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Come ci comportiamo con lo smartphone in vacanza. 


Nonostante l’alternarsi di ripetute perturbazioni che continuano ad interessare il Bel Paese, con il maturare della primavera si inizia a pensare alle prossime vacanze estive e si organizzano gite all’aria aperta. Sia che si tratti di un’uscita di poche ore che di qualche giorno, il must have a cui non si rinuncia è indiscutibilmente il proprio dispositivo mobile.
ALK Technologies, leader nello sviluppo di applicazioni per la navigazione satellitare mobile, ha indagato le abitudini e le preoccupazioni maggiori degli italiani in viaggio all’estero nonché il rapporto con il proprio telefonino.

Il dato che emerge - e non stupisce - è l’ormai conclamata affermazione degli smartphone: ben il 95% del campione intervistato si è convertito a questo strumento “intelligente”. Ma smartphone significa navigazione web e utilizzo di app. La preoccupazione relativa alla spesa per la connessione, in particolare quando si è all’estero, caratterizza addirittura il 91% degli italiani. Dato che diminuisce di pochi punti percentuali circa coloro che disattivano il roaming una volta varcate le frontiere italiane (87%), anche se addirittura il 49% dichiara di aver in ogni caso superato in qualche caso le soglie previste dal proprio contratto negli ultimi 12 mesi.

Ma a cosa non rinunciano gli italiani quando si trovano all’estero? Con ampio margine le e-mail si confermano al primo posto (80%) seguite dai social (70%), segno che ormai il concetto di “always on” è difficile da combattere. Tra le app più gettonate, largo consenso anche alle mappe (40%), molto utili in particolare quando si viaggia in zone poco note. Sia per scovare rotte e strade ma anche per ricevere le ultime informazioni su punti di interesse e molto altro.

Proprio per rispondere a questa esigenza di potersi connettere e ottenere informazioni circa località o itinerari, non dovendo però incorrere in bollette da capogiro, CoPilot® Live - la pluripremiata applicazione di navigazione satellitare – si è da sempre contraddistinta per funzionare in modalità offline. La app permette, infatti, di usufruire di pressoché tutti i servizi come la consultazione di mappe, la ricerca di punti di interesse o di itinerari, senza il bisogno di un collegamento internet, caratteristica decisamente utile all’estero ma non solo. Poter disporre di un supporto di navigazione è utile non solo in auto, ma anche in bicicletta o per tragitti a piedi; avere la garanzia di una app sempre a disposizione che non consuma traffico dati e batteria è decisamente un valido aiuto.

 

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“Le vacanze si avvicinano e la voglia di partire anche. In questo periodo storico non si può però non tenere conto anche dei costi. Poter contare su un efficace supporto per migliorare i nostri soggiorni, anche all’estero, è una comodità. Per questo siamo sempre in continuo lavoro per garantire una totale navigazione offline, caratteristica molto richiesta dall’utenza” afferma David Quin, Head of Consumer Applications, ALK Technologies.

Già attive per le piattaforme iOS e Android, le applicazioni CoPilot® Live™ Premium, la versione a pagamento con navigazione GPS e informazioni sul traffico real-time e CoPilot® GPS, la versione free che fornisce funzionalità di pianificazione dei percorsi e mappe, saranno disponibili dall’estate anche per Windows 8.

Non resta quindi che scaricarla e mettersi in moto!

 

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Il colore conta! 


Diciotto anni fa, una sentenza americana divenne storica in quanto la Corte Suprema cambiò per sempre il significato commerciale del colore asserendo, per la prima volta, che il colore potesse diventare un marchio registrato . Da allora i più importanti brand mondiali hanno iniziato la loro corsa per accaparrarsi colori specifici – dall’inconfondibile suola rossa di Louboutin alle confezioni viola di Cadbury fino alle iconiche scatole verdi di Tiffany.


Il 2013 segna l’anno del 50° anniversario di Pantone. Nell’ultima metà di secolo, il Pantone Color Institute® è stato ripetutamente testimone di continue reinvenzioni del colore, rendendo evidente il fatto che il suo utilizzo va ben oltre le linee produttive.

 

Il costante ruolo predominante del colore: la storia del colore negli ultimi 50 anni. 

 

Per non cadere in una visione semplicistica del colore, i designer devono anche tener conto di come le trasformazioni sociali plasmino il nostro rapporto con il colore e influenzino le tendenze cromatiche. Per illustrare questa dinamica, abbiamo preso in considerazione dei momenti iconici nella nostra recente storia del colore.

 

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Anni ‘60: La cultura giovanile divampa alla fine di questo decennio e “sesso, droga e rock 'n' roll”sono all’ordine del giorno. Dalla swinging London fino ad Haight-Ashbury, il culto di Mondrian, Jimi Hendrix e Janis Joplin, la musica e le droghe psichedeliche hanno ridato vita ai colori come non si era mai visto prima.
o Colori: PANTONE® 17-1937 Hot Pink, PANTONE 16-1362 Vermillion Orange, PANTONE 15-6437 Grass Green, PANTONE 13-0859 Lemon Chrome, PANTONE 16-4529 Cyan Blue, PANTONE 19-3438 Bright Violet


Anni ‘70: La recessione degli anni ‘70 ha riportato la gente verso valori più sobri e legati alla terra e la temuta parola “A” – avocado – ha fatto la sua comparsa sia nel mondo della moda che del design, in particolare in cucina.
o Colori: PANTONE 18-0430 Avocado, PANTONE 17-1544 Burnt Sienna, PANTONE 19-1116 Carafe, PANTONE 16-0948 Harvest Gold, PANTONE 18-1248 Rust, PANTONE 19-4329 Corsair


