Oggi prepariamo una ricettina gustosa e adatta a questi giorni in cui vogliamo depurarci un po' dopo i bagordi delle feste.


Merluzzo gratinato con pure di sedano rapa
Ingredienti:

500 g di filetti di merluzzo

2 spicchi di aglio

2 cucchiaini di olio d’oliva

1 cucchiaio di prezzemolo

1 cucchiaino di origano

5 rametti di timo

sale q.b.

200 g di pangrattato

Tritiamo l'aglio e le erbe aromatiche molto finemente, amalgamiamole al pangrattato, aggiungiamo
il sale e due cucchiaini di olio per formare una salsina leggera.
Disponiamo ora i filetti di merluzzo su una teglia unta con un po' d' olio , e cospargiamoli con la
salsina creata in precedenza; cuociamo il pesce in forno a 180° per un quarto d’ora circa e serviamo
insieme al.......
Purè di sedano rapa:
Ingredienti:
500 g di polpa sbucciata di sedano rapa
250 ml di latte
1 spruzzo di succo di limone
10 g di burro
sale
Sbucciamo il sedano rapa come una patata, laviamolo sotto l'acqua corrente e tagliamolo a tocchetti.
Sbollentiamo i tocchetti di sedano rapa per 3 minuti in acqua salata, scoliamoli e mettiamoli in un
tegame aggiungendo il latte. Portiamo ad ebollizione e cuociamo a fuoco dolce fino a che i liquidi
non saranno assorbiti; a questo punto frulliamo il tutto finché non risulta una purea. Aggiungiamo il
sale, il burro e uno spruzzo di succo di limone.
Ho scelto di utilizzare il sedano rapa perché fa molto bene all'organismo grazie alle sue proprietà
diuretiche e depurative,il suo sapore è abbastanza simile a quello del tipico sedano a coste, ma si caratterizza per un gusto molto più delicato.

Se vogliamo arricchire il purè possiamo mettere
insieme al latte anche della panna o se vogliamo un gusto più delicato possiamo mescolare il pure di
sedano rapa con quello di patate.

Dopo l’India, l’Italia è il paese che mangia più verdure e meno carne. Secondo l’AVI (Associazione Vegetariana Italiana) il 10% degli italiani ha tolto dalla propria dieta la carne. Per l’Eurispes, invece, la percentuale è di sette punti più bassa (3%), ma rimane, comunque, sempre consistente. Se trasferiamo e trasformiamo il numero in visione quantitativa, quel 3% corrisponde a tutti gli abitanti di Milano e di Firenze messi insieme. I “VEGetariANI” non sono quindi pochi in Italia e il dato certo è che crescono in continuazione. Lo conferma anche il mercato alimentare. E’ sempre più facile trovare prodotti green preconfezionati sugli scaffali delle grandi catene di distribuzione, così com’è sempre più facile trovare ristoranti “integrali”, dove sono serviti anche piatti a base di carne, che propongono più di una pietanza vegetariana. Che la scelta “Veg” si stia espandendo, e non solo in Italia, l’ha capito pure McDonald’s. La famosa catena di fast food a base di carne, per contenere le emorragie di persone che cambiano bandiera in fatto di abitudini alimentari e accaparrarsi circa un miliardo di nuovi clienti che mangiano solo “verde”, è andata addirittura in India, paese al primo posto nella classifica mondiale quanto a numero di persone che non consumano carne, per aprire i suoi primi ristoranti esclusivamente “Veg”. Per questo colosso alimentare “tutta carne”, forse … quasi certamente, le motivazioni della metamorfosi “verde” non sono etiche, eco-ambientaliste e salutistiche, motivazioni che invece spingono la maggior parte della gente “comune” al cambiamento “VEGetariANO”. La salute, infatti, è la principale motivazione per il 43,2% di chi ha scelto una dieta priva di proteine animali. Solo per il 29,5% la motivazione è etica, mentre per il 4,5% è ambientale. C’è da aggiungere, poi, un 6,7% che non segue precise regole vegetariane o vegane ma che, di fatto, non “mangia animali”. E sono le donne, in assoluto, quelle che più di tutti fanno a meno della carne, seguite dai giovani tra i 18 e i 24 anni e dagli over 65. Qualunque sia la ragione, la scelta italiana e soprattutto delle donne, di mangiare più frutta e verdura a discapito della carne ci fa, senza dubbio, molto onore.

