15 Ott

Tatuaggi, il 10% degli inchiostri con batteri: ecco il colore più a rischio

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Chi non ha almeno un tatuaggio o ha sognato di farsene uno? Alcune statistiche affermano che sono circa 100 milioni gli europei ad avere almeno un tatuaggio, una "mania", se così può essere definita, la quale potrebbe ledere anche gravemente alla nostra salute.

 

Infatti a seguito di uno studio effettuato da Jorgen Serup della Eurpean academy of dermatology and venereology di Amsterdam, prendendo in riferimento 58 nuovi inchiostri, è emerso che vi è una contaminazione batterica nel 10% dei casi dovuti a stafilococco, streptococco, pseudomonas ed enerococco i quali posso causare infenzioni, anche gravi.

 

Infatti a causa di questi batteri si può incorrere non solo nella fotosensibilità, prurito, gonfiore, lesioni squamose della pelle, ma anche ulcere, e nei casi più gravi anche choc anafilattico per coloro i quali sono allergici al latex (ossia il lattice, materiale di cui sono realizzati i guanti solitamente indossati dai tatuatori).

 

Per questa ragione, secondo gli esperti, è di fondamentale importanza effettuare un controllo microbico sugli inchiostri utilizzati per i tatuaggi, controllare poi la loro composizione chimica e identificarne gli allergeni, cercando di evitare il rosso e tonalità similari per le reazioni allerghiche che potrebbero essere scaturite dai loro pigmenti.


 

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Letto 1565 volte Ultima modifica il Mercoledì, 15 Ottobre 2014 14:16
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Speranza Capotortora

Studentessa di Scienze del Servizio Sociale all'Univerisità Federico II, coltivo la passione de giornalismo e, in particolare, mi tengo aggiornata sul mondo femminile e su argomenti che oscillano dalla moda, al make-up, dal benessere agli accessori più trendy.

 

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