L'inverno è una stagione meravigliosa capace di offrire splendidi spettacoli naturali ed attività da svolgere.

Potreste mai immaginare qualcuno capace di mangiare solo cibo spazzatura e non ingrassare affatto? No? Dobbiamo deludervi amiche. Faye Campbell, ragazza inglese di 21 anni, odia frutta e verdura al punto tale da sentirsi male e mangiare esclusivamente cibo spazzatura. La giovanissima fa una dieta a base di cheeseburger e patatine fritte e pesa 58 kg, senza mai ingrassare un etto.

 

Come dichiarato dalla stessa Faye: "Il pensiero di mangiare verdura mi a stare male." Se la colazione è rappresentata da pane tostato con burro , a pranzo e a cena la ragazza alterna hamburger o pizza. L'unico vegetale concesso sono le patate: rigorosamente fritte ovviamente.

 

Faye non riesce neppure a consumare pasti a base di verdure con la famiglia, pena lo stare effettivamente male. Quella che può essere definita una vera e propria fobia è riuscita ad influenzare anche i rapporti di Faye che ha detto ad un'emittente britannica: "Una volta un ragazzo mi portò a cena in un bel ristorante, ma siamo dovuti andare a mangiare al McDonalds perchè non riusciuvo nemmeno ad ordinare una delle pietanze sul menu."


Conoscete i GAS, i gruppi di acquisto, tramite i quali è possibile ricevere la spesa a domicilio direttamente dal produttore? Oggi, grazie alle infinite potenzialità del web, abbiamo un'evoluzione dei Gas molto interessante. Si chiama Cortilia, il primo mercato agricolo online per la vendita e la distribuzione di prodotti artigianali locali che mette direttamente in contatto produttori e consumatori senza intermediari, consegnando organizziamo la spesa a domicilio. Fantastico!

 

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Seduti davanti ad un pc, con dei semplici e pochi clic, è possibile ricevere a casa prodotti freschi di stagione, di alta qualità, artigianali e spesso biologici realizzati attraverso tecniche di coltura sostenibili con conseguenti vantaggi sul nostro benessere e su quello del pianeta. Oggi più che mai si presta attenzione ai prodotti che si mangiano perché “siamo quel che mangiamo”, e per questo siamo tenuti ad informarci sulla provenienza dei prodotti che ingeriamo per mantenerci in salute, evitare sprechi e prevenire danni e problemi ambientali.

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Con la filiera corta proposta da Cortilia, siamo sicuri di mangiar cibo sano e a prezzi anche vantaggiosi perché non esiste l’intermediazione, ma i listini sono stabiliti direttamente dall’agricoltore. Cosa posiamo trovare? Frutta e verdura di stagione, formaggi freschi, carni bianche e rosse, salumi ed affettati, marmellate, conserve, uova, farina, vino e birra artigianale, un’ampia varietà per una spesa completa, genuina e sostenibile.

 

Cortilia Camion

 

È possibile inoltre decidere di acquistare dal singolo produttore oppure affidarsi alla proposta del sito. Sulla home troviamo infatti una varietà di cassette di frutta e verdura con specificate le quantità di ciascun pezzo e il nome dell’agricoltore. Se c’è un prodotto all’interno della cassetta che non gradiamo, segnalandolo con una mail, l’agricoltore lo sostituirà autonomamente aumentando le quantità degli altri prodotti presenti fino a raggiungere il valore corretto della cassetta. Si può procedere con l’acquisto aggiungendo carni, uova, salumi ecc. E per chi desidera fare un regalo originale, “sostenibile” lo shop propone pacchi e buoni regalo!

 

Ma non finisce qui: la chicca è rappresentata dalle storie dei singoli agricoltori che si raccontano attraverso il sito offrendoci un assaggio dei loro prodotti. Con la filiera corta si riscoprono i vecchi sapori, il genuino, l’artigianalità che per fortuna oggi è sempre più apprezzata, si punta alla valorizzazione del territorio che ci consente di scoprire dei veri e propri “paradisi” a due passi dalla città, e si ripristina il contatto e l’interazione diretta con il produttore che la grande distribuzione ha eliminato completamente. Magari un giorno, dopo aver assaporato le prelibatezze di Cascina Madonnina, (tra gli agricoltori affiliati a Cortilia), mi verrà voglia di far visita ai titolari per ascoltare i loro racconti di amore per la terra. Per ora Cortilia è attiva a Milano e in quasi tuta la Lombardia. Sul sito sono presenti tutte le zone di consegna a domicilio a cui ciascun produttore è associato.

Buona spesa con www.cortilia.it

 

Un panino talmente buono da essere "d'oro"? Ebbene, non parliamo in senso figurato, ma letterale. Presso il "Deca Restaurant" delRitz Carlton hotel di Chicago si può gustare, in edizione limitata, un panino al cheddar del Wisconsin al prezzo di ben 100 dollari. La sua particolarità, che lo rende molto prezioso, sta non solo nel formaggio invecchiato di ben 40 anni, ma anche nel fatto che esso è impregnato di scaglie d’oro da 24 carati.

