26 Mar

Rosso ciliegia: caratteristiche e proprietà di questo frutto goloso

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È appena primavera, ma io ho già voglia di ciliegie!

È probabile che il nome antico cerasus derivi dalla città di Cerasunte, nell’odierna Turchia: secondo Plinio il Vecchio, è da lì che furono importati a Roma i primi ciliegi facilmente coltivabili, i quali si diffusero insieme a quelli selvatici, già esistenti. Il latinismo cerasus è rimasto negli esiti di certi dialetti (chi non conosce la famosa cerasa napoletana?) o in alcune lingue romanze (cereza in spagnolo, cereja in portoghese, cerise in francese).
Il colore di questo goloso frutto può cambiare a seconda della varietà, andando dal giallo chiaro al rosso molto scuro del durone nero di Vignola. Anche la polpa si può presentare con cromie e consistenze diverse, variando il cuore dal bianco al rosso-nerastro a la polpa da tenera a croccante.

Le ciliegie si dividono in dolci e acide, secondo la specie del ciliegio:


• Alle ciliegie dolci appartengono le duracine o duroni, di colore nerastro o bianco, di grandi dimensioni e con una polpa dura e croccante, e le tenerine, nere o rosse e di polpa succosa e morbida.


• Tra le ciliegie acide, invece, abbiamo le marasche, usate per il maraschino (che goduria, sulle fette di ananas fresco!), le amarene, molto apprezzate nei succhi e negli sciroppi (… E nella crostata con la ricotta…) e le visciole, ottime fresche o nelle conserve.


Le ciliegie hanno proprietà depurative, lassative, disintossicanti e diuretiche; favoriscono anche la digestione degli zuccheri, l’attività del fegato e hanno proprietà antireumatiche, remineralizzanti e antiartritiche: sono infatti ricche di acqua (80%), vitamine A, B e C, sali minerali (ferro, calcio, magnesio, sodio, potassio soprattutto).

 


Questi frutti così salutari sono anche famosi per le proprietà antiossidanti, grazie ai flavonoidi, che hanno la capacità di bloccare i danni provocati dai radicali liberi, cioè i prodotti di “scarto” che si formano all’interno delle cellule, quando l’ossigeno viene utilizzato per produrre energia (ossidazione).
Gustose e versatili, le ciliegie sono ingrediente principe di molte dolci ricette; delle ciliegie, però, non si usa solo il frutto, ma anche i piccioli, con cui preparare infusi disintossicanti e diuretici; la corteccia dell’albero, per le sue proprietà febbrifughe e antigotta; i noccioli, per preparare grappe e liquori!


Una notazione culturale: il fiore di ciliegio è il simbolo nazionale del Giappone, e viene chiamato sakura. Nella cultura nipponica, il ciliegio in fiore è simbolo di bellezza immortale e perfetta, e lo si celebra durante l’Hanami, la festa dei ciliegi: durante questa festa i Giapponesi si riversano a frotte nei parchi, o dove ci siano alberi in fiore, per assistere a questo spettacolo incantevole tra danze, canti e banchetti.

 

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Letto 4174 volte Ultima modifica il Martedì, 26 Marzo 2013 13:18
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Martina Vecchi

È difficilissimo definirmi, ho un carattere confuso e contraddittorio, faticoso da gestire perché spesso impenetrabile. Forse perché sono dei gemelli? Una spada di Damocle che mi accompagna da sempre!

Quel che so è che amo scrivere, tantissimo, e leggere, e camminare e camminare per ore e chilometri. Amo tutta l’arte, sono una persona molto (troppo!) mentale e riflessiva, mi piace la comunicazione, e, ahimè… Lo shopping! Dovrei aprire una succursale perché il mio armadio comincia a scricchiolare…

Non sono una nottambula, amo le serate casalinghe in compagnia di un buon libro o di un film, e del mio orsacchiotto preferito. Sono una coccolona e mi lego profondamente a tutto e tutti, cose, persone, situazioni, profumi. Amo perdermi nella quotidianità delle piccole cose rassicuranti, e questa è la mia vera ambizione, trovare la serenità qui e ora.