Chi di noi non è in costante diatriba con gli inestetismi della pelle? Persino le Top Model più famose al mondo (alcune) ammettono di essere vittime del fastidioso effetto buccia d’arancia.
Una nuova scoperta: a favorire l’insorgenza della cellulite sembra contribuiscano degli agenti, Ages (Advanced glycation end products), ovvero sostanze tossiche che si generano durante un’eccessiva cottura degli alimenti e che provocano danni ai tessuti connettivi. Il tutto ufficialmente e scientificamente discusso e studiato nel corso del congresso nazionale della SIME (Società Italiana di Medicina Estetica).
Vi faccio alcuni esempi:
la pasta, la crosta del pane bianco, la carne arrosto e il latte UHT (sia fresco che bollito), i dolci al forno, le bevande light e i dolcificanti sono i cibi in cui questi agenti Ages sono maggiormente presenti.
Al contrario, i vegetali, i cibi cotti al vapore o a fuoco lento e il latte fresco pastorizzato ne sono privi.
Il tutto a causa dei trattamenti tecnologici a cui la preparazione industriale dei cibi sottopone i prodotti stessi.
Afferma Luigi Rossi, docente di scienza dell’alimentazione e medicina preventiva all’Università di Bologna: “Si tratta di composti molecolari aggressivi che agiscono sui recettori delle membrane cellulari dei fibroblasti, le cellule della pelle, sul collagene e sugli adipociti alterando il tessuto connettivo, il sistema venoso, arterioso e linfatico. Sono i prodotti finali dei processi di glicazione, dovuti all'unione del glucosio con il collagene che rendono i tessuti rigidi e fragili. Non è possibile azzerare l'introito di Ages, ma è possibile ridurlo seguendo una dieta a basso contenuto di zuccheri, privilegiando cibi crudi o cotti al vapore, riducendo il consumo di bevande zuccherate e cibi industriali.”

 

alimentazione-per-combattere-la-cellulite

 

Quindi non soltanto uno stile di vita attento e misurato, l’attività fisica e le creme vi aiuteranno ad eliminare il fastidioso effetto antiestetico. Noi siamo ciò che mangiamo, il nostro corpo è il riflesso diretto di come noi lo curiamo e nutriamo.
Quindi fare attenzione nella scelta degli alimenti, per non essere superficiali, non ci aiuterà soltanto ad apparire più belle e pronte alla prova costume (che tra l’altro è alle porte), ma è un dovere che noi abbiamo verso noi stesse.
Del resto, care donne, se non siamo noi le prime che ci amiamo e ci curiamo, come possiamo pretendere che possano farlo gli altri poi?
quindi

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Lo yogurt si può introdurre nell’alimentazione dei bambini a partire dai sette mesi quando il bimbo si trova già nella fase dello svezzamento, meglio se si sceglie quello bianco intero, in seguito quando il bambino è attorno all’anno di età si può passare a quelli alla frutta, solitamente i pediatri consigliano tre gusti principali: mela, pera e banana, questo perché sono frutti meno allergizzanti di altri, solo dopo i due anni si possono invece introdurre quelli alle fragole, frutti di bosco o pesca, che invece possono scatenare allergie.

 Alimento fondamentale per i bambini, durante tutta la sua crescita, apporta calcio, pur essendo un latticino, non crea allergie, è digeribilissimo, ottimo per la flora intestinale e … cosa da non sottovalutare per nulla, sono buonissimi, proprio per questo non sono difficili da introdurre nell’alimentazione dei nostri piccolini.

Si può scegliere quello naturale e biologico, comprandolo magari nelle aziende agricole o, se preferiamo comprarli al supermercato, quelli migliori per me  sono gli yogurt Teddy della fattoria Scaldasole.

Lo do al mio piccolino e non nego che anche io ne sono golosissima, specie di quello alla pera che è veramente fantastico.

Potremmo anche provare, se abbiamo tempo, a fare direttamente noi lo yogurt in casa, sicuramente migliore in tutto perché, a dati fatti, nulla di strano sarebbe aggiunto, e nella preparazione poi potremmo far partecipare anche i nostri bimbi che si divertirebbero molto.

 

ricetta-yogurt-fatto-in-casa

 

Se abbiamo una yogurtiera, basterà mettere gli ingredienti base e accendere ma diversamente potremmo anche farlo a mano.

Basta del latte, dei fermenti o in alternativa quattro vasetti di yogurt bianco naturale.

Il primo passo per ottenere del buonissimo yogurt e quello di far scaldare il latte in una pentola facendo attenzione a non superare i trentotto gradi, la precisione nel fare lo yogurt è veramente importante perché è proprio la temperatura che fa partire la fermentazione, un calore troppo elevato ucciderebbe i batteri e quindi lo yogurt non verrebbe.