 

 


Ricetta per una dieta Latto-Ovo-Vegetariana: Bignè ai formaggi
Le dosi riportate sono per 4 persone. Servono 16 bignè piccolini e già pronti, 1,5 dl di panna, 100 g di gorgonzola dolce, 100 g di provolone, 100 g di fontina, delle foglie di sedano, noce moscata, pepe bianco e sale. Dividete la panna in tre parti uguali e versatela in tre pentolini. In ognuno, poi, aggiungete un tipo di formaggio. Mettete sul fuoco e sciogliete il composto a fiamma bassa, mescolando con cucchiaio di legno. Salate leggermente. Nel pentolino con il gorgonzola aggiungete un cucchiaio di foglie di sedano tritate, spolverizzate la fontina con un po’ di pepe bianco e insaporite il provolone con la noce moscata. Ora, non dovete fare altro che farcire i bignè, disporli a piramide su un vassoio e proporli ai vostri amici per un corposo aperitivo. Non fate mancare il vino, preferibilmente rosso, meglio se corposo e dal profumo intenso. L’Amarone ad esempio, assai corposo e profumato, si sposa benissimo con il gorgonzola.

Scopri le altre ricette del Mercoledi Veg

 

Sappiamo quanto siano importanti le amicizie, ma cosa fare quando ci troviamo improvvisamente amici a cena?

Ecco 3 ricette per stupirli.

 

TORRETTE DI POMODORI CON CREMA AL BASILICO
100g di robiola
9 cucchiai di pesto genovese
1 pomodoro grande a persona non del tutto maturo
foglie di basilico q.b.
Tagliamo il pomodoro in delle non troppo sottili e mettiamole a scolare in uno scolapasta.
Prepariamo la cremina mescolando la robiola con il pesto fino ad ottenere il gusto desiderato.
Formiamo le torrette mettendo una fetta di pomodoro, la crema, un'altra fetta di pomodoro fino a
ricomporre il pomodoro. Serviamone uno a testa guarniti con delle foglie di basilico fresche.


RISOTTO MELAGRANA E NOCCIOLE
350 g di riso
1 cipolla
brodo vegetale q.b.
30 g di grana
50 g di burro
150 ml di succo di melagrana + 100 g di chicchi
30 g di nocciole tostate
In una risottiera mettiamo ad imbiondire una cipolla finemente tritata con 15 g di burro.
Aggiungiamo il riso e facciamo tostare, sfumiamo con il succo di melagrana; una volta che il succo
è evaporato portiamo a cottura il risotto aggiungendo del brodo vegetale. Mantechiamo a fine
cottura con il restante burro e il grana. Serviamo il risotto decorandolo con i chicchi di melagrana
freschi e una spolverata di nocciole tritate.

 


INVOLTINI AL MARSALA
12 fettine di pollo
2 scalogni
3 fette di prosciutto cotto
50 g di pistacchi
½ bicchiere di marsala
50 g burro
rosmarino, salvia, alloro
olio, sale e pepe
Prepariamo gli involtini stendendo la fettina di pollo su un tagliere, farciamola con metà fetta di
prosciutto e un po' di pistacchi tritati. Arrotoliamoli e cuociamoli in una padella con il burro, un filo
d'olio, gli odori e gli scalogni tritati finemente. Sfumiamo tutto con il marsala lasciamo evaporare e
se necessario aggiungiamo un po' di brodo vegetale.
Una volta che gli involtini sono cotti gli togliamo dalla padella. Il fondo di cottura andrà privato del
rosmarino dell'alloro e frullato con una noce di burro in modo che formi una cremina con cui
irrorare gli involtini. Serviamo, quindi, gli involtini con la cremina agli scalogni e una spolverata
dei pistacchi rimasti.

 

Perché mangiamo carne 

C’è un paradosso alla base delle nostre abitudini alimentari. Mentre proviamo sdegno all’idea di mangiare carne di cane, gatto o delfino, nulla ci impedisce di addentare carne di mucca, maiale, pecora o pollo. Perché facciamo questa discriminazione? Anche la mucca e il maiale sono esseri senzienti, che provano quindi emozioni e sentimenti, proprio come il cane, il gatto e il delfino. Eppure, la costrizione innaturale della mucca e del maiale negli allevamenti lager e la loro successiva soppressione a fini alimentari non ci turba, non tanto quanto ci sconvolgerebbe stipare migliaia di cani e gatti all’interno di una struttura al solo scopo di macellarli per poi mangiarli. Perché siamo più sensibili, empatici e paladini nei confronti di una determinata specie e ingiustificatamente indifferenti nei confronti di un’altra? La psicologa americana Melanie Joy risponde sostenendo la teoria del “carnismo”. Con questo termine è definita un’ideologia violenta che giustifica, per consuetudine, l’uccisione di alcuni animali e permette di mangiarne la carne senza troppi rimorsi di coscienza. Il carnismo si fonda sulla “dittatura della consuetudine”, che abitua ad accettare le cose e gli eventi perché “così sono”, punto e basta. Per questo motivo acconsentiamo all’uccisione di “cuccioli” di mucca, maiale, pecora e altri ancora, senza scandalizzarci o muovere un dito, quando invece, più naturalmente, dovremmo essere portati a difenderli. Attraverso il meccanismo della rimozione, sempre per Melanie Joy, neghiamo a noi stessi l’eccidio di miliardi di animali destinati al consumo alimentare. Sarebbe il sistema in cui siamo immersi a promuovere tale meccanismo, offuscando le coscienze fino a persuaderci che mangiare carne, anche più volte durante il giorno, sia salutare, normale e necessario. L’assunto dell’ideologia carnista difatti, secondo cui la carne sarebbe essenziale, ineliminabile dalla nostra alimentazione e quindi necessaria, è dovuto a un condizionamento sociale fondato su una consuetudine consolidatasi nel tempo. E cioè che l’uomo ha la “necessità” di nutrirsi di carne per sopravvivere. Probabilmente, in un tempo lontano, nel passato era così. Ma oggi, con tutte le varietà, le qualità e possibilità alimentari che offre il mercato, l’uomo, che NON è poi un carnivoro, non ha realmente questa “necessità”. Nessuna costrizione fisiologica, infatti, gli impone di mangiare carne. Se decide di farlo è per una scelta, forse, troppo spesso motivata solo dalla consuetudine. 

