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Che noi donne, oltre a curare la famiglia, dobbiamo anche LAVORARE non è una novità. Fin dagli anni della guerra, in cui gli uomini erano al fronte e a mandare avanti “la baracca” ci pensava la popolazione femminile, sulle nostre spalle si è aggiunta quest’ulteriore responsabilità. Senza peraltro toglierne altre. La donna rimane, infatti, custode e anello fondamentale degli equilibri della famiglia, che poi è il nucleo basilare di ogni società. Un ruolo alquanto cruciale, quindi.

Ma in questi ultimi anni, le dinamiche lavorative femminili sono cambiate. Siamo alla ricerca di un nuovo equilibrio in linea con i recenti sviluppi. Infatti, noi donne sul lavoro abbiamo sempre più RESPONSABILITA’. E questo per due motivi diametralmente opposti. Da una parte, perché sotto la spinta della parità tra i sessi, veniamo sempre più spesso trattate come gli uomini e fatte “sgobbare” di conseguenza, dimenticando che anche il cruciale ruolo famigliare necessita del nostro tempo e delle nostre energie. E dall’altra, perché chi ancora vede delle disparità tra uomini e donne, tende "a parità di meriti" a preferire i primi, costringendo le seconde a faticare il doppio per ottenere gli stessi traguardi. 

Un problema, questo, che tocca in modo più o meno pesante quasi tutte le lavoratrici e che pare aver trovato delle buone soluzioni solo nei più “socialmente evoluti” paesi del nord Europa. L’Italia fa un po’ da fanalino di coda quanto a politiche a sostegno della conciliazione casa-lavoro, lasciando alla nostra iniziativa personale la soluzione del problema. Ma questo spesso non viene risolto affatto, e non per nostra scarsa volontà, ma perché chi ci ha assunto non ci sente molto da questo orecchio. Per non parlare poi della spinosa questione della MATERNITA’

A quante lavoratrici viene concesso il part time senza problemi? Quante aziende applicano il tele-lavoro per permettere ai genitori di crescere i figli nei primi anni di vita? In quanti uffici viene inserito un asilo per i bambini dei dipendenti? Come risposta mi viene in mente un’immagine suggestiva: una balla di fieno che rotola in un paesaggio deserto. Già, perché su questi temi c’è il deserto. 

E allora, dove sta la soluzione? 

Per quanto riguarda le piccole cose, il nostro tran tran quotidiano, è fondamentale per noi donne imparare ad adottare una gestione ottimale del nostro tempo. E questo non significa solo essere più efficienti (questo è già uno dei nostri punti di forza), ma anche più accorte. Dobbiamo cioè imparare a eliminare le attività non necessarie per concentrarci su quello che è davvero importante per la nostra vita e la serenità della nostra famiglia.  

Una donna lavoratrice deve PRESERVARE il proprio tempo e le proprie energie, deve dedicarsi al proprio sviluppo personale, ai propri affetti, alla qualità della sua vita. 

Un’organizzazione equilibrata e ragionata del proprio tempo, che sia in linea con le specifiche esigenze di una donna che è al contempo mamma, moglie, lavoratrice e casalinga è assolutamente necessaria.

Nella seconda parte dell’articolo vedremo come risolvere il problema a livello “macro”, con una soluzione più... in grande!

(Continua… )

 

Nella prima parte dell’articolo abbiamo parlato di quanto pesa il problema del conciliare lavoro e famiglia per la donna di oggi. Abbiamo visto una soluzione a livello “micro”, oggi invece ne vediamo una a livello “macro”. 

Due semplici parole: imprenditorialità femminile, un fenomeno che sta prendendo piede e che si dimostra solido e duraturo. 

Perché sempre più donne decidono di lavorare per conto proprio? 

In primo luogo, per poter decidere del proprio tempo AUTONOMAMENTE, senza dover dipendere dalle imposizioni di qualcun altro. A questo si lega la possibilità di poter lavorare da casa e quindi seguire anche la crescita dei figli, specie nei primi anni di vita. E poi perché molte donne sono sicure della propria professionalità e dell’esperienza che hanno accumulato, quel tanto che basta per andare sulle proprie gambe, senza doversi più confrontare con i colleghi uomini in una sfida perennemente impari. 

