Per alcuni di noi si tratta di episodi sporadici, per altri la stitichezza rappresenta un vero e proprio problema quotidiano, che può condizionare la vita. Quando la stipsi si fa ostinata, dobbiamo rivolgerci al nostro medico di fiducia.

Nella maggior parte dei casi, la stitichezza è imputabile a cause funzionali, e l’organo a cui per primo bisogna prestare attenzione è il fegato; un’alimentazione corretta è, comunque, il primo passo verso la soluzione del problema.

 

Quali alimenti ad azione lassativa possiamo scegliere?

 

- Lenticchie: controindicate nella colite, per l’azione meteorizzante.

- Melanzana: lassativa perché contiene ferro e ha un’azione irritante; contiene iodio che stimola la tiroide, e quindi il metabolismo e perciò, conseguentemente, la motilità intestinale; contiene fibra e sostanze non assorbibili, che hanno una funzione irritativa sulla mucosa intestinale.

- Peperoni: sono lassativi per un meccanismo simile a quello delle melanzane, e c’è l’azione eccitante della vitamina C. Sono lassativi in qualunque forma, crudi, arrostiti, fritti.

- Kiwi: sono lassativi per la funzione irritativa della vitamina C, di cui questi frutti sono eccezionalmente ricchi.

- Sedano: è lassativo per la sedanina, con un’azione eccitante neurologica, anche diretta sull’innervazione della muscolatura liscia dell’intestino.

- Uva: da somministrare anche ai bambini, il suo succo è lassativo la mattina a digiuno.

- Mela: ha un’azione lassativa se mangiata cruda con la buccia: Contrariamente a ciò che si crede, invece, la mela cotta è astringente.

- Prugne: anche secche, hanno un’azione lassativa.

- Albicocche secche, fichi e fragole.

 

 

Sappiamo che:

- Il cavolo verza è lassativo se cotto al dente, astringente se molto cotto.

- Il limone è un efficace lassativo, ma non in caso di diarrea, per via della sua azione antibatterica.

- La pera acerba è astringente, lassativa se matura.

- Il cachi molto maturo è lassativo, quello acerbo è astringente.

- La banana è lassativa solo se molto matura.

 

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È appena primavera, ma io ho già voglia di ciliegie!

È probabile che il nome antico cerasus derivi dalla città di Cerasunte, nell’odierna Turchia: secondo Plinio il Vecchio, è da lì che furono importati a Roma i primi ciliegi facilmente coltivabili, i quali si diffusero insieme a quelli selvatici, già esistenti. Il latinismo cerasus è rimasto negli esiti di certi dialetti (chi non conosce la famosa cerasa napoletana?) o in alcune lingue romanze (cereza in spagnolo, cereja in portoghese, cerise in francese).
Il colore di questo goloso frutto può cambiare a seconda della varietà, andando dal giallo chiaro al rosso molto scuro del durone nero di Vignola. Anche la polpa si può presentare con cromie e consistenze diverse, variando il cuore dal bianco al rosso-nerastro a la polpa da tenera a croccante.

Le ciliegie si dividono in dolci e acide, secondo la specie del ciliegio:


• Alle ciliegie dolci appartengono le duracine o duroni, di colore nerastro o bianco, di grandi dimensioni e con una polpa dura e croccante, e le tenerine, nere o rosse e di polpa succosa e morbida.


• Tra le ciliegie acide, invece, abbiamo le marasche, usate per il maraschino (che goduria, sulle fette di ananas fresco!), le amarene, molto apprezzate nei succhi e negli sciroppi (… E nella crostata con la ricotta…) e le visciole, ottime fresche o nelle conserve.


Le ciliegie hanno proprietà depurative, lassative, disintossicanti e diuretiche; favoriscono anche la digestione degli zuccheri, l’attività del fegato e hanno proprietà antireumatiche, remineralizzanti e antiartritiche: sono infatti ricche di acqua (80%), vitamine A, B e C, sali minerali (ferro, calcio, magnesio, sodio, potassio soprattutto).

 


Questi frutti così salutari sono anche famosi per le proprietà antiossidanti, grazie ai flavonoidi, che hanno la capacità di bloccare i danni provocati dai radicali liberi, cioè i prodotti di “scarto” che si formano all’interno delle cellule, quando l’ossigeno viene utilizzato per produrre energia (ossidazione).
Gustose e versatili, le ciliegie sono ingrediente principe di molte dolci ricette; delle ciliegie, però, non si usa solo il frutto, ma anche i piccioli, con cui preparare infusi disintossicanti e diuretici; la corteccia dell’albero, per le sue proprietà febbrifughe e antigotta; i noccioli, per preparare grappe e liquori!


