazione diviene tragicomica quando poi arrivo a scoprire che non solo la sa pronunciare perfettamente ma sembra addirittura aver capito anche qual è il suo ruolo preciso.

A questo punto …qual è il miglior modo di risolvere il problema?

Mattia ha capito che non è una parola che gradisco perché quando la dice, lo riprendo, Purtroppo, però non ha ancora smesso di usarla; parlandone con la pediatra mi ha rassicurato che verso i 2 -3 anni fa parte della normale crescita del bambino impararle e dirle, inoltre già a quell’età un bambino è in grado di capire attraverso i nostri comportamenti se quello che sta dicendo è una parolina bella oppure no.

E sempre secondo lei queste parole sono dapprima usate come gioco e per dimostrare al mondo che lui sta crescendo e un nostro tentativo di fargli capire che è sbagliato dirle usando una forma più aggressiva lo porterebbe a dirla ancor più frequentemente: ci troviamo difronte alla loro prima ribellione.

 

bimbo-dice-parolacce

 

Come dire… iniziano presto!

 Non è bello sentire un adulto che nel parlare usa vocaboli volgari, figuriamoci quando appaiono sulle labbra di un angioletto ma purtroppo per quanto ne sia contraria, è anche doveroso ammettere che le cosiddette parolacce fanno parte del normale linguaggio di adulti e bambini e che purtroppo non si può impedire che arrivino alle orecchie del nostro pargoletto ma forse solo sperare che crescendo piano piano imparino che non è bello dirle e siano proprio loro stessi ad allontanarle dalla loro boccuccia.

 

26 Feb

Lo yoga in gravidanza

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Con il termine sostantivo maschile sanscrito Yoga nella terminologia delle religioni originarie dell'India s’indicano le pratiche ascetiche e meditative, spesso si associa lo yoga a una pratica fisica, una ginnastica, ma in realtà detto in maniera semplice senza andare a tirare fuori cose strane, lo yoga e una tecnica che consente attraverso appunto gli esercizi insegnati dallo yogi, il congiungimento del corpo, della mente e dell'anima con Dio per ritrovare il nostro vero IO.

Ovviamente la mia è una spiegazione molto ristretta dello yoga, 1) perché spiegare in termini specifici cosa sia è abbastanza complicato e non sono io la persona giusta per farlo, 2) perché in quest’articolo più che altro volevo parlare della mia esperienza con lo yoga durante la mia gravidanza.
Per chi comunque ha voglia di conoscere meglio lo yoga posso tranquillamente consigliare questi tre libri che oltre a dare spiegazioni in maniera ottimale, avvicinano il curioso (al inizio si fanno le cose proprio per curiosità) alla pratica della disciplina:
Vivere lo Yoga – La dieta dell’Illuminazione - di Sharon Gannon
La Dimensione dell'anima nello Yoga- Fondamenti pratici per un percorso di esercizio spirituale - di Heinz Grill.
La Pratica Individuale Sequenze e Temperamento – di Alberto Stipo
Tornando invece a noi, non ricordo quando mi sono avvicinata allo yoga, ero una ragazzina, incuriosita e alla ricerca di me stessa o come si voglia dire del mio IO interiore…e cascasse il mondo non vi era mattina senza che io iniziassi la giornata con il saluto al sole e non vi era sera, dove non eseguissi il saluto alla luna.
Durante la gravidanza ho continuato ovviamente a praticare lo yoga in un centro della mia città, seguendolo per tutti i nove mesi, negli ultimi tre le lezioni erano solo legate ovviamente alla pratica della respirazione: devo dire che per me, che sono una persona molto emotiva e un po’ ansiosa, questo corso mi ha aiutato moltissimo.

