Spesso i normali succhi di frutta che tanto piacciono ai nostri bimbi e anche a noi adulti, che siano quelli nelle classiche confezioni a scatoletta coloratissima con cannuccia allegata o nelle bottigliette di vetro, sono pieni di zuccheri, è vero che ci sono anche quelli con la scritta senza zuccheri aggiunti, biologici o al cento per cento naturale, ma… alla fine è davvero così? 

 

Non sarebbe meglio, visto che i nostri bimbetti ne vanno ghiotti, prepararne di freschi?

 

Quando il mio bimbo ha iniziato a mostrare un vago interesse per i succhi di frutta, chiedendomene spesso durante la giornata, usavo anch’io quelli in commercio, scegliendo i nettari della Plasmon alla mela o alla pera, sicuramente i migliori, almeno per me, ma poi ho scelto di farli freschi, usando una centrifuga e un frullatore, in commercio ce ne sono di diverso tipo e prezzo.

Ovvio che per comodità si tende a comprare quelli già pronti, così alla richiesta del bimbetto, la mamma apre il magico armadietto della cucina e… in due secondi il buonissimo nettare di frutta è già bello che pronto nel bicchiere per essere gustato, ma con un secondo di tempo in più, potremmo dargli un qualcosa di più buono, nutriente e sano preparato da noi stesse.

Potremmo metterla anche sottoforma di gioco da fare insieme con il nostro piccolo angioletto, facendo scegliere direttamente al nostro bimbetto la frutta, inoltre ricordiamo anche che questo potrebbe essere un modo per avvicinare i bimbi alla frutta… perché comunque ne consumano sempre troppo poca e tutti sappiamo invece che la frutta, come la verdura, è un alimento fondamentale per il nostro organismo.

 

 

Si possono accostare insieme vari tipi di frutta, come mela e carota, arancia, lamponi e yogurt bianco  (questa è una vera golosità), fragola e banana o fragola e kiwi,  oppure usare la frutta singola che sia mela, pera, albicocca o pesca.

Molto importante è scegliere sempre  frutta di stagione e preferibilmente acquistare quella di agricoltura biologica.

C’è anche chi usa preparare i succhi freschi la mattina conservandoli in frigorifero e consumando poi a necessità ma io, non so, preferisco quelli preparati nel momento in cui si ha voglia di qualcosa di buono da bere anche perché poi il succo tende a ossidare.

 

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Le mamme lo vedono un po’ come la ciambella di salvataggio della giornata, il momento in cui per quel breve periodo possono dedicarsi un po’ a se stesse o sbrigare quelle piccole faccende che sono diventate quasi proibite da quando il nostro bimbetto adorato è entrato nella nostra vita.

Sto parlando del… sonnellino pomeridiano, quel momento in cui finalmente nella nostra casa cala il silenzio e le nostre orecchie ballano la ola dalla felicità.

Amiamo tanto i nostri figli tutte quante ma… diciamolo tranquillamente senza la paura di correre il rischio di passare per delle cattive mammine, ogni tanto tutte sentiamo la necessità di quel classico momento di stop.

Ma se per noi è quasi un momento di gioia, per i bambini il riposino pomeridiano è di fondamentale importanza non solo per affrontare al meglio la seconda parte della sua giornata dando loro modo di ricaricarsi le batterie, ma anche perché il sonno ha la funzione di apprendimento, in quanto aiuta il bimbo a rielaborare tutte quelle importanti informazioni che durante il giorno giocando e osservando il mondo ha immagazzinato nella sua testolina.

 

 

Saltare questo momento di riposo, non solo metterà noi mamme di fronte a quei classici momenti di crisi da stanchezza dei nostri bimbi, che non sono assolutamente belle da vivere, ma porterà il bimbo all’ora della cena a essere svogliato e stanco quindi senza voglia di fare la pappa.

Ci sono bambini che dormono tutto il pomeriggio… altri, come il mio, che dopo neanche un’oretta scarsa sono già belli che pronti e pimpanti per scatenarsi… non esiste una regola del quanto sia giusto o no far dormire un bambino, ma un po’ come in tutto nella vita dei bimbi, anche per il momento della nanna pomeridiana, è importante la ciclicità: l’ora dev’ essere sempre la stessa, è importante che dorma sempre nel suo lettino e anche se non dovesse avere sonno… lasciamolo ugualmente nel letto in modo che abbia comunque un momento di riposo dove se vuole, può distendersi o giocare con un pupazzetto in piena tranquillità, fondamentale è non obbligarlo a dormire se non ha sonno, facendolo si va a creare in lui solo l’effetto opposto.