 

teoria del carnismo


Questo mercoledì suggeriamo un piatto molto saporito, piccante e per questo adatto a chi ha lo stomaco robusto:

La Pasta del Pirata Barbanera (dosi per 4 persone, nessuna difficoltà, 1 ora per la preparazione e 480 calorie per porzione). Servono: 1 cipolla, 4 spicchi di aglio, salvia, rosmarino, 1 peperoncino piccante, vino bianco, olio di oliva, 300 gr di pomodori perini maturi, sale, pepe e 400 gr di spaghetti. Tritate finemente la cipolla con l’aglio e unitevi poi la salvia, il rosmarino e il peperoncino ugualmente tritati. Mettete il tutto a rosolare finché la cipolla è dorata. Unite poi i pomodorini passati al frullatore e proseguite la cottura a fiamma bassa. Cuocete per circa un’ora mescolando spesso e se il sugo si restringe troppo, aggiungete pochissimo vino bianco. Alla fine, regolate di sale e pepe e lasciate da parte la salsa, senza farla raffreddare troppo. Mettete a bollire dell’acqua in una pentola senza salarla eccessivamente. Quando bolle, aggiungete gli spaghetti e cuoceteli a fiamma viva, poi, scolateli al dente in una zuppiera in cui avrete messo qualche cucchiaio di salsa ancora calda. Non gettate l’acqua di cottura, servirà per condire meglio il tutto. Versate il resto della salsa sulla pasta, mescolate e unite un po’ dell’acqua di cottura messa da parte. Rimescolate e servite fumante. Per il vino, va bene un Trebbiano di Romagna.

 

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26 Gen

Pancake di patate

Pubblicato in Cucina

Ricetta 

Oggi cuciniamo un contorno veramente delizioso che può trasformarsi anche in un ottimo

secondo.


Ingredienti:
1 cipolla media
1,5 kg. di patate ricche di amido
2 uova
2 cucchiai di farina
6 cucchiai di olio di semi
100 g. di burro
sale e pepe q.b.
panna acida o yogurt greco
Iniziamo con il grattugiare grossolanamente la cipolla e le patate, dopodiché mettiamole in un
colapasta a perdere l’acqua. Nel frattempo mettiamo in una ciotola le uova iniziamo a sbatterle e
incorporiamo la farina. Ora premiamo le patate e le cipolle per estrarre tutta l’acqua possibile, e le
uniamo al composto di uova e farina. Condiamo con sale e pepe. Prendiamo una padella pesante da
frittura versiamo un cucchiaio di olio e una noce di burro, facciamolo scaldare.
Prendiamo parte del composto e formiamo 4 frittelle di circa 7/8 cm. di diametro appiattendole con
una spatola.

 

ricetta pancake di patate

 

Friggiamo fino a che saranno di un bel dorato scuro, per circa 4/5 minuti, giriamo fino a che
saranno dorate e croccanti da entrambi i lati. Mettiamo su della carta da cucina per asciugare,
aggiustiamo di sale se necessario. Continuiamo in questo modo fino a terminare gli ingredienti .
Serviamo i pancake di patate caldi accompagnandoli con la panna acida o lo yogurt greco.
Questi pancake sono ottimi caldi, quindi nel frattempo che prepariamo tutto il resto potete tenerli in
caldo nel forno preriscaldato a 95° C. Sono ottimi con la panna acida che è molto difficile da
reperire per cui per prepararla basta prendere una confezione di panna fresca, spremerci dentro il
succo di un limone, mescolare e lasciar raddensare per una mezz'oretta. Aggiungete del limone o del
sale in base ai vostri gusti.

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