 

yoga-gravidanza


In qualsiasi centro dove si pratichi lo yoga, ci sono corsi creati apposta per le donne in dolce attesa, dove si praticano semplici e armonici esercizi tra cui quello legato alla respirazione, quest’ultimo davvero importante durante il parto, inoltre lo yoga allevia dolori legati alla costrizione di una postura diversa obbligata dal pancione, tonifica ed elimina fastidiosi gonfiori.
Anche in gravidanza bisogna essere attive, è enormemente sbagliato pensare che quando si sia incinta bisogna solo riposare magari stando sul divano o nel lettone h24… almeno che questo non sia richiesto dal ginecologo per via di problemi di salute, questo tipo di atteggiamento rischia solo di portare problemi durante il parto.
Non bisogna mai però fare o provare il fai da te, perché se è vero che in uno stato di salute normale si possono fare anche gli esercizi da soli… in gravidanza assolutamente no, bisogna sempre intraprendere una qualsiasi attività solo dopo aver consultato il ginecologo, il medico curante e l’ostetrica.

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25 Feb

La televisione e i bambini

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Non demonizzare, ma utilizzare in maniera corretta.

Quando i bambini iniziano a crescere, nella loro vita arriva un amico di giochi nuovo, un compagno silenzioso, colorato, divertente perché pieno di cose da vedere che incuriosiscono: sto parlando della televisione.
Devo essere sincera, non sono un amante di quest’oggetto, quindi raramente lo accendo durante il giorno, preferisco che il mio bimbo passi il suo tempo diversamente: giocando all’aria aperta con qualche amichetto per esempio, ma anche lui ha fatto la conoscenza della tv e durante il pomeriggio qualche volta mi fa la richiesta di stare in sua compagnia per qualche minuto.

 


Ecco che allora insieme ci mettiamo seduti sul divano o sul tappetone colorato e guardiamo uno dei suoi cartoni preferiti che ovviamente conosce a memoria… dico spesso che potrebbe quasi tranquillamente recitarlo lui.
Quando si parla del ruolo della televisione nella vita dei bambini, se ne parla sempre in modo molto negativo, vedendolo come strumento di abbandono, di disinteresse, di non comunicazione all’interno della famiglia.
Opportuno nella vita è imparare a usare il buon senso in ogni situazione, inutile quasi dire che è assolutamente sbagliato e diseducativo lasciare un bimbo davanti alla televisione accesa facendogli vedere immagini colorate a gogo diventando quindi la stessa una sorta di baby-sitter o di genitore sostitutivo: anche se si è stanchi o magari presi dai mille problemi o problematiche della vita, come il lavoro, i soldi o la casa… un atteggiamento simile è cosa assolutamente da evitare, non solo per il bambino, ma anche per noi mamme e papà che andremo a perdere mille attimi preziosissimi della vita dei nostri adorati cuccioletti, attimi che poi non torneranno mai più, attimi di sorrisi meravigliosi, faccette buffe, o paroline dette…
Altra cosa a cui dobbiamo pensare sono le scene negative a cui il nostro bimbetto potrebbe assistere: la televisione è fatta di mille immagini e in queste mille immagini vi si può trovare di tutto, è vista per il mondo… e nel mondo ci sono milioni di persone, così com’è sbagliato impedire la trasmissione di certi programmi, è altrettanto sbagliato pensare che la televisione o meglio chi la fa si metta al posto dei genitori e quindi prenda il ruolo di educatore nella società scegliendo cosa è giusto o no al nostro posto.
Sta a noi genitori impostare il ruolo di tale strumento nella vita dei nostri bambini e usarlo nel bene e non nel male, oggi poi siamo molto più fortunati rispetto al passato perché ci sono modi creati apposta per controllare cosa possono guardare i nostri figli attraverso per esempio il parental control, servizio che permette ai genitori di selezionare ciò che il bambino può vedere.
Nell’era dei media dove stiamo andando verso il tutto informatizzato, dove per avere un’informazione, non ci muoviamo da casa, dove persino le amicizie o i matrimoni nascono e crescono dietro a un pc… vuoi che i bambini non imparino ben presto l’amore della televisione?
Credo che invece di demonizzarla, noi adulti dovremmo imparare a usarla come mezzo di comunicazione e di rilassamento, ritagliandosi quel tot di minuti per guardarsi con la mamma, o con tutta la famiglia , un cartone animato o un film, per crescere insieme e creare un momento piacevole.
Si possono per esempio alternare magari le serate e prima della nanna, una sera si ascoltano le fiabe, una sera si guarda un bel cartone della Disney e una sera si ascolta un bel po’ di musica che rilassa e favorisce la nanna.
Un buon uso non crea mai il danno.

