Alessandra Verducci

Alessandra Verducci

Nata a Roma, è regista e autrice televisiva e teatrale. Ha lavorato anche nella redazione del telegiornale "Dentro la Notizia" e dei programmi Anni ’80; "Miti, Mode e Rock'n Roll" e "Accadde Domani". Ha scritto e messo in scena un monologo dedicato a Gino Paoli, realizzato reportages per RAI 1 e vari documentari industriali.

Nel 2011 ha pubblicato con Edizioni Progetto Cultura il libro "Dietro il buio" una fiaba che prosegue ed evolve in "Chiron nel regno di Darkan" il secondo libro pubblicato a dicembre 2012.

L’Europa ha detto basta ai test cosmetici sugli animali.

 

Una decisione storica che arriva dopo 23 anni di lunghe e determinate battaglie animaliste. Il processo che ha permesso di arrivare all’11 marzo 2013, data d’inizio del divieto assoluto ai test, è stato molto graduale. Senza spingerci troppo in là, partiamo dalla sera del 4 aprile 2001 quando, a Strasburgo, il Parlamento europeo adottava una proposta di legge che modificava, per la settima volta, la direttiva sui cosmetici. L’intento era di ribadire il ‘NO’ dell’Unione Europea ai test e alla commercializzazione, già vietata dal 1998, di quei prodotti sperimentati all’estero e poi venduti in Europa. La proibizione a testare i cosmetici sugli animali sarebbe dovuta entrare in vigore entro cinque anni, entro quindi il 2006, e uno degli emendamenti obbligava a scrivere con un messaggio ben visibile, che avrebbe dovuto occupare non meno del 20% dello spazio sull’etichetta, TESTATO SU ANIMALI. Le cose poi, sia per il divieto a testare sia per la dicitura sull’etichetta, non rispettarono, nella quasi totalità dei casi, né i tempi né gli obblighi. Solo nel 2009, alla fine, si riuscì a far osservare il divieto: niente più test sugli animali (test relativi ai singoli ingredienti del prodotto finito) né vendita, sul territorio comunitario, dei cosmetici con ingredienti sperimentati fuori dell’Europa. Ma, sempre nel 2009, erano ancora esclusi dalla restrizione i cinque test più invasivi e largamente praticati: tossicità riproduttiva, tossicocinetica, tossicità per uso ripetuto, inclusi cancerogenicità e sensibilizzazione cutanea. Solo ora, nel 2013, è stata proibita la pratica anche di questi ultimi cinque test. Fine, dunque, senza nessuna eccezione, alla sperimentazione cosmetologica sugli animali. Sicuramente, l’Unione Europea ha preso un’iniziativa che avrà ripercussioni a livello mondiale. Come afferma Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente: “ (…) Le aziende cosmetiche utilizzeranno altri metodi per testare i loro prodotti, diventando così un esempio per tutti i settori che continuano, invece, a utilizzare lo strumento della sperimentazione, infliggendo agli animali terribili sofferenze. L’Europa l’ha capito, ora spetta agli altri paesi rompere questo tabù e perseguire la strada dell’innovazione.”. La speranza più grande, adesso, è che l’Europa continui ad aver voglia di rinnovarsi e dica “basta”, per prima, anche alle altre orribili pratiche di sperimentazione animale. Ricordiamo che la raccolta delle firme su www.stopvivisection.eu, attuata in ogni dove su tutto il territorio comunitario, si chiuderà a fine ottobre 2013… La firma di questa Europa siamo Noi.


MercoledìVeg con gli Spaghetti alla CarbonaraVeg proposti da L’Ortolano Vegano,

un agriturismo molto particolare gestito da Lia e Nico, due persone che tempo fa hanno deciso di cambiare stile di vita.

Ingredienti e dosi per 4 persone:


-olio di oliva extra vergine;
-1 cipolla bianca dolce;
-1 panetto di tofu affumicato;
-2 bustine di zafferano;
-1 conf. panna di soya;
-400 gr spaghetti integrali;
-lievito alimentare in scaglie;

(tutti gli ingredienti si intendono da produzione biologica)

 


Imbiondire la cipolla in 1 cucchiaio abbondante di olio, successivamente, aggiungere il tofu tagliato a cubetti e tenere sul fuoco per pochi minuti, unendo a fine cottura panna e zafferano.
Nel frattempo, in abbondante acqua, cuocere gli spaghetti e dopo averli scolati, al dente, farli saltare per alcuni minuti nel sugo precedentemente preparato.
Servire caldo con aggiunta di lievito alimentare in scaglie.
Buon appetito.