Molto importante è invece non mettere il bimbo troppo tardi nel pomeriggio a fare il sonnellino perchè questo potrebbe creare problemi con la sua nanna serale.

Solitamente i bimbi fino ai quattro o cinque anni fanno tranquillamente il loro pisolino pomeridiano, poi con la normale crescita fisiologica andrà piano piano scomparendo.

 

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16 Apr

Meno sale... più Salute

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Sono stata una bambina che adorava il sale e mentre i bambini normali rubacchiavano da bravi golosoni il cioccolato o la marmellata … la sottoscritta, appena la mamma girava le spalle, infilava le ditina nel contenitore del sale mangiandone spizzichi o aggiungendone nel piatto che avevo davanti.

Ovviamente la mia mamma di questa cosa non era molto contenta perché si sa … il sale fa male agli adulti, figuriamoci nei bambini.

Nel tempo i miei gusti sono notevolmente cambiati, ho eliminato molti alimenti dalla mia alimentazione e da bambina mangia sale a tutto spiano sono diventata un adulto che ne usa davvero pochissimo.

Discuto molto spesso anche con i membri della mia famiglia sull’uso del sale: hanno l’abitudine di aggiungerne nel piatto e, non solo non è sano e fa male alla salute, ma rovina anche il gusto del cibo perché copre il vero sapore degli alimenti.

Nella dieta del mio piccolino invece sono categorica e non ammetto l’uso del sale aggiunto oltre a quello che già metto io, per insaporire i piatti non è necessario l’uso del sale ci sono molti modi per rendere gustoso un piatto, nel sugo basta aggiungere un cucchiaino o due di parmigiano per esempio, e poi esistono anche le spezie per dare sapore.

 Molti pediatri, addirittura, consigliano di evitare totalmente l’uso del sale nei bambini almeno fino ai due anni di età, questo perché aggiunto alle loro pappe sovraccarica i reni non ancora del tutto sviluppati che non sono capaci di eliminarlo, inoltre usandolo già in tenera età si andrebbe a creare una sorta di dipendenza ai sapori salati creando cattive  abitudini che porterebbe il bambino  ad avere possibili problematiche di salute.

 

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Ogni volta che lo usiamo, dovremmo pensare  che l’uso eccessivo di sale è una delle cause principali dell’ipertensione.

Nonostante però oggi si parli molto della prevenzione delle malattie e dell’importanza di una corretta alimentazione per evitare quelle malattie che sono portate proprio da un modo sbagliato di mangiare, purtroppo ancora si consuma troppo sale: troppi bambini usano più sale di quello consigliato, vittime del cosiddetto sale aggiunto dalle cattive abitudine dei genitori.

Importante è insegnare ai bambini ad avere una corretta alimentazione insegnando loro a consumare in maniera maggiore la frutta e la verdura, anche lontano dai pasti come piccoli spuntini: una bella macedonia di frutta fresca di stagione al posto delle patatine o della pizza a merenda per esempio.

Facciamogli consumare carne o pesce cotto ai ferri senza aggiungere sale ma solo piccole dosi di spezie, se usiamo un sugo saporito, non aggiungiamo sale alla pasta e impariamo a salare i cibi solo a fine cottura.

Insomma, meno sale … più salute.

 

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Considerazioni e consigli sulla nanna dei bimbi.

Proprio in questi giorni, io e il mio compagno abbiamo finalmente terminato di ammobiliare la nuova cameretta di Mattia, con tanto di lettino nuovo, scelto proprio dal mio piccolino che appena l’ha visto nel negozio, gli si è buttato sopra e non voleva più andare via… amore a prima vista.
Il nostro angioletto non ha mai dormito con noi, nella stanza o nel lettone, sin dai primi giorni di vita l’abbiamo abituato a stare nella sua stanzetta.
Unico vizietto che ha, se tale si può definire, legato al lettone, è il suo modo di salutarci al risveglio, appena suona la sveglia, scatta in piedi, e con voce piena e carica pretende la sua razione di coccole mattutine di mamma e papà.
Da quando Mattia è arrivato nella nostra vita ogni santa mattina dobbiamo puntare almeno 30 minuti prima la sveglia perché vuole le sue cocche altrimenti si arrabbia terribilmente… Mattia infuriato non è assolutamente bello da vivere, è capace di farti passare dei brutti quarti d’ora.

