L’aria si fa frizzante, l’asfalto sotto i nostri passi prende il colore del ghiaccio e la natura spoglia ci avverte che il freddo è davvero arrivato: e con il freddo inizia a tintinnare alle nostre orecchie anche qualche campanella natalizia! 

Come ogni anno ci ritroviamo a chiederci “ma è già Natale?” e a tuffarci a capo fitto in un supermercato qualsiasi per arrabattarci regali per amici e parenti, puntualmente all’ultimo minuto, con ben poca magia nell’aria. 

E se invece quest’anno cambiassimo programma, godendoci nel frattempo una mini-vacanza? Tutto ciò, scegliendo di esplorare i mercatini di Natale! 

I mercatini sono una tradizione folclorica del Nord Europa, nata in Germania nel XIV secolo e diffusasi poi in tutta Europa. I Christkindlmarkten (nome dato ai mercatini durante la Rivoluzione Protestante per opporsi al culto dei santi) sono famosi per il loro artigianato, i loro souvenirs, i tanti piccoli oggetti regalo, il tutto impregnato di un’atmosfera magica e onirica, come vuole lo spirito natalizio.  

 

Ma vediamone qualcuno più nel dettaglio:

 

Norimberga.

Austera città gotica fuori, cuore pulsante di luci e antiche memorie dentro: questa è Nürmberg, che a Natale si tinge di rosso. Sullo sfondo della magnifica chiesa Frauenkirche, in piazza Hauptmarkt e nelle strade adiacenti, si tiene il più importante mercatino tedesco.
190 casette decorate vendono libri, tessuti, sciarpe, angeli dorati, decorazioni e specialità gastronomiche, quali Zwetscghgenmannle (omini fatti con prugne secche), Hutzelbrot (pane di frutta), Nurnberger  Lebkuchen (biscotti di panpepato di Norimberga), Nurnberger Rostbratwurste (piccole salcicce speziate accompagnate con crauti) e Gluhwein (vin brulè). 

Davanti alla Frauenkirche viene allestito un presepe con figure di legno vestite con costumi tipici della Franconia, mentre orchestre di ottoni e cori giovanili caricano l’aria di quella magia che ci fa tornare tutti un po’ bambini. E dedicato proprio a questi ultimi, c’è un mercatino allestito appositamente nella Hans-Sachs-Platz: nelle bancarelle si vendono solamente giocattoli e golosità e tutt’intorno ci sono spazi gioco, antiche giostre e un ufficio postale per spedire le letterine a Babbo Natale.

Qualche curiosità: l’8 dicembre si tiene una tradizionale processione delle luci, dove 2000 bambini, ognuno con la propria lanterna, illuminano le strade fino al castello della città. 
Una città suggestiva tutto l’anno, che a dicembre dà il meglio di sé. 

 

 

Dresda.

La parola chiave è tradizione! Dresda è infatti la sede più antica dei mercatini (il primo documento che ne attesta uno risale al 1434) e quindi estremamente caratteristica. Qui il mercatino di Natale si chiama storicamente Striezelmarkt (il Striezel è una treccia di pane dolce tipicamente tedesca), e con il passare dei secoli ha fondato una tradizione folcloristica fra le più suggestive. 

La città, situata sul fiume Elba nel centro-est della Germania, ospita durante dicembre turisti da tutto il mondo attratti dalle bellezze architettoniche del centro storico, che sotto Natale, diventano un connubio di bellezza e tradizione. 
A Dresda, come accade anche in altre città della Bavaria, vive inoltre un’usanza più propriamente religiosa: in tutte le chiese cattoliche e lungo le vie dei presepi (Krippenweg) vengono allestite delle splendide rappresentazioni della natività.

 



Strasburgo.

Si passa dalla Germania, alla Francia, ma non per questo si perde qualcosa in termini di folclore tradizionale, anzi. In un’Alsazia innevata, scopriamo una commistione di prodotti: si vende dal fois gras tipicamente francese ai Bretzels tedeschi, dal Choucroute (maiale e crauti) ai Kougelhopf (ciambelloni), dal pain d’épices ai Maennelle (omini di pasta brioche). 