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Qui altri articoli del Mercoledi Veg

 

Locali Bio a misura d'uomo. 

Lungo una stradina di Bracciano, tra piccole case tipiche di uno storico paese, c’è un portoncino con una finestrella sulla sinistra. A guardarlo per la prima volta, da fuori, questo carinissimo locale sembra un’abitazione privata, ma una luce, non troppo accesa, illuminando soffusamente il nome, La Zuccallegra, toglie ogni dubbio. E già da qui, ti rendi subito conto che l’apparire, per la Zucca, poco conta e il farsi notare è certamente traslato nel più interessante farsi scoprire. Conoscere Lia, chef-VEGetariANA, e rimanere a parlare con lei fino a tarda sera, è stata una piacevolissima scoperta ed esperienza. Il locale è piccolino, colorato di arancione e pieno di zucche. I posti a sedere sono 20 e Lia non ama fare “turnazioni”. I suoi ospiti sono tutti speciali ed è normale che, sia a pranzo sia a cena, rimangano con serenità seduti a tavola per tutto il tempo che desiderano. Anche qui, fortunatamente, tutto va oltre le pesanti e ormai stantie leggi economiche del solo guadagno e la qualità, dunque, supera di gran lunga la quantità. L’esoterica Lia ha aperto questo magico posticino il 15 giugno 2011, durante il periodo di luna piena, come tiene a sottolineare lei stessa. Ottima cuoca da sempre, prima di fare della sua cucina Veg un mestiere, ha proposto per alcuni anni sani prodotti bio nel suo negozio, oggi chiuso. Parte di quel negozio, però, l’ha poi portato e allestito lungo una parete del ristorante ed è possibile, quindi, anche ora, andarla a trovare solo per farsi consigliare e acquistare qualcosa di diverso e genuino da riportare a casa. Da Lia la materia prima è quasi tutta biologica, quasi, perché parte delle verdure le prende in un piccolo mercato contadino, ideato da Genuino Clandestino, dove si trovano solo prodotti di stagione e rigorosamente coltivati da “veri” contadini. Lia fa la spesa anche al mercato locale di Bracciano cercando, però, di sapere sempre da dove arrivano i prodotti messi in vendita sui banchi. Comunque, a La Zuccallegra frutta e verdura sono a Km0, le birre artigianali e i vini, sapientemente curati dal socio intenditore Claudio, tutti biologici e senza solfiti. Il menu è giornaliero e spesso cambiato dal pranzo alla cena. I piatti, inventati sul momento e decisamente abbondanti, arrivano sulla tavola pieni di colori e allegria. Lia lo ripete spesso: ”Il cibo che servo è una forma di comunicazione e quello che desidero è comunicare allegria. I miei piatti devono far ridere”. Capite bene che le premesse sono ottime per passare una serata mangiando, bevendo e sorridendo con il cuore. Ed io ho sorriso parecchio quando la gentilissima Lia ha portato sulla tavola, apparecchiata per due, con calici di vino rosso, candela e carte divinatorie Wicca, i coloratissimi Arancini de La Zuccallegra, un piatto buonissimo e di certo colorato. E’ il piatto che Lia mi ha proposto di suggerirvi, con la certezza di portare sulla vostra tavola molta allegria.

 

ricetta-arancini-zuccallegra

 

 

ARANCINI ZUCCALLEGRA. 

Ricetta de La Zuccallegra ( Via G. Tamburri,9 Bracciano (RM); info 393/1588184 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)
Ingredienti per 4 porzioni:
- Riso Basmati 300 gr;
-Tofu 200 gr;
- Zucca 800 gr;
-Olive nere denocciolate 100 gr;
- 2 Carciofi;
- 2 Carote;
- 1 Porro;
- Salvia;
- Rosmarino;
- Alloro;
-Curcuma;
- Peperoncino;
- Timo;
- Dado vegetale bio senza Glutammato;
Preparare un risotto con il dado vegetale. A metà cottura, aggiungere il tofu macinato con le olive e i carciofi (precedentemente cotti e ammorbiditi in padella). Incorporare un po’ di curcuma e aggiustare con il sale. Quando il risotto sarà cotto, lasciatelo raffreddare e formate poi degli arancini che metterete nel forno per 15 minuti a 180°.
Tagliate la zucca, le patate, le carote e il porro. Questi ultimi due, insieme al rosmarino, la salvia, il peperoncino e l’alloro, metteteli a soffriggere in una padella con l’olio extravergine d’oliva, aggiungendo un po’ d’acqua. Togliete poi gli odori e unite le patate, la zucca, il timo e un po’ di sale. Aggiungete ancora dell’acqua e tenete sul fuoco finché il tutto non sarà abbastanza morbido da poter essere frullato nel mixer per preparare una crema.
Togliete gli arancini dal forno, poneteli sul piatto da portata e condite, generosamente, con la crema calda.
Per arricchire di colore e sapore questo piatto, potete sistemare gli arancini su una base di spinaci (500 gr) lessati e ripassati con burro di soia.