La morale della storia: se la tua azienda non ti aiuta, diventa tu stessa la tua azienda (e aiutati da sola). 

Se anche tu hai valutato questa possibilità, sappi che ci sono iniziative sia a livello nazionale sia locale a supporto dell’imprenditorialità in rosa. Si tratta più tipicamente di finanziamenti o di consulenza per avviare la fase di start up (supporto fiscale, organizzativo, stesura del business plan, ecc.). Se non te la senti di affrontare questa sfida da sola, sappi che molte donne decidono di avviare un’attività con il proprio compagno, sfruttando le competenze di entrambi, oppure con una socia (o un socio). Nella scelta del/della socio/a, è fondamentale partire con il piede giusto per non ritrovarsi a litigare dopo 1 mese. 

Quali i passi da fare?

•innanzitutto stabilire le REGOLE del gioco: un’analisi sincera delle competenze per decidere chi si occupa di cosa, la definizione degli obiettivi che si vogliono raggiungere, la stesura della tabella di marcia, l’accordo economico e così via;

•durante il rapporto, bisogna cercare di mantenere una SEPARAZIONE tra il lato affettivo e professionale, onde evitare di creare situazioni spiacevoli. Questo è fondamentale soprattutto se si decide di collaborare con un’amica. Non bisogna permettere che il rapporto personale “inquini” il rapporto lavorativo, che deve seguire regole precise per non andare alla deriva. 

•bisogna incentivare lo SCAMBIO e il dialogo. Se si è socie alla pari, è meglio evitare di avere atteggiamenti prevaricatori o eccessivamente rigidi. 

 

Se non hai il budget per avviare un’attività “fisica”, la tecnologia moderna offre una validissima alternativa: il business online. Internet è una risorsa potentissima, che permette di raggiungere potenzialmente tutto il mondo a costo zero. È un universo in continua espansione, che le persone utilizzano sempre di più per trovare ciò che cercano. Su internet vi sono moltissime alternative di business, alcune davvero molto valide, e che permettono di far leva sulle proprie competenze e passioni. Però è anche vero che esistono molte truffe e bufale, per cui bisogna stare attente.

Qualche dritta?

•valutare le diverse possibilità di business presenti online;

•trovare quella più in linea con i propri desideri e le proprie competenze;

•informarsi informarsi informarsi: raccogliere tutto quello che c’è da sapere; 

•trovare fonti affidabili e imparare da loro;

•studiare bene come impostare il proprio business per dargli solide basi.

 

Il mondo di internet è tanto facile quanto insidioso. È democratico, perché dà a ognuno le stesse possibilità, ma purtroppo è anche molto affollato. Bisogna saperlo usare e saper individuare le trappole.

Comunque... nulla che una donna non possa fare con SUCCESSO!

 

La maggior parte di noi ha dovuto affrontare almeno un colloquio di lavoro nella propria vita, e forse molte di noi dovranno affrontarne anche altri (dato che come abbiamo visto, la Crisi può essere un'opportunità). Magari per trovare un posto migliore, oppure perché stiamo cercando lavoro dopo essere state a casa per un po’ (spesso capita dopo la maternità), oppure per crescere all’interno della propria azienda, per avere un grado superiore (eh sì, anche in questi casi spesso si fa un colloquio!). 

Situazioni diverse, ma una cosa in comune: quel tanto di NERVOSISMO e PAURA che ci toccano fino al momento in cui apriremo quella porta. Ma combattere lo stress da colloquio si può. Ecco alcune semplici soluzioni:

 