 

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Il network delle mamme che non si danno per vinte. 

Conciliare lavoro e famiglia diventa per molte donne un’impresa impossibile, a meno che non si accetti l’idea di fare grandi rinunce. Ma un barlume di speranza c’è, e nasce dalle idee di alcune donne che hanno vissuto sulla loro pelle questa esperienza. Paola Innocenti è la fondatrice di Withandwithin (www.withandwithin.com), un network dedicato al mondo femminile che offre un’alternativa concreta alle mamme di oggi.

 

E: Paola, dall’esperienza che hai avuto tu personalmente, si conferma che spesso lavoro e famiglia per una donna diventano difficilmente conciliabili. Cosa consigli alle donne che stanno vivendo una situazione simile?

P: Dirò una cosa molto impopolare ma io credo davvero che l'habitat azienda sia poco congeniale a una donna, specie se mamma. L’unico modo, infatti, per poter conciliare lavoro e famiglia è la flessibilità e le aziende (specialmente quelle italiane) ne concedono poca.

 

E: Ci sono tante donne e mamme che al momento non lavorano e non trovano un impiego. Pensi che l’imprenditorialità sia una strada percorribile per tutte?
P: Credo che sia l'unica via possibile. Se riescono a trasformare passioni e competenze in idee nuove e creative, perché non lanciarsi in un' impresa propria? Considerando oltretutto che il mercato convenzionale al momento non offre molto, credo che questa strada sia la più auspicabile.

 

E: È difficile sviluppare un’idea imprenditoriale in un gruppo di sole donne? Quali sono gli ingredienti segreti per il giusto compromesso?
P: Lavoro vuol dire impegno e disciplina, e questo vale soprattutto per quello non dipendente. Le donne tendono, a volte, a non essere concentrate e disciplinate soprattutto perché hanno mille cose da fare e tanti pensieri per la testa. Se poi sono anche mamme il rischio di distrazione è ancora più grande. Quindi la strategia da seguire, per non rischiare di danneggiare il lavoro, parte da una buona pianificazione delle attività, una precisa organizzazione interna e una chiara visione degli obiettivi che si vogliono raggiungere.

 

E: Cosa consiglieresti alle lettrici che stanno pensando di creare un’attività su web?

P: Prendere il coraggio a due mani e partire. Noi donne alle volte tendiamo a essere perfezioniste e finché una cosa non rispecchia al 100% la nostra idea abbia paura a iniziarla. Credo che nell’ambito imprenditoriale, sia necessario superare certi schemi e buttarsi: poi lungo il cammino si capisce cosa funziona e cosa no e si aggiusta il tiro, colmando eventuali gap di competenze e/o conoscenze.

 

E: Il network di With and Within (W&W) come può aiutare chi si iscrive?

P: Serve per creare collaborazioni, trovare competenze, avere supporto, promuovere attività all’interno di un network che ha come grandissimo valore aggiunto il fatto di sapere benissimo da dove arrivi e cosa stai vivendo. Inoltre, le donne tra i 25 e i 55 anni hanno l'80% del potere di acquisto mondiale (decidono pure le cravatte che portano i mariti!), quindi in W&W abbiamo tagliato fuori solo il 20% del mercato potenziale.

 

E: Ci racconti come è iniziata l’avventura di With and Within?

P: Ho creato With and Within con un’idea molto confusa di ciò che volevo fare e scarsissime competenze sul mondo del web. Però avevo dalla mia parte un forte entusiasmo e un’enorme creatività.
Conoscevo solo due donne a Berlino, Irene e Cinzia. Irene era in un momento molto difficile: sola in una grande città, con due figlie. Cinzia aveva appena abbandonato la sua posizione come psichiatra in un ospedale e accarezzava l’idea della libera professione per poter seguire meglio i suoi figli.
Le faccio incontrare ed entrambe le loro vite iniziano un nuovo corso. Inizio dunque a riflettere su quanto potente può essere una rete fatta di sole tre donne….e getto il seme di ciò che poi diventerà With and Within.