 

Oggi vi invito a fare una spesa virtuale. Attraverso un gioco interattivo possiamo calcolare l’impronta di carbonio che lasciamo sulla strada della nostra vita quotidiana. Tale impronta è chiamata Carbon Footprint e indica la quantità totale di gas serra prodotta dalle sole attività umane. Entrando nel mercato virtuale, ognuno di noi potrà calcolare, facilmente, la quantità di anidride carbonica che contribuisce a produrre solo facendo la spesa. Comprando un litro di latte, ad esempio, lasciamo un’impronta di carbonio equivalente a 17 Kg di Co2 nell’aria, mezzo chilo di carne confezionata è pari a 165 Kg di Co2, mentre un pacchetto di caffè da 1 Kg vale 74 Kg di Co2. Tanto per capire meglio lo sproporzionato consumo energetico dei tempi moderni, basta pensare che nelle società pre-industriali, l’energia spesa per produrre un alimento era la stessa che poi l’alimento restituiva all’organismo, quindi, il rapporto era di 1 a 1; oggi, questo rapporto è invece di 100 a 1, un prodotto, in pratica, per essere fabbricato, assorbe 100 volte più energia di quella che riesce a restituire nel momento in cui è consumato. Grazie al sito www.improntawwf.it, possiamo ora divertirci a fare la nostra spesa virtualmente e valutare poi quanta anidride carbonica “compriamo”, chissà, magari ci viene voglia di modificare le nostre abitudini di consumo, togliendo così un po’ di emissioni nocive dal nostro stile di vita. E tanto per rimanere in tema di cambiamento, abbiamo la possibilità di ridurre il peso dell’anidride carbonica anche iniziando a viaggiare in modo alternativo. Oltre a utilizzare di più i mezzi pubblici, si può ricorrere al car-pooling (www.carpooling.it) e al car-sharing (www.carsharing.roma.it, questo è di Roma, ma ne trovate uno in ogni città), due modi di viaggiare risparmiando e, soprattutto il primo, di conoscere nuovi amici.

 

Mercoledì Veg con la PIZZA IN PADELLA

di Eleonora Fabrizi

 

Ele mi ha inviato molte ricette, ho scelto questa perché è la preferita da sua figlia Giulia e perché, dolce nostalgia, le ricorda i sereni pomeriggi d’estate a fare merenda con la nonna.


Ingredienti per 4/5 pizze:


- 400 gr di acqua;
- 600 gr di farina 0 (si può fare anche con manitoba);
- un cucchiaio di malto d’orzo (va bene anche il miele);
-200 gr di lievito madre;
- olio extravergine d’oliva;
- rosmarino;
- zucchine (o altro a vostra scelta);

 

 

Preparazione


In una ciotola capiente, sciogliere nell'acqua il malto e il lievito. Aggiungere, un po’ alla volta, la farina setacciata e salare. Impastare il composto per circa 10 minuti, ricoprirlo con la pellicola trasparente e riporlo al riparo da correnti. Di norma, un buon lievito madre garantisce il raddoppio dell’impasto in 3 ore. Trascorso il tempo necessario al raddoppio, porre l’impasto sul piano da lavoro, precedentemente infarinato, e lavoralo ancora qualche minuto, quindi rimetterlo nella ciotola e sempre al riparo. Quando sarà cresciuto nuovamente è pronto per essere cucinato. Prenderne allora una quantità grande circa quanto una palla da tennis e stenderlo con il mattarello sulla spianatoia infarinata. Lo spessore dovrà essere di ½ cm e il diametro equivalente a quello della padella in cui sarà cotto. Mettere ora la padella sul fuoco con un giro d’olio d’oliva extravergine e una presa di rosmarino. Quando l’olio è ben caldo, adagiate la pizza nella padella, aspettate che il lato in cottura sia dorato, poi girate dall’altra parte. Servite subito, spolverando con un pizzico di sale.
Questa pizza rustica è un ottimo antipasto da gustare insieme alle verdure grigliate come, ad esempio, delle zucchine condite con olio extravergine d’oliva e rosmarino.