A questo punto aggiungiamo al latte i fermenti o i vasetti di yogurt mescolando il tutto in maniera molto dolce, lasciamo riposare poi al caldo, usando un termos capiente o va benissimo anche il forno appena tiepido, ricordo che non deve superare i quaranta gradi, per dodici ore.

Se lo fate la sera, il mattino seguente avrete del buonissimo yogurt artigianale adatto per un dessert fresco dopo la pappa dei nostri bambini magari con aggiunta di biscottini e pezzetti di cioccolato a scagliette o con miele e frutta a pezzettini per una merendona sana ma soprattutto deliziosa.

 

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11 Gen

Il latte vegetale

Pubblicato in Cucina

Tutti siamo a conoscenza del latte vegetale, ma quanto ne sappiamo?

Chi ha problemi di intolleranza al lattosio, ai latticini, allergia alla caseina, o chi preferisca seguire un regime alimentare che escluda i derivati animali, può assumere il latte vegetale, privo di lattosio, caseina e colesterolo.
Oltre al latte animale, come quello vaccino, di capra o di pecora, esiste il latte vegetale, ottenuto da cereali, semi oleosi o leguminose.

 

• Il latte di soia si ricava dalla bollitura dei fagioli di soia gialla, totalmente priva di colesterolo e lattosio. Questo latte è ricco di proteine facilmente assimilabili dall’organismo, e la sua assunzione è indicata soprattutto per chi abbia fattori di rischio di arteriosclerosi poiché contiene isoflavoni: servono a ridurre il colesterolo LDL (il colesterolo “cattivo”).
Il latte di soia ha un contenuto di grassi inferiore a quello del latte intero e di poco superiore a quello del latte parzialmente scremato. Si tratta prevalentemente di grassi polinsaturi, compresi gli omega-3, mentre i grassi saturi sono molto ridotti. Il latte di soia contiene inoltre fibre, vitamine A, E, B, minerali tra cui il ferro, presente in quantità doppie rispetto al latte vaccino.


• Il latte di riso è prodotto a partire dalla frantumazione del chicco, ottenendo un liquido dolce al quale si aggiungono generalmente acqua, sale, aromi e olio (di solito di girasole spremuto a freddo, nel latte di riso in commercio, ma è bene fare attenzione alla presenza di olii vegetali non meglio specificati, e gli ingredienti devono essere di origine biologica). È il latte più magro, contiene soprattutto grassi polinsaturi, vitamine A, B, D, minerali ma poche fibre. Il latte di riso è ricco di zuccheri semplici.

 

Tipi latte vegetale


• Il latte di avena si ottiene cuocendo e spremendo questo cereale che ha un basso indice glicemico, molte proprietà energetiche, utile nella riduzione del colesterolo cattivo. È una bevanda molto dolce, ricca di zuccheri complessi derivati dall’amido. Quello di avena è un latte poco calorico e con un limitato contenuto di grassi, prevalentemente polinsaturi, contiene fibre, vitamine E, B e acido folico. Come per il latte di riso, anche per il latte di avena si raccomanda il controllo della provenienza biologica e dell’aggiunta di olii non meglio specificati.


• Il latte di mandorla è ricco di antiossidanti come la vitamina E, rallenta l’invecchiamento cellulare contribuendo a limitare l’azione dannosa dei radicali liberi. È un latte che può sostituire l’assunzione di frutta secca, può integrare l’alimentazione del lattante dopo lo svezzamento. L’apporto calorico è molto simile a quello del latte vaccino, il contenuto di grassi intermedio tra latte vaccino intero e parzialmente scremato, ma si tratta sempre di grassi polinsaturi. Il contenuto di grassi saturi è limitato, mentre questo latte è ricco di fibre, vitamina E, minerali, ma poco calcio. Ha un gusto molto dolce.
• Il latte di farro è ricco di calcio, perciò indicato per prevenire l’osteoporosi, e contiene grassi polinsaturi e fibre insolubili. Grazie alle sue proprietà ricostituenti è consigliato per chi pratica sport e per i soggetti debilitati.


Gelato, che passione!

Nelle giuste proporzioni (e non le quintalate kamikaze che mi sparo io il sabato), il gelato è da considerare un vero e proprio alimento. Negli ultimi anni, il gelato ha visto moltiplicare le richieste da parte del pubblico. Le ragioni? Sono svariate: il senso di freschezza che offre, il sapore dolce e goloso sia dei gusti classici che di quelli più originali. L’aspetto gustativo è arricchito dalla creatività delle confezioni e dalla vivacità dei colori. I miglioramenti igienici del prodotto, l’affinarsi della maestri gelatieri nella preparazione del gelato artigianale, l’arricchimento e la scelta oculata degli ingredienti, la composizione di nuovi gusti, il ricorso a processi tecnologici che riducono al minimo le manipolazioni, tutti fattori che hanno reso il gelato un alimento sempre più diffusamente apprezzato.

