05 Feb

Dieta per la pelle

Pubblicato in Salute

Dieta a fior di pelle. 

“La salute vien mangiando” è proprio il caso di dire. Sì, perché anche per mantenere la nostra pelle in un corretto stato di salute dobbiamo partire da una sana ed equilibrata dieta. Per evitare la disidratazione della pelle, o la pelle secca, è importante idratare il nostro organismo assumendo costantemente cibi ricchi d'acqua. Questi, come buona abitudine vuole, devono essere accompagnati da circa otto bicchieri d'acqua al giorno.
Una pelle morbida è garantita da una dieta ricca di vitamine e minerali, fornite da un corretto equilibrio tra proteine, carboidrati e grassi. Cosa inserire nella dieta per la pelle? Possiamo utilizzare piselli e fagioli, ricchi di vitamina B, cereali, soia. Meglio i prodotti integrali a quelli raffinati. I fermenti lattici vivi sono ottimi per donare alla pelle un aspetto sano, quindi sì allo yogurt.
Evitate lo zucchero bianco raffinato, causa di acne e cattiva circolazione. Meglio quello di canna o il miele.

 

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Pelle e dieta. 

 Una corretta dieta per la pelle non condanna del tutto i grassi. Anzi. Una modesta quantità di grasso è indispensabile per la morbidezza e la sofficità della nostra pelle. È ovviamente bene non esagerare con il grasso. Tutti sappiamo a quali inestetismi cutanei ognuno di noi può andare incontro mangiando molti insaccati, ad esempio. Largo alle vitamine invece. Tutti i frutti e le verdure sono ben accette per contrastare l'invecchiamento della nostra pelle, donando invece brillantezza ed elasticità dei tessuti. E non dimentichiamo le fibre, presenti nella buccia di frutta e verdura, nonché nei cereali. Le fibre sono in grado di donare alla pelle una forma radiosa, liberandola da quella pellicola grassa e opaca. Le fibre agiscono nel meccanismo di purificazione e regolarizzazione del tratto intestinale, aiutando il nostro corpo a rimanere in perfetta forma. Pelle compresa, ovviamente. Allora se non state più nella pelle, buon appetito!


Guarire dall'Anoressia si può! 

Ho 24 anni, figlia unica di un matrimonio finito male, i miei erano severi ed io ho imparato ad essere la migliore forse prima d'imparare a camminare.


Dopo, la scuola, il lavoro la carriera divenirono il mio calvario. 
Ancora bambina il mio rapporto con mia madre subì una paralizzante inversione di ruolo, e senza aver il tempo di pensarci, mi trovai catapultata nel ruolo di mamma di mia madre.
 Cercavo me stessa attraverso i miei coetanei, cercavo me stessa attraverso le persone che amavo, attraverso la guida delle persone più forti a cui chiedevo protezione, e che a loro volta invece continuavano ad aspettarsi da me un comportamento adulto e ormai consolidato.


A 17 anni ho iniziato a controllare la sola cosa che fosse rimasta tra le mie mani: il cibo, ho iniziato con i digiuni. 
All’inizio è iniziata semplicemente come una breve dieta dimagrante, poi si è modificata in un ossessione.
 Volevo essere sempre più impalpabile, trasparente fino a non farmi trovare più. 


Compensavo vomitando, o con digiuni spropositatamente prolungati in seguito per discolparmi dalla mangiata a pranzo e a cena. 
Insieme alla perdita di peso, ebbe inizio il declino del mio organismo, perdevo i capelli, svenivo sempre più spesso, le mestruazioni scomparvero. Qualcosa non andava bene, e ne ero inspiegabilmente soddisfatta. Non volevo star bene, volevo andar via pezzo per pezzo, volevo vedere il mio corpo sparire lentamente ma progressivamente, incessantemente. 
Lentamente iniziò il terrore per lo specchio, che mi rimandava un’immagine sempre più deforme ed insoddisfacente. Divenne il mio nemico.
 Finchè decisi di non guardarmi mai più dentro, di non truccarmi, non pettinarmi, vestirmi senza guardare, trascurarmi per essere più invisibile che potessi. Abiti sempre più ampi, coprivano il mio corpo ossuto. Poco a poco diminuì la mia attenzione a scuola e degenerai nella bocciatura.

