Chi è Laura Boldrini. Una vita spesa per gli ultimi. 

Giornalista marchigiana e figura politica appartenente alla lista Sel (Sinistra Ecologia Libertà), per anni è stata la portavoce dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati difendendo “i diritti degli ultimi” come lei stessa ha affermato: è Laura Boldrini, nuovo presidente della Camera dei deputati della Repubblica italiana e terza Donna a ricoprire questa importante carica dopo Nilde Iotti ed Irene Pivetti.
La Boldrini si è laureata in Giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma lavorando per un periodo in Rai dopodiché ha iniziato la sua carriera presso l’ONU occupandosi per 4 anni della FAO e solamente in seguito coprendo il ruolo di portavoce appunto per i Rifugiati.
Dobbiamo, inoltre, citare alcuni riconoscimenti che le sono stati attribuiti come la medaglia ufficiale della commissione nazionale per la parità tra uomo e donna nel 1999 e il titolo di Cavaliere della Repubblica italiana nel 2004.
Il 16 marzo è stata eletta con 327 voti su 618 ricevendo numerosissimi applausi (se ne sono contati circa 22 di seguito) nonostante il dissenso del Pdl.
Nel suo discorso ha trattato alcune tematiche di estrema importanza per il nostro paese come la questione riguardo la povertà e la precarietà poichè l’Italia purtroppo, come ben sappiamo, data la sua situazione di totale instabilità, troppo spesso vede fuggire all’estero quelli che sono dei veri e propri talenti.
Per di più ha affrontato la problematica della mafia ricordando la figura di Aldo Moro, ha affermato di voler fornire ascolto alla sofferenza della società con la questione appunto del lavoro, dei pensionati, degli esodati ma anche degli imprenditori in difficoltà e soprattutto di voler eliminare la violenza sulle donne che sempre più sono soggette a soprusi e sono manipolate dalla figura maschile.

 

laura-boldrini-presidente-camera


Laura Boldrini è una donna che può costituire una rinascita per il nostro paese, la possibilità di riacquistare una dignità per la politica italiana ma anche per la donna il cui ruolo è stato mortificante negli ultimi tempi all’interno della nostra società. Finalmente abbiamo una donna al potere, una donna che ha tutte le carte in regola per portare le redini di un’Italia senza futuro.
Una nuova voce carismatica, una personalità in grado di rivoluzionare il modo di fare politica nel nostro paese, una politica volta onestamente a costituire l’espressione dei diritti del popolo, una politica che rispecchi effettivamente il concetto di democrazia fino a questo momento totalmente oscurato.

 

Potrebbe interessarti pure: le 10 regole delle donne eccezionali

 

Care amiche se il maschio italiano per antonomasia è considerato simbolo di virilità, è pur vero che tale affermazione ha senso più in alcune regioni del Belpaese che in altre. Un interessante cartina "fisica" sta impazzando nel corso delle ultime ore nel web e sembra mostrare, regione per regione, dove si trovano gli uomini sessualmente più dotati.

 
Completamente da scartare sembrerebbe il nord del Paese. Nelle regioni settentrionali, infatti, le misure dei "membri" maschili si attesterebbero sui 14-15 cm. La situazione migliora già se ci spostiamo verso le Marche, la Toscana e la Sardegna. Siamo nella media, invece, nel Lazio, Abruzzo, Emilia Romagna e Valle d’Aosta.
Al Sud Italia va decisamente meglio. I maschi si esaltano con i loro “onestissimi” 18-19 cm in Puglia Calabria, Campania, Basilicata, Sicilia e collocandosi di diritto in seconda posizione. 
 
Ebbene, amiche, a sorpresa gli uomini più dotati d'Italia sono distribuiti nella piccola e poco popolosa regione del Molise dove la lunghezza media del pene maschile supera i 19cm. Insomma, pochi ma buoni.
 

Care amiche, l'inverno è ormai alle porte e quindi bisogna sempre fare attenzione alle previsioni meteorologiche che, in qualunque momento, potrebbero annunciarvi l'arrivo di perturbazioni con intense piogge o freddi correnti provenienti in genere dal Nord Europa. Vediamo dunque, cosa ci riservano le previsioni per domani venerdì 6 dicembre 2013.

 
Domani, il bel tempo sembra campeggiare su tutta la penisola. Verso sera è previsto l'aumento della nuvolosità sulle coste della Calabria e delle regioni tirreniche che porterà qualche pioggia in nottata. Le temperature massime si mantengono stabili, mentre quelle minime saranno un po' basse in tutta la penisola.
 