Il lettone per ogni bimbo rappresenta il posto rassicurante per eccellenza, il nido delle coccole, ma bisogna ricordare che il lettone è anche l’alcova matrimoniale, un posto per i genitori dove per un attimo smettono di essere mamma e papà e ritornano a essere un uomo e una donna, e anche mamma e papà amano stare morbidamente rilassati e immersi nelle coccole.
Avere un bambino crea degli scombussolamenti all’interno di una coppia non indifferenti, cambiano veramente tante cose dal momento del concepimento che se anche nel letto ci si dimentica di essere una coppia alla fine tutto scoppia.
Credo quindi sia fondamentale non dar l’abitudine ai bambini di dormire insieme ai genitori ricordandosi che togliere un vizio non è facile, basta pensare ai vizi di noi adulti: quanto ci mettiamo a smettere di fumare? O a metterci a dieta quando il vizio del cibo ci fa mettere su qualche chiletto?

 


Se invece l’abitudine di dormire con mamma e papà è già molto radicata allora non resta che armarsi di estrema calma, pazienza, infinito amore e tanto tanto tanto tempo.
I primi giorni non saranno facili, ma provando a circondarlo con cose che gli piacciono, creando la zona nanna il più piacevole al bambino con qualche giocattolo, dolci ninne nanne, dei cd di musica dolce e rilassante, e magari qualche una fiaba raccontata dalla mamma e dal papà si può sperare di creare quella magia utile ad aiutare il bambino nel passaggio dal lettone al suo lettino.
Sono totalmente contraria ai metodi violenti, tipo lasciare il bambino nel suo lettino anche se strilla o sgridarlo…

Le situazioni drastiche oltre che creare dei problemini nella delicata anima del bimbo, vedranno ottenere solo l’effetto contrario di ciò che si vuole.
Qualsiasi regola, qualsiasi comportamento o situazione si deve sempre far apprendere con amore, perché i bambini sono amore, amore puro.

 

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26 Mar

La scelta del nome

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Seguire la moda o andare sul classico ?

Dal 15 settembre2009, data in cui ho avuto la certezza matematica che aspettavo il mio bimbo, al 15 maggio 2010, data in cui è venuto al mondo, ho passato giorni e notti intere a pensare a quale nome gli avrei messo, prima di saperne il sesso ero partita sognando di avere una bimba da chiamare Kimsye e alla fine quando il ginecologo mi disse che aspettavo un bel bimbetto, la scelta cadde su un nome italiano e carino.

Quando poi ho scoperto il suo significato, non ho avuto dubbi… era il nome giusto per lui, Mattia uguale DONO DI DIO.
Avrei potuto scegliere nome migliore? Assolutamente no.
Alcune future mamma innamorate di un personaggio della tv spesso pensano di appioppare al proprio figlio il suo nome magari con la speranza che prenda qualcosina di quella tal persona, ecco allora che nelle varie annate si trovano schiere di bambini con i vari nomi dei personaggi in voga, quando ero piccola, ne ricordo tantissime con il nome di Suellen…

 


Altre ancore non vogliono un nome comune, scegliendone uno particolare sperano di far distinguere il proprio figlio dagli altri, un accento usato per uscire dalla massa dimenticandosi però che quel nome poi il bambino lo deve portare nel mondo, nella società, nella vita quotidiana e non è sempre facile farlo, e questo bisogna tenerlo sempre presente.
Io sono la prima in questo, mio padre e mia mamma hanno scelto per me questo nome, Suyien, e per dirla tutta da bambina lo detestavo, ogni volta che mi presentavo... partivano una serie di domande a cui dovevo rispondere e quella che odiavo di più era: ” Ma sei italiana???” ed io siiiiiiiiiiiiii!!!
Ancora oggi quella domanda mi perseguita ma se da piccola non amavo il mio nome... oggi invece lo amo molto, lo porto con fierezza, è lo considero uno dei più grandi regali dei miei genitori.
Alla fine, ogni mamma quando si trova difronte al nome giusto per il proprio bimbo sa che quello e solo quello è giusto e quando per la prima volta volta guarderà il suo dolce visino, quella certezza si farà ancora più concreta, solo così si sarebbe potuto chiamare e che un nome diverso non gli avrebbe mai calzato così bene.
E se per caso avete bisogno di una mano nella scelta ecco una serie di siti... dove trovare nomi italiani e non.