 

I suoi creatori lo hanno chiamato "Zillion Dollar Grilled Cheese" ed è un lussuoso panino creato in onore del "Mese nazionale del formaggio alla griglia" e al quale gli americani sono molto affezionati. Al momento, ad averlo ordinato sono soltanto 10-12 clienti, ma in molti sembrano voler provare un'esperienza che si preannuncia davvero esclusiva, come asserisce il manager John Gurgone.

 
Il prezioso cheddar è racchiuso tra fette di pane artigianale di campagna, condito poi con olio extravergine Laudemio Marchesi de’ Frescobaldi e salame Iberico proveniente da maiali spagnoli cresciuti liberi e nutriti solo con delle ghiande. Non dobbiamo dimenticare poi i pomodori delle fattorie storiche di Ellis, che dal 1930 sono sinonimo di qualità. Il panino viene poi completato da foie gras della valle dell’Hudson, un uovo d’anatra e aceto invecchiato per circa 100 anni.
 
Il panino, cosa da non sottovalutare, viene poi servito con un piattino di pasta all’aragosta. Non mancano, però, dei menu più economici, qualora rifiutaste il lussuoso panino. Abbiamo il manzo alla Meunière, gustabile al prezzo di 32 dollari, ma anche la zuppa francese alla cipolla, che costa 11 dollari. E voi, cosa scegliereste?
 

 

“Se un giorno le api dovessero scomparire, all’uomo resterebbero soltanto quattro anni di vita”. Non l’ha detto uno qualsiasi ma Albert Einstein diverso tempo fa, quando le api ronzavano ancora tranquille tra campi coltivati e poco “pesticizzati”. Oggi, la tranquillità degli insetti impollinatori è davvero finita e anche noi non abbiamo molto da stare allegri. Gran parte di ciò che mangiamo, infatti, dipende dal lavoro degli insetti come le api che, svolazzando da un fiore all’altro in cerca di polline, lo distribuiscono poi in giro, permettendo a nuove piante di vedere la luce. Senza questo vitale contributo degli impollinatori, l’ecosistema subirebbe uno stravolgimento tale che sarebbe poi difficile, se non impossibile, poter riparare i danni subiti. Basta pensare che circa il 75% delle piante selvatiche non riuscirebbe più a riprodursi e che la stessa percentuale, sempre in perdita, si riscontrerebbe nelle nostre colture agricole, con un conseguente notevole calo della produttività. In particolare, sarebbero colpite le colture di fragole, mele, mandorle e pomodori. “Non possiamo permetterci di perdere le api e il resto degli impollinatori naturali – Lo dice Federica Ferrario, responsabile Campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace – “La drastica riduzione delle api è solo un sintomo di un sistema agricolo che ha fallito, basato sull’uso intensivo di prodotti chimici per servire gli interessi di potenti multinazionali. Incrementare subito metodi agricoli sostenibili è l’unica soluzione per salvare a lungo termine le api e l’agricoltura dell’Europa”. E’ fondamentale, quindi, incentivare l’agricoltura bio-ecologica che permette di eliminare, dall’odierno e globalizzato sistema produttivo di stampo industriale, l’uso di sostanze chimiche, dannose per gli animali, i vegetali e l’uomo. Così com’è fondamentale e assolutamente corretto leggere le etichette e accertarsi che i prodotti che acquistiamo non contengano sostanze chimiche dannose. Greenpeace ha elencato alcuni pesticidi, molto tossici e con effetti sub-letali e/o sistemici sulle api, che dovrebbero essere, immediatamente, vietati: imidacloprid, clothianidin, thiamethoxam, fipronil, clorpirifos, cipermetrina e deltametrina. Inutile scrivere che diverse e conosciute aziende del settore agrochimico continuano a commercializzare, a fronte di ingenti guadagni, massicce quantità di prodotti, soprattutto per l’agricoltura di tipo industriale, a base di queste sostanze nocive. Ritorniamo, quindi, alla necessità di incrementare sistemi biologici e biodinamici, legati spesso a piccole aziende agricole che si dimostrano più attente a ciò che producono e più rispettose nei confronti dell’ecosistema e della vita.

Vi segnalo e mi riservo di scriverne più ampiamente in seguito, uno degli eventi da non perdere, se si desidera conoscere l’agricoltura biologica/biodinamica, assaggiare i cibi eticamente prodotti, assaporare i vini senza solfiti e capire un po’ meglio come alimentarsi senza carne e senza troppi rischi, è L’Isola di Veg. Primo incontro italiano, ludico-informativo, per promuovere uno stile di vita in armonia con la natura e con il futuro. www.lisoladiveg.it


‘TESTO’ CON ZUCCA, una semplice e sfiziosa ricetta di Eleonora Fabrizi.

 

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Ingredienti per 4 persone:
- 1 kg di zucca;
- olio extravergine d’oliva;
- farina;
- peperoncino (facoltativo);
- sale.
Preparazione:
Tagliare la zucca a bastoncini e, una volta ottenuti, metterli sotto sale per circa un’ora. Trascorso il tempo, infarinarli bene e disporli su una teglia, cospargerli con l’olio extravergine d’oliva e aggiungere il peperoncino. Mettere poi la teglia in forno e cuocerli a 200° finché non saranno ben dorati. Togliere dal forno, tagliare il ’Testo’ in più parti e servire su un piatto da portata. Si abbina bene un vino bianco e secco. 

 

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