Spessissimo sentiamo parlare mamme disperate perché i loro bimbi non vogliono mangiare le verdure ma, oggi io vorrei parlare invece di quei bimbi che non amano la carne, perche sì, ebbene sì, esistono bambini a cui proprio la carne non va giù, capacissimi di tenerne un pezzetto in bocca per ore fino a quando la mamma disperata dopo mille tentativi e persuasioni, gli da l’ok per buttarla via.

La povera bistecchina poi che fine fa?  La mangia la mamma !!

In realtà, sebbene la carne, in un’alimentazione corretta, sia anch’essa parte importantissima, se il nostro bimbo non ama mangiarla non bisogna disperarsi ma trovare le giuste scelte alternative che la catena alimentare offre.

I legumi per esempio rappresentano uno dei tanti modi per sostituire la carne: lenticchie, fagioli, piselli, fave, ceci, soia sono alimenti e sapori che troppo spesso dai bimbi non sono conosciuti.

Ricche minestre di legumi e cereali, o le classiche ricette della nonna lasciate o dimenticate nel cassetto come pasta e lenticchie o fagioli sono per esempio validissime alternative alla bistecchina triste messa nel piatto.

Un’altra buona combinazione, se il bimbo ne ama il sapore, è associare a un primo di pasta un secondo di verdura e formaggio, che il nostro angioletto potrebbe consumare con il pane: ottimo è il grana ma possiamo  provare anche altri formaggi come la ricotta o la mozzarella; bisogna solo fare attenzione a quelli troppo grassi.

 

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E infine, il pesce dove lo lasciamo?

Alimento buonissimo, secondo me se ne consuma sempre troppo poco, il mio piccolino per esempio non ama molto mangiare la carne ma è ghiottissimo di pesce ed io glielo lascio mangiare molto tranquillamente, ovviamente scegliendo sempre pesce non solo di prima qualità ma soprattutto adatto a un bimbo.

Evito per esempio quelli che hanno troppe spine.

Ottimi sono il merluzzo, la sogliola, palombo, trota, sgombro e, anche se sono più grassi e quindi il consumo bisogna limitarlo, salmone e tonno.

Si può cucinarlo in maniera semplice come alla griglia con una spruzzatina di limone o provare ricette più elaborate come il pesce alla sorrentina.

L’importante alla fine è solo scoprire il gusto personale del proprio bimbetto, che non è detto corrisponda a quello della mamma o del papà, in modo tale che sia per noi sia per lui non sia uno stress sedersi a tavola per la pappa.

 

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Ma il fagiolino è un ortaggio o un legume? 

Un po’ l’uno e un po’ l’altro, anche se c’è chi preferisce considerarlo più un ortaggio. E’ un ortaggio perché prodotto dell’orto, ma anche un legume perché è un fagiolo raccolto prima del suo tempo di maturazione. In pratica, il fagiolino è il baccello immaturo del famoso fagiolo che i ‘conquistadores’, di ritorno dall’America, portarono in Europa intorno alla metà del XVI secolo. Non si sa con esattezza quando si scoprì che raccogliendo il baccello in anticipo si poteva ottenere un prodotto comunque ottimo, anzi! più tenero e delicato del classico fagiolo, né si conosce il nome dello scopritore e se la scoperta fu casuale o pensata, certo è che fu una bella trovata, di quelle piccole ma assai preziose. Per decenni, questo legume/ortaggio è stato coltivato sempre allo stesso modo: canne legate a croce e ben piantate a terra, su cui le piante rampicanti si avvinghiano rigogliose e prosperose dalla primavera all’autunno. Poi, per rendere più semplice la raccolta meccanizzata, tipica delle grandi produzioni, qualche anno fa sono state selezionate le nuove varietà nane, pianticelle che non superano i 50 cm di altezza e che non necessitano di supporto. Sia rampicanti, più classiche e familiari sia nane, più moderne e industriali, entrambe le piante danno ottimi prodotti, da gustare all’agro o ripassati in padella con cipolla e pomodoro. Come non apprezzare i gustosissimi fagiolini corallo, schiacciati, più larghi e più grandi dei fagiolini comuni, cotti in padella con la cipolla finemente tagliata, il pomodoro fresco da sugo, sale, pepe e un mazzetto di profumatissimo prezzemolo? Buonissimi! e tutti, a corallo e non, sono pure ricchi di fibra alimentare e di vitamine del complesso A, B e C. I fagiolini, poi, contengono anche calcio, rame, fosforo, clorofilla e cobalto, hanno proprietà ricostituenti, depurative, diuretiche e una bassa concentrazione di proteine, dovuta al fatto che il baccello è raccolto quando ancora il fagiolo, al suo interno, è in fase di maturazione. Alla fine, è per questa bassa concentrazione di proteine che qualcuno preferisce considerare il fagiolino più un ortaggio che un legume.

