30 Dic

I danni provocati dal fumo sono maggiori nelle donne, ecco perché

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Un brutto vizio, un’abitudine, una droga: il fumo rappresenta uno dei fattori di rischio più gravi per la popolazione. Il tabagismo oltre ad essere causa di cancro ai polmoni e malattie vascolari, può provocare danni rispetto al primo tratto delle vie digestive, alla cavità orale e la laringe, la placenta e feto (nel caso in cui la donna sia in stato di gravidanza), il pancreas e l’apparato urogenitale.

 

Premettendo che la dipendenza da fumo provoca seri danni alla salute a prescindere dal sesso, uno studio effettuato dal Dipartimento di Scienze Farmacologiche dell’ Università di Milano che ha visto protagonisti un campione di 1.694 uomini e 1.893 donne fumatori, ha rivelato che i danni causati dal tabagismo nelle donne sono 5 volte maggiori rispetto all’uomo.

 

Perché questa enorme differenza tra uomini e donne? Un primo fattore è rappresentato dalla mancanza di manifestazione dei sintomi dei danni che nelle donne si manifestano solo in seguito alla menopausa. Infatti il periodo che precede la menopausa rappresenterebbe una sorta di fattore protettivo per la donna durante il quale non avverte sintomi evidenti rispetto a quelli che sono i danni provocati dal fumo.

 

In seguito alla menopausa la donna oltre a fare i conti con i risaputi danni dovuti a questa dipendenza quali, cancro ai polmoni, malattie respiratorie e cardiovascolari, dovrà confrontarsi con altri problematiche quali menopausa precoce e problemi a livello delle ossa, ma anche danni dal punto di vista estetico come l’invecchiamento precoce della pelle e ingiallimento di dita e denti.

 

Attraverso questo studio è stato inoltre riscontrato che le donne rispetto agli uomini, trovano più difficoltà a smettere di fumare, ed è anche per questa ragione che il gentil sesso è maggiormente esposto ai danni provocati dal fumo, che ricordiamo non sono causati meramente dal fumo attivo ma anche quello passivo. È importante inoltre sapere, che purtroppo il non fumare non ci rende immuni ai danni del fumo, infatti il fumo passivo (inalazione involontaria di tabacco bruciato, consumato da altri) prima citato è un grave fattore di rischio non solo per l’uomo ma anche per l’ambiente. Secondo alcune statistiche dell’ Unità di Tabaccologia del Dipartimento di scienze della Sanità pubblica, una persona che non ha mai fumato (in particolare se donna) ha il 24% di rischio in più di contrarre un cancro ai polmoni se convive con un fumatore e l’esposizione nei lunghi periodi di un non fumatore al fumo passivo “causa un eccesso di rischio di cancro del polmone che, in chi vive con fumatori, è pari al 20%/30%”. 

 

L’unica soluzione per evitare questi danni o comunque ridurne il rischio sarebbe quello di smettere di fumare. Smettere di fumare non è semplice, ma se ci pensate bene è solo questione di forza di volontà. E’ importante smettere non solo per se stessi, ma anche nel rispetto di chi ci sta attorno che purtroppo subisce i danni di questa scelta dannosa.

 

 

Letto 2500 volte Ultima modifica il Lunedì, 30 Dicembre 2013 13:42
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Speranza Capotortora

Studentessa di Scienze del Servizio Sociale all'Univerisità Federico II, coltivo la passione de giornalismo e, in particolare, mi tengo aggiornata sul mondo femminile e su argomenti che oscillano dalla moda, al make-up, dal benessere agli accessori più trendy.

 

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