Se è vero care amiche che noi donne siamo ossessionate dai peli e vorremmo disfarcene in maniera totale, è altresì vero che probabilmente avere molti peli è sinonimo di essere intelligenti. Uno studio realizzato dal professor Aikarakudy Aliàs, psichiatra presso il Chester Center of Mental Health, in Illinois, ha messo in evidenza che chi ha molti peli sul corpo sarebbe più intelligente rispetto alla media. C'è da aggiungere che il professore da circa un ventennio studia le relazioni esistenti tra i peli e l'intelletto.

 

Per giungere a questo risultato i ricercatori hanno analizzato i quozienti intellettivi di 5000 iscritti al MENSA, famosa associazione di cui fanno parte persone con un elevato QI. Il professore ha spiegato: “Dagli esami effettuati su un campione di uomini e donne tra i 20 ed i 55 anniemerge un dato incontrovertibile: quanto più alta è la densità pilifera sul corpo, tanto più alto è il QI del soggetto”.

 

E voi cosa ne pensate?

 

A volte ci preoccupiamo dei chili di troppo o della “morbidezza” dei nostri fianchi, ma dal mondo della ricerca c’è una novità, che non può che renderci felici delle nostre rotondità, ovvero che le donne “che hanno le curve” sono più intelligenti! Lo studio effettuato da un gruppo di ricercatori dell’Università della California e dell’Università di Pittsburgh, ha dimostrato che le donne che hanno il corpo a “clessidra” (il seno e i fianchi sono più larghi rispetto al punto vita) non solo hanno un QI (quoziente intellettivo) più elevato rispetto alle donne “dritte” o “rotonde”, ma sono più longeve, e danno alla vita figli più intelligenti.

 

Tale ricerca, ha visto protagoniste 16.000 donne a cui sono state analizzate le misure del corpo (seno-fianchi-puntovita) ed è stato sottoposto loro un test cognitivo, fattori che dopo uno studio attento hanno fatto giungere gli scienziati alla conclusione che vi è un collegamento tra il rapporto vita-fianchi e il sistema cognitivo, e che ciò influisce anche su quelle che saranno le capacità cognitive di un figlio.

 

I ricercatori che hanno condotto lo studio, all’interno di un documento pubblicata sulla rivista “Evolution and Human Behavior", hanno spiegato che le donne formose hanno una maggiore quantità di omega 3 e acidi grassi, che rappresentano due sostanze fondamentali per la formazione e crescita del bambino durante il periodo di gestazione, al contrario le donne dritte o “lineari” possiedono una scarsa quantità di omega-6, in grado di allungare la vita e di omega-3, fondamentali per lo sviluppo neurologico del bambino.

 

In più dallo studio è emerso che le donne che possiedono una maggiore differenza tra la vita e i fianchi, e che dunque hanno i fianchi più larghi hanno ottenuto un punteggio maggiore e che il 70% dei bambini nati da donne dal corpo a “clessidra” hanno raggiunto risultati migliori nel campo dell’istruzione.

 

Infine secondo quanto spiegano i ricercatori, il grasso in base alla sua collocazione, avrebbe una determinata funzione: infatti, se questo viene accumulato nella parte superiore del corpo esso potrebbe avere un effetto negativo per quanto riguarda l’apporto degli acidi grassi al cervello del feto, al contrario se questo si accumula nella parte inferiore del corpo, ha effetti positivi rispetto alla fornitura di acidi grassi necessari per lo sviluppo neurologico del bambino.

 

Dunque donne, apprezzate di più le vostre curve poiché ci fanno belle ed intelligenti! Voi cosa ne pensate?