  • ARRIVA PREPARATA: se si tratta di un’azienda che non conosci, studiala un po’. Visita il sito internet, leggine la storia, guarda cosa fanno e come lo fanno (a grandi linee). Sarà un ottimo segnale d’interesse e professionalità che darai ai tuoi intervistatori. Anche perché molto spesso, sono loro stessi a fare domande per capire se il candidato si è informato almeno un po’. 
  • PUNTUALITA’: anzi, direi un pochino in anticipo. Arriva 5 minuti prima dell’ora concordata. Troppo anticipo mette fretta a chi ti deve intervistare (e spesso rende nervosi), mentre il ritardo è assolutamente da evitare. Con quei 5 minuti di tempo, potrai prendere familiarità con l’ambiente circostante e rilassarti un po’. Una raccomandazione: sia che ti muovi in auto che con i mezzi pubblici, metti sempre in conto “l’imprevisto”. Il colloquio di lavoro è un’occasione ideale per il classico colpo di sfortuna tipo ruota bucata, traffico spaventoso, autobus in panne. Parti per tempo, se poi arrivi con mezz’ora di anticipo, prenditi un caffè nel bar di fronte e attendi l’ora giusta per presentarti. Se saranno loro a farti aspettare, non mostrarti scocciata, di sicuro non è stato intenzionale.
  • GENTILE CON TUTTI: sii cordiale con tutte le persone che incontri in azienda prima del colloquio (come ad esempio la receptionist): un giorno potrebbero diventare tuoi colleghi, meglio instaurare un buon rapporto da subito.
  • LA PRIMA IMPRESSIONE: è quella che conta. Ma tranquilla, ci sono poche cose da ricordare che possono farti fare una bella prima impressione. Una stretta di mano decisa ma non troppo forte, sorridere, guardare negli occhi i tuoi intervistatori (questo vale anche durante il colloquio… e li devi guardare un po’ tutti, non rivolgerti solo a uno).
  • LE BUONE MANIERE: siediti solo dopo che i tuoi intervistatori si sono seduti, non tenere le braccia incrociate, spegni il cellulare (prima di entrare), non guardare l’ora e non masticare gomme o caramelle. Quando ti parlano non interrompere e attendi che abbiano terminato per rispondere. Attenta, il nervosismo può giocare brutti scherzi e farti avere un tono di voce troppo aggressivo o alto. Cerca di avere un tono sicuro, ma amichevole.
  • CERCA DI IMITARLI: le persone si sentono più tranquille se hanno di fronte qualcuno con atteggiamenti e movenze simili a loro. Perché per la mente umana tutto ciò che è simile è più familiare, dando quindi un senso di serenità. Presta attenzione al comportamento e al linguaggio dei tuoi intervistatori, e cerca di allinearti, darai loro l’impressione di essere adatta al loro “stile aziendale”.
  • LE RISPOSTE GIUSTE: quando ti viene fatta una domanda, rispondi in modo pertinente, non divagare su argomenti che non c’entrano nulla. La troppa informazione (specie se non richiesta) gioca a sfavore. Capita spesso, inoltre, di tirare fuori aneddoti che potrebbero anche metterci in cattiva luce. 
  • EVITA GLI ARGOMENTI “SCOMODI”: meglio non parlare di eventuali scontri avuti sui precedenti posti di lavoro e non sparlare degli ex-colleghi. Daresti l’impressione di essere una persona problematica e pettegola. Se ti chiedono per quale motivo hai deciso di cambiare lavoro, e la risposta reale sarebbe “ho litigato ferocemente col capo”, usa un generico “crescita personale”…va sempre bene! Evita anche di parlare di sesso, politica e religione: questi temi a un colloquio sono assolutamente tabù!
  • ENTUSIASMO: mostra tutto il tuo interesse per la posizione offerta, dì che eri alla ricerca di un posto così e che lo senti molto in linea con le tue capacità. Gli intervistatori cercano persone motivate e cariche di energia! Se l’azienda ha una qualche peculiarità (ad esempio è sul mercato da tanti anni, oppure ha filiali anche in altri paesi, oppure è leader del mercato), puoi dire che saresti davvero orgogliosa di lavorare per una realtà del genere.  
  • NON PARLARE DI SOLDI: lascia che siano loro ad affrontare l’aspetto economico. Se è il primo colloquio forse non te ne parleranno, perché aspettano di avere una rosa di candidati più ristretta per proporre l’offerta. Non avere fretta, rischieresti di dare una brutta impressione. Sappi comunque che, in linea generale, non si offre mai meno di quello che il candidato ha già e c’è sempre possibilità di trattare un po’ (ma questo solo quando si è prossimi alla firma del contratto). 

Le donne hanno poco TEMPO. In generale. E purtroppo una delle conseguenze più frequenti è che arrivino a eliminare un elemento essenziale: le amicizie

Non si può fare scelta più sbagliata! E l’effetto sarà un notevole calo della qualità della nostra vita.