http://www.nomix.it/nomi-italiani-maschili-e-femminili.php
http://www.nomix.it/nomi-maschili.php
http://www.nomix.it/nomi-femminili.php
Mentre su questo sito potete trovare il significato dei vari nomi http://www.significatodeinomi.net, ce ne sono di meravigliosi.

 

Una vita per i figli. 

 

Possiamo tranquillamente urlarlo a squarciagola: essere mamma è una gioia infinita ma …. Quanto lavoro!!!!!!

Dal momento in cui ci rendiamo conto di avere dentro una nuova anima si crea in noi anche la consapevolezza che la nostra vita non ci apparterrà più… qualsiasi delle nostre azioni girerà intorno al nostro futuro bimbo.

Quante di noi mamme nel periodo della gravidanza non sono state più libere di mangiare o dormire in determinate posizioni solo perché il nostro angioletto non lo desiderava? Se ponessi questa domanda in una platea di mamme, otterrei un mare di mani alzate!

Quando vengono al mondo poi, hanno il coltello dalla parte del manico, ci fanno fare tutto quello che desiderano, appena aprono gli occhietti eccoci pronti a correre su e giù da mattina a sere tra bagnetti, pannolini da cambiare, giochi, pappe, urletti, colichette, piantini  e finalmente … poi arriva la nanna…  ma per noi mica finisce li: a quel punto si ricomincia perché poi dobbiamo prenderci cura dei paparini, della casa e di tutto il resto.

Alla fine della giornata tutto quello che una mamma desidera, è crollare in un morbidoso letto, circondati da pace e tranquillità.

Diventare mamma significa rinunciare a tutto il nostro tempo: niente più dormitine speciali domenicali, piccoli ritagli di tempo per l’applicazione dello smalto sulle unghie, passeggiate in centro con l’amica a vedere le vetrine o lezioni di musica.

 Amo essere mamma perché è un’esperienza unica che riempie ogni giorno la mia anima di un amore infinito, amo il mio piccolino sopra ogni cosa al mondo e mi ritengo stra fortunata ad avere la sua presenza nella mia vita, considero il mio tesorino, l’arte perfetta, ma come tutte, passo dei momenti, dove vorrei solo staccare dalle mille attività, per avere quei cinque minuti di riposo ma poi …. So anche che passerei quei cinque minutini a non fare altro che pensare a lui, al mio piccolino, a chiedermi se sta bene… a rimpiangere quegli attimi meravigliosi che non torneranno mai più.

 

luci-ombre-essere-mamma

 

 SI! Fare la mamma è stressante, stancante, infinitamente pesante, ma poi, ammettiamolo, chi di noi vorrebbe non esserlo più?

Chi rinuncerebbe alla gioia del proprio cucciolotto?

Nessuno!!!!

Perché stanche, sfatte o con i capelli per aria basta un solo sguardo con gli occhietti furbetti del nostro amore per ricaricarci o un abbraccio e un bacino per farci sciogliere e dimenticare qualsiasi giornata pesante possiamo aver vissuto….e quando crescerà, e non avrà più bisogno del nostro tempo al cento per cento avremo sicuramente poi il modo per recuperarci totalmente.

 

22 Mar

La musica in gravidanza

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Fin dal primo giorno del suo viaggio nel mondo del pancione il nostro piccolino è accompagnato da una serie di sonorità, create dal corpo della mamma: dal battito cardiaco che lo culla con la sua presenza costante al flusso sanguigno, il suono della respirazione, i borbottii intestinali... il nostro corpo crea per il bambino un vero e proprio concerto privato.

