Se l'abilità degli stilisti di realizzare splendidi abiti si unisce alla bontà del cioccolato, il risultato, inevitabilmente, non può che essere spettacolare e gustoso. Ebbene, proprio l'irresistibile gusto del cioccolato è stato protagonista di uno degli eventi più attesi a Parigi, il Fashion Chocolate Show,inserito nella grandissima fiera tutta dedicata al cioccolato e che si tiene dal 30 ottobre al 3 novembre presso “Le Salon du Chocolate” della capitale francese.

 
Scenografie bellissime e da favola, abiti lunghi e balze di cioccolata, cappelli "fondenti" e accessori tutti da gustare hanno messo in mostra sia la grande abilità degli stilisti che dei maestri del cioccolato. Gli addetti ai lavori, però, riconoscono un grande merito anche alle modelle che, con estrema femminilità, hanno saputo portare sulle passerelle degli abiti insoliti quanto gustosi. Ammiriamo (golosamente) alcuni degli abiti realizzati alla fiera nella gallery che vi mostriamo di seguito.
 
 

L’altra sera ero a casa e ho deciso di guardare un film, uno di quelli che ti fanno venire voglia di sognare, quelli che ti fanno viaggiare con la mente e mi sono ritrovata a guardare una pellicola uscita nelle sale ben 11 anni fa ovvero “Il favoloso mondo di Amélie” e devo ammettere che sono rimasta positivamente impressionata per lo stile e la leggerezza di un film che in realtà racchiude un significato molto profondo creando un’atmosfera surrealista ed ironica allo stesso tempo.


E’ la storia di una ragazza francese, figlia di un medico difficilmente propenso a manifestazioni d’affetto che ritiene la bambina malata di cuore quando in realtà la piccola, durante le visite, è solo emozionata a causa dell’insolita vicinanza al padre. La madre è, invece, una maestra che istruisce la figlia in casa ma che muore precocemente schiacciata da una suicida lanciatasi dalla cattedrale di Notre Dame.

Amélie è una bambina che cresce rifugiandosi in un mondo tutto suo, un mondo in cui sono le piccole cose ad avere valore, un mondo dove la diversità è padrona. Ormai cresciuta, la ragazza si reca a Parigi ed è li che la sua vita cambierà per sempre grazie alla scoperta di una scatola di cianfrusaglie di un bambino e Amélie deciderà di cercare il proprietario ormai cinquantenne per restituirgliela. È da quel momento che la nostra protagonista si impregnerà per rendere migliore la vita degli altri e sarà proprio aiutando gli altri che troverà anche se stessa.

 


Il tutto è contornato da una romantica e poetica storia d’amore capace di appassionare anche il più cinico spettatore grazie soprattutto alle riprese di una fantastica Parigi. È questo un film adatto a chi ama la leggerezza di una favola contemporanea, a chi sa entusiasmarsi per la bellezza delle piccole cose proprio come Amélie: “Amélie ama tuffare la mano in un sacco di grano, far rimbalzare i sassi sulla superficie del canale Saint Martin, rompere la crosta della crème brulèe con la punta del cucchiaio, voltarsi nel buio per guardare le espressioni degli spettatori al cinema e cogliere nei film particolari a cui nessuno farà caso”.

Alcuni di noi si sentono proprio come la piccola Amélie, dei sognatori amanti dell’originalità e della curiosità a cui non piace rinchiudersi nell’uniformità e nella piattezza di una società che ha paura di osare, alcuni di noi hanno ancora tanta voglia di sentirsi vivi!

 

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Il capolavoro di Leonardo da Vinci 

L’Arte è disseminata dai ritratti: quando ancora non esisteva la tecnica fotografica, uomini e donne di rilevo sociale ed economico commissionavano la loro immagine a pittori esperti, affinché ne rappresentassero il potere e le sembianze nei più minimi dettagli. Volti, volti su tela, volti noti come quelli di Napoleone Bonaparte, Papa Innocenzo III o il Re Sole, altri meno noti come quelli di qualche signorotto di campagna. Tanti occhi bidimensionali che escono dalla cornice per sfondare i limiti del reale. Tanti volti perfetti, ma solo pochi possono vantare un’anima: ecco che la Gioconda, frutto del genio indiscusso di Leonardo da Vinci, fa la sua comparsa.

Si tratta del ritratto più famoso al mondo, datato intorno agli anni 1504-1515, una delle opere d’arte più discusse e visitate. L'opera, secondo storici come Giorgio Vasari, rappresenterebbe la nobile Lisa Gherardini, cioè "Monna" Lisa (un diminutivo di "Madonna" che oggi avrebbe lo stesso significato di "Signora"), moglie di Francesco del Giocondo (quindi la "Gioconda"), anche se su questo punto ci si è a lungo interrogati, pensando anche al fatto che il soggetto potesse essere un uomo.
Ma non è questo l’importante: se anche la presunta Lisa fosse stata una popolana o qualsiasi altra persona nella vita reale, o frutto di un’invenzione pittorica, ciò che appare sulla tela non perderebbe né acquisirebbe un diverso valore.