 

Se ne accorsero tutti e decisero di portarmi da una psicologa tra lacrime e promesse.

 

 


Sono rimasta chiusa nella mia cameretta, proteggendomi dietro il digiuno. 
Volevo infondo essere solamente amata per quella che ero: per quella bambina che viveva ancora dentro di me, ma che nessuno aveva voluto mai ascoltare. Poi un giorno non so come o cosa mi sia scattato dentro. Un giorno ho conosciuto un ragazzo. Ho sentito il richiamo della vita che mi invitava ad uscire, scappare da tutto quello che mi incatenava e lanciarmi in volo attraverso la vita, spontaneamente, con immediatezza…

 


Oggi zoppico, mi rialzo, torno a camminare...

 

Domani vorrei che tutte le persone come me, come te, come chiunque abbia sofferto o soffra di Anoressia, potessero imparare ad affrontare la vita. Domani, quando lo specchio ti darà l’ennesimo dolore, strizzagli l’occhio, puniscilo così, dimostragli che la vita può essere più forte di tutti i sensi di colpa del mondo.
 Amare te stessa è il primo dei doveri che hai, il primo dei diritti, che nessuno potrà mai strapparti, e che tu stessa devi lottare per concedertelo. Anche se fa male, anche se sembra impossibile, anche se non credi che potrai mai riuscirci… E se non riesci da sola, allora chiedi aiuto! 

Questa storia è vera, mi auguro che serva a coloro le quali vorrebbero urlare al mondo ma hanno la sensazione che nessuno le ascolti... Questo è coraggio e sono certa che tutte noi ne abbiamo nascosto un po' dentro.

 

Negli ultimi anni complice della crisi, chi lavora in ufficio ha “imparato” a dire addio alla classica pausa pranzo al ristorante in favore di una pausa un po’ più easy. I vantaggi di tale rinuncia sono molteplici: la riscoperta del piacere di preparare il pasto da portare in ufficio e consumarlo con i colleghi, il netto risparmio che ne consegue, l’aspetto salutista, con l’esigenza di mangiare cibi di sicura provenienza e, ultimo ma non meno importante, il bisogno di ottimizzare i tempi, evitando le attese al bar o al ristorante.

 

In lista tra le buone abitudini insalate di riso, pasta fredda, cous-cous che soppiantano panini e pizzette. Il monitoraggio di Polli Cooking Lab (Osservatorio sui trend alimentari) si è servito dei social network principali (Facebook, Twitter e Youtube), di blog e community, e ha coinvolto chef nazionali e nutrizionisti al fine di evidenziare i consigli per un’impeccabile “schiscetta”. L’appellativo è tipicamente meneghino e indica il portavivande il cui contenuto è solitamente premuto, dal verbo “schisciare”, appunto schiacciare. È proprio la schiscetta oggi a tornare alla ribalta, se prima era un semplice contenitore in alluminio oggi, ci sono le ciotole di plastica e i “lunch box”, disponibili in legno e metallo, accessori alla moda e funzionali il cui prezzo oscilla dai 10 ai 50 euro e che è possibile trovare anche nei supermercati più forniti

 

Per affrontare in modo corretto questo pasto fondamentale, è bene tenere presente qualche consiglio: “niente fretta”. Il pranzo, oltre che a nutristi, serve anche a staccare e rilassarsi. Vietati i pranzi consumati velocemente, magari davanti al pc oppure in piedi, e meno che meno il “salto” del pasto. Saltare la pausa pranzo comporta di solito “attacchi di fame” durante il resto della giornata e, inoltre, non avremo l’energia e la carica per affrontare la seconda parte della giornata.

 

Per preparare un piatto in grado di saziarci le parole d’ordine sono varietà, qualità e leggerezza. Per evitare di appesantirci e per evitare l’abbiocco meridiano, via libera a piatti a base di verdure, cereali e legumi: ottime le insalate di riso, così come la pasta fredda e il cous cous. Spazio poi a frutta e yogurt, spuntini ideali. L’importante è evitare maionese e altre salse, piene di grassi.