In questo particolare “Auditorium” tutto ciò che il nostro piccolo ascolta possono essere definite come vibrazioni sonore che lo accompagneranno per tutto il tempo della nostra gravidanza, coccolandolo e viziandolo; è proprio qui che nasce il suo primo contatto con la Musica.
I nove mesi della mia gravidanza sono trascorsi a suon di musica: la cosa particolare era proprio la scelta della stessa, che veniva in primo luogo fatta da me ma poi le orecchie del mio piccolo avevano sempre e comunque la meglio guidandomi nelle scelte migliori per lui.
Notavo, per esempio, che se mettevo un certo tipo di musica il mio bimbo nel pancione reagiva dando calci e pugnetti, ma appena la cambiavo, mettendo un’opera classica lui si fermava magicamente.
Questa cosa l'ho poi adottata con il mio piccolo che spesso di notte non mi lasciava dormire; infatti immancabilmente ogni sera sembrava quasi che ci fosse l’appuntamento fisso tra me e lui: verso le 21-21,30 incominciava a tirare calcioni, avevo la sensazione che fosse quasi un segnale come se volesse dirmi: “AHOO MAMMA QUAND’E’ CHE ATTACCHI UN PO’ DE MUSICA?”
I primi tempi non capivo, ma poi pensando a ciò che avevo già letto sulle sonorità e su come rilassare tutto il corpo (compreso lui ovviamente), mi sono poi organizzata: ogni sera quando andavo a letto gli mettevo le opere classiche di Mozart nel lettore cd e ci addormentavamo insieme.
Anche durante il parto ho chiesto di avere un pò di musica come sottofondo e sono stata tranquillamente ascoltata.
Avendo parlato con altre mie amiche mamme, so che in alcuni ospedali non sono molto di manica larga per quanto riguarda richieste particolari come quello di adottare al musica come effetto rilassante. Ci sono, però, molti altri ospedali dove invece non vengono creati problemi, perché danno precedenza alla tranquillità della mamma e del bimbo che sta per nascere e del momento delicato che stanno per vivere entrambi.
Tempo fa ho letto che in un ospedale a Kosice Saka, città della slovacchia orientale, nelle nursery venivano messe delle cuffiette con delle sonorità molto lievi per ricreare un ambiente con le stesse coccole sonore di cui era circondato il bambino prima della sua nascita. Un idea meravigliosa oserei dire . Cosa ne pensate?

 

musica-in-gravidanza


Potrei tranquillamente consigliare a tutte le mamme che aspettano il loro bimbo, di provare a vivere esperienze sonore, incontri di movimento creativo, di prendere lezioni di musica o anche semplicemente ascoltare tanta tanta tanta tanta buona musica e, perché no, anche provare a leggere alcuni dei tanti libri in commercio che sono dedicati all’argomento, come per esempio:
Music Learning Theory di Edwin Gordon
Anche oggi la musica ha molta importanza nella vita di Mattia, fa parte della sua giornata, sia come sottofondo musicale ai suoi giochi che alle coccole mie e del suo adorato papà.
E che dire, ha anche i suoi gusti: gli piace il rap, impazzisce per Fabri Fibra e la sua “Tranne te”, si ferma all’improvviso se sente le note di “Billie Jean” o mi chiede di cantargli una delle sue canzoncine preferite come: “Mamma dammi tante coccole”.
Che si faccia ascoltare musica nel pancione usando magari la fascia musicale oppure dai primi mesi di vita, è innegabile che una corretta esposizione dei bambini alle note musicali abbia effetti positivi sul loro sviluppo.
Così come è innegabile che la musica in gravidanza serve a rilassare la mamma nei momenti difficili che si possono passare.
Nonostante tutto la scienza però non è completamente concorde con quanto detto in quanto uno studio del NICHD (The Eunice Kennedy Shriver National Institute of Child Health and Human Development), dice che il feto nella placenta si troverebbe in una sorta di isolamento acustico che ne impedirebbe, se non completamente l'ascolto, almeno la chiara percezione dei suoni.... era giusto dire anche questo.