Ho sentito persone che si sono recate al Louvre di Parigi per vederla e ne sono tornate deluse: si aspettavano un’opera monumentale. Invece la Monna Lisa, con i suoi 77×53 cm, non vuole sbalordire con qualcosa di eclatante: non ne ha alcun bisogno.
La figura è centrale, in una posa dolce, ma estremamente dignitosa e autorevole. Lo sfondo tutto leonardesco fatto di rocce e natura; anche qui, milioni di critici sin sono dilettati nelle più svariate ipotesi (sarà il Lago d’Iseo? La Val di Chiana?), ma quando una genialità tale ti si materializza di fronte, cosa importa dei dati contingenti?

Proprio pochi giorni fa ho visto l’originale per la prima volta e, facendomi strada tra la calca di visitatori armati di banali macchine fotografiche che mai potranno renderle giustizia, mi sono messa di fronte a lei. Lentamente ho iniziato a muovermi a destra e sinistra e lei, austera, beffarda, inquietante, paziente, mi seguiva con lo sguardo.

 

 


Leonardo ha sfumato le aree del suo viso che permetterebbero di interpretare quel mezzo sorriso, elevando la presunta Lisa ad una dimensione universale. Infatti, quando mi osservava, mi leggeva dentro e mi rendeva impossibile fare lo stesso con lei. Era come se avesse già capito tutto, tutto della vita, della morte, dei miei giorni passati e futuri: e così, beffarda, mi scherniva. Lei sa cosa mi aspetta. E lo sa di ognuno. Era come se mi dicesse di smetterla di affannarmi per cercare di capirlo. Solo lei ne ha l’accesso.

Sono uscita dal Museo attonita, incredula, atterrita. Non pensavo che un’opera così celebre da diventare scontata per l’arte mi potesse strappare gli organi e lasciarmi vuota, ma piena, piena di meraviglia. Ma soprattutto, non potevo capacitarmi di come un essere umano l’avesse potuta creare: un’umanità così inumana, forse, non si ripeterà più. Forse, anche Leonardo aveva già capito tutto.

 

Dopo avervi parlato della fredda e affascinante Helsinki, oggi ci concentriamo su Parigi. Questa città è una delle capitali più belle e visitate al mondo, tra le sue strade possiamo respirare aria di magia, di cultura e poesia, un’aria che persuade tanti turisti a ritornare per visitarla e apprezzarla. È da sempre creduta la città degli innamorati, e per questo scelta come meta per trascorrere momenti indimenticabili, che sia la fatidica proposta di fidanzamento, la luna di miele, o un semplice viaggio di piacere da condividere in due. Parigi è un sogno ad occhi aperti, con i suoi monumenti, viali, musei, giardini, artisti di strada, l’odore delle crepes appena preparate. Il monumento simbolo della città, è la Tour Eiffel che con i suoi 324 m di altezza sembra voler toccare il cielo. Cosa sarebbe Parigi senza? Attendete la sera per lasciarvi incantare dalle illuminazioni che l’avvolgono, per emozioni senza tempo. 

 

Notre Dame de Paris, “statua, musica e poesia” come cita l’omonimo musical di Cocciante. La famosa Cattedrale, si trova al centro della città, e custodisce alcune delle più importanti reliquie della cristianità, tra le quali la corona di spine e il chiodo con cui Gesù fu crocifisso. Se si sceglie una meta come Parigi è d’obbligo visitare uno dei più importanti musei a livello mondiale, il Louvre dove si trova uno dei quadri più celebri e ammirati al mondo, la Gioconda di Leonardo Da Vinci. Non potete, inoltre, perdervi la Reggia di Versailles, famosa per il suo sfarzo e la sua grandezza, un vero gioiello in cui è vissuta una delle figure più importanti della storia Luigi XIV, il Re Sole.

 

Lasciatevi trasportare dall’esuberanza di Montmartre, dove potrete scegliere tra tanti locali di cabaret, nightclubs, ristoranti e tanto altro ancora, ma assolutamente se passerete di li non lasciatevi scappare il Moulin Rouge uno dei locali più famosi al mondo, grazie anche alle pellicole e musical che l’hanno reso cosi noto. Infine, tra i viali più famosi di Parigi, gli Champs Elysèes conosciuta in tutto il mondo come una delle strade più belle della capitale francese. Estesa per 3 km gli Champs Elysèes accolgono un’infinità di negozi, alberghi di lusso, ristoranto, musei, e teatri.

 

Lasciatevi trasportare dalla sua immortale bellezza. Buona Parigi e buon viaggio!

 

 

Lo ammetto : prima di partire per Parigi e scegliere cosa mettere in valigia mi sono ampiamente documentata. Parigi si sa, per eccellenza é la città dell’arte ,del buon cibo e dello stile ,ed io non volevo essere da meno.