Il cuore del mercato è in Place Broglie, Place de la Cathédrale e Place Klébler, dove si trovano anche un immenso albero di Natale e un calendario dell’Avvento.

Curiosità: Strasbourg si fa internazionale oltre che tradizionale e ogni anno riserva l’intera Place Gutemberg a un differente Paese straniero, che espone tutti i suoi prodotti caratteristici.

 

 

Bolzano.

Anche l’Italia non è da meno in fatto di mercatini. Il Nord Est del Bel Paese si colora di festa intorno a un grande abete bianco che ripara sotto le sue fronte un presepe in versione rustica alpina: la stalla della Sacra Famiglia viene riprodotta fedelmente come i masi di montagna, come quelli in cui qualche nostro bisnonno aveva trascorso la sua vita. E poi ancora specialità gastronomiche, come Stüdel, frittelle di mele, vin brulé.

 

 

E’ interessante vedere come la tradizione del mercatino natalizio si sia diversificata a seconda del contesto in cui viene ricreata, mantenendo sempre però un filone comune: magia, luci, festa, tradizione e mutamento al contempo. Si può infatti pensare che i mercatini siano tradizioni fisse nel tempo e nello spazio da ripetere sempre allo stesso modo ogni anno; eppure non è così: i mercatini sono sì tradizioni, ma tradizioni umane soggette a cambiamento, che si prestano a trasformazioni per adattarsi alle esigenze sempre in movimento delle popolazioni. 

Perciò non si tratta di “sopravvivenze” di un passato immobile all’interno di un presente in mutamento; i mercatini sono bensì parte integrante del nostro odierno vivere il Natale, che vivono e cambiano insieme a noi. 

Sarebbe perciò davvero un peccato non visitarne almeno uno, per provare fino in fondo l’atmosfera luminescente del Natale e magari trovare anche qualche idea regalo.

 

 

Quando ero molto piccola e s'avvicinava il periodo di Natale, io e la mia mamma indossavamo giubbini e guanti e c'incamminavamo in auto per le strade dei paesini vicini e tranquilli a contare gli alberelli che s'intravedevano dalle finestre in festa delle case lungo i quartieri... Logicamente a vincere ero sempre io, chissà se per amor di cuore di mamma o semplicemente perchè lei era attenta alla guida. 

L'aria che si respira durante il periodo natalizio, sa di canditi e zucchero filato, più di quella che circonda le feste di paese. Tutto si colora, le finestre s'illuminano e dai balconi scendono Babbi Natale luminosi. 

Il rosso diventa il colore per eccellenza e le canzoncine per le strade rinforzano gli animi contenti dei passanti. Tutti sembrano più cordiali, anche i negozianti che sono costretti ad aprire la domenica ad orari impossibili, ma l'accoglienza di un sorriso sincero anche se stanco, sembra ti induca a gioire per le cose più scontate.

La gente s'affolla nei supermercati a comprare i prodotti per il cenone e buffi cappellini comparono su commessi e salumieri. 

I negozi riempiono di vetrine idee regalo impensabili, anche se sciarpe cappelli e guantini fanno da padrone nelle buste decorate da fiocchi....

Il freddo gela i nasini rossi di adulti e piccini, e le mani incrociate di amanti che passeggiano, sembrano unirsi per non “scongelarsi” più.

La sera calzini e alberelli si preparano ad accoglire il nonnino più vecchio del mondo, per colmare desideri di letterine spedite al Polo Nord.

Dolci e latte attendono d'essere magicamente consumati nella notte , facendo credere ai bimbi che i sogni servono ad essere più felici e sperare nel futuro.

L'apertura dei regali all'alba è il momento più bello, desideri e soddisfazioni compaiono negli occhi della bambina che ha ricevuto il cicciobello, o del bimbo che gioca con la macchinina nuova oppure la nonnina che accerchiata dai nipoti, rende tutti più felici con quella famosa bustina bianca coi soldini.

Regali che sprofondano nei rametti sotto l'alberello che s'accompagnano con pandoro, panettoni e spumante per festeggiare. 