 

21 Mar

Quando il gioco si fa sano

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Ecco perché sceglierli

Il compito dei bambini è giocare per crescere… il compito dei genitori è fornirgli i mezzi per giocare con cui sviluppare e crescere.
Oggi esistono sul mercato milioni di giocattoli, i commercianti li mettono un po’ dovunque per vendere: normalissimo vedere scene dove la mamma entra nel supermercatino di alimentari sotto casa che non vende null’altro che alimenti, ma che vicino alla cassa ha quel piccolo espositore di giocattoli, i classici giochi spazzatura o che io chiamo acchiappa capricci poiché il bimbetto in questione appena li vede, li indica e al no della mamma... inizia a urlare finché l’acquisto non viene effettuato.
Bisogna però fare molta attenzione alla provenienza dei giocattoli perché si trova di tutto e con tutto, intendo anche purtroppo giocattoli di dubbia provenienza sia per la qualità del gioco con il rischio di parti che possono rompersi ed essere ingerite o peggio ancora per la sua composizione: contenendo magari sostanze chimiche talvolta tossiche.
Da brava super mamma sono molto attenta a quello che do per giocare al mio piccolino Mattia, leggo con cura tutte le etichette e prima di tutto guardo che vi sia la marcatura CE, obbligatoria, quindi quando non ce, meglio lascare perdere e sopportare un po’ di capricci.
Da un paio di mesi mi sono avvicinata ai giochi ecologici che se visti sotto una certa ottica danno una maggiore sicurezza a noi mamme su quello che maneggiano i nostri tesorucci.
Possiamo trovare giochi di gomma naturale, legno naturale, cotone organico, plastica riciclata, e sono moltissimi i marchi che si avvicinano alla produzione di giocattoli ecologici: Eitech, Green Toys, Boikido, Playmais, Milani Wood, Momoll.
Si possono trovare giocattoli adatti a tutte le età, dallo zero ai dodici anni, come sonaglini per neonati, Dodo per bambini, bambole morbide di cotone naturale, macchinine di legno, mattoncini in cotto e cemento di mais o anche giochi tradizionali rivisitati nel design, come lo shangai, il cono “acchiappa pallina” o il domino.

 


Un occhio di riguardo queste aziende lo tengono anche per gli imballaggi e affini… ottenuti sempre da materiale riciclato o materiale naturale.
Insomma un modo per salvaguardare la salute dei nostri bambini e anche del pianeta.
Pensateci al momento di fare un nuovo acquisto per i vostri pupetti.

 

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Una Gravidanza senza stress. 

Hai partorito in casa?

 Ma non è pericoloso?

Io non avrei potuto...

Queste sono le tipiche domande o affermazioni che mi sono sentita dire ogni volta che per caso dichiaro di aver dato alla luce la mia prima piccola in casa.

Si forse per molti potrebbe sembrare una scelta incosciente, soprattutto perché era il primo parto, ma seguendo la scia, di determinate scelte e convinzioni personali decisi di partorire a casa mia, tra le mura che tanto bene conoscevo e che mi rilassavano molto di più di un ambiente sterile e privo di calore.

Posso assicurare tutti che è stata un’esperienza veramente unica e speciale: ho iniziato rivolgendomi all’associazione delle ostetriche che si occupano di questo tipo di parto e mi hanno dato il nome di una di loro che seguiva le partorienti nella mia città.

Dopo averla contattata telefonicamente, ci siamo incontrate, abbiamo parlato a lungo e deciso di affrontare questo importante viaggio insieme.

 Durante la gravidanza, ci siamo incontrate varie volte: controllava i miei esami, monitorava il nostro stato di salute e i vari cambiamenti che avvenivano in me e nella mia bimba adorata.

Spesso parlavamo del momento in cui tutto sarebbe avvenuto e mi ha supportato nei momenti di ansia che come tutte le mamme ho avuto.

Ho avuto la fortuna di conoscere questa splendida persona che mi ha fatto sentire veramente a mio agio.

Insieme con lei ho preparato tutto l’occorrente: teli di plastica per proteggere il letto, delle lenzuola e degli asciugamani, ovviamente del materiale più professionale se n’è occupata l’ostetrica.

Ricordo con molta emozione quel giorno, anzi quella notte... telefonata all’ostetrica che in men che non si dica si è presentata a casa mia e con calma e  pazienza (quasi da santità) mi ha aiutato ad affrontare questo meraviglioso evento.

Dopo il parto sono stata assistita da lei a domicilio sia per l’allattamento sia per la guarigione dei punti, devo dire che mi sono sentita molto coccolata e molto protetta.

 

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E’ un percorso che regala molte emozioni, ovviamente se ci si avvicina a una scelta come questa, bisogna essere consapevolissime di quello che significa.

