Quali iniziative promuovere per la tutela e lo sviluppo della Cultura in Italia. 

Patria della capitale del mondo, l’Italia costituisce patrimonio antico, rinomato, per la cultura.
Terra di conquista di innumerevoli e svariati popoli , dagli Etruschi ai Cartaginesi, dai Fenici ai Greci, dagli Arabi, Angioini e Aragonesi agli Austriaci , Spagnoli e Francesi, offre ai visitatori l’opportunità di un ritorno al passato alla scoperta di antiche tradizioni e costumi.
Le bellezze e le meraviglie della Penisola vengono apprezzate e ammirate da tutto il mondo. Turisti arrivano da ogni parte del mondo per immortalare nei loro scatti panorami e opere italiane.
Bisognerebbe guardare attraverso i loro occhi i tesori della nostra terra, per comprenderne il valore, l’importanza e la necessità della loro salvaguardia: un primo passo questo forse , verso la promozione e la tutela della cultura in Italia.
Musei, biblioteche, castelli, dipinti, rilievi, musica, teatri, opere che si tramandano da secoli in secoli e che hanno contribuito alla storia dell’Italia, devono essere accuratamente custoditi, debitamente protetti dai segni del tempo, ma non negati, non privati agli avidi della conoscenza.
Aprire le porte, occorrerebbe aprire le porte e concedere il libero accesso alla cultura come pubblico bene affidando il privilegio a tutti di conoscere la storia di un Paese, conoscere un Paese, che sia il proprio o meno poco importa, nelle opere di chi l’ha vissuto e reso tale.
Sopperire a questa mancanza può significare creare incontri, occasioni nazionali e internazionali, in cui l’Italia si mobilita a mettere in mostra il suo cavallo di battaglia: l’arte, in ogni sua forma ed espressione.
Ovviare a questa mancanza può significare assegnare una sorte diversa alla cultura , diversa dalla polvere incastonata, dalle copertine incrostate, dalle pagine ingiallite, dai dipinti sopiti, dalle tele bucate, dalle statue annerite, dalle scale scricchiolanti, dalle porte serrate, dai sipari calati, dalle dimore abbandonate.
Valorizzare il patrimonio culturale richiede la partecipazione reciproca di tutti, cittadini (residenti e non) e delle rispettive sovraintendenze regionali che gestiscono i beni pubblici; richiede l’informazione , la comunicazione con il bacino delle utenze e i servizi.
Sportelli d’informazione ad esempio presenti nei centri storici delle città contribuirebbero a monitorare le visite ai principali monumenti , musei, e opere delle città da parte dei turisti, molto spesso abbandonati alle loro mappe e alle informazioni spicciole raccolte dai passanti, indicando i giorni e gli orari di apertura e pubblicizzando i servizi gratuiti e quelli non.
Ma occorrono soprattutto eventi, eventi di promozione culturale appositamente gestiti da una pubblica agenda.
Sarebbe davvero suggestivo poter partecipare alla settimana greca, alla settimana rinascimentale o medievale , inscenando e rivivendo antichi costumi, suggestivo per tutti, eventi locali che coinvolgano tutti e non solo i turisti.
Cosi come sarebbe opportuna un’opera di ripresa, restauro, ristrutturazione di monumenti abbandonati, lacerati, come il castello di Cefala Diana (Sicilia), immenso nei suoi antichi resti, imponente, eppure abbandonato.