Più del dettaglio:
 
NORD: Il cielo sarà sereno o poco nuvoloso, con possibili foschie nelle prime ore del mattino sulle pianure. Le temperature massime, stabili, non dovrebbero superare i 10/11 gradi, mentre le minime scivoleranno sotto lo zero ovunque, tranne che in Liguria. Graduale aumento delle nubi sul settore alpino.
 
CENTRO: Bel tempo su tutte le regioni. Aumentano le nubi sulle regioni tirreniche, mentre in nottata potrebbe esserci qualche pioggia. Prevista la presenza di nuvolosità bassa sulle coste di Toscana e Lazio e sulle aree occidentali e centrali della Sardegna. Stabili le temperature massime, le minime saranno prossime allo zero.
 
SUD: Cielo sereno o poco nuvoloso su tutte le regioni, mentre dal pomeriggio si concretizzerà la possibilità di piogge sulle coste calabresi, così come su quelle campane. Le temperature massime non supereranno i 15°, mentre le minime saranno di quattro o cinque gradi sopra lo zero in pianura.
 

Chi ha detto che la poesia debba necessariamente portarci in mondi altri, farci sognare o beatificare la bellezza di ciò che ci circonda? La poesia puo' essere espressione di disagio, denuncia di situazioni problematiche e contingenti. Ho conosciuto le poesie di Massimiliano Damaggio qualche mese fa e ne sono rimasta colpita, per la loro forza comunicativa e per il loro vivo realismo, privo di fronzoli e manierismi stilistici.
Massimiliano Damaggio è nato il 19 Ottobre 1969 in Brianza e vive tra l'Italia e la Grecia.
Ha cominciato a scrivere quando aveva sedici anni. A diciannove anni, ha scoperto la poesia latino-americana, in particolare quella del brasiliano Carlos Drummond de Andrade e del cileno Nicanor Parra, da lui definita "un universo vitale, profondamente innovativo, multiforme, libero da condizionamenti intellettuali, stereotipi e da un certo manierismo noioso che caratterizza gli europei: una poesia con i piedi piantati per terra, scritta da esseri umani per altri esseri umani". All'età di ventitrè anni ha partecipato alla Biennale dei Giovani Artisti dell'Europa e del Mediterraneo, selezionato per la città di Milano da Giancarlo Majorino. Fino alla fine degli anni '90 ha frequentato la vita culturale milanese per poi abbandonarla del tutto agli inizi del nuovo millennio e trasferirsi ad Atene.
Per dieci anni non ha quasi più scritto poesie. Nel 2011 ha pubblicato con Ensemble Edizioni il libro "Poesia come pietra". Nelle sue composizioni si respirano le contraddizioni di un paese, quello greco, fatto di chiaroscuri, terra arida e volti consumati dal sole e dalle difficoltà quotidiane. Fortissima è l'urgenza di comunicazione e di denuncia di Massimiliano Damaggio: "oggi la poesia deve essere una preghiera. / Nient'altro che una preghiera / in forma di pietra / scagliata con la mano".
Ha appena pubblicato con Clepsydra Edizioni il libro "L'illusione del bipede" in formato e-book. In esso, le parole si trasformano in pallottole con il fine, come afferma il poeta, "di provocare un foro nel muro di gomma asettico che avvolge l'uomo contemporaneo, per lo meno quello economicamente evoluto". Le sue composizioni denunciano la crisi economico finanziaria e l'emergenza sociale che vive la Grecia e, a livello macro, un certo pessimismo sulla natura e sulla condizione dell'uomo contemporaneo che non riesce a liberarsi della propria schiavitù economica, dell'incomunicabilità con l'altro e si allontana sempre più dalla natura e dalla sua primordiale armonia. In sostanza, la principale illusione dell'uomo-bipede è considerarsi universocentrico e altro da quello che veramente è: "gli uomini attuali, gli animali / attuali / camminano, in questa riga, e / il passo è lento, e / l'evoluzione è dubbia". Rimane il dubbio che non ci sia possibilità per l'uomo di evolversi e salvarsi dal proprio declino. Ma poi rileggiamo questi suoi versi e ci chiediamo se la poesia e l'arte non possano un giorno renderci migliori e più consapevoli:

(...)
Possibilmente
un giorno più scuro del solito
la poesia salverà anche me
(...)

