Grazia Spano

Grazia Spano

Nasce nel capoluogo siciliano il 24 Febbraio del 1983, si laurea presso la facoltà di Scienze Politiche di Palermo indirizzo Studi giuridici comunitari internazionali. Attraverso la partecipazione a convegni e meeting poi ha da sempre sostenuto attivamente in collaborazione con Amnesty International la promozione dell'abolizione delle torture ,delle mutilazioni genitali femminili , e di ogni altra forma di violazione dei diritti umani dedicando la sua prima tesi allo stupro come arma di guerra, come crimine internazionale. Parla italiano , inglese, francese e russo e la sua passione è la scrittura.Tra i suoi contributi,inoltre un trattato di sociologia della devianza "BDSM vite al confine" frutto dell'osservazione e dell'impegno nella ricerca nell'ambito del fenomeno dell'erotismo estremo.

URL del sito web: http://www.facebook.com/grazia.spano.104

Cari lettori e lettrici, vi parlo di quello che nell’ordinaria civile convivenza tra uomini e donne potrebbe capitare: due fratelli gemelli che corteggiano la stessa donna, che pertanto si ritrova nell’incresciosa situazione di provare attrazione per entrambi. Simili nei tratti somatici, ma caratterialmente profondamente diversi, trascinano la poveretta nell’impossibile oblio della scelta. Il legame di sangue poi, inibisce, impaurisce. Invaghita, ammaliata, desiste. Il sorriso dell’uno, le lusinghe dell’altro, gli sguardi dell’uno, le attenzioni dell’altro.

 

Il punto è quanto si è disposti a mettersi in gioco? A cedere di sé in un sì viziato triangolo  amoroso? Gelosie, intrighi, inganni, lussuria, orgoglio, rivalità. Quanto ci si può spingere oltre, in balia del desiderio? Fuggire o cedere? Accettare o rifiutare? La scelta dell’uno all’altro non sarà mai quella giusta, quando si vuole il meglio, quando si vogliono entrambi. E, invano, si cerca una soluzione a tutta questa assurda situazione. Si cercano rimedi, si cercano ripari. Ci si illude che andrà tutto bene. Uno seduttore, l’altro corteggiatore, uno romantico, l’altro egocentrico, uno gentile, l’altro sbruffone. Una spirale vertiginosa senza fine. 

 

Se davvero le scelte che si intraprendono non fossero condizionate sarebbe tutto molto più facile. Sarebbe molto più semplice dirigere le azioni secondo ciò che noi siamo. La società, invece, imbottisce di regole morali che innescano dentro di noi un meccanismo di sensi di colpa a mai finire. È quasi impossibile sbottonare la propria anima e concederla alle emozioni, senza recriminazioni e condanne. La scelta morale è la scelta che la società e non noi o la nostra mente addita a giusta. La scelta morale è quella corretta. Così che le nostre scelte non sono mai libere , non siamo  mai noi a scegliere , fino a quando qualcuno avrà scelto per noi  la scelta giusta.

 

Entriamo in eterno conflitto con noi stessi, con la società, quando quello che vogliamo, sentiamo e desideriamo è diverso da quanto dagli altri accettato. Siamo attori che recitano copioni che crediamo nostri ma che, in realtà, non lo sono mai stati. Le nostre vite sono ingarbugliate in una fitta rete di pregiudizi, preconcetti e precetti morali, dove è impossibile (o quasi) venirne a capo. Il problema allora si discosta da quello inizialmente posto. Non è la scelta di un fratello o l’altro a tormentarci, ma è la scelta tra noi e quello che la società vorrebbe scegliere per noi. Se così non fosse, non si correrebbe dietro a continue giustificazioni, scuse, per nascondere agli altri quello che si è. L’uno, l’altro o loro o te? Un bel rompicapo, un rebus a sospesa soluzione.