 

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Certamente non può essere tralasciato il ruolo delle scuole in tal senso, dell’istruzione in generale. Università e scuole dovrebbero essere le prime ad attivarsi in tal senso attraverso associazioni, attività a partecipazione pubblica, fornendo opportunità concrete per la diffusione della cultura e della sua tutela.
Tutelare la cultura vuol dire difendere e rivendicare il proprio diritto alla cultura.
E’ davvero assolutamente riduttivo affidare il diritto alla cultura a dei fondi pubblici, ma è la realtà dura contro cui chi vive in Italia o chi vi giunge dall’Estero si deve scontrare.
La carenza di fondi e talvolta o soprattutto l’inefficienza della dirigenza infatti pregiudicano la corretta gestione dei beni culturali.
Si potrebbe ovviare alla questione con un ticket simbolico di un euro per il capo famiglia, o del singolo , o accompagnatore.
Promuovere la cultura attraverso un ticket simbolico, attraverso la partecipazione delle famiglie italiane e non , che però contribuirebbe a mantenere in vita il grande patrimonio artistico del Paese.


Abbiamo intervistato Gioia Lomasti, scrittrice e curatrice del sito e del blog Vetrina delle Emozioni quale luogo di espressione e condivisione di forme espressive e comunicative differenti che spaziano dalla scrittura, alla poesia, alla musica, all’arte. Dall’intervista è emersa una passione per la scrittura e per la bellezza in ogni sua forma.
Buongiorno Gioia, ti ringraziamo in anticipo per la disponibilità ed il tempo dedicato a quest’intervista. Assieme a Marcello Lombardo ed i tuoi collaboratori curi da anni il sito http://www.vetrinadelleemozioni.com/ Com'è nato questo sito e quali sono i suoi obiettivi?

Buongiorno Mara, ti ringrazio davvero molto per questa intervista in quanto mi auguro sia di buon auspicio sulle basi di ciò che andrò ad evidenziare. Ti illustro cosa vuole rappresentare il nostro canale web Vetrina delle Emozioni: il sito nasce da una sinergia di gruppo, quali affezionati amici che risiedono in molte parti d’Italia ed all’estero e che attraverso la rete vogliano darsi manforte sostenendosi reciprocamente per l’arte che ci accomuna. L’idea accresce sino a consolidarsi in un canale di incontro artistico culturale, incentrando un punto di forza e di maggior rilievo basato soprattutto sulla visibilità degli emergenti. Nel nostro piccolo vorremmo poter accrescere le fondamenta per forme di supporto che a mio parere reputo espressioni d’anima e di Emozione pura, diamo risalto alla poesia e alla prosa, alla musica e ai cantautori, alla pittura sino ad estendere a tutto ciò che l'estro umano vuole comunicare attraverso tali sinergie.
Sul vostro sito esiste una sezione espressamente dedicata agli Autori ed agli Artisti in generale. Ci vuoi parlare di questa pagina, di com'è strutturata e di quali forme espressive ospita? Quali potrebbero esserne gli sviluppi?

La sezione Autori & Artisti è nata da pochi mesi ottenendo grande approvazione da coloro che ci seguono, il progetto promuove i canali personali degli artisti in quanto molti siti vengono creati ma poco promossi; si cerca di dare rilevanza ai loro canali personali, che sia un sito o blog o una fanspage o nel caso creare per gli stessi una pagina di promozione posizionandola sul blog di vetrina delle emozioni. Gli sviluppi esistono e amplieremo, in quanto con molti utenti inseriti, si sta procedendo ad una promozione dei canali collegati dandosi manforte in un supporto comune.

 

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Sei autrice di suggestive poesie e scritti in prosa. Insieme al poeta Marco Nuzzo hai scritto il libro di poesia e prosa "Anime", oltre che altre pubblicazioni. Potresti condividere con noi una tua poesia a cui sei particolarmente legata?

L’opera “Anime” e le mie precedenti pubblicazioni rappresentano nel loro piccolo immagine di impegno per raccolte fondi a favore di progetti benefici, assieme a coloro che hanno contribuito nelle varie realizzazioni si procede con questo obbiettivo in modo che il sogno della pubblicazione possa lasciare un segno tangibile a chi è meno fortunato. Condivido questo mio testo che è un po’ l’emblema della nostra missione: “A voi nobili anime che sapete donare saggezze nei vostri attimi lasciando indelebile disegno di ciò che arte accomuna, addolcisce il cuore, raccoglie sogni e lascia fluire ciò che scandirne a righe... d'inchiostri neri.. lega e rivive...”
So che sei un'amante della musica e delle canzoni di Fabrizio De Andrè. Quali sono le canzoni che hai amato maggiormente ed hanno ispirato la tua vis poetica?

