La frutta di stagione? È l’ingrediente immancabile per una merenda gustosa e un’ ottima alleata della nostra bellezza!!!
In attesa dell’estate, la primavera ci regala una ricca varietà di frutti da gustare, con preziose proprietà per mantenerci sane ed in forma!


Vediamole insieme:


• Ciliegia: ricca di flavonoidi, sostanze che combattono i radicali liberi (che ci fanno invecchiare!); contiene fibre, potassio, calcio, vitamina A e C e zuccheri. Scarsa di proteine e grassi.

 

• Fragola: segnalato dal USDA (U.S.A. Department of Agriculture) come il cibo “super” per merito dell’elevata quantità di sostanze benefiche che apporta all’organismo. Ricco di vitamina C, sali minerali, acido folico, antiossidanti e ferro, è un valido diuretico e può essere consumato anche dai diabetici poiché è un frutto che contiene poche calorie e pochi zuccheri. Favorisce inoltre l’eliminazione degli acidi urici.

 

• Pera: ricca di fibre, ha proprietà antiossidanti, agisce quindi contro i radicali liberi, ed inoltre aiuta il nostro organismo ad eliminare il colesterolo. Dà un senso di sazietà grazie alla presenza della pectina, che ,unita all’acqua, crea una massa nello stomaco e diminuisce in questo modo il senso di appetito, ed è pertanto ideale nei regimi dietetici. Il potassio aiuta ad evitare i crampi ed è quindi consigliata per gli sportivi. Grazie all’apporto di fruttosio e di glucosio, può costituire una valida riserva di energia per il nostro corpo da sfruttare in maniera particolare contro la spossatezza tipica dell’estate.

 

 

• Pesca: più del 90% della pesca è composta di acqua, e la restante parte contiene sodio, ferro, calcio e fosforo, potassio, vitamine A, B, C, K ed E. Ha proprietà tonificanti, rinfrescanti e disintossicanti, permette di recuperare l’energia perduta in caso di attività sportiva o di eccessiva sudorazione (dunque ideale da consumare adesso!).

 

• Lampone: ricco di fibre, vitamina C, minerali e sostanze che agevolano la funzione intestinale; è anche un ottimo diuretico e favorisce la sudorazione. Protegge i vasi capillari.

 

• Limone: ricchissimo di vitamina C, si pensi che un solo limone contiene il 35% della vitamina C di cui necessita il nostro corpo!, contiene anche molto potassio. Ricco inoltre di vitamina A (che mantiene i tessuti giovani). Altre proprietà riconosciute al limone sono: antisettico, battericida, attivatore dei globuli bianchi, disintossicante, diuretico, calmante, fluidificante sanguigno, depurativo, antianemico, vermifugo e antipruriginoso.

 

• Mirtillo: ricco di potassio, calcio, fosforo, vitamine A e C, anch’esso contrasta l’effetto dei radicali liberi; inoltre, è utile per rinforzare le pareti dei capillari e per proteggere le vie urinarie, in quanto sono in grado di bloccare i batteri e quindi non li fanno attecchire alle pareti degli organi. Sono infatti utilizzati soventemente nelle medicine che combattono la cistite.

 

Inoltre, se mangiata fresca e fuori pasto, in sostituzione di altri spuntini, più calorici, può essere utilizzata con tranquillità in regimi dietetici ipocalorici, grazie alla sua capacità saziante e all'elevato contenuto in fibra!

 

Potrebbe interessarti anche: Succhi di frutta freschi per i nostri bimbi: Ecco perchè sceglierli

 

Cosa sono i gruppi di acquisto solidale 

La prima volta che io e mio marito, allora ancora fidanzato non convivente, ci siamo trovati davanti a un cespo di puntarelle ci siamo interrogati a lungo.
Non sulle puntarelle e su come andavano pulite - magari avessimo capito che di puntarelle trattavasi! - ma sulla natura di quell'oscuro esemplare del mondo vegetale che insieme stavamo osservando e che nessuno dei due aveva la più pallida idea di cosa fosse e a quale specie appartenesse.
Era iniziato tutto così: alla radio, un giorno, avevo sentito parlare di un luogo dove si potevano acquistare, direttamente dai produttori, prodotti di natura alimentare biologici; avevo sentito parlare di misteriosi cassettoni e sporte della spesa, da cinque a dieci chili, all'interno dei quali l'assortimento di frutta e verdura era deciso dal produttore stesso; di sapori dimenticati da tempo; di prezzi che, contrariamente a quello che si sentiva dire sull'agricoltura biologica, erano accessibili a tutti; molto più che accessibili.
E così, nonostante io non sia un'amante delle verdure e di frutta ne mangi tuttora, ahimè, pochissima, decidemmo di organizzare una spedizione in questo luogo periferico, ma neanche troppo, per scoprire che a Roma, a due passi dalla trafficatissima Nomentana, esisteva un orto in città; un casale dove un gruppo di giovani (piuttosto alternativi, questo bisogna dirlo, ma noi siamo in tutto e per tutto trasversali e non nutriamo pregiudizi) aveva costituito un Gas e coltivava verdure, vendeva detersivi alla spina, organizzava cene a prezzi piuttosto ridicoli su lunghi tavolacci di legno per riscoprire ricette e sapori che forse non erano più nemmeno più quelli della nonna, ma al più della bisnonna, e consentiva di effettuare degli ordini di prova (a pagamento, ovvio!) prima di decidersi se impegnarsi o meno in un acquisto sistematico.

