29 Mag

L'Olio di palma non vale una foresta

Scritto da  |

L’agro-business delle piantagioni di palma da olio deve finire. Nelle Filippine, 50.000 ettari di terra atavica, da sempre appartenuta agli indigeni, sono già stati sottratti alla foresta tropicale da parte di grandi compagnie dedite alla commercializzazione globale dell’olio di palma. Altri 40.000 ettari, nonostante l’UNESCO abbia dichiarato, nel 1990, l’isola di Palwan riserva della biosfera, stanno per subire la stessa sorte. I politici locali sanno ben parlare e propagandano la necessità di favorire la monocoltura della palma da olio per fronteggiare, dicono, la povertà: più lavoro per tutti e meno quantità di olio da importare. “Il governo assicura che la palma da olio ci darà il benessere – Dice Artiso Mandawa, Direttore della Rete Indigena ALDAW – Promettono posti di lavoro e introiti regolari che lo stile di vita tradizionale agricolo non può garantire. Però succede il contrario, siamo sempre più poveri”. Uno stile di vita tradizionale, quello degli indigeni, di certo naturale e semplice, che è riuscito nel corso del tempo a mantenere intatta una biodiversità unica e importante. Nelle mangrovie e nelle straordinarie foreste tropicale vivono 49 specie animali e 56 specie vegetali, oggi minacciate di estinzione proprio dalle grandi compagnie di sfruttamento agricolo intensivo. “Abbiamo sempre vissuto in queste terre, abbiamo piantato alberi da cocco, riso e verdure, abbiamo ricavato frutta e materiale da costruzione nella foresta, come il bambù. Però, le compagnie che sono arrivate hanno tagliato i nostri alberi e distrutto i nostri campi. Non rispettano neanche le tombe e i luoghi sacri degli abitanti ancestrali – Lamenta Panglima Kalib, un piccolo agricoltore indigeno – Nessuno ci ha chiesto se eravamo d’accordo”. Su l’isola di Palwan, a breve, saranno abbattuti centinaia di alberi, per far posto alle monoculture di palma da olio. Quindi, come se la ‘dichiarazione’ del 1990 non fosse mai stata fatta o non avesse alcun valore, la natura e suoi antichi quanto preziosi equilibri tropicali, soccomberanno, come sempre, sotto il peso dei soliti interessi economici ... come sempre, eh già! …
Una foresta vale più della palma da olio. Firma la petizione, Agisci Ora, su www.salviamolaforesta.org

 

ricetta-marmellata-pomodori-verdi

 

Marmellata di pomodori verdi

Ingredienti:
- 1 Kg di pomodori verdi;
- 600 gr di zucchero;
- 1 limone;
- 2/3 mele.
Preparazione:
Lavare i pomodori, sbollentarli, pelarli e poi tagliarli a pezzetti non troppo piccoli, avendo cura di togliere i semi. Sbucciare il limone, facendo attenzione a non prendere la parte bianca, spremerlo e tenere il succo da parte; prendere la buccia e tagliarla a strisce sottili. Mettere i pomodori in un’insalatiera, ricoprirli con lo zucchero, versare sopra il succo di limone e lasciarli macerare per 12 ore. Sbucciare le mele, eliminando il torsolo e i semi, e tagliarle a piccoli pezzi. Porre i pomodori macerati in una pentola, unire i pezzi di mela, la buccia tagliata del limone e cuocere a fuoco medio, mescolando con un cucchiaio di legno. Quando la marmellata sarà pronta, versatela in barattoli di vetro , chiudete ermeticamente e lasciate riposare per un mese, prima di proporla come un originale dessert.

 

Scopri qui tutti gli articoli del MercolediVeg

 

Letto 1928 volte
Vota questo articolo
(4 Voti)
Alessandra Verducci

Nata a Roma, è regista e autrice televisiva e teatrale. Ha lavorato anche nella redazione del telegiornale "Dentro la Notizia" e dei programmi Anni ’80; "Miti, Mode e Rock'n Roll" e "Accadde Domani". Ha scritto e messo in scena un monologo dedicato a Gino Paoli, realizzato reportages per RAI 1 e vari documentari industriali.

Nel 2011 ha pubblicato con Edizioni Progetto Cultura il libro "Dietro il buio" una fiaba che prosegue ed evolve in "Chiron nel regno di Darkan" il secondo libro pubblicato a dicembre 2012.