Cari lettori e lettrici, vi parlo di quello che nell’ordinaria civile convivenza tra uomini e donne potrebbe capitare: due fratelli gemelli che corteggiano la stessa donna, che pertanto si ritrova nell’incresciosa situazione di provare attrazione per entrambi. Simili nei tratti somatici, ma caratterialmente profondamente diversi, trascinano la poveretta nell’impossibile oblio della scelta. Il legame di sangue poi, inibisce, impaurisce. Invaghita, ammaliata, desiste. Il sorriso dell’uno, le lusinghe dell’altro, gli sguardi dell’uno, le attenzioni dell’altro.

 

Il punto è quanto si è disposti a mettersi in gioco? A cedere di sé in un sì viziato triangolo  amoroso? Gelosie, intrighi, inganni, lussuria, orgoglio, rivalità. Quanto ci si può spingere oltre, in balia del desiderio? Fuggire o cedere? Accettare o rifiutare? La scelta dell’uno all’altro non sarà mai quella giusta, quando si vuole il meglio, quando si vogliono entrambi. E, invano, si cerca una soluzione a tutta questa assurda situazione. Si cercano rimedi, si cercano ripari. Ci si illude che andrà tutto bene. Uno seduttore, l’altro corteggiatore, uno romantico, l’altro egocentrico, uno gentile, l’altro sbruffone. Una spirale vertiginosa senza fine. 

 

Se davvero le scelte che si intraprendono non fossero condizionate sarebbe tutto molto più facile. Sarebbe molto più semplice dirigere le azioni secondo ciò che noi siamo. La società, invece, imbottisce di regole morali che innescano dentro di noi un meccanismo di sensi di colpa a mai finire. È quasi impossibile sbottonare la propria anima e concederla alle emozioni, senza recriminazioni e condanne. La scelta morale è la scelta che la società e non noi o la nostra mente addita a giusta. La scelta morale è quella corretta. Così che le nostre scelte non sono mai libere , non siamo  mai noi a scegliere , fino a quando qualcuno avrà scelto per noi  la scelta giusta.

 

Entriamo in eterno conflitto con noi stessi, con la società, quando quello che vogliamo, sentiamo e desideriamo è diverso da quanto dagli altri accettato. Siamo attori che recitano copioni che crediamo nostri ma che, in realtà, non lo sono mai stati. Le nostre vite sono ingarbugliate in una fitta rete di pregiudizi, preconcetti e precetti morali, dove è impossibile (o quasi) venirne a capo. Il problema allora si discosta da quello inizialmente posto. Non è la scelta di un fratello o l’altro a tormentarci, ma è la scelta tra noi e quello che la società vorrebbe scegliere per noi. Se così non fosse, non si correrebbe dietro a continue giustificazioni, scuse, per nascondere agli altri quello che si è. L’uno, l’altro o loro o te? Un bel rompicapo, un rebus a sospesa soluzione.

 

 

Il destino, a volte, può essere crudele, ma talvolta può anche decidere di donare una seconda possibilità permettendo ad alcune persone di ricominciare a vivere dopo aver provato un dolore a dir poco insostenibile. Questa è la storia di Lori e Chris Coble, genitori di 3 piccole creature volate in cielo troppo presto: Kyle, 5 anni, Emma (4 anni) e Katie (2 anni). Un bel giorno, in occasione del 5° compleanno di Kyle, Lori, insieme con sua madre e nonna dei bimbi, ha deciso di portare i bambini su una nuova ruota panoramica appena montata in un centro commerciale. 

 

 

Di ritorno dalla bella giornata, Lori, guidando sull'autostrada, urta il guard rail con un fanale e decide di accostare voltandosi a guardare la sua piccola Katie dormire e cercando di svegliarla facendole il solletico sotto il piedino. Dopo pochi secondi il disastro: un camion si schianta contro l'automobile di Lori. Chris, marito di Lori e padre dei bambini, fa appena in tempo ad arrivare in ospedale per apprendere che Emma e Katie erano spirate e che il piccolo Kyle era attaccato a delle macchine che lo tenevano in vita. Da qui, la decisione straziante di dover staccare il bambino dalle macchine consentendogli di volare in cielo verso le sue sorelline.
 
Mesi e mesi di dolore hanno indotto i due coniugi a rimanere stretti l'uno all'altra, sebbene il pensiero di togliersi la vita in seguito alla straziante perdita dei figli li abbia sfiorati più volte. In seguito, la coppia ha deciso di provare ad avere nuovamente un figlio, ricorrendo, per ragioni mediche, alla fecondazione in vitro. Da qui il miracolo: dopo un anno dalla morte dei loro amati figli Kyle, Emma e Katie, Lori ha dato alla luce Ashely, Ellie e Jake.
 
Proprio due femminucce e un maschietto: un caro segno del destino. Ovviamente il dolore per la perdita dei 3 bambini mai si è affievolito e mai verrà dimenticato, ma l'amore torna a vivere in casa Coble. Come ha dichiarato Lori:
 
La gioia è di nuovo tornata nei nostri cuori, i nostri tre figli riempiono la nostra vira di felicità, amore e sorrisi”. Chris e Lori parlano ai bimbi dei loro fratellini volati in cielo e capita spesso che vadano al cimitero a trovarli. 
 
I coniugi Coble, nel corso del tempo, hanno incontrato l’autista del camion che ha causato l’incidente e hanno deciso di perdonarlo. C'è da dire che questi è stato condannato solamente ad un anno di reclusione. Lori ha però dichiarato di essersi sempre sentita in colpa in quanto la sua macchina era parcheggiata in una posizione poco visibile. Tuttavia lei e il marito hanno intentato causa alla società autostrade (la causa è ora in appello) poiché l’uscita in questione è assolutamente pericolosa e mal progettata. Essa è stata la causa della sosta azzardata di Lori. 
 
I coniugi Coble sono però tornati a vivere dopo la tragedia e vogliono testimoniare la loro speranza: 
 
Rimanete stretti a chi amate, rimanete loro vicini, voi avete bisogno di loro e loro di voi, non lasciatevi andare! I miracoli accadono a chi ci crede!