Fabrizio De André è da sempre fonte di ispirazione consolidatasi in un’opera a lui dedicata, tra i tanti testi a me cari, Oceano è quello che più mi rappresenta, per la cui versione è stata infatti riscritta una mia lirica ispirata al poeta. Ne ho rivisitati oltre cento ma questo lo reputo il più significativo. 

Quale filo conduttore pensi ci sia tra due forme espressive diverse come la musica e la poesia? 

Poesia e musica viaggiano parallele e unite da quella mano invisibile ma indivisibile che salda si accompagna l’una all’altra dando il senso alla vita. E’ poesia ove c’e’ musica, e’ musica …quando si ode poesia.
Quali sono i tuoi progetti per il futuro? 

Cercare nell’umiltà delle persone la giusta direzione per intense collaborazioni future è la meta desiderata, ovviamente senza lasciare tutti coloro che con me hanno realizzato tanto e nel possibile muovendoci sempre assieme, ritengo sarà il percorso al futuro che fa brillare i progetti in atto, porgendo valore assoluto a tutto ciò che si e’ costruito e donando la completezza all’emozione di oggi che accrescerà il mio - nostro domani. Anche i tanti che hanno reso al mio viaggio una linea contorta, sono invece stati insegnanti di quel contrario che mi piace osservare, per cambiare direzione …verso altre vie, se migliori oppure no, restano comunque le mie.

 

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Per chi decide di trascorrere qualche giorno a Firenze o vuole semplicemente fare una gita fuoriporta, il Museo Nazionale Alinari è la meta ideale per tutti coloro che desiderano approfondire la storia di un’invenzione fenomenale: la fotografia.

Il MNAF – Museo Nazionale Alinari della Fotografia ha sede all’interno di un quattrocentesco edificio detto “delle Leopoldine”, che affaccia su Piazza di Santa Maria Novella.
E’ stato inaugurato nel 1985 ed attualmente conserva 900.000 “vintage prints”, cioè originali foto d’epoca, in mostra in un percorso espositivo che si snoda attraverso sette sale.
Non si può, però, parlare del museo senza prima citare i Fratelli Alinari. Leopoldo, Giuseppe e Romualdo furono i fondatori della “Fratelli Alinari” che, fondata nel 1852 con sede a Firenze divenne ben presto una fra le più note ditte fotografiche italiane.
Grazie al ricchissimo archivio pervenutoci è stato possibile creare un percorso fotografico che ci porta indietro nel tempo, alla scoperta delle origini della fotografia.
E’ nella prima sala che si possono ammirare i dagherrotipi, invenzione di Daguerre del 1839. Queste prime immagini su lastra d’argento sembrano cambiare d’aspetto, rivelando il proprio “doppio” ogni volta che ci si sofferma ad ammirarli. La loro particolarità, infatti, è dovuta all’immagine impressa, che appare e scompare a seconda della posizione che lo spettatore assume di fronte ai dagherrotipi ed a seconda della quantità di luce che vi si riflette contro.
Proseguendo il percorso si giunge all’età d’oro della fotografia che, nel XIX secolo si afferma sempre di più come forma d’arte. Nella seconda sala, appunto, sono in mostra le foto di viaggio, molto richieste come souvenir da coloro i quali effettuavano il Grand Tour ed i ritratti, dovuti alla necessità di voler lasciare un ricordo della propria esistenza.
La sala successiva mostra l’avvento delle Avanguardie, attraverso una selezione di opere dei maggiori fotografi del Novecento, che mette in risalto la fotografia, sempre più autonoma ed indipendente dalla pittura.
Si passa, poi, ad osservare una serie di negativi, che permettono di comprendere il reale funzionamento della fotografia.
Il piano superiore del museo, invece, si compone delle ultime tre sale.
La prima ospita una collezione di album fotografici, esaltandone la preziosità. Sono davvero magnifici, di diverse dimensioni, con le pagine decorate in oro ed intarsiati di pietre scintillanti.