 

Gas-Acquisto-solidale


Fino a quel momento per me, ma potrei dire anche per noi, i gas erano solo di tre tipi: i gas naturali, quelli chimici e GasGas, il topolino di Cenerentola.
I Gas di cui si parlava, invece, erano i Gruppi di Acquisto Solidali, e lì, quella mattina, ci si è spalancato un mondo: un meraviglioso mondo.
Un mondo in cui gruppi di persone, all'epoca prevalentemente cooperative, associazioni onlus o di quartiere, si univano allo scopo di acquistare prodotti alimentari, in gergo “il fresco”, direttamente dai produttori, con la finalità di acquistare prodotti esclusivamente locali, cioè “a km 0“, da aziende certificate biologiche, e quindi con la garanzia che non fossero stati utilizzati pesticidi o altri antinfestanti chimici, e di farlo, non in ultimo, saltando la filiera, che è quella che fa lievitare i prezzi in maniera purtroppo spesso sconsiderata: io acquisto da te che produci banane in Brasile, poi le trasporto in Giamaica perché lì il magazzino mi costa meno e infine, magari a bordo dello Shuttle, le spedisco in Italia a un distributore che a sua volta si occuperà di venderle alla piccola e alla grande distribuzione: più o meno, e naturalmente senza seguire il ciclo delle stagioni perché se io voglio mangiare le banane tutto l'anno cosa importa se inquino l'universo, vuoi mettere il mio insindacabile diritto alla libertà personale di mangiare le banane quando voglio?
Infine potevamo acquistare con la certezza che le aziende produttrici fossero aziende che agivano sul mercato in maniera etica.
Etica, e che sarà mai un'azienda etica, si chiederà qualcuno?
Un'azienda etica è un'azienda che non sfrutta i lavoratori e che non investe i propri profitti in speculazioni discutibili, ad esempio, nel mercato delle armi.
E quindi, entusiasmati da tutto questo, dalla possibilità non solo di acquistare prodotti sani e che rispettavano il ciclo biologico naturale, ma anche l'ambiente e i lavoratori, in poche parole noi tutti, ci siamo tuffati in quest'avventura.

(clicca qui per la seconda parte)


 Rete GAS. Gruppi di Acquisto Solidale  

(Leggi la prima parte)

Da quando io e mio marito abbiamo acquistato il nostro primo cassettone e da quando, subito dopo, abbiamo iniziato a far parte del Gas della zona dove abitiamo, sono passati quasi dieci anni e, sotto molti aspetti fortunatamente, sono cambiate molte cose: quando parliamo di Gas quasi tutte le persone che ci circondano sanno di cosa stiamo parlando;
se dico che acquistiamo prodotti biologici (e ormai la scelta fatta è la più ampia possibile, perché senza integralismi o esagerazioni, che continuo a non condividere, si è allargata nel tempo all'acquisto di carne bovina e al pollame, ai formaggi e alle uova, ai prodotti equosolidali e alle conserve di pesce di piccole cooperative locali, ai detersivi prodotti nella maniera più ecologica possibile, e a tutto quello che ogni giorno continuiamo a scoprire e a scegliere per cercare di vivere in mondo migliore) nessuno più ci guarda come se fossimo due eccentrici;
se dico che non è difficile, ma che bisogna solo cambiare un po' la mentalità di acquisto (abituandosi a programmare, ad acquistare in anticipo e spesso senza vedere o toccare prima il prodotto così come siamo abituati a farlo nei supermercati), e capire che i prodotti che arrivano direttamente dal produttore non sono truccati e lucidati come quelli che si acquistano al negozio: vanno lavati e rilavati, non sono belli come se dovessero andare a una gara di bellezza, ma molto più spesso sono brutti, ma buoni, e che a volte capita anche di incontrare qualche abitante naturale (beh, un paio di urli credo proprio di averli lanciati!) che dall’orto si è trovato trasportato e catapultato in casa nostra, che le puntarelle difficilmente arriveranno già pronte per essere condite ma che dovranno essere pulite e tagliate, e che non è vero che si spende di più, ma di meno, qualcuno adesso mi crede;
e se una volta era necessario entrare a far parte di un'associazione già costituita o fare la fila per entrare in GAS di quartiere già esistente, adesso è tutto più semplice: perché è sufficiente essere già in cinque famiglie perché molti produttori accettino di effettuare la consegna a domicilio;
perché esistono botteghe del commercio equosolidale che a loro volta sono gruppi di acquisto, perché c'è una Rete Gas che raccoglie informazioni su tutti i principali Gruppi di Acquisto costituiti in Italia e sui produttori ad essi collegati, che è in grado di orientare chi, come gruppo o come singolo, decide di iniziare questa avventura.