Una notazione culturale: il fiore di ciliegio è il simbolo nazionale del Giappone, e viene chiamato sakura. Nella cultura nipponica, il ciliegio in fiore è simbolo di bellezza immortale e perfetta, e lo si celebra durante l’Hanami, la festa dei ciliegi: durante questa festa i Giapponesi si riversano a frotte nei parchi, o dove ci siano alberi in fiore, per assistere a questo spettacolo incantevole tra danze, canti e banchetti.

 

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Il frutto più antico e più semplice, così semplice da essere spesso sottovalutato: la mela vanta eccezionali proprietà per la nostra salute. Possiamo ritenere questo frutto una vera e propria “farmacia naturale”. La mela è disponibile in ogni momento dell’anno, e ciò consente di usufruire delle sue innumerevoli proprietà in qualsiasi stagione.


Cosa c’è nella mela?

L’85% circa del peso di una mela è costituito da acqua, mentre dal 9% al 12 % circa è costituito da zuccheri di diverso tipo, tra cui il fruttosio che, in quantità ridotte, non richiede l’utilizzo dell’insulina e quindi non ha controindicazioni se consumata dai diabetici.
Nella mela sono presenti vitamine molto importanti: A, B1, B2, C e PP, Sali minerali e oligoelementi come calcio, cloro, ferro, rame, magnesio, zolfo, potassio, fosforo, iodio e silicio.
Nella mela sono quasi totalmente assenti grassi e calorie: circa 40 kcal per ogni 100 g di parte edibile.

 

Perché la mela fa così bene alla salute?

Una fibra solubile, chiamata pectina, è presente in maniera significativa all’interno della mela. Una mela di media grandezza, infatti, se consumata insieme alla buccia, fornisce circa 4 grammi di fibre.
La pectina rallenta l’assorbimento degli zuccheri e aiuta a tenere sotto controllo la glicemia, e contribuisce inoltre ad abbassare il tasso di colesterolo cattivo (LDL) nel sangue fino al 16 %, e ad aumentare invece la produzione di quello buono (HDL); per questa ragione la mela è un frutto consigliato a chi soffre di malattie cardio-metaboliche.
Inoltre la pectina, se assunta cruda, aiuta a risolvere i problemi legati alla diarrea, poiché i batteri intestinali la trasformano in una specie di guaina lenitiva e protettiva per le parti irritate dell’intestino. Per combattere la stipsi, invece, basta mangiare una mela cotta al giorno.

 


Rispetto agli altri frutti, la mela può essere consumata a fine pasto perché non fermenta, anzi, ha un’azione digestiva; inoltre pulisce i denti e massaggia le gengive.

Non solo: la mela vanta anche un buon potere diuretico, in quanto leggero stimolante dei reni, e fa bene a chi ha calcoli renali, oppure a chi ha un’insufficiente emissione di urina.
Caratteristica ancora più importante, secondo una ricerca italiana, svolta dall’Istituto Tumori di Genova, la mela avrebbe proprietà antitumorali, tanto che sarebbe in grado di diminuire del 20% il rischio di sviluppare queste patologie (al cavo orale, esofago, colon retto, mammella, ovaie e prostata): l’effetto antitumorale sarebbe dovuto alla procianidina (polifenolo), una sostanza antiossidante che riuscirebbe a contrastare in modo efficace l’invecchiamento delle cellule e, quindi, lo sviluppo dei tumori. Secondo uno studio americano, le mele più efficaci nella prevenzione tumorale sarebbero la Stark Delicious, la Granny Smith e la Renetta.
Ma ancora non è tutto! Pare infatti che le mele contengano quercetina, un’altra sostanza antiossidante utile nella lotta contro le malattie neurovegetative; le mele producono benefici anche alla vie respiratorie: i bambini affetti da asma, ma che bevono quotidianamente succo di mela, soffrono meno di attacchi rispetto ad altri che bevono meno succo; alcuni studiosi francesi hanno rilevato che nelle mele è contenuto un particolare tipo di flavonoidi in grado di aumentare la densità ossea e prevenire l’osteoporosi.
Insomma, le potenzialità della mela sembrano in continuo progredire!

Tanti argomenti a suffragio della stessa tesi: una mela al giorno leva il medico e i malanni di torno!

 

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Spesso i normali succhi di frutta che tanto piacciono ai nostri bimbi e anche a noi adulti, che siano quelli nelle classiche confezioni a scatoletta coloratissima con cannuccia allegata o nelle bottigliette di vetro, sono pieni di zuccheri, è vero che ci sono anche quelli con la scritta senza zuccheri aggiunti, biologici o al cento per cento naturale, ma… alla fine è davvero così? 

 

Non sarebbe meglio, visto che i nostri bimbetti ne vanno ghiotti, prepararne di freschi?