 

 

Cari uomini se pensate che per far colpo sulle donne bastino guizzanti muscoli, auto costose e un ricco e abbondante portafoglio, vi sbagliate di grosso. Il fasto e il lusso, così come il bello e plastico, potrebbero, infatti, dopo un lasso di tempo degenerare facilmente in noia, abitudine, insoddisfazione, mancanza di qualcosa nel rapporto. La verità cari uomini che sprecate il vostro tempo ore e ore in sala attrezzi, centri benessere, saloni di bellezza, se non date alle donne che corteggiate quel pizzico di follia, propria del bambino rimasto in voi, difficilmente riuscirete a conquistarle. Il punto è riuscire a far cedere la donna, abbandonarsi a voi nella persona che è per davvero. Una bella cena galante, dei gioielli, un bouquet di rose forse saranno anche molto graditi, ma non sorprenderanno affatto.

 

Molti uomini si lamentano del fatto che le donne non sanno mai cosa vogliono. La verità, cari uomini, è che sarebbe molto più semplice per voi fermarvi un attimo a pensare che la donna non è soltanto peluche, fiori e cioccolatini. Che forse quello che vorremmo da un uomo è semplice, davvero molto più semplice di quanto pensiate e soprattutto non si tratta né di soldi, né di muscoli né di corpi scolpiti.

 

Esiste, infatti, un modo piuttosto antico per far centro al cuore delle donne: riuscire a farle ridere. Non lo dico a caso. Provate a pensare a due pietanze l’una perfettamente decorata e presentata sul piatto, ma scevra di sapori. L’altra, molto più alla buona, casereccia, buttata giù con non abbastanza cura, ma molto molto più saporita. Scegliereste ugualmente la forma alla sostanza? Un uomo che riesce a fare ridere una donna, con la sua semplicità, ironia, qualche chilo in più, è decisamente migliore di uomo tutto forme, ma per nulla o quasi divertente.

 

Vi faccio un esempio: la TV sicuramente pullula di attori bellissimi, curatissimi. Ma guarda caso nessuno appartenente a questa categoria, quella cioè di super bamboloni fighissimi è riuscito mai ad entrare la notte nei miei sogni, in quelli proibiti, quelli di una donna. Forse riderete adesso. Ebbene, io lo trovo invece un fatto interessante, interessante per una società che punta alla perfezione, all’estetica, al silicone, alla forma in assoluto e non alla sostanza. 

 

Interessante che a regnare nei miei sogni a sfondo rosso sia stato lui: il nostrano pugliese Checco Zalone. Questo a testimonianza del fatto che la comicità, la simpatia, la solarità e anche la pancetta sanno il fatto suo e sanno soprattutto raggirare, catturare l’inconscio delle donne, quelle donne che come me ricercano il piacere nella vita, il piacere e il gusto delle cose semplici, dell'uomo semplice. 

 

Care donne, da buona siciliana vorrei presentarvi un piatto tipico della mia regione con cui potrete riempire la vostra tavola e fare anche un’ottima figura con gli ospiti, se non avete tanti ingredienti in casa e dovete quindi improvvisare. Uno dei piatti tipici della cucina siciliana comunemente preparato soprattutto nel Palermitano è un primo: la pasta chi vruoccoli arriminati

 

Il procedimento è piuttosto semplice, così come il reperimento degli ingredienti. Se pensate di assaggiare uno dei piatti più popolari e al contempo buoni della Sicilia non potete perdervela. Potrete prepararla in casa che siate del posto o lontani oppure degustarla in una di quelle antiche trattorie che costeggiano le vie del centro del capoluogo e delle altre città della regione. 

 

Se optate per la prima possibilità, ovvero per il genuino fai da te, andate al mercato e procuratevi un:

 

  • Cavolfiore da 1 kg
  • Una cipolla media,
  • 70 g di uva sultanina
  • Pinoli
  • Due acciughe salate
  • 1 bustina di zafferano
  • Un cucchiaio estratto di pomodoro, aggiungendoli a olio, sale e pepe.

Una volta che avrete disposto sul vostro bancone da cucina tutti gli ingredienti, iniziate col lessare il cavolfiore a pezzi in abbondante acqua salata.