 

dove-acquistare-prodotti-biologici


Ma è anche più difficile, per certi versi, perché dieci anni dopo “il biologico“ è diventato di gran moda e ci stanno speculando un po' tutti: dai supermercati specializzati agli chef televisivi, dai ristoratori ai negozietti di ricercatezze, dalle aziende tradizionali a molte aziende biologiche, e quindi, come in tutte le cose, bisogna essere un po' più cauti: imparare a selezionare, a diffidare di aziende che producono biologico e convenzionale contemporaneamente, ad acquistare leggendo con attenzione maggiore attenzione le etichette, a informarsi sulla provenienza delle merci, ad acquistare con maggiore consapevolezza; senza lasciarsi nemmeno incantare, però, dal contadino della porta accanto che ci garantisce che lui sulle sue arance non mette nulla, solo un po' di verderame (???) e alle sue galline dà da mangiare solo quello che mangia lui.
Già, ma lui...cosa mangia?

 

Durante la crescita ho apportato diversi cambiamenti alla mia vita per renderla migliore, uno di questi è l’aver scelto di avvicinarmi sempre di più a un’alimentazione sana scegliendo il biologico.

Gli alimenti biologici , in parole semplici, sono quegli alimenti prodotti in maniera naturale.

Negli ultimi anni sempre di più il termine biologico arriva alle nostre orecchie, spesso utilizzato troppo in maniera semplicistica, senza realmente spiegare l’importanza della parola “biologico” nella nostra alimentazione, correndo il rischio che poi il consumatore veda il tutto un po’ come una moda.

In realtà dietro alla parola “biologico” non c’è proprio nulla né di moderno né d’innovativo o strano, casomai dobbiamo parlare di un cambio di rotta verso il passato… quando ancora non esistevano i troppi interventi chimici nella produzione degli alimenti.

 Acquistare un prodotto biologico assolutamente non deve essere vista come una moda del momento, ma essere una scelta ben precisa e consapevole per avere un futuro migliore sia per la nostra salute che per la salute del pianeta.

 

 

Gli alimenti biologici hanno un percorso che li vede arrivare sulle nostre tavole senza l’uso di fertilizzanti chimici, fitofarmaci, diserbanti, o prodotti chimici di sintesi, inoltre chi coltiva biologico assolutamente non ammette gli OGM ovvero gli organismi geneticamente modificati.

Per favorire le coltivazioni biologiche sul terreno per esempio si usano fertilizzanti naturali o si pratica la rotazione delle colture.

 Per quanto riguarda invece gli allevamenti destinati alla macellazione e alla produzione di alimenti, gli animali sono allevati in maniera naturale, fornendogli spazi e cibo adeguato.

Prima però di poter mettere l’etichettatura o il marchio biologico, le aziende che vogliono avvicinarsi a queste produzioni devono seguire rigidissimi schemi, partendo dalla bonifica del terreno che deve essere fatta per almeno due anni per riportarlo al suo equilibrio naturale, ai prodotti che sono analizzati per garantire con assoluta certezza che sono stati realizzati seguendo alla lettera l’ordinamento europeo sull’agricoltura biologica.

Il risultato di tutto è un prodotto più sano, migliore, più ricco di nutrimenti e a parere mio assolutamente più buono… basta fare una prova e acquistare un prodotto biologico, anche solo una mela, al primo morso si può sentire il sapore nettamente diverso da una, diciamo normale.

 

Potrebbe interessarti anche: MercoledìVeg. I comportamenti per salvare il pianeta e la ricetta delle cabiette

 

Invece che nel costoso reparto beauty, a volte bisognerebbe guardare in quello dell’ortofrutta per trovare trattamenti di bellezza altrettanto efficaci. Sì, perché alcuni frutti hanno virtù benefiche per pelle e capelli, e si possono trasformare in cure casalinghe semplici e veloci ad hoc per la bellezza del corpo. Naturalmente, i risultati più efficaci si ottengono con una cura combinata, esterna e interna, abbinando all’applicazione della maschera prescelta l’assunzione per via interna del frutto che la compone.