 

Quando il mio bimbo ha iniziato a mostrare un vago interesse per i succhi di frutta, chiedendomene spesso durante la giornata, usavo anch’io quelli in commercio, scegliendo i nettari della Plasmon alla mela o alla pera, sicuramente i migliori, almeno per me, ma poi ho scelto di farli freschi, usando una centrifuga e un frullatore, in commercio ce ne sono di diverso tipo e prezzo.

Ovvio che per comodità si tende a comprare quelli già pronti, così alla richiesta del bimbetto, la mamma apre il magico armadietto della cucina e… in due secondi il buonissimo nettare di frutta è già bello che pronto nel bicchiere per essere gustato, ma con un secondo di tempo in più, potremmo dargli un qualcosa di più buono, nutriente e sano preparato da noi stesse.

Potremmo metterla anche sottoforma di gioco da fare insieme con il nostro piccolo angioletto, facendo scegliere direttamente al nostro bimbetto la frutta, inoltre ricordiamo anche che questo potrebbe essere un modo per avvicinare i bimbi alla frutta… perché comunque ne consumano sempre troppo poca e tutti sappiamo invece che la frutta, come la verdura, è un alimento fondamentale per il nostro organismo.

 

 

Si possono accostare insieme vari tipi di frutta, come mela e carota, arancia, lamponi e yogurt bianco  (questa è una vera golosità), fragola e banana o fragola e kiwi,  oppure usare la frutta singola che sia mela, pera, albicocca o pesca.

Molto importante è scegliere sempre  frutta di stagione e preferibilmente acquistare quella di agricoltura biologica.

C’è anche chi usa preparare i succhi freschi la mattina conservandoli in frigorifero e consumando poi a necessità ma io, non so, preferisco quelli preparati nel momento in cui si ha voglia di qualcosa di buono da bere anche perché poi il succo tende a ossidare.

 

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Tutte noi mamme lo sappiamo: con l’arrivo del caldo far mangiare i bambini diventa spesso una vera e propria lotta!

Dobbiamo però tener e sempre presente che forzare i bimbi a mangiare è sbagliato, l’ora della pappa diviene poi una sorta di punizione, con il rischio di avere in seguito problemi legati all’alimentazione.

Quindi, cosa fare quando il bambino non vuole fare la pappa?

Anche a noi adulti passa l’appetito con l’aumento delle temperature, proviamo quindi a metterci un po’ anche nei loro panni e cerchiamo di trovare una soluzione che renda tranquille noi e sereni lori.

Il segreto secondo me sta nel dare da mangiare ai nostri bimbi alimenti freschi e buoni, che in un certo modo gli facciano venire l’acquolina in bocca a prima vista.

Se a colazione non vogliono il latte, possiamo proporgli altri cibi tipo lo yogurt a cui possiamo aggiungere dei cereali, della frutta a pezzetti, un frullato, un budino, dei succhi di frutta freschi o una fetta di crostata con la frutta.

A metà mattina possiamo proporgli della frutta fresca, magari sotto forma di macedonia, scegliendo tra quella che il bimbo gradisce, se non la vuole mangiare, possiamo sempre frullarla e renderla più buona aggiungendo un cucchiaino di zucchero o di miele oppure, possiamo proporgli delle porzioni piccole di focaccia fresca se il nostro piccolino ama di più il salato.

Anche una fetta di pane con un velo di burro e marmellata non sarà di certo lasciata in disparte dalla maggior parte dei bimbi.

 

Cosa-fare-se-bambino-non-vuole-la-pappa 

 

Per i due pasti principali dobbiamo puntare sugli alimenti che lui predilige e non preoccupiamoci subito se non mangia carne d’estate, è sempre meno appetitosa.

I primi, come pasta e riso, devono essere conditi in maniera leggera, associandoli a verdure: un esempio buonissimo sono le farfalle con prosciutto e piselli, oppure l’insalata di riso (i vasetti in vendita per fare le insalate di riso non sono molto gradite ai bambini, meglio preparare noi gli ingredienti freschi).

Per secondo possiamo scegliere tra verdura associata a pesce o formaggi freschi.

E infine la merenda … sicuramente il momento che i bambini prediligono di più visto che solitamente non gli si nega mai del buon gelato (qui la ricetta dei Cake Pops per i più grandicelli).

Che sia preparato da noi con alimenti freschi, artigianale o confezionato, un buon gelato è sicuramente la migliore merenda che d’estate possiamo dare ai nostri figli, fornendogli non solo il giusto quantitativo di calorie ma anche un momento di pura golosità.

Quando i bimbi sono piccoli meglio scegliere i gusti più semplici come il fiordilatte per evitare problematiche allergiche.

 

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