25 Ott

Temporary House, l'affitacamere 2.0 per chi ama viaggiare

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Giovane, dinamica, curiosa, ti sai adattare facilmente e non vuoi spendere molto per viaggiare? Per contro, vivi sola, ti avanza una stanza in casa e vuoi guadagnare qualcosa? Per entrambe le soluzioni c’è l’affittacamere 2.0: l’ideale per chi viaggia in quanto si risparmia, si conoscono nuovo amici, ci si sente sempre a casa e chi ospita ci guadagna qualcosa. I siti sui quali registrarsi in tutta sicurezza sono numerosi ma Airbnb è il network di temporary house più famoso e più social del web: una coppia di miei amici si erano registrati a giugno di quest’anno senza troppe pretese e po, invece, si sono dovuti ricredere e le risposte sono letteralmente fioccate.

 

Istruzioni per l’uso: se hai una casa o una stanza che vuoi affittare, ti registri come fai in qualsiasi altro sito, scrivi la descrizione della proprietà, inserisci le date di quando sei disponibile e decidi il prezzo. Non c’è neanche bisogno che ti scomodi ad allegare le foto perché pensano loro a tutto: ti mandano un fotografo che, gratuitamente, immortala perfettamente ogni tipo di spazio. A questo punto non rimane che attendere che arrivino le proposte e i rapporti privati avvengono solo in caso di accordo raggiunto da entrambe le parti via e-mail. Talvolta capita che il futuro coinquilino o padrone di casa sia già amico su Facebook: il mondo è piccolo su internet.

 

Il pagamento avviene via PayPal e il sito segue sempre tutta la transazione: più sicuro di così! Come su eBay, alla fine della vacanza entrambe le parti sono recensite e, se tutto è andato bene, si sale di punteggio di Airbnb. Viaggiare condividendo un appartamento non è solo un’esigenza economica in tempo di crisi, ma è la ricerca di quello che possiamo definire "Home feeling": quel senso di calore, di ospitalità che si ha quando alla fine della giornata rientri a casa e trovi una persona con la quale parlare e che, magari, pianifica e ti consiglia cosa vedere e dove andare il giorno seguente. Se poi si è particolarmente fortunati, potrete trovare nuovi amici e, pertanto, protrarre le ferie di oltre un mese.

 

Nel 2004, prima che si parlasse di crisi, c’era il couchsurfing, ovvero il farsi ospitare sul divano di casa o con una tenda in giardino; negli anni tutto si è evoluto e anche le esigenze dei “viandanti” sono cambiate: meglio una casa che un hotel a tre stelle, freddo e distaccato. E se poi siete un gruppo di amici cosa c’è di meglio che prendere in affitto l’intero appartamento? Lo puoi fare con l'affittacamere 2.0. Sicuramente chi ospita o "hosta", come si dice in gergo, deve dimostrare disponibilità e apertura mentale, caratteristiche indispensabili anche da parte di chi viene ospitato, o guest, che deve rispettare i gusti, le abitudini alimentari, sociali, la musica che altri ascoltano: si vive letteralmente a casa di persone che non si conoscono e, in tal senso, non si può fare completamente ciò che si vuole; ma di fronte alla possibilità di passare delle ferie immerse nella cultura di un altro paese, ci possiamo stare, no?

 

 

Letto 2096 volte Ultima modifica il Venerdì, 25 Ottobre 2013 15:29
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Francesca Gottardo

Ho 39 anni e sono mamma di

una bimba di otto, Compagna, ho intrapreso da quasi due anni

il lavoro di Baby Planner ed esperta in Eventi.

Adoro i bambini e gli animali. Curiosa e vulcanica

Sito web: www.babyshowerfirenze.blogspot.it