 

Quali iniziative promuovere per la tutela e lo sviluppo della Cultura in Italia. 

Patria della capitale del mondo, l’Italia costituisce patrimonio antico, rinomato, per la cultura.
Terra di conquista di innumerevoli e svariati popoli , dagli Etruschi ai Cartaginesi, dai Fenici ai Greci, dagli Arabi, Angioini e Aragonesi agli Austriaci , Spagnoli e Francesi, offre ai visitatori l’opportunità di un ritorno al passato alla scoperta di antiche tradizioni e costumi.
Le bellezze e le meraviglie della Penisola vengono apprezzate e ammirate da tutto il mondo. Turisti arrivano da ogni parte del mondo per immortalare nei loro scatti panorami e opere italiane.
Bisognerebbe guardare attraverso i loro occhi i tesori della nostra terra, per comprenderne il valore, l’importanza e la necessità della loro salvaguardia: un primo passo questo forse , verso la promozione e la tutela della cultura in Italia.
Musei, biblioteche, castelli, dipinti, rilievi, musica, teatri, opere che si tramandano da secoli in secoli e che hanno contribuito alla storia dell’Italia, devono essere accuratamente custoditi, debitamente protetti dai segni del tempo, ma non negati, non privati agli avidi della conoscenza.
Aprire le porte, occorrerebbe aprire le porte e concedere il libero accesso alla cultura come pubblico bene affidando il privilegio a tutti di conoscere la storia di un Paese, conoscere un Paese, che sia il proprio o meno poco importa, nelle opere di chi l’ha vissuto e reso tale.
Sopperire a questa mancanza può significare creare incontri, occasioni nazionali e internazionali, in cui l’Italia si mobilita a mettere in mostra il suo cavallo di battaglia: l’arte, in ogni sua forma ed espressione.
Ovviare a questa mancanza può significare assegnare una sorte diversa alla cultura , diversa dalla polvere incastonata, dalle copertine incrostate, dalle pagine ingiallite, dai dipinti sopiti, dalle tele bucate, dalle statue annerite, dalle scale scricchiolanti, dalle porte serrate, dai sipari calati, dalle dimore abbandonate.
Valorizzare il patrimonio culturale richiede la partecipazione reciproca di tutti, cittadini (residenti e non) e delle rispettive sovraintendenze regionali che gestiscono i beni pubblici; richiede l’informazione , la comunicazione con il bacino delle utenze e i servizi.
Sportelli d’informazione ad esempio presenti nei centri storici delle città contribuirebbero a monitorare le visite ai principali monumenti , musei, e opere delle città da parte dei turisti, molto spesso abbandonati alle loro mappe e alle informazioni spicciole raccolte dai passanti, indicando i giorni e gli orari di apertura e pubblicizzando i servizi gratuiti e quelli non.
Ma occorrono soprattutto eventi, eventi di promozione culturale appositamente gestiti da una pubblica agenda.
Sarebbe davvero suggestivo poter partecipare alla settimana greca, alla settimana rinascimentale o medievale , inscenando e rivivendo antichi costumi, suggestivo per tutti, eventi locali che coinvolgano tutti e non solo i turisti.
Cosi come sarebbe opportuna un’opera di ripresa, restauro, ristrutturazione di monumenti abbandonati, lacerati, come il castello di Cefala Diana (Sicilia), immenso nei suoi antichi resti, imponente, eppure abbandonato.

 

castello-cefala-diana


Certamente non può essere tralasciato il ruolo delle scuole in tal senso, dell’istruzione in generale. Università e scuole dovrebbero essere le prime ad attivarsi in tal senso attraverso associazioni, attività a partecipazione pubblica, fornendo opportunità concrete per la diffusione della cultura e della sua tutela.
Tutelare la cultura vuol dire difendere e rivendicare il proprio diritto alla cultura.
E’ davvero assolutamente riduttivo affidare il diritto alla cultura a dei fondi pubblici, ma è la realtà dura contro cui chi vive in Italia o chi vi giunge dall’Estero si deve scontrare.
La carenza di fondi e talvolta o soprattutto l’inefficienza della dirigenza infatti pregiudicano la corretta gestione dei beni culturali.
Si potrebbe ovviare alla questione con un ticket simbolico di un euro per il capo famiglia, o del singolo , o accompagnatore.
Promuovere la cultura attraverso un ticket simbolico, attraverso la partecipazione delle famiglie italiane e non , che però contribuirebbe a mantenere in vita il grande patrimonio artistico del Paese.