Mi ero licenziata da poco, prima della nascita del mio terzo figlio, perché si sa, le aziende americane non ti lasciano in pace neppure sul letto di morte! Ricordo perfettamente il momento in cui Martino, ad 1 anno, fece il primo passo e io pensai: ”Bene, adesso siamo tutti sulle nostre gambe, si può ripartire”. Il mondo, i mercati e molte aziende nel frattempo erano crollati. Io ero lontana dal lavoro da oltre 18 mesi e con la necessità economica e psicologica di ripartire.
Irene mi disse: “Ma perché non mettiamo insieme 3, 4 mamme e facciamo qualcosa? Considerando che 3 donne part time fanno tranquillamente il lavoro di 2, 3 uomini full time!”. Io le risposi che per 3, 4 mamme era difficile pure coordinare un caffè, figuriamoci un lavoro! Il lavoro è creatività sì, ma anche molto metodo. Inizio a riflettere sul dramma di molte donne, specie quando hanno figli: escluse dal mondo lavoro solo perchè decidono di essere madri presenti. O magari ancorate ad un lavoro che non rispetta le nuove esigenze, continuamente divise tra lo stare in ufficio e l’avere la testa (e il cuore) a casa coi bambini.

 

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Credo che le donne abbiano infinite risorse e incredibili competenze, ma purtroppo molto spesso non riescono ad esprimerle nel loro lavoro. Hanno comunque anche un terribile difetto: raramente riescono a tradurre in un adeguato compenso economico il loro vero valore. Penso, ad esempio, a quelle donne che sanno cucire, cucinare, rammendare, disegnare, insegnare e che spesso non trasformano queste loro naturali inclinazioni in un lavoro pagato. È vero che mancano i canali giusti attraverso i quali promuoversi, però il web offre mille opportunità. Così nasce With and within: un grande canale, una grande rete, un grande strumento di promozione. E tutto rigorosamente al femminile, perché alla fine solo chi ha vissuto il tuo stesso disagio può realmente capirti e apprezzarti.

Con W&W competenze e passioni non vengono disperse, ma al contrario, diventano occasione di reddito, grazie a una vetrina professionale dove promuovere ciò che davvero amiamo fare.
Abbiamo abbattuto il modello del “curriculum vitae”, che ti viene richiesto a quegli orribili colloqui, di quegli orribili lavori, di cui purtroppo hai bisogno, ma che non ami per niente. W&W è un luogo creativo, dinamico, e sperimentale, dove puoi promuovere quello che vorresti fare davvero. Perché se hai un hobby, una professione, un’attività immaginata o reale, un sogno campato per aria, qualsiasi cosa che ameresti fare…prima o poi ti ci dovrai confrontare.

Nella nostra community si possono trovare 3 aree:
GUADAGNA, perché alla fine, riuscire a vivere di quello che amiamo è il sogno di tutte.
CONDIVIDI, perchè il mio primo anno con i figli tutti piccini è stato di un isolamento totale e non si vive di solo lavoro!
SCAMBIA, perché oltre a un consumo più moderato e più solidale, spesso in uno scambio c’è molto di più: un’incontro.

Questa è With and within, una community al femminile, per donne creative e in movimento, che non si danno per vinte.

 

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Come ogni buona mamma alle prime armi anch’io mi sono trovata in situazioni, sporadiche fortunatamente, di piccole emergenze domestiche: si sa, i bambini sono capaci di farsi male anche stando fermi a guardarsi la televisione… e ogni volta le mamme invecchiano di dieci anni!

Vivono tutto con molta ansia e le più sensibili vanno in completo panico, in realtà bisognerebbe essere molto calme, tranquille, cercando sempre di rassicurare il bimbo e con l’aiuto di qualche buon prodotto naturale da tenere in casa e sempre e comunque a portata di mano, in meno di un minuto tutto è passato… il nostro bimbo sarà nuovamente pronto a correre e giocare.