 

Anche vegani e vegetariani possono prepararsi il pranzo a casa: se in ufficio c’è la possibilità di riscaldare i piatti, con il forno a microonde, si può portare un classico minestrone (che nella stagione calda può anche essere consumato freddo), oppure via libera alle classiche insalatone. A volte manca il tempo per preparare il pranzo: la sera si è stanchi e la mattina non si ha voglia di stare dietro a frigorifero e fornelli. Un’ottima idea è preparare il classico sandwich: ci si può sbizzarrire con infinite varianti, per esempio con salumi, formaggi, tonno, verdure, uova eccetera.

 

Oltre al tradizionale panino, all'insalata o pasta alla fredda, perché non provare a preparare un mix di frittelle e crocchette e ingolosire così anche i vostri vicini di scrivania? Ci si può sbizzarrire con diverse varianti: polpette a base di patate, con le olive, crocchette di pollo e al formaggio e anche polpettine dolci con le mele e l'uvetta.

 

Care amiche, immaginiamo che anche voi abbiate sempre desiderato un metabolismo veloce che vi consentisse di ingurgitare pizza e dolci al cioccolato senza mettere su nemmeno un grammo. Ebbene, oggi siam qui per rallegrarvi e darvi 5, validi, consigli che vi permetteranno di accelerare il vostro metabolismo da bradipo. Innanzitutto vi ribadiamo che il metabolismo consiste in tutta quella serie di processi e reazioni che si svolgono nel nostro organismo e che regolano il modo in cui quanto velocemente trasformiamo le calorie in energia.
 
1. Sfatiamo il falso mito che saltare i pasti faccia dimagrire. Al contrario, digiunare rallenterà il vostro metabolismo perché attiverà un meccanismo tale per sopravvivere con poche calorie.
 
2. Mangiate 5-6 volte al giorno: 3 pasti principali e 2-3 spuntini. Ovviamente non dovrete rimpinzarvi di schifezze o cibi spazzatura, ma mangiare spesso cibi salutari dalle quantità moderate. 
 
3. Bere 1.5-2 litri di acqua al giorno. La disidratazione porta inevitabilmente il metabolismo a rallentare.
 
4. I muscoli bruciano calorie anche quando sono a riposo. Occorre dunque fare un po' di sana attività fisica per accelerare il metabolismo.
 
5. Stare alla larga dallo stress che influenzerà il vostro metabolismo rallentandolo.
 

Nel corso dell'inverno le difese immunitarie cominciano decisamente a indebolirsi, causando quelli che sono i primi malanni di stagione. Quello che mangiamo, pertanto, sembra assumere un ruolo fondamentale in quanto determinati cibi potrebbero decisamente aiutarci a stare meglio e prevenire i malesseri fisici dell'inverno

 

  • - Cereali integrali: Segale, mais e riso donano grande energia.
  • - Verdure amare: Radicchio, cicoria, tarassaco,catalogna. Sia cotte che crude rafforzano le difese immunitarie e hanno gran potere depurativo.
  • - Cavoli e cavolfiore: Svolgono un’azione anticancro e difendono l'organismo dalle influenze di stagione.
  • - Frutta: Consigliabile quella ricca di vitamina C, flavonoidi e carotenoidi. Ottimi anche l'uva rossa e le banane che grazie al potassio rafforzano le ossa.
  • - I legumi: Lenticchie, fagioli e piselli, essendo ricchi di ferro, andrebbero consumati ogni giorno, ben cotti.
  • - Aglio e cipolla e gli ortaggi a bulbi: Sebbene non sempre graditissimi al palato, soprattutto l’aglio, se assunto nella quantità di due spicchi al giorno, aiuta a prevenire i  raffreddori consentendo anche un valido recupero dai malanni di stagione.
  • - Il cioccolato fondente: Sembra essere in grado di potenziare un gruppo di linfociti, tali da migliorare l’adattamento delle nostre difese al mutare delle infezioni.
  • - Yogurt con fermenti lattici vivi e attivi: Migliorano  la flora intestinale e la proteggono dai batteri nemici
  • - Le spezie: pepe  nero, zenzero, chiodi di garofano e cannella, facilitano lo smaltimento delle scorie.
  • - Pomodori e peperoni: Essendo ricchi di vitamina C e polifenoli, andrebbero assunti crudi per godere appieno delle loro proprietà.