 Bisogna non dimenticarsi però che per poterlo fare innanzi tutto bisogna avere un percorso di gravidanza in salute, non presentare possibili eventuali difficoltà già in gravidanza, bisogna avere la vicinanza dell’ospedale in caso di eventuali problemi che possono verificarsi, e proprio per questo si affronta anche il percorso degli incontri durante la gravidanza per monitorare la salute della mamma e del bambino.

Una volta che siamo sicuri di non avere eventuali problemi nulla vieta a una donna sana di partorire in casa e godersi da subito l’arrivo del proprio piccolo nel proprio lettone con il papà e magari la nonna (come nel mio caso) che ti aiutano prima durante e dopo.

Per non parlare dell’armonia e della serenità di cui si gode, soprattutto il bambino, che invece di nascere in un ambiente frenetico pieno di gente, luci accecanti e rumori spaventosi, si ritrova in un ambiente comunque conosciuto e tra i soli suoni già conosciuti: quelli della sua mamma e del suo papà. 

 

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14 Mar

Facciamo un orticello

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Una volta erano i nonni, che magari vivevano in campagna, ad insegnare ai nipotini a coltivare l’orticello, oggi invece ci sono i presidi di Slow Food a farlo.

Slow food è un'associazione internazionale senza scopo di lucro nata in Italia, a Bra nel 1986 con il nome di Arcigola. L’obiettivo di quest’associazione è lo sviluppo del diritto a vivere il pasto come un piacere, inoltre difende e divulga le tradizioni agricole ed enogastronomiche di ogni parte del mondo, ed è impegnata nella difesa della biodiversità, si batte anche contro l'omologazione dei sapori e le manipolazioni genetiche.
Slow food organizza presso i suoi presidi corsi per spiegare ai piccoli come coltivare zucchine, patate o melanzane.
Il progetto, che è dedicato a tutte le scuole di ordine e grado ma è maggiormente sviluppato per le scuole elementari, si chiama Orto in condotta, è progetto triennale e prevede materie, se così si possono chiamare, come l’orticoltura ecologica, l’educazione sensoriale e del gusto, la cultura alimentare, la storia della gastronomia e geografia alimentare.
Possiamo però fare qualcosa anche prima.
Questa sorta di educazione all’amore per la natura la potremmo tranquillamente iniziare noi genitori già al compimento dei due anni del nostro piccolino.
Basta impiantare un bell’orticello… se abbiamo la possibilità di un bel giardinetto davanti casa, altrimenti andranno benissimo dei semplici vasi sul nostro balcone e delle comunissime bustine di semi.
E poi approfittando di una bella giornata di sole… armati di paletta e secchiello… mettiamoci seduti per terra con il nostro bimbetto a seminare, lasciando che sia proprio lui a lavorare la terra e a mettere i semini.

 

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Lasciate che sia ancora lui a bagnare le pianticelle e poi lo vedrete emozionatissimo quando spunteranno le prime foglioline.
Un’attività questa, che oltre a divertire i nostri bimbi gli insegnerà il rispetto per la terra, sviluppando in lui la consapevolezza della natura e perché no anche alcuni dei principali insegnamenti legati all’ecologia.
E parlando di ecologia… proprio in un libricino, dal titolo ECO ALFABETO, scritto da Fritjof Capra, importante fisico, teorico dei sistemi e saggista di fama internazionale, si parla proprio dell’importanza di insegnare ai bambini una sorta di educazione all’ecologia tramite la coltivazione di un orto.
Secondo Capra questo permetterebbe loro di capire autonomamente già da piccolissimi quali e cosa sono i cicli naturali, come si regola la natura e l’importanza di preservare e di conseguenza amare la terra e la natura.

 

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La bambina che vive come una statua. 

Spesso succede che per insegnare l’importanza della vita, Dio mandi sulla terra Angeli speciali… il loro è un compito davvero durissimo, rendere migliore il mondo.
Angeli bambini che nascono e, senza bisogno di doti o talenti, mostrano e donano il loro essere speciale.
Occhi lucenti e pieni di vita, di quella vita che vogliono vivere e chiedono solo di viverla.
Oggi in tv ho visto uno di questi meravigliosi piccoli angeli, uno stupendo angioletto, poco più di tre anni, una bimba con un faccino dolcissimo e bellissimo, una bimba che merita di avere una vita diversa.
Vittima di una malattia che le impedisce una vita normale togliendole il bene più prezioso al mondo, la libertà, rendendo il suo corpo simile ad una statua a causa di una calcificazione che parte dalla mandibola e arriva fino ai piedi.