 

In un tegame soffriggete con l'olio la cipolla finemente affettata, aggiungendovi lo zafferano sciolto in un po' d'acqua tiepida. Lasciate soffriggere a fuoco vivo, condite con sale e pepe aggiungendo un mestolo d'acqua di cottura della verdura, un cucchiaio di estratto di pomodoro e, infine, le acciughe già sciolte nell'olio.

 

A parte lessate poi la pasta nell'acqua del cavolfiore, scolatela al dente e conditela col sugo già pronto che lascerete riposare almeno dieci minuti prima di servire. Questo piatto rappresenta il giusto modo di combinare il piacere del cibo con alimenti sani.

 

Cavolfiore e uva sultanina si sposano regalando a voi e ai vostri ospiti il giusto equilibrio dell'acre e del dolce. Un piatto economico per le vostre tasche e giusto per la vostra linea, ma ricco in compenso di qualità nutrizionali: la vitamina c della verdura, i grassi omega tre delle acciughe, le proprietà anti-ossidanti dei pinoli e dell'uva.

 

Appena assaporata la prima forchettata sentirete il piacere delle antiche ricette della nonna, dei frutti della terra, del lavoro dei contadini nei campi.

 

 

Care donne se avete pensato che il vostro look autunno inverno sarà delicato privo di eccessi, sobrio, all'insegna del classico, avete fatto proprio un gran buco nell'acqua.

Eh si care perchè a spopolare nei negozi e vetrine dei centri delle città saranno la pelle rigorosamente nera, le calze fantasia, trasparenti o coprenti in maglia tricot, ricamate, stampate o con dettagli preziosi, occhiali scuri alla matrix, eleganti e raffinati che donano un tocco in più anche al look più sofisticato, stivali al ginocchio in pelle, che altissimi, ricoprono e fasciano completamente le gambe. E infine il punk e il borchiato già accessorio delle precedente stagione. 

L'uso di borchie, frequente nell'abbigliamento metal, dark e punk, con punte di ferro a punta o con punta arrotondata, diventa ancora una volta rivestimento per le vostre borse, le scarpe, cinte , braccialetti o collane per una donna esuberante, esigente, che non teme di rivelarsi agli altri, una donna ben lontana da quella raffinata che predilige il bianco della neve, il soffice di una sciarpa e il calore di un maxpull. Dalla donna che sorseggiando una tazza di cioccolata in balia di un temporale si abbandona al tepore di un plaid e alla tv.

La donna di questo inverno, adagiandosi tra il mistero, il fascino e l'eleganza della scelta del nero, con toni aggressivi rivelerà la femminilità del suo corpo in perfetta sintonia con il tessuto in pelle che lo ricopre. La donna di questo inverno vi ammalierà e sedurrà incontrando il suo sguardo in lenti scure, scoprendo le sue curve in un lungo soprabito dove leggings stretti si mimetizzano con le lunghe gambe affusolate. La donna di questo inverno è una donna decisa, che sa quello che vuole, ambiziosa, determinata, che si rivela negli accessori e si cela al contempo nei ritmi dell'oscuro. E' la donna che parla di sè rivelando i dettagli dell'intimo che riserva solo ai pochi privilegiati. Provocatrice ma restia, eccentrica ma introversa, eccessiva ma riflessiva, dominerà le vostre azioni uomini e i vostri sensi.

 

pelle-Autunno-Inverno-2013-2014

 

Arrendetevi uomini questo lungo inverno sarete circondati da affascinanti donne felidi, dolci e aggressive, affettuose e devote ai loro maschi. Alternando l'indifferenza alla spietata corte, la donna felide farà di voi quel che ne vuole nel gioco della seduzione. Una donna felide, una donna libera, indipendente, attraente e pericolosa insieme, ma anche fragile e crudele. Cultrice di tanta vanità, con movenze sinuose possiede le strade sfoggiando assieme ai suoi abiti la femminilità seduttrice affine alla notte, alle trame nascoste. 

La donna felide ha una straordinaria capacità di farsi amare coinvolgere e d'insinuarsi nella vita degli uomini. La donna felide incarna la sensualità e la dolcezza, il fascino e la generosità, l’amore e la passione, il desiderio e il piacere, la vita che rifulge in tutta la sua pienezza.

 

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