 

Se fare sesso è bello, care amiche, da oggi sembra che l'utile potrà unirsi al dilettevole. Se già in tempi non si sospetti si pensava che personaggi geniali del calibro di Einstein o Mozart fossero particolarmente attivi in campo sessuale, oggi una nuova ricerca sembra confermare il legame esistente tra sesso e intelligenza. Ciò si sono chiesti i ricercatori Usa dell’Università del Maryland e quelli della Konkuk University di Seoul (Corea) in due distinti studi pubblicati ad aprile e novembre 2013. Condotti entrambi su modello animale, gli studi hanno mostrato che l’attività sessuale migliora le funzioni cognitive e mentali, aumentando anche la neurogenesi, ovvero la produzione di nuovi neuroni nell’ippocampo. Ricordiamo che quest'ultima è l’area del cervello in cui si forma la memoria a lungo termine. Il sesso inoltre andrebbe anche a ridurre gli effetti negativi dello stress cronico.

 
Scrivono i ricercatori coreani:

"L’interazione sessuale  potrebbe essere utile per la memoria ippocampale negli adulti, la neurogenesi, le funzioni di riconoscimento e contro gli effetti soppressivi dello stress cronico"

Gli studi hanno anche messo in evidenza che la visione di immagini pornografiche non interferisca con la memoria di lavoro, una verità che sembrava assodata in base a precedenti ricerche. Qui ancora parte degli studiosi afferma che l'esposizione frequente e ripetuta ad immagini porno possa andare a danneggiare il cervello, mentre altri affermano che un po' di pornografia possano avere effetti promotori della neurogenesi.

In ogni caso, tornando alle ricerche, sembra che però i benefici cognitivi osservati nei modelli animali restavano tali soltanto se il sesso era praticato in maniera decisamente regolare, perdendosi poi se si smetteva di fare sesso per tempi più o meno lunghi. I risultati in sostanza mostrano che fare sesso può effettivamente stimolare le funzioni cognitive a patto sebbene non si sappia perché e in che misura esattamente.  Potreste procedere in una ricerca fatta in casa, amiche care, e poi vedere se cambia qualcosa. In ogni caso il divertimento è assicurato.
 

Una ricerca effettuata dall’Università di Oslo, ha rivelato che i primogeniti in media sono più intelligenti. Peter Kristensen, il ricercatore che ha condotto lo studio, ha esaminato i QI (quoziente intellettivo) di 250mila ragazzi tra i 18 e i 20 anni, scoprendo che il QI cala con il diminuire dell’ordine di nascita, infatti i primogeniti presentano un QI di 2.3 punti maggiore rispetto ai fratelli minori.

 

Ma qual è la causa? Dallo studio è emerso, che la causa non è di origine biologica, ma riguarda l’educazione impartita dai genitori, i quali dedicano maggiori cure e attenzioni ai primogeniti. Inoltre, lo studio ha rilevato che il dislivello educativo diviene ancor più marcato all’interno di famiglie numerose , ove la differenza tra il primo e l’ultimo fratello è pari a 2.9 punti, e che nel caso di decesso di un primogenito, oppure se un terzogenito perde entrambi i fratelli maggiori, il QI intellettivo di quel secondogenito o terzogenito supererà il livello di intelligenza dei fratelli maggiori.

 

Come per tutte le cose esiste "l’eccezione che conferma la regola", come nel caso di Georgia, una bimba inglese, ultima di 5 figli la quale sin dalla tenera età aveva attirato l’attenzione del “Mensa” ovvero l’associazione internazionale che raduna tutti coloro i quali possiedono un altissimo QI. La bambina che all’età di due anni sapeva già contare e imparava una seconda lingua presenta infatti un QI pari a 152, lo stesso del noto fisico matematico Stephen Hawking. In questo caso però sembra che le minori attenzioni da parte dei genitori siano state colmate da quelle dei fratelli maggiori.

 

Dunque fratelli minori non disperate! Potreste essere voi quell’eccezione!

 

 

Non sapete disegnare? Bhè, allora forse non siete poi così intelligenti. O non c'è correlazione. Non possiamo di certo dirlo noi, ma Il Centro di Psichiatria Genetica e dello Sviluppo del King's College di Londra che ha pubblicato sulla rivista Psychological Science i risultati di una ricerca che mette in mostra quella che sarebbe una corrispondenza genetica nei bambini tra la capacità di disegnare e l'intelligenza.