Il calore del camino si congiunge alle risate rumorose dei familiari che accerchiano la tavola imbandita, dove tra poco l'ultima tombola renderà uno il vincitore indiscusso della festa.

Frutta e secca si consumano durante il pomeriggio e vecchie reminescenze inondano l'aria di nostalgia. 

 

 

La neve cade e si posa e ragazzi velocemente imbottiti di giubbini pesante e cappellini si rincorrono lanciandosi palle di neve, mentre le donnine cercano faticosamente di trattenere la neve tra le mani gelate dal freddo che servirà a creare corpo e testa del pupazzo di neve vestito d'ortaggi e resti di bottoni e vestiti.

Chi non ama il Natale? Chi non aspetta faticosamente quel giorno di Dicembre che rende gli animi buoni e sinceri nella speranza, almeno per un solo giorno, di vivere l'armonia sincera di un caloroso abbraccio invisibile e magico stellato, di una serenità autentica ed inspiegabile.... 

 

Mancano poche settimane al 25 dicembre e l'unica cosa che sembra già essere nell'aria è il freddo, mentre quel “profumo” di Natale quest'anno ancora non si sente.

Già in questi giorni passeggiando per le città si possono vedere cieli di luci, alberi di Natale e vetrine addobbate, eppure nemmeno questo sembra accendere lo spirito del Natale degli italiani. Sarà la crisi, la vera responsabile di tutto, che secondo i ben informati quest'anno farà trovare sotto gli alberi molti meno regali.

 

 

Ci sono stati tempi passati in cui i nostri nonni e bisnonni non se la passavano di certo meglio, anzi diciamo pure che nei racconti del loro Natale da bambini non c'erano né regali, né così tanti addobbi per le strade e in casa eppure a loro per sentire lo spirito natalizio bastava riunirsi tutta la famiglia vicino al fuoco a raccontare delle storie e ad intonare canti natalizi, questo gli per essere felici in quella magica notte.

Perché per noi non può essere così facile essere felici, come lo era per loro?

Forse perché oggi la società è riuscita a trasformare il Natale in una festa così tanto consumistica che se non ci riempiamo di regali e settimane bianche non sentiamo più lo spirito del Natale e non siamo felici???

Forse allora siamo solo tutti molto viziati e dovremmo imparare di nuovo a capire cosa vuol dire essere, nonostante tutto, persone fortunate ed imparare di nuovo ad accontentarci.

Sperando che quest'anno il vero miracolo del Natale sia per tutti la riscoperta dei veri valori e di ciò che possiamo avere anche senza avere molto, vi auguro un BUON NATALE, e se proprio “Lo Spirito del Natale” non dovesse arrivare, potrete sempre ritrovarlo nel romanzo “A Christmas Carol”, di Charles Dickens.

 

Già da un po’ le nostre case sono piene di addobbi natalizi e luci dai mille colori, che affascinano i nostri bimbi come ne eravamo affascinati noi da piccoli. Quello che piace però non sono gli oggetti che disseminiamo per le stanze, siano essi presepi, alberi o i più deliziosi pupazzi e angioletti, ma è l’«atmosfera» che si crea, un clima di festa, di calore, di famiglia. E anche di attesa. Si attende un giorno particolare, un giorno in cui nasce un Bimbo. 

Sin dai primi anni è possibile far capire ai nostri piccoli il vero significato di questa festa cristiana, al di là dei regali e dei panettoni. Anche se all’inizio non capiranno granché, nel corso degli anni il semino che con costanza abbiamo seminato in loro non andrà perso e, quando saranno in grado di comprendere tutto per intero, non faranno fatica ad indirizzare il loro sguardo al cuore del Natale. 

Se ci pensiamo bene, per loro non è un trauma sapere che Babbo Natale non esiste, a meno che non glielo abbiamo fatto credere per diversi anni…o precisamente fino a quando non ci hanno scoperti una bella notte a mettere il loro regalo sotto l’albero, il presepe o il loro letto. Ma se da subito spieghiamo loro gli elementi della nostra Fede, cioè che Babbo Natale con la slitta è una bella storiella, mentre la nascita di Gesù Bambino è una bellissima realtà, non li stiamo privando della magia del Natale, anzi stiamo facendo loro un bel dono! Li stiamo attrezzando a non rimanere vuoti e nostalgici quando tutte le luci cesseranno, perché sapranno che esse sono un contorno che va e viene, mentre l’essenza rimane, dato che è una Persona con cui possono parlare tutto l’anno. 

