“Se un giorno le api dovessero scomparire, all’uomo resterebbero soltanto quattro anni di vita”. Non l’ha detto uno qualsiasi ma Albert Einstein diverso tempo fa, quando le api ronzavano ancora tranquille tra campi coltivati e poco “pesticizzati”. Oggi, la tranquillità degli insetti impollinatori è davvero finita e anche noi non abbiamo molto da stare allegri. Gran parte di ciò che mangiamo, infatti, dipende dal lavoro degli insetti come le api che, svolazzando da un fiore all’altro in cerca di polline, lo distribuiscono poi in giro, permettendo a nuove piante di vedere la luce. Senza questo vitale contributo degli impollinatori, l’ecosistema subirebbe uno stravolgimento tale che sarebbe poi difficile, se non impossibile, poter riparare i danni subiti. Basta pensare che circa il 75% delle piante selvatiche non riuscirebbe più a riprodursi e che la stessa percentuale, sempre in perdita, si riscontrerebbe nelle nostre colture agricole, con un conseguente notevole calo della produttività. In particolare, sarebbero colpite le colture di fragole, mele, mandorle e pomodori. “Non possiamo permetterci di perdere le api e il resto degli impollinatori naturali – Lo dice Federica Ferrario, responsabile Campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace – “La drastica riduzione delle api è solo un sintomo di un sistema agricolo che ha fallito, basato sull’uso intensivo di prodotti chimici per servire gli interessi di potenti multinazionali. Incrementare subito metodi agricoli sostenibili è l’unica soluzione per salvare a lungo termine le api e l’agricoltura dell’Europa”. E’ fondamentale, quindi, incentivare l’agricoltura bio-ecologica che permette di eliminare, dall’odierno e globalizzato sistema produttivo di stampo industriale, l’uso di sostanze chimiche, dannose per gli animali, i vegetali e l’uomo. Così com’è fondamentale e assolutamente corretto leggere le etichette e accertarsi che i prodotti che acquistiamo non contengano sostanze chimiche dannose. Greenpeace ha elencato alcuni pesticidi, molto tossici e con effetti sub-letali e/o sistemici sulle api, che dovrebbero essere, immediatamente, vietati: imidacloprid, clothianidin, thiamethoxam, fipronil, clorpirifos, cipermetrina e deltametrina. Inutile scrivere che diverse e conosciute aziende del settore agrochimico continuano a commercializzare, a fronte di ingenti guadagni, massicce quantità di prodotti, soprattutto per l’agricoltura di tipo industriale, a base di queste sostanze nocive. Ritorniamo, quindi, alla necessità di incrementare sistemi biologici e biodinamici, legati spesso a piccole aziende agricole che si dimostrano più attente a ciò che producono e più rispettose nei confronti dell’ecosistema e della vita.

Vi segnalo e mi riservo di scriverne più ampiamente in seguito, uno degli eventi da non perdere, se si desidera conoscere l’agricoltura biologica/biodinamica, assaggiare i cibi eticamente prodotti, assaporare i vini senza solfiti e capire un po’ meglio come alimentarsi senza carne e senza troppi rischi, è L’Isola di Veg. Primo incontro italiano, ludico-informativo, per promuovere uno stile di vita in armonia con la natura e con il futuro. www.lisoladiveg.it


‘TESTO’ CON ZUCCA, una semplice e sfiziosa ricetta di Eleonora Fabrizi.

 

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Ingredienti per 4 persone:
- 1 kg di zucca;
- olio extravergine d’oliva;
- farina;
- peperoncino (facoltativo);
- sale.
Preparazione:
Tagliare la zucca a bastoncini e, una volta ottenuti, metterli sotto sale per circa un’ora. Trascorso il tempo, infarinarli bene e disporli su una teglia, cospargerli con l’olio extravergine d’oliva e aggiungere il peperoncino. Mettere poi la teglia in forno e cuocerli a 200° finché non saranno ben dorati. Togliere dal forno, tagliare il ’Testo’ in più parti e servire su un piatto da portata. Si abbina bene un vino bianco e secco. 

 

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Api robot per la sopravvivenza?

Attenzione! Stanno arrivando le api robotiche. Dato che dagli anni novanta, sia per l’incremento dei pesticidi sia per la massiccia diffusione delle monocolture OGM, le piccole e laboriose api, fondamentali per la sopravvivenza sulla Terra, si stanno estinguendo (come visto in precedenza, qui), alcuni scienziati del laboratorio di micro-robotica di Harvard, hanno deciso di lavorare su un progetto, già dal 2009, che prevede la sostituzione delle api ’nostrane’ con delle piccole macchine alate. Studiando l’organizzazione sociale delle api, supportati dalle ultime conoscenze sviluppate nel campo della biomeccanica, questi studiosi stanno realizzando dei piccoli robots in grado di volare di fiore in fiore e impollinare tutto il mondo senza subire i rischi, di estinzione, causati dai pesticidi ai piccoli insetti con un cuore vero. Sempre gli studiosi dicono che saranno anche in grado di programmare le api-robot per renderle capaci di ‘vivere’ in un alveare artificiale, comunicando e ordinando loro pure i diversi metodi d’impollinazione. I rapporti pubblicati dal laboratorio di Harvard parlano anche degli ‘usi militari’ delle api robotiche, utili per la mappatura e la sorveglianza del territorio … Non sarebbe più semplice, meno costoso e più pacifico pensare, studiare, rendere possibili dei progetti per tutelare le api rimaste, invece di inventarne di sintetiche, e assicurare così alla vita terrestre la sopravvivenza attraverso il meraviglioso e straordinario corso naturale degli eventi?

 

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Pizzoccheri alle Zucchine

(ricetta per 4 persone)

1 cipolla,
3 cucchiai di olio extravergine d’oliva,
1 tazza abbondante di passato di pomodoro o quattro pomodori freschi da sugo,
4/6 zucchine dolci,
sale,
origano,
400 gr di pizzoccheri,
3 cucchiai di gomasio.

 

Sbucciare la cipolla e farla appassire nell’olio a fuoco basso, mescolando con un cucchiaio di legno. Aggiungere il pomodoro, salare, coprire e cuocere, sempre a fuoco basso, per venti minuti. Pulire le zucchine, lavarle, asciugarle, tagliarle a quadretti e aggiungerle al sugo dopo i primi 10 minuti di cottura, insaporendo con l’origano. Mettere sul fuoco una pentola con acqua abbondante, portare a ebollizione, salare e aggiungere i pizzoccheri. Quando saranno cotti, scolarli, condirli con il sugo di zucchine e spolverarli con il gomasio.

 

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