17 Ott

La dieta "B Factor" per perdere i chili in eccesso e non ingrassare mai più

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Se il vostro sogno è quello di perdere i chili in eccesso e, soprattutto, avere la "certezza" di non riacquistarli mai più, sappiate che Samantha Biale, nutrizionista, diet coach e autrice del libro “La dieta B Factor”, edito da Sperling & Kupfer, la quale ci evidenzia 7 regole da seguire non solo dunque per dimagrire ma anche per non ingrassare più e stare sempre in salute. Vediamo insieme.

 
 
 
1. Innanzitutto i carboidrati non vanno consumati da soli. Gli ultimi studi condotti in tema di alimentazione ci svelano che per dimagrire e non ingrassare occorre tenere sotto controllo la produzione di insulina, ovvero l'ormone che regola quelli che sono i livelli di zucchero nel sangue e che, se stimolato in eccesso, favorisce l'accumulo di grassi di deposito. In parole povere, ogni pasto che prevede dei carboidrati deve avere anche una quota di proteine e grassi. Solo così si abbasserà l’indice glicemico del pasto, rallentando l’assorbimento intestinale e la velocità con cui i cibi passano nel sangue sotto forma di zuccheri. A scopo energetico, l'intestino utilizzerà gli zuccheri che gli arrivano in quantità notevole senza essere costretto a convertirne eventuali eccessi in grassi di deposito. Per dimagrire e mantenere il peso, dunque, è meglio mangiare un piatto di pasta condita con tonno o ragù di carne magra che lo stesso quantitativo di pasta al pomodoro come unico piatto.

2. Occorre anticipare la fame. Bisogna consumare pasti frequenti (uno ogni 3 ore circa) in modo tale che si scongiureranno quelle abbuffate dovute alla fame ed ogni volta che mangerete l'organismo consumerà un tot di energia extra per digerire ed assimilare il pasto. I ricercatori britannici hanno asserito: "Mangiare poco e spesso mantiene il metabolismo attivo per un periodo di tempo più lungo, e tra le altre cose favorisce l’assorbimento dei micronutrienti più importanti per l’efficienza dell’organismo".

 

3. Individuare gli zuccheri nascosti. Gli zuccheri sono responsabili dei chili di troppo in quanto il nostro apparato digerente li assimila molto velocemente ed aumenta la glicemia e l’intervento massiccio dell’insulina che trasforma il glucosio in eccesso in grassi di deposito. Dovete dunque limitare i cibi che contengono troppi zuccheri semplici e carboidrati raffinati, come la farina 00. Tutt'al più, essi vanno mangiati assieme ad altri alimenti che contengono proteine, fibre e grassi che rallentano l'assimilazione.

 

4. Diminuire il sale. Per dire addio ai gonfiori occorre ridurre decisamente il sale. Questo perché, la sua struttura chimica fatta di cloro e sodio, va ad agire come se fosse una spugna, trattenendo i liquidi che, ristagnando nei tessuti, provocano un accumulo di tossine. Qualora non riusciate ad abbandonare il sale, scegliete un sale iposodico-iodato che al posto del sodio ha il potassio, utile contro la ritenzione idrica.

 

5. Colazione. Secondo il Wolfson Medical Center dell’Università di Tel Aviv, chi fa colazione dimagrisce del 28% in più di chi, seppure a parità di calorie giornaliera. non la fa. La colazione ideale deve sempre avere qualcosa di dolce, come frutta e cereali. Mangiare qualcosa di zuccherino ad inizio giornata, consente di essere più appagati e di apprezzare di più i pasti successivi.

 

6. Mangiare sempre cose diverse. L'alimentazione dev'essere varia per due motivi: in primis per garantire all'organismo tutti i nutrienti e i micronutrienti che servono, mentre dall’altra si evita «l'effetto accumulo» di sostanze indesiderate come tracce di pesticidi, spesso presenti in frutta e verdura, e di additivi e coloranti, spesso aggiunti in molti alimenti di uso comune. 

 

7. Ricordiamo i grassi giusti. Per funzionare bene l'organismo ha comunque bisogno di una quota did grassi che, mantenuti in quantità ottimale nell’ambito di una dieta ipocalorica, aiutano a dimagrire in quanto rallentano la velocità con cui il cibo viene trasformato in glucosio. Secondo l'OMS il modo corretto per dividere il 25-30% di grassi quotidiani raccomandati è il seguente: 1/3 di polinsaturi (olio di lino, olio di soia, olio di sesamo, pesce), 1/3 di monoinsaturi (olio extravergine d’oliva), 1/3 saturi (alimenti come burro, carni e formaggi).

 

Provare per credere, no?

 

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Simona Vitale

Nata a Napoli nel 1982, amo la cultura, la legge e il giornalismo. Laureanda in Giurisprudenza, mi divido fra le mie grandi passioni sia nel lavoro che nella vita. 

 

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