 

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La sua storia mi ha toccato moltissimo tanto che ho iniziato a pensare cosa potevo fare io … singolo individuo, la risposta purtroppo è non molto… ma posso parlare e ho pensato di scrivere questo breve articolo per portare a chi ancora non l’ha, la consapevolezza della presenza di Bea.
Per portare la consapevolezza a chi può aiutarla e magari non sa, che esiste questa piccolina che ha bisogno del suo aiuto.
Ce una pagina facebook per far sentire tutta la nostra presenza alla piccolina http://www.facebook.com/beaworld , in fondo cliccare, leggere e condividere non costa davvero nulla ma il passaparola può davvero aiutare moltissimo.

 

07 Mar

Fare la mamma

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Fare la mamma si sa è faticoso, ma mai come adesso nascono, specialmente sul web, tante pagine dedicate proprio a lei!
Come fare la mamma? si chiedono le donne... cosa fare, cosa non fare...
Non è semplice, anche quando le ostetriche ti dicono: "segui il tuo istinto!" Ok! ma se il mio istinto sbagliasse? No l'istinto non può sbagliare, quella parte "animale" che è rimasta in noi e che ci fa sorridere quando vediamo un bebè, che ci fa commuovere per un film d'amore, è innata nella donna. Fare la mamma è una realtà, un'altro mondo, chi non ha figli non può capire, mi dicevano quando ero ragazza ed è vero!
Una donna quando diventa madre si trasforma, non solo fisicamente, ma anche mentalmente: sono gli ormoni ci dicono... non lo so sinceramente, so solo che è bellissimo ed io lo rivivo ogni giorno quando guardo mia figlia appena sveglia. Due occhi grandissimi, due guancie paffute e mi fermo a pensare: sono stata io a fare questa creatura...

 

 

Al tempo delle nostre nonne le donne si chiudevano nel loro mondo: emozioni, vissuto, ricordi, esperienze tutto al femminile, era meglio? era peggio? Di sicuro le future mamme potevamo contare su un appoggio maggiore, forse c'era anche più complicità, più sostegno chissà...
Oggi la donna, anche neo mamma, vuole riprendersi la propria femminilità, Femmina anche con il pancione, Femmina anche subito dopo la nascita.
In giro vedo delle neo mamme bellissime, curate, già in forma subito dopo il parto e mi accorgo di fermarmi a pensare: ma dove lo avevano il bimbo? Io che sono ingrassata venti chili durante la gravidanza, come altre donne ci mancherebbe! Io che non sono riuscita più a riprendere la mia "vecchia" linea, sigh! che ci ho messo otto anni per accettare la mia pancetta, il mio essere "paffutella". Ma va bene così, mi dico adesso. Queste nuove forme hanno la loro storia, raccontano un momento, un periodo anche non bello, certo!
Perché essere madre non è sempre bello come ti fanno credere.
Finalmente arrivano film dove si vede la realtà dell'essere genitore: le nottate in bianco, l'ansia, il viso "sbattuto", le occhiaie, le docce mai fatte, il sesso dimenticato, la coppia che qualche volta "scoppia" per lo stress... E ti rendi conto che adesso è vita vera, prima era solo una passeggiata, adesso devi essere maturo, adulto perché devi decidere per due e qualche volta per tre. Adesso si fanno i conti, tutti i giorni. E si arriva alla sera ripensando a quello che è stato fatto durante la giornata se è servito a qualcosa o a qualcuno, ci facciamo un esame di coscienza per ripartire alla grande il giorno successivo. Adesso si arriva alla sera, addormentiamo nostro figlio o nostra figlia o i nostri figli e ci scopriamo a pregare dentro di noi di essere dei buoni genitori e con un sospiro di sollievo pensiamo che un altro giorno fortunatamente è “andato” e domani abbiamo un'altra possibilità per rimediare agli errori di oggi o per continuare a costruire un futuro migliore.
Ma è la vita ed è bella così!

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