 

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Dopo aver visto come raccogliere le foto si passa ad un inedito percorso attraverso gli “strumenti della fotografia”, dalle prime macchine rudimentali alle digitali.
A conclusione della visita si giunge all’ultima sala, dove è possibile ammirare cartoline, documenti, pubblicità, accessori…E tutto ciò che ruota attorno alla fotografia.
Il Museo Nazionale Alinari della Fotografia è un museo unico, che mette a disposizione del visitatore uno spazio espositivo completo, reso accessibile anche ai non vedenti grazie all’introduzione di appositi strumenti tattili per il riconoscimento delle diverse foto.
L’obiettivo cattura la realtà trasferendola in un formato bidimensionale. Ogni foto è unica ed irripetibile, poiché la realtà fotografata cambia già dall’istante successivo al “click”. Ma dietro al semplice gesto dello scatto si celano riflessioni ben più profonde.
Se il nostro volto, ad esempio, appare impresso in una foto, esso si sostituisce a ciò che noi siamo e sarà proprio quella foto che consentirà noi di lasciare una nostra traccia nel futuro.
Qual è, dunque, la linea sottile che separa la realtà dalla fotografia? E qual è la nostra vera identità?
Non ci resta che scoprirlo visitando il MNAF!

 

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Fin da piccola, sono stata appassionata dell’arte che ci consegna all’infinito e ferma il tempo in un attimo. L’arte è straordinaria perché è in grado di catturare e plasmare le caratteristiche di una persona per realizzarne qualcosa di irripetibile; proprio per questo da adolescente analizzavo la complessità del corpo femminile per valorizzarlo con la meticolosa creazione di un prezioso abito. Tutta passione nata dal colore, il dono più grande per iniziare a sognare proprio come avviene nella pittura paziente dell’artista che dipinge usando la corposità dei colori brillanti sulla tela bianca. Negli anni con le tecniche artistiche sperimentate ho scoperto la “poeticità” dell’acquerello che trasforma il dono del cromatismo puro in infinite possibilità anche se necessita di una buonissima manualità. Studiando moda a scuola usai anche i “Pantoni” professionali ma preferivo le sfumature cromatiche ottenute usando più tecniche contemporaneamente: dalle tempere alla china, passando per carboncini, gessetti e pastelli a cera. Tutto è iniziato così!

Ho scoperto da poco un’artista bravissima che mi ha colpito per le sue opere oniriche e intimiste: Cate Parr. E’ un’illustratrice di moda che riesce a plasmare i tratti somatici della donna e a catturare sguardi creando originali icone pronte per essere desiderate sulle copertine delle riviste di moda (ad Es. Vogue). Nata in Inghilterra ma vive in California, tutto il suo lavoro creativo di sintesi si snoda tra colore e forma: incredibilmente immediato il risultato, lei riesce a rendere, attraverso pochissime sfumature, i lineamenti del volto, delle labbra, dei capelli; i suoi ritratti femminili trasfigurano sensualità nella trasparenza delle sue pennellate impalpabili che sembrano sfiorare la tela accarezzandola.

