22 Nov

L'eterna battaglia contro i peli

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Non c’è niente da fare, i peli ricrescono sempre. Impossibile, infatti, realizzare il “pelicidio” definitivo. E che il problema dei peli sia roba antica e non solo angoscia dei nostri tempi inneggianti al “glabro” è cosa nota. L’“eterna battaglia" prese il via da quando iniziò a insinuarsi, già nelle prime culture, quell’idea di bellezza che subito si adattò con fatica e malamente a convivere con i peli “superflui”. Le nostre antenate iniziarono a guerreggiare con i peli usando armi rudimentali come pietre e conchiglie affilate.  

Poi, le più acculturate e ricche egiziane si presentarono con un’arma senz’altro più efficace: la resina, stesa calda sui peli da estirpare come fosse una ceretta primordiale. Le arabe li combattevano tagliandoli con un filo di cotone teso tra le dita, mentre le giapponesi li polverizzavano strofinandoli con la pelle essiccata di pescecane. Le armi di estirpazione pilifera oggi sono certamente più evolute, ma rimane che nessuna è ancora così efficace da riuscire a sferrare il colpo “definitivo” in questa eterna battaglia tra uomini e peli.  

 

 

Possiamo scegliere tra i rasoi a lama o i più sofisticati rasoi elettrici, ci sono i prodotti chimici, come le creme, che distruggono la struttura cheratinica dei peli tagliandone di netto la parte che fuoriesce dall’epidermide e abbiamo anche a disposizione la depilazione con lama abrasiva che li consuma, per attrito, strofinandoli in senso orario fino a tagliarli al punto di sbocco. I metodi soprascritti si dicono depilatori. Tagliano i peli riducendone solo la lunghezza senza ledere il bulbo che, essendo la parte vitale del pelo, continua indisturbato la sua funzione di produttore. E così, nel giro di due giorni, dato che la crescita dei peli è di 0,2/0,3 mm il giorno, i nostri cari “nemici” ritornano tutti a farsi sentire. Per averne la prova, basta passare una mano sulle zone trattate. I metodi depilatori danno scarsi risultati a livello di ricrescita, durano poco e soprattutto non indeboliscono il pelo. Meglio quelli che estirpano, che tolgono cioè la radice. Quindi, meglio l’epilazione. Cerette a caldo e a freddo, epilatori elettrici, elettrodepilazione, con ago o con sonda, luce pulsante e laser sono tutti metodi epilatori che sfiancano i peli e garantiscono dei tempi di ricrescita più lunghi. Dopo la ceretta, ad esempio, i peli impiegano circa 20/30 giorni per tornare in superficie; se usiamo gli epilatori, ottimi per i peli grossi ma non per i piccoli che sfuggono all’aggancio delle spirali/pinzette e si spezzano, i peli vedono la luce dopo 15/20 giorni. Con gli elettrodepilatori va meglio, i tempi di ricrescita si possono allungare anche oltre i 30 giorni. La corrente, infatti, distrugge il pelo alla radice e ne indebolisce la struttura. Ancora meglio della corrente elettrica è la luce pulsante che aggredisce, efficacemente e contemporaneamente, più peli e i bulbi insieme, senza danneggiare la pelle circostante. Stessa cosa che fa il laser, solo che questo si concentra su un pelo alla volta, il fascio di luce scalda il pelo in tempi brevissimi, il calore, poi, si trasferisce per vicinanza al bulbo pilifero e lo danneggia, fa di più! lo scioglie (termolisi). Niente bulbo e fine della produzione di peli per lungo tempo. Il più lungo tra quelli ottenibili con gli altri metodi di epilazione. Ad oggi, il laser è senza dubbio l’arma più efficace nella battaglia contro i peli, è la più costosa, assicura soddisfacenti risultati ma non, comunque, vittorie definitive.

 

Letto 54908 volte Ultima modifica il Lunedì, 07 Gennaio 2013 15:22
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Alessandra Verducci

Nata a Roma, è regista e autrice televisiva e teatrale. Ha lavorato anche nella redazione del telegiornale "Dentro la Notizia" e dei programmi Anni ’80; "Miti, Mode e Rock'n Roll" e "Accadde Domani". Ha scritto e messo in scena un monologo dedicato a Gino Paoli, realizzato reportages per RAI 1 e vari documentari industriali.

Nel 2011 ha pubblicato con Edizioni Progetto Cultura il libro "Dietro il buio" una fiaba che prosegue ed evolve in "Chiron nel regno di Darkan" il secondo libro pubblicato a dicembre 2012.