Anni ‘80: Il boom economico di quegli anni ha proclamato il ritorno ai colori vivaci. Le stravaganti cacofonie fashion di Christian Lacroix e Jean-Paul Gaultier hanno dato libero sfogo ai colori appariscenti al limite del buon gusto. Con l’avvento di MTV, i ragazzi guardavano e imitavano il modo di vestirsi di pop star come Michael Jackson e Madonna. Allo stesso tempo, nelle case, i designer hanno ribaltato la tavolozza dei colori per le persone che avevano optato per i colori avocado e delle spezie e l’America è impazzita per il color malva.
o Colori: PANTONE 15-3620 Lavendula, PANTONE 18-3224 Radiant Orchid, PANTONE 16-2111 Mauve Orchid, PANTONE 19-1663 Ribbon Red, PANTONE 19-3955 Royal Blue, PANTONE 17-2624 Rose Violet


Anni ‘90: La recessione economica alla fine degli anni ‘80 ha aperto la strada ai colori sporchi del movimento “grunge” nato a Seattle all’inizio degli anni ‘90. Il verde, un colore diventato importante con il movimento ecologista negli anni ‘60, si accosta ai toni acidi del lime e del verde pallido. I puntocom cominciano a sgretolarsi e incombe il 2000. Fioriscono i centri benessere e i designer imbottigliano l’acqua che scorre libera. Puntando sul fattore sicurezza che conferisce al blu un senso di pace e tranquillità, Pantone proclama Cerulean Blue, colore del cielo e del mare, come “Colore del Millennio”.
o Colori: PANTONE 14-0105 Overcast, PANTONE 17-1118 Lead Gray, PANTONE 16-0540 Oasis, PANTONE 14-0754 Super Lemon, PANTONE 16-1452 Firecracker, PANTONE 16-4725 Scuba Blue


Anni 2000: Questo decennio segna il ritorno ai toni neutri o ai colori decisi che fanno degli anni Duemila il perfetto momento per portare sferzate di colore nelle case con accessori e piccoli oggetti. Questo consente ai consumatori di divertirsi col colore senza spendere una fortuna. Anche i toni neutri non sono affatto noiosi – tutti i grigi, i beige e i talpa non sono uguali e anche i bianchi presentano centinaia di sfumature.
o Colori: PANTONE 15-4020 Cerulean, PANTONE 19-1557 Chili Pepper, PANTONE 16-3800 Satellite, PANTONE 16-3911 Lavender Aura, PANTONE 14-0848 Mimosa, PANTONE 17-0215 Aspen Green

 

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Kitchen-sutra: che posizione prendere in cucina?

Che la cucina sia da sempre terreno di sperimentazione e inventiva è ben noto a tutti. Profumi, spezie, ingredienti afrodisiaci e fantasia permettono di spaziare con l’immaginazione e dare vita a idee sempre nuove e piccanti. JUST EAT, il colosso mondiale della consegna a domicilio, ha realizzato un’indagine per sondare gli usi alternativi di questa area della casa.

Quasi l’80% degli italiani ha dichiarato che tra pentole e fornelli si sono consumati incontri “speziati” con il proprio partner. Sorprendentemente, ad amare la cucina sono più gli uomini (82%) che le donne (73%), forse perché l’universo femminile associa questo luogo più al dovere che al piacere?

Sarà per l’atmosfera accogliente e i tanti spunti afrodisiaci e giocosi, ma quasi il 25% del campione afferma di scegliere la cucina come terreno della propria passione ben una o due volte al mese. Discreto anche il numero dei “kitchen-addicted” che intensifica questa tendenza a una o due volte alla settimana. La cucina “alternativa” in linea di massima rimane un territorio piuttosto esplorato dagli italiani che, almeno una volta nella vita, l’hanno sperimentata in versione hard (29%). Piuttosto scarsa, invece, la percentuale dei tradizionalisti che varcano la soglia di questo luogo solo per mangiare (17%).

 

Sondaggio-abitudini-sessuali-cucina

 

Seguendo questo trend, JUST EAT ha chiesto ai propri utenti quali siano le posizioni preferite cui si dedicherebbero in cucina e ha stilato la simpatica classifica del kitchen-sutra . Medaglia d’oro alla posizione dello chef (26,5%) - con una predilezione particolare da parte dei cromosomi X (29%) - per una ricetta nuova ogni sera. In seconda posizione l’impastatore, perché un uso consapevole delle mani è sempre ben gradito. Sul terzo gradino del podio la posizione del lavapiatti, perché il lavello può offrire molteplici spunti creativi. Seguono il salumiere, il pizzaiolo, l’aiuto-cuoco e il fattorino.

“Gli italiani, si sa, amano molto la cucina. Ci siamo divertiti con questa curiosa indagine a scoprirne nuovi usi.Al di là dei dati più immediati, è emerso comeil cibo abbia svariate e molteplici implicazioni sulla vita quotidiana e quanto sappia stimolare tutti i nostri sensi”, ha dichiarato Benvolio Panzarella, Direttore Generale di JUST EAT. “Mangiare insieme crea intesa e complicità e, laddove dovessero mancare tempo o doti culinarie, il nostro servizio permette di ovviare al problema in pochi semplici click”, ha concluso Panzarella.

 

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