 

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Le sue opere sono intrise di una bellezza innata, come se fossero sempre esistite da qualche parte, nell’universo e lei le abbia soltanto svelate rendendole incantevoli plasmandole attraverso i colori che, sapientemente, prendono vita nelle sue mani come se emergessero da un sogno dominato da infinite tonalità di rosa, lilla, viola, blu, verde, arancio, che sfumati “animano” inconsciamente forse anche tutti i nostri desideri.
Cercate tutte le sue creazioni, ne vale davvero la pena! Info: http://www.cateparr.com/

 

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Gabriella Dumas Burgato, artista polesana, da sempre amante del suo Delta, delle sue atmosfere, di quel connubio tra acqua e cielo, delle sue genti antiche attorno al grande fiume, sin da giovanissima manifesta le sue doti artistiche che la porteranno poi nella maturità sino alle sale del Carrousel du Louvre a Parigi. Di origini polesane ma cresciuta a Padova, ha viaggiato molto in Italia ed all’estero dove ha vissuto per vari anni in Grecia, Sudan, Eritrea, Etiopia. Esperienze che l’hanno portata ad intraprendere la professione di guida turistica ed interprete per la Grecia per poi trovare occupazione in agenzie di viaggio; ma soprattutto viaggi che le  hanno ampliato il bagaglio artistico e di vita e che hanno dato una sua impronta nel mondo dell’arte.

Esordisce ancora giovane e fa parte di vari gruppi artistici: Gruppo artistico polesano di Adria, Linea Tre Arte, Arte Padova , Arte Aion Art Factory, Artisti del Delta, ecc. Dopo alcune mostre in ambito locale, inizia ad esporre le sue opere già agli inizi degli anni ’80 a livello nazionale tra cui la mostra itinerante “L’arte contro la violenza per la pace e la solidarietà”: Bologna-Roma-Pomposa-Ferrara-Padova-Bergamo-Lecco sono le sedi, con artisti dai nomi risonanti come Remo Brindisi.

Di questo periodo figurativo sono le nature morte, le figure e i paesaggi dove si riconoscono le caratteristiche della tecnica impressionista; “Le pennellate che raccontano di una disarmante dolcezza interiore, pervasa di poesia, fanno quasi soffrire il recettore. Il lirismo che racchiudono, coinvolge ciascuno di noi emotivamente. Espressione ed invenzione, quindi, di un animo di non comune sensibilità e di un'intelligenza vivace, che sa creare quell'amalgama che fonde in dolci cromie le visioni padane, così con passione ricercate” dice di lei Paolo Forzato Arcioni. Incessante sperimentatrice, utilizza tutte le tecniche pittoriche (olio, acrilico, tempera, acquerello, encausto, ecc.)  e grafiche (acquatinta, puntasecca, litografia, ecc.)  inizia con la pittura figurativa prediligendo ritratti e paesaggi; è dei primi anni  2000 l’impiego di resine amalgamate a  sete ed altri oggetti a comporre sulle tele, unite alla pittura ”classica”, effetti tridimensionali di sicuro effetto, oppure usate come elementi per costruire delle “creazioni” se non delle sculture vere e proprie.

 

Quadri-Gabriella-Burgato-Dumas

 

 

Scrive l'assessore alla cultura della provincia di Venezia Nicola Funari: "Gabriella Dumas Burgato è una artista completa: passa da un genere all'altro con facilità e ci coinvolge: acquarello, grafica, pittura murale, scultura e da una tecnica all'altra utilizzando legno, marmo, resine, fibre tessili e variando i soggetti con la creazione di figure e paesaggi che esaltando la sua originalità fanno riflettere lo spettatore nello scoprire la vitalità, il calore, l'umanità che si esteriorizza dai quadri e dalle sculture…..L'evocazione delle esperienze della Dumas incide nella nostra mente il ricordo di qualcosa che, ad un tempo, rende l'artista partecipe delle sensazioni altrui e l'altrui parte del discorso artistico dell'autrice ed entra nel cuore e nella mente di chi guarda trasformandolo ad attore protagonista delle sensazioni dell'artista". Nel 2006 riceve un Premio della Provincia di Venezia per la sua attività direttamente dal Presidente della stessa, Mauro Boscolo Bisto. Entra a far parte del gruppo portovirese Art Factory contribuendo all’organizzazione della mostra “Tra fiumi e colori”  in Villa Widmann-Rezzonico Foscari a Mira (VE) sulla Riviera del Brenta nel 2007. Inizia quest’anno a portare la sua arte in Francia dapprima con il Premio Internazionale “L’Arcobaleno”  nella regione della Loira, poi nel 2009 a Linas, sobborgo di Parigi, partecipando a “Exposition culturelle d’art sacrè et d’artisanant d’art” ed è qui che la sua arte viene notata e quindi invitata dagli organizzatori del Salone d’ Arte Contemporanea del Carrousel du Louvre presso il Museo del Louvre  a cui parteciperà la prima volta nel 2010. Ma non è solo d’arte che si interessa, nel 2010 è vicepresidente della sezione portovirese della FIDAPA, organizzazione internazionale attenta alle problematiche della donna nell’arte e nel lavoro.