 

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FAGIOLINI SOTT’OLIO

Ingredienti:
2 kg di fagiolini;
300 gr di pomodori maturi;
2 spicchi di aglio;
2 cipolle;
1 l di olio extravergine d’oliva;
pepe e sale;

 

Preparazione:
Spuntare e lavare i fagiolini. Affettare finemente le cipolle e tritare l’aglio. Spellare i pomodori, togliere i semi, l’acqua di vegetazione e tagliarli a filetti. In 3 dl di olio extravergine d’oliva fare appassire la cipolla e l’aglio, unire i pomodori e dopo 5 minuti i fagiolini. Mescolare e cuocere per altri 8/9 minuti. Salare, pepare e lasciare raffreddare. Mettere poi il tutto in barattoli di vetro a chiusura ermetica e coprire bene con l’olio rimasto. Prima di consumare i fagiolini, farli riposare per 40 giorni.

 

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Scriviamo qualche riga sul cece e la sua pianta. Questa ha le foglie lunghe e seghettate, il fusto semi-eretto e il frutto piccolo, un po’ peloso e con due o tre semi, cicciottelli, tondeggianti, di colore giallo-crema: i ceci. La pianta, una leguminosa erbacea, è originaria dell’India e apprezzata in tutto il mondo, particolarmente, dalla tradizione gastronomica dell’Africa settentrionale e del Sud Europa. Spagna e Italia, infatti, sono i paesi europei che, più degli altri, con i ceci preparano gustosissimi primi piatti, contorni e insalate e, per andare ancora più nello specifico, in italiana, è il Lazio e Roma che di cece e i suoi fratelli ne fanno una bandiera e un vanto. Impossibile non abbinare il famoso piatto ‘Pasta co li ceci’ alla capitale e immaginare, solo sentendone pronunciare il nome, gli odori che scaturiscono dal fortunato connubio di spezie, erbe e olio extravergine d’oliva. La ricetta antica, quella dei romani d’altri tempi, era rigorosa: per preparare questo delizioso piatto, amabile anche freddo, i ceci dovevano essere lasciati ammollo una notte intera, successivamente, bolliti in poca acqua, da aggiungere di tanto in tanto e calda, e conditi, quando ancora non erano ben cotti, con olio, sale, pomodoro a pezzetti, rosmarino e aglio, lasciando poi finire la cottura insieme alla pasta, che doveva essere corta, meglio se fatta in casa, lavorando semplicemente l’acqua con la farina fino a ottenere degli gnocchetti non troppo lunghi e piuttosto grossi ma, in mancanza degli gnocchetti, potevano andare bene anche i lunghi spaghetti, purché spezzettati alla ‘così come capita’. Pasta con i ceci a parte, questi semi paffutelli sono ottimi anche come saporito e semplice contorno, da condire solo con olio, sale, pepe e volendo, qualche goccia di aceto balsamico e una manciatina di altri semi: di girasole, di lino, di sesamo e di zucca. In cucina, i ceci non si utilizzano mai freschi ma sempre secchi e prima di usarli devono essere tenuti a bagno in acqua fredda per almeno dieci ore, poi, vanno lessati in acqua salata e aromatizzata con salvia, rosmarino, alloro e sedano. Come tutti gli altri legumi, i ceci sono molto apprezzati per le proteine in essi contenute. C’è da dire, però, che la qualità nutrizionale delle ceci-proteine non è altissima ma media e che per valorizzarla è bene abbinare a questi legumi le proteine dei cereali. Sono ricchi di fibre e hanno buone quantità di calcio e potassio. Mediamente, 100 gr di ceci contengono 364 Kl di cui 70,54% circa sono carboidrati, 22,44% proteine e 7,02% grassi. 

 

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Ceci al rosmarino: 

Ingredienti:
- 800 gr di ceci già ammollati;
- 1 cipolla;
- 1 dl di olio extravergine d’oliva;
- 1 mazzetto di rosmarino;
- sale e pepe.
Preparazione:
Lessare i ceci in acqua salata per circa 2 ore e a fuoco molto basso. Scolarli e tenerli da parte. Affettare sottilmente la cipolla e soffriggerla in una casseruola con l’olio extravergine d’oliva, insieme agli aghi di rosmarino. Poi, togliere dal fuoco, unire i ceci e profumare con un’abbondante macinata di pepe. Mescolare bene il tutto e servite a tavola.

 

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