Quando il vostro bimbo inizia a gattonare, oppure esplora già di corsa la vostra casa, può succedere che, all’improvviso, possiate sentire un bel botto seguito da un sonoro pianto ed eccolo là, seduto per terra con la manina alla testa.
La soluzione a tutti i botti che potrà dare, e senza dubbio la pomata all’arnia, rimedio super per alleviare il dolore ed evitare la formazione di lividoni: si applica con un leggero massaggio sulla parte che il bimbo ha battuto e poi ovviamente… un enorme bacione e tante tante tante coccole e sul visetto tornerà il sorriso.


Un altro problemone, che tutte le mamme passano, è legato ai dentini: il nostro bimbetto sarà spesso con le lacrime agli occhi e guardandolo in bocca si potrà osservare che ha le gengivine arrossate.
In farmacia esistono diversi tipi di prodotti, dalle paste gengivali al miele rosato, ma io vorrei suggerirvi questo balsamo gengivale della Weleda, eccezionale e soprattutto naturale.
Ha un gusto gradevole e un potere disinfiammante molto elevato adatto ai piccoli, ma anche alle nonne e volendo anche ai genitori se hanno delle infiammazioni. E' stato un prodotto che mi ha salvato in molte situazioni e ve lo consiglio vivamente.

 

 

 


Nel periodo estivo per via del caldo e della sudorazione possiamo incappare invece in un’irritazione da pannolino e trovarsi di fronte ad un sederino rosso che solo allo sfioramento fa strillare il piccolo, non è piacevole e spesso non si sa cosa fare… io ho utilizzato una crema alla calendula della Weleda, utile a ogni cambio pannolino, sia per evitare le irritazioni sia per aiutare la pelle a ritrovare il suo stato di normalità.


Il gel di aloe vera, freschissimo e ottenuto direttamente dalla foglia di una pianta di aloe vera, invece è di grandissimo aiuto nel caso si siano procurati delle ustioni, ovviamente di piccole dimensioni… inutile dire che in caso contrario bisogna correre subito al pronto soccorso.

 

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I bambini protagonisti. 

Si svolgerà dal 30 aprile al 5 maggio 2013 a Napoli “Lilliput – Il Villaggio Creativo”, il salone educativo dedicato all'infanzia, che si svolgerà presso Città della Scienza. Dopo, infatti, le precedenti nove edizioni svoltesi con successo a Bergamo e quella imminente di quest'anno che si terrà dal 21 al 24 marzo, l'evento, attesissimo dai bambini, sarà organizzato in primavera anche nel capoluogo partenopeo.
La prossima edizione si fregia del prezioso attestato di fiducia e stima riservatoci dal Presidente della Repubblica, on.le Giorgio Napolitano, comprovato dalla donazione di una medaglia di riconoscimento per l’alto valore culturale ed educativo dell’evento.
Arte e manipolazione, ambiente e natura, alimentazione, scienza e tecnica, multimedialità e intercultura, sport e teatro sono solo alcuni degli argomenti che saranno approfonditi nel corso di una tre giorni ricca di appuntamenti e iniziative. In modo creativo e divertente, guide scientifiche altamente specializzate intratterranno e coinvolgeranno i più piccoli con laboratori ludico-didattici che stimoleranno la loro fantasia ed educheranno le loro percezioni e il loro intuito. A Napoli sono attesi migliaia di bambini che avranno modo di socializzare, confrontarsi e imparare divertendosi, in modo nuovo e interattivo.
Tantissime le attività previste. In collaborazione con Giffoni Experience, i bambini si approcceranno al cinema e alla produzione audiovisiva. È inoltre prevista la partecipazione delle più celebri Tv per ragazzi, come Rai Yo Yo, e saranno messi in scena spettacoli della Melevisione con la direzione artistica di Oreste Castagna. Ampio spazio sarà dato anche al teatro grazie alla Compagnia “Le Nuvole”.
Non solo. Un’area attrezzata sarà deputata alle attività ludico – sportive, finalizzate a trasmettere il valore dello sport relativo all’attività motoria, ma soprattutto alla capacità di trasferire sani principi, quali l’importanza del gioco di squadra e della leale competizione e,

in occasione del momento inaugurale, il 30 aprile alle 10.00 il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Napoli accoglieranno i piccoli visitatori con la prestigiosa Fanfara dei Civici Pompieri di Napoli