Cosa contiene il gelato?

L’apporto calorico è molto vario, ma in media si aggira sulle 250- 300 kcal per ogni 100 g di alimento (meno del Parmigiano, quasi 400 kcal l’etto!). Chiaro che i gusti di frutta, più semplici e meno carichi di variegature, saranno notevolmente più leggeri, e indicati perciò anche a chi sta seguendo una dieta dimagrante, ma non vuole rinunciare al piacere di un dolcino ogni tanto.

I grassi provengono dal latte, e a questi vanno aggiunti quelli vegetali (olio di palma e di cocco idrogenati) per conferire al prodotto cremosità e morbidezza. Sono presenti anche aromi gustativi e una modesta quantità di ingredienti stabilizzanti ed emulsionanti.

 

caratteristiche-gelato-artigianale

 

Com’è fatto il gelato artigianale?

Viene preparato con una base fornita dall’industria che offre i “semilavorati”. Alla base già pronta vanno aggiunti i vari gusti (sciroppi, essenze con aromi, talvolta purea di frutta), che si sovrappongono agli ingredienti del gelato. I “semilavorati” contengono anche zucchero, latte in polvere, addensanti ed emulsionanti. Per i gelati alla crema vengono talvolta usati panna fresca, latte intero; i gelati vegetali sono realizzati con i derivati della soia e fruttosio, mentre quelli allo yogurt si possono ottenere unendo al gelato alla crema un semilavorato all’aroma di yogurt, oppure yogurt vero, oppure una miscela di yogurt fresco con proteine del latte ed emulsionanti.

Rispetto al gelato industriale, preparato in anticipo, il sapore di quello artigianale è migliore se il prodotto viene consumato subito dopo la preparazione, quando l’impasto è ancora morbido.

A chi è indicata l’assunzione di gelato?

Bambini inappetenti, o anche quelli in sovrappeso, laddove il gelato sostituisca un altro cibo, e non sia un’aggiunta alla dieta normale; stesso discorso per adulti con problemi di linea; anziani inappetenti, con dieta monotona, difficoltà di masticazione e deglutizione. Tra l’altro, il gelato può concludere un pasto frugale, poiché il suo apporto calorico è inferiore a quello di altri dolci a base di crema, panna o cioccolato: infatti, un gelato contiene in media il 60% di acqua, che scende al 20- 25% nei dolci sopraccitati.

Le persone che devono riguardarsi dall’assunzione di gelato, invece, sono quelle con patologie gastro- intestinali e/o della colecisti. Paradossalmente, in caso di rialzi febbrili da influenza o raffreddamento, il gelato è indicato: se l’intestino è a posto e vi è inappetenza, è utile somministrare un alimento di per sé gradevole.

Insomma: il gelato è buono, fresco, ci nutre con allegria e ci migliora l’umore!

 

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Mostriamo un corpo sano e in forma. 

Con l’arrivo della Primavera sentiamo il bisogno di toglierci di dosso tutti i segni che l’inverno appena passato ha messo dentro e fuori dal nostro corpo.

Iniziano quindi le corse alle diete per perdere quei due o tre chiletti messi su per via dei super pranzi invernali, aumentano le iscrizioni alle palestre o ai centri benessere per i vari massaggi drenanti o i peeling che rigenerano la pelle.

Io però oggi vorrei parlarvi di un qualcosa che non solo è buono da bere ma che fa bene all’organismo.

Sto parlando dei frullati depurativi che aiutano a disintossicare l’organismo e inoltre sono pieni di vitamine e sali minerali.

Ve ne propongo due che sono davvero fantastici.

Frullato di Mango, Carota e Arancia. 

Gli ingredienti necessari sono del mango tagliato a pezzetti, il succo fresco di due carote e di una arancia.

Si mette tutto nel frullatore ed è veramente importante bere il frullato appena pronto così non si perdono i preziosissimi nutrimenti.

 

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Frullato di Cetriolo, Melone e Pera. 

Pulire e tagliare a pezzetti piccoli un cetriolo, due o tre fette di melone maturo e una pera.

Mettere tutto nel frullatore e azionare fino a quando tutta la frutta è stata frullata.

Come prima è importantissimo bere subito il frullato.

E infine ecco qualche consiglio per ottenere non solo dei buoni frullati, perché il nostro palato vuole essere sempre appagato, ma soprattutto per far si che la loro funzione sia effettivamente mirata a farci sentire meglio.

Prima di tutto dobbiamo ricordarci di scegliere sempre frutta di stagione, matura che arriva da colture biologiche.

Se si vuole aggiungere latte al frullato, meglio mettere quello di riso o di soia, per renderlo più dolce meglio usare una punta di miele.

Per ottenere effetti migliori è sempre meglio consumarlo di mattina per colazione, io aggiungo nei frullati anche del succo di aloe vera che mi aiuta con l’intestino.


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