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Scopri le altre ricette del Mercoledì Veg

 

 

Il ristorante Vegano per tutti, animali compresi. 

Quel giorno ero stata invitata a pranzo. Come il solito, sono uscita da casa all’ultimo minuto e in più, lungo la strada, un rallentamento mi ha fatto perdere altro tempo. Miseria! Non volevo arrivare troppo tardi. Ho iniziato ad agitarmi un pochino ma, improvvisamente, la fortuna mi si è seduta accanto, ribaltando l’intera situazione. Una strada a scorrimento veloce, della quale ignoravo l’esistenza, ha accelerato magicamente il mio passo e poi, arrivata a Mentana, ho trovato parcheggio a pochi metri dal delizioso ristorantino I Sapori di Liila. Alimentazione, Amore, Armonia sono le parole che si leggono sulla porta d’ingresso e ti danno il benvenuto. Un buon inizio, mi sono detta contenta, mentre suonavo il campanello. Liila, nome che in sanscrito vuol dire gioco divino, è apparsa dalla cucina sorridendo. Ha aperto la porta e con estrema cortesia mi ha invitato a entrare. L’ambiente è notevolmente curato, ben rifinito e piccolino. Inizio a capire, ma già era un sospetto, che più questi posti sono piccoli e più è facile che abbiano dentro tante sorprese meravigliose. Una di queste sorprese è lei, Liila, la proprietaria, vegan-chef, insegnante di yoga, amante degli animali e persona caratterizzata da una spiccata sensibilità, per tutto. E’ un piacere ascoltarla, mentre comincia a propormi degli squisiti e abbondanti assaggi della sua cucina. Qui si mangia solo vegano. Tutte le verdure, rigorosamente bio e di stagione, sono reperite a km 0. Il resto arriva da fornitori più grandi, sparsi in tutta Italia, e conosciuti personalmente. Come vegan-chef, naturopata e specializzata in alimentazione naturale, Liila immagina, inventa e crea i suoi particolari piatti, facendoli poi ruotare su un menu fisso, a 25.00 euro, che cambia due volte a settimana. E, per evitare di portare in tavola le pietanze della volta prima, ha un registro, dove segna il nome di tutti i suoi ospiti e quello che hanno mangiato: “Quando tornano a trovarmi, mi fa piacere suggerire piatti nuovi che ancora non hanno assaggiato”. E’ necessario prenotare il tavolo, sia per pranzo sia per cena, ma se vi trovate a camminare da quelli parti per l’ora del tè o volete sorseggiare una buona e sorprendente tisana, come il fiore del tè, detto anche amore a prima vista, con piacere, ad accogliervi, troverete di certo un amichevole sorriso. Ah! Quasi dimenticavo. Nel menu vegano di Liila, ci sono anche due voci specifiche: crocchette e snack a forma di osso per gli amici a 4 zampe. Ad averlo saputo prima, avrei portato con me Smaller, uno dei miei cani; fa niente, sarà per la prossima volta.

Liila mi ha fatto assaggiare molte cose, tutte buone e saporite. Tra queste, una in particolare mi ha reso felice:

il MUFFIN DI PATATE E CAVOLFIORE.

 

muffin-patate-cavolfiore

 

 

Questa è la ricetta:
Ingredienti x 4 persone:
 300 gr di patate
 300 gr di cavolfiore
 ½ carota
 1 gambo di sedano
 Olio
 Sale
 1 cucchiaio di pangrattato
 1 cucchiaio di lievito in scaglie

Preparazione

Cuocere a vapore (o lessare) le patate.
Mettere in un tegame il cavolfiore con la carota e il sedano, tutto tagliato a pezzetti. Aggiungere un cucchiaio di olio, sale, ½ bicchiere d’acqua e cuocere con il coperchio a fuoco medio fin quando il cavolfiore non è ben cotto.
Schiacciare e condire le patate con olio e sale, unirle al cavolfiore schiacciato anch’esso con la forchetta.
Unire il pangrattato con il lievito in scaglie.
Ungere con olio delle formine per muffin, spolverarle con il composto di pangrattato e lievito e riempirle con il composto di patate e cavolfiore.
Cuocere nel forno a 200° fino quando non si forma sopra la crosticina.
Togliere poi le formine dal forno e solo quando si sono raffreddate un po’, altrimenti non mantengono bene la forma e rimangono attaccate al contenitore, svuotarle e disporre i muffin sui piatti da portata.

 

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