 

Villaggio-creativo-lilliput-napoli


Grande spazio sarà, poi, riservato all'ambiente per sensibilizzare i ragazzi e risvegliare “coscienze ecosostenibili”. Dai materiali di scarto si produrranno piccole opere d’arte, dimostrando come attraverso il loro recupero, si possano generare nuove “forme di vita”. Lilliput rispetta con consapevolezza l'ambiente: è una manifestazione interamente ecosostenibile, a cominciare dagli stessi allestimenti realizzati in alluminio e PET riciclati.
Lilliput è anche e soprattutto un’occasione per coinvolgere le realtà locali, quel tessuto di associazioni di eccellenza che sul territorio si prodigano a offrire laboratori di qualità, momenti unici per i bambini e i ragazzi.
Per tutte le informazioni è possibile visitare il sito di Lilliput Napoli e Lilliput Bergamo

 

Il massaggio per comunicare il proprio amore. 

Per la nascita della mia prima figlia ho scelto di seguire una linea generale incentrata sulla natura, volevo che lei arrivasse in questo mondo e fosse accompagnata nei suoi giorni nella maniera più dolce e armoniosa possibile: scelsi di partorire in casa, preparare la sua cameretta o di vestirla con tessuti naturali, di usare specifici prodotti per la cura del corpo o per l’alimentazione.
Seguivo corsi di yoga per le mamme in dolce attesa e proprio durante uno di questi corsi mi suggerirono di leggere due libri:
Per una nascita senza violenza e Shantala, entrambi di Fredrerick Leboyer.
Libri meravigliosi e che consiglio a ogni mamma in dolce attesa.
Mi sono da subito innamorata del libro sul massaggio shantala, della sua meravigliosa storia: basta pensare che questa bellissima tecnica indiana è tramandata da madre a figlia nel momento della gravidanza.
E possibile imparare la tecnica seguendo proprio il libro stesso dove è spiegata benissimo: io ho potuto iniziare in pratica a farlo da subito alla mia bimba che oggi ha diciassette anni e ancora oggi quando è particolarmente tesa mi chiede di fargli un massaggio.

 

massaggio-shantala


Leboyer nel libro parla anche dell’importanza del massaggio e indipendentemente dai percorsi che ognuno decide di fare, ogni mamma dovrebbe tenere presente che i nostri bimbi hanno la necessità di questo tipo di contatto fisico: mezzo meraviglioso per comunicare tutto l’amore che abbiamo per loro, fino a poco tempo prima i due corpi erano un tutt'uno dopo il parto avviene una sorta di separazione pesante sia per il bambino sia per la mamma.
Un rapporto intimo che con il massaggio si può ricostruire rimettendo i ponti interrotti.
Importante anche sapere e tenere presente che il massaggio aiuta a prevenire anche la formazione dei gas nel pancino che poi sono la causa delle dolorosissime colichette.
Insomma non vi resta che prova questo bellissimo gesto d’amore.

Qui trovi altre tecniche di massaggio per il tuo bambino

 

16 Feb

Mamma prendiamo un cucciolo?

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Tanti spunti di riflessione sul perché è giusto prendere un cane, ma con le dovute accortezze.