Nulla ci vieta di raccontare di camini e befane, ma anche Gesù Bambino è poetico con il suo compleanno innevato del 25 Dicembre, con i suoi doni ricevuti inaspettatamente da quei re sconosciuti (anche Lui è Re, solo un po’ diverso!), con la sua stella che splende notte e giorno, con il suo Angelo che lascia il Cielo per annunciarne l’arrivo. E chi  più ne ha più ne metta, tutto sta negli occhi che guardano le cose. 

Sicuramente più in là i nostri figli non verranno delusi da questo Gesù che muore sulla Croce, anzi, un Uomo-Dio che fa questo per Amore fa una bella concorrenza ai migliori eroi dei cartoni.

E se ci sembra che alle loro orecchie il nostro sia solo un “bla bla bla”, quando meno ce lo aspettiamo ci stupiranno con il loro saper mettere in pratica meglio di noi; magari un giorno torneranno dalla festa di Natale della scuola raccontandoci che hanno giocato con Jazir con cui non sta mai nessuno, perché non potevano vederlo triste e per regalare il suo sorriso a Gesù Bambino, visto che non è giusto andare alle feste di compleanno senza un pensierino per il festeggiato! Tutto sta negli occhi che guardano le cose e i più puri, semplici e veri sono quelli dei nostri cuccioli, loro non vedono tanti fronzoli!

Del resto se veramente per noi la nascita di un Bambino ha cambiato la storia del mondo e della nostra vita, non possiamo non parlarne in famiglia. Il seguito lo farà Lui, si sa che tra bambini si capiscono meglio!

 

Anche quest'anno siamo arrivate a dicembre e, senza neanche rendercene conto, è già scattata la caccia ai regali di Natale. Nei supermercati imperversano fiumi di persone spesso disorientate, che finiscono per comprare regali poco pensati, giusto per togliersi il pensiero. 

Quest'anno che ne dite di rifletterci su e di smetterla di regalare sempre le solite pantofole o il classico pigiama? Con questa piccola guida si spera di fare un po' di ordine nell'ammasso di idee-regalo con cui veniamo a contatto ogni giorno, specialmente nei periodi di festività.

 

 

 

 

Elettronica. 

Fotocamere, tablet, smartphones, PC, consolle interattive quali ps3, wii, xbox, nintendo 3ds e i loro rispettivi giochi.

  • PER CHI. Si tratta di una categoria che abbraccia un'ampia sfera di potenziali destinatari, anche se al suo interno ci sono alcune distinzioni: ad esempio le consolle e i giochi per consolle sono più indicate per bambini o adolescenti, mentre una fotocamera potrebbe essere un regalo utile ed interessante anche per persone più adulte. 

I regali di tipo elettroncio, in ogni caso, sembrano essere più richesti da un pubblico maschile.

 

  • PRO. Sono regali di valore, che si pressupone durino per almeno qualche anno. Sono oggetti delicati.

 

  • CONTRO. Il costo è decisamente elevato. Per un budget di poche pretese, il consiglio è quello di limitarsi all'acquisto di accessori, come cover colorate per cellulari, schede di memoria esterna per gli appassionati di computer, custodie per tablet o PC e così via.

 

 

Abbigliamento/accessori. 

Maglie, maglioni, magliette, cardigan e leggins; ma anche collane, bracciali, orecchini. 

  • PER CHI. Si tratta di un tipo di regalo apprezzato in particolar modo dalle fanciulle; infatti sono pochi gli uomini davvero entusiasti nello scartare una polo o una cravatta. Una bella camicetta per l'amica o una giacca pregiata per la mamma sembrano essere la scelta migliore. 