 

Gabriella Dumas Burgato è vicepresidente dell’Associazione culturale “Artisti del Delta” (ex ArtFactory) con cui promuove una serie di laboratori di arte-terapia  per gli ospiti del nucleo Alzheimer nelle case di riposo di Corbola e Porto Viro.  Collabora  con il plesso scolastico delle scuole per alcuni  laboratori artistici con progetti che sono stati esposti al museo Guggenheim di Venezia. Intanto la sua pittura si evolve verso l’astratto “..si inoltra, con indubbia abilità e altrettanto coraggio, nelle difficili ma anche estremamente affascinanti lande artistiche dell’informale, con veloci e decise puntate verso l’astratto e il concettuale. Possiamo così ammirare dipinti di grande effetto cromatico, con le masse di colore che si contrappongono, si sovrappongono e si respingono in un sottile gioco di gradevoli armonie, e opere polimateriche dai complessi significati esistenziali.” S. Valentini, critico d’arte. Dal 2012 è presidente degli “Artisti del Delta”. Collabora alla presentazione del libro “Tanto è lo stesso” di Paolo De Grandis con 4 dipinti ispirati al romanzo di cui uno, “ L’illusione del viaggio” , sarà la copertina del cd della band Motel Siffredi coinvolti nel progetto stesso. E’ del 2013 la sua partecipazione a rappresentare l’Italia nella mostra internazionale “Festival Internazionale dell’Arte per la pace e le religioni nel mondo” all’ambasciata dell’Iraq presso la Santa Sede a Roma.

 

pittrice-Gabriella-Burgato-Dumas

 

Le Mostre:

Mostra itinerante “L'arte contro la violenza per la pace e la solidarietà”

Bologna-Roma-Pomposa (Ferrara)-Padova-Treviglio(Bergamo)-Lecco 1981

Biennale nazionale d'arte  Torreglia (Padova) 1984

Museo della Bonifica del Delta di Ca' Vendramin Taglio di Po (Rovigo) 2006

Mostra “Tra fiumi e colori”

Villa Widmann Rezzonico Foscari - Mira (Venezia) 2007

IX Premio internazionale “L'Arcobaleno”

Randonnèe de l'art -  Loira (Francia) 2007

Mostra Personale – Hotel Tritone – Abano Terme

Abano Terme (Padova)  2007/2008

“Exposition culturelle d'art sacrè et d'artisanant d'art” - Linas (Parigi) Francia 2009-2011

1° Premio internazionale di pittura scultura grafica Città di  New York   2010

Mostra personale

Hotel Alexander, Agrinio - Grecia  2010

Galleria “Il Tempio” Palermo  2010

Galleria “Shunt” Paestum Salerno  2010

Galleria “Art et Miss” Parigi Francia 2010

Galleria “Mecenavie” Parigi Francia 2010

Salon d'Art Contemporain au Carrousel du Louvre

Museo del Louvre Parigi Francia 2010-2011

“Il Richiamo della Foresta”

Museo nazionale Villa Pisani – Stra (Venezia)  2011

“Apocalypse” Palaturismo Montegrotto T. Padova  2012

“Festival dell’Arte” 3° ed. Ambasciata Iraq presso Santa Sede - Roma 2013

 

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