Una decisione molto complessa da prendere da mamma e papà è di assecondare o no il desiderio del nostro piccolino di avere un cucciolo specie quando il bimbo che fa tale richiesta è molto piccolo e le paure di genitore sono infinite, soprattutto per le malattie o allergie.
Il discorso però, a mio parere, va sempre a finire sul come si tengono gli animali e sul rispetto che si deve avere per loro, per la loro salute, per il loro benessere psicologico, igiene e alimentazione.
Se abbiamo rispetto per loro, non esistono malattie.
Se ce ne prendiamo cura nei modi giusti, non ci creeranno problemi di nessuna sorta.
Importante però è tenere sempre presente che se si decide di avere un cucciolo, fosse un cane come un pesciolino rosso dentro un acquarietto bisogna anche insegnare ai propri bimbi che non sono giocattoli, ma esseri viventi esattamente come noi: se gli facciamo male, loro sentono dolore quanto noi, se non li consideriamo loro, soffrono quanto noi.

 


Sin da piccolissimi insegniamo ai nostri figli che un cucciolo è amore totale e con amore va fatto vivere: prima dei tre anni aiutiamoli a capire con i nostri gesti qual' è il comportamento giusto da tenere e dopo i tre anni, diamo loro spiegazioni vere è proprie.
Questi insegnamenti acquisiti gli saranno utili anche nei rapporti umani futuri sia da bimbo sia da adulto.
Altra cosa importante da ricordare e che un buon rapporto con un animale, aiuta i bambini a sviluppare ed esternare il loro IO, loro stessi, a capire le proprie emozioni e ad aprirsi al mondo.
Non a caso spesso in casi di bambini con problematiche è consigliato il rapporto con gli animali, come per esempio nella pet-therapy.
Ovviamente non basta un animale per superare malattie ma nell'esempio pratico della pet-theray, un buon connubio tra animale, veterinari, addestratori, psicologi, medici, educatori può aiutare molto nei problemi di comunicazione bambino-mondo e non solo.
Ancora un altro esempio dell’importanza degli animali nella vita degli esseri umani è l’AIUCA, l'associazione italiana uso cane d'assistenza che nasce nel 1990 e si occupa di addestrare cani per aiutare i disabili fisici nelle azioni della vita quotidiana.

 

Dal Test alla Gravidanza. 

Vi ricordate il momento in cui avete scoperto di aspettare il vostro angioletto?
Quali sono stati i sintomi che vi hanno messo sull’attenti?
Ecco la mia storia: da un paio di giorni non stavo molto bene, la mattina mi stringeva lo stomaco dalle nausee, il seno mi doleva ed ero estremamente stanca…anche se non ero proprio nel periodo del ciclo, pensavo che magari mi potesse essere un po’ anticipato.
Parlando al telefono con un’amica, gli racconto che non mi sentivo molto bene …lei già esperta nel settore, perché mamma di quattro bellissimi bimbetti, mi mette la pulce nell’orecchio dicendomi che forse sarebbe stato meglio fare un test di gravidanza.
Alla sua affermazione scoppio letteralmente a ridere, era veramente tanto tempo che io e il mio compagno cercavamo il nostro bimbo e dopo tantissimi esiti negativi, almeno io, mi ero messa il cuore in pace, probabilmente essere mamma non era il mio destino.
Un po’ perplessa vado in farmacia e chiedo un test.
La farmacista mi chiede se ne volevo uno singolo o doppio ed io, sicura che tanto avrebbe dato esito negativo, le dico tranquillamente che uno singolo era più che sufficiente.
Faccio poi immediatamente il test …. Non potevo credere ai miei occhi: POSITIVO.

 

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Avevo nella testa un mare di punti interrogativi …… quella risposta non poteva essere vera ….ricordo proprio per questo di aver fatto e rifatto quel test per sei volte, acquistandolo ogni volta in una farmacia diversa, non volevo crederci o meglio, avevo paura di crederci.
Al sesto esito positivo e alla sesta lettura del test dove chiaramente mi diceva che ero in dolce attesa…. Mi sono seduta … ero felice, preoccupata, emozionata, incasinata …. Non sapevo cosa fare, cosa dire, come dirlo alle persone care e soprattutto al futuro papà.
Quello che è avvenuto dopo è qui davanti a me che gioca con la palla e canta .
Spesso i sintomi che possono essere legati a una gravidanza, cioè male al seno e ai capezzoli in maniera maggiore, stanchezza, nausea, gonfiore, ritenzione idrica, i dolori alla schiena o alla pancia sono tutti sintomi anche premestruali.
Persino piccole perdite di sangue possono esserci, anche se siamo in gravidanza, anche se di rado può capire uno spotting ovvero una piccola perdita di sangue che avviene durante la fecondazione.
Non c’è, in effetti, nessun sintomo effettivamente legato esclusivamente alla gravidanza e se pensiamo di esserlo, se c’è una più piccola possibilità che dentro di noi ci sia una nuova vita, l’unico modo effettivo per averne la certezza è fare un test, la risposta è veloce e se appare un bel sì... allora prepariamoci a godere della più bella avventura della nostra vita … nausee comprese.