 

  • PRO. L'abbigliamento è un settore estramente vario e versatile: si possoo accontentare anche le più esigenti con poche occhiate: basta una giornata di shopping e tante domande come "cosa ne pensi di questo trench?" e attendere una risposta illuminante. Lo stesso vale per gli accessori.

 

  • CONTRO. Se non si conosce bene la persona a cui si fa il regalo, c'è il rischio di non indovinare i suoi gusti personali; inoltre, se non vediamo la persona in questione da molto tempo, non osiamo con un pantalone ultra stretch: potrebbe aver cambiato taglia. Nel dubbio, meglio optare per una collanina.

 

 

Profumeria.

Dior, Lancome, Calvin Klein, Gucci. E ancora sottocategorie, Flora by Gucci, Gucci Woman, Gucci Flower. Per non parlare delle acque profumate per il corpo, i balsami, le lozioni. La scelta è vastissima.

  • PER CHI. E' il classico regalo unisex. Non è ovviamente ideale per i bambini, che di un profumo o di un'acqua profumata non sanno proprio cosa farsene, ma dall'età adolescenziale in su è una buona scelta. 

 

  • PRO. Un profumo, specialmente se di marca, è sempre un regalo apprezzabile. E' poco impegnativo e si può acquistare anche all'ultimo momento. 

 

  • CONTRO. C'è il grosso rischio di non azzeccare il gusto. Il profumo si indossa come un capo d'abbigliamento e deve calzare a pennello: se non siamo sicuri che una certa fragranza possa piacere, ci conviene cambiare cadeau. Inoltre, potrebbe risultare banale. 

 

 

Pacchetti vacanza. 

Si tratta di pacchetti prepagati, spesso per due persone, che consentono a chi li riceve di trascorrere una notte in un hotel a scelta da una lista, di vivere un'esperienza sportiva (come vela o deltaplano) o di rilassarsi in un percorso benessere in una SPA. 

  • PER CHI. Dato che questi pacchetti sono spesso pensati per due persone, è il regalo ideale per una coppia di amici o parenti che amano trascorrere del tempo insieme o che vorrebbero ritagliarsene un angolo tutto per loro. 

 

  • PRO. Spendendo poco, si può regalare un'esperienza innovativa e un piccolo momento di relax dallo stress quotidiano. 

 

  • CONTRO. C'è il rischio che il pacchetto scada senza venire utilizzato, per mancanza di tempo o disattenzione.   

 

 

Regali fai-da-te.

Braccialetti intarsiati con stoffe colorate o ricavate da cerniere, collane di pizzo o camicette ricamate a mano, suppellettili dipinti.

  • PER CHI. I destinatari di questo tipo di regalo devono essere persone con cui si ha una certa confidenza: sì per amici o amiche, mamme o papà, ma no per cugine lontane o cognati esigenti.

 

  • PRO. Senza dubbio, si tratta di un tipo di regalo molto originale, anzi unico. E' un gesto davvero apprezzabile quello di donare ad un amico o parente qualcosa fatto dalle nostre mani: è un chiaro segno di affetto, ricco di volontà di condividere un pezzetto di noi stessi.

 

  • CONTRO. E' necessario che tra noi e la persona a cui vogliamo fare il regalo ci sia una grande sintonia: in caso contrario, il nostro dono potrebbe risultare fuori luogo o addirittura deplorevole, in quanto avente uno scarso valore materiale. 

 

E infine per ultimi, ma non per importanza, ci sono i regali personalizzati, quelli studiati a seconda degli specifici interessi dei nostri amici e parenti: per l'amica patita d'arte è perfetto quel libro sul Surrealismo di cui vi aveva tanto parlato; per la mamma alla moda quella borsa che aveva visto un giorno in vetrina; per il fidanzato sportivo quell'orologio subacqueo che aveva cercato disperatamente durante una giornata di shopping insieme.

 

Insomma, ci si può davvero sbizzarrire con i regali; e poi il proverbio ci insegna che "non è il regalo che conta, ma il pensiero". Eppure, se si vuole davvero fare centro, occorre fare qualcosa che non tutti riescono facilmente e che si dovrebbe fare non solo a Natale: ascoltare l'altro.