E se non posso allattare? 

Si sa, anche perché se ne parla ovunque, l’allattamento al seno è fondamentale per il neonato, differenti sono le motivazioni, ovviamente prima fra tutte la questione alimentare visto che il latte materno racchiude in se tutti i nutrimenti necessari: ricco di sostanze come per esempio alcuni acidi grassi polinsaturi, proteine, e ferro, utili per lo sviluppo del bambino.
Attraverso di esso arriva al neonato anche una sorta di barriera che lo protegge dalle principali infezioni batteriche, ma l’allattamento al seno per il bambino è soprattutto coccole coccole coccole e rapporto con la mamma.
Almeno fino ai sei mesi laddove è possibile tutti i bambini dovrebbero essere allattati al seno e addirittura si parla di allattare fino ai due anni se non oltre.
Io purtroppo sono stata una mamma sfortunata, perché purtroppo avevo pochissimo latte, desideravo tantissimo allattare Mattia ma nulla accadeva, ho provato a usare le varie tecniche suggeritemi dall’ostetrica per farlo aumentare: tenere il bambino al seno il più a lungo possibile, tisane, massaggi, birra, ma niente di niente…
Il mio bimbo comunque cercava il seno, anche se aveva magari finito da poco di bere il latte dal biberon, che fare quindi?
Ne ho parlato con la pediatra e ho seguito quello che mi diceva lei e in parte quello che sentivo dentro di me e anche se ho dovuto dargli latte artificiale, cercavo di dargli anche tutte quelle attenzioni che normalmente si possono avere con l’allattamento al seno, creando dell’ora della pappa un insieme di amore totale.

 

allattamento


Lasciavo che lui avesse il contatto con la mia pelle direttamente, tenendolo comunque sul seno in modo che lui potesse sentire il mio cuore, il mio amore, la mia respirazione e il mio calore: che dire lui gradiva molto.
Ho seguito questa prassi fino a quando ho sentito che lui ne aveva bisogno anche se comunque ancora oggi il momento della pappa e sempre associato a tante tante coccole.
Insomma nel mio piccolo ho cercato di dargli tutto l’amore che potevo dargli anche in quell’ambito pur non avendomi dato la natura tutto il necessario.
Mia nonna mi diceva sempre che bisogna fare il massimo con quello che si ha ed io ho cercato di farlo.
Sono diventata mamma a trentaquattro anni, molte mie amiche a venticinque lo erano già, spesso mi raccontavano le loro travagliate esperienze con le varie fasi legate all’essere mamma. Molte di loro mi parlavano dell’allattamento come un qualcosa di doloroso…potrei consigliare a tutte le mamme che hanno il latte di non aver paura di allattare per il dolore, di parlare dei propri timori con la propria ostetrica e di vivere quel momento con tranquillità, allattare è un’esperienza magica per mamma e bebè, vale davvero tantissimo, un momento unico che rimarrà per sempre.
Se non si ha latte impariamo a non sentirci da meno, molte sono le donne che si sento, non adeguate quando scoprono di non avere latte, piene nell’animo di sensi di colpa che si sommano ai già tanti scombussolamenti che diventare mamma significa.
Sono davvero molti i motivi per cui il latte può non venire: da motivi di salute a quelli di stress quindi cerchiamo di superare la situazione e di dare al nostro amore tutto il meglio del meglio che solo la sua adorata mamma gli può dare.


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