Ok, non siamo più a scuola dove con le amiche passavi tutto il pomeriggio. Adesso hai un lavoro, una famiglia, mille impegni. Ma questo non vuol dire cancellare totalmente questi rapporti. Le amicizie sono importanti per tanti versi:

 

•   rappresentano un ambito di svago, di divertimento, di relax;

•   possono aiutarti nei momenti difficili, ascoltarti, consigliarti;

•   arricchiscono la tua vita, impedendoti di rimanere imbrigliata nel triangolo casa / lavoro / famiglia;

•   ti permettono di scambiare opinioni, conoscere cose nuove, crescere e migliorare;

•   ti permettono di mantenere un legame con i tuoi ricordi, il tuo passato. Quante volte capita di ricordare i bei momenti dell’infanzia o dell’adolescenza con gli amici conosciuti tra i banchi di scuola?

 

Per queste e per altre OTTIME RAGIONI, è necessario che nella tua vita ritagli del tempo per continuare a frequentare le tue amicizie. Non devi vederle come una perdita di tempo o come un lusso che non puoi più permetterti. Non convincerti di queste cose perché, in cuor tuo, sai benissimo che non sono vere. Gli amici sono importanti, sono le persone a fianco delle quali cresciamo a ci accompagniamo negli anni.

Non dobbiamo cancellare questi rapporti nascondendoci dietro a un generico “non ho tempo” o “non riesco a trovare un giorno adatto”. Se si vuole, il tempo si trova. Fosse anche solo 1 volta al mese, o ogni 3 mesi, non importa. Basta trovarlo. E se non ci si vede spessissimo, si possono comunque mantenere i legami scrivendosi un’email o telefonandosi. Ormai i moderni mezzi di comunicazione hanno azzerato le barriere, perciò non abbiamo più scuse. Provi a organizzare degli incontri ma le tue amiche sono sempre presissime? Una semplice soluzione: organizza con molto ANTICIPO. Dai loro il modo di tenersi la serata libera e di gestire eventuali baby sitter. Oppure, in casi estremi, potete trovarvi direttamente a casa di una o dell’altra. Sarà magari meno “mondano”, ma è più che sufficiente per fare quattro chiacchiere.

 

 

Oltre a mantenere le amicizie correnti, è consigliabile anche cercare di ampliarle. Specie se le nostre amiche non condividono determinate problematiche od opinioni che abbiamo. Per questo ci torna utile anche internet. Il web offre una miriade di FORUM e siti dove parlare con donne che vivono situazioni simili alle nostre, in ogni ambito. Frequentare donne simili a noi è senza dubbio un’ottima forma di supporto e una fonte di consigli e soluzioni. Assolutamente raccomandato!

E se vuoi parlare con la community di LeiDonnaWeb clicca qui. 

 

Immagina come sarebbe bello gestire perfettamente le tue giornate, raggiungere tutti gli obiettivi che ti sei posta, avere un po’ di relax quando lo desideri, avere tempo per te stessa e per la tua famiglia. Non male vero? Sai che tutto questo è possibile?

Basta “solo” eliminare uno dei killer principali nella gestione ottimale delle tue giornate: la tendenza a rimandare (altrimenti detta procrastinazione).

Procrastinare in realtà è un’abitudine e "come tutte le abitudini" può essere modificata, con un po’ d’impegno e volontà. E vale la pena riuscire a eliminarla perché, oltre a non permetterci di gestire al meglio il nostro tempo, tende a farci rimandare le cose che sono davvero importanti per noi, che migliorerebbero la qualità della nostra vita.

 

In generale, i motivi per cui si rimanda una cosa possono essere due:

  • la cosa che stai rimandando non t’interessa molto, non è RILEVANTE per te;
  • la cosa che stai rimandando ti SPAVENTA, perché temi di fallire.

 

Se la cosa non t’interessa probabilmente può essere eliminata. Nell’arco delle nostre giornate, regaliamo il nostro tempo (spesso senza rendercene conto) a decine di attività che hanno ben poca importanza. Piccole cose che non determinano la qualità della nostra vita e che, in presenza di cause di forza maggiore, non esiteremmo a depennare dalle nostre priorità. Questo dovrebbe farci riflettere se vale davvero la pena di continuare a farle. Se proprio non possono essere eliminate, possiamo pensare di delegarle a qualcuno oppure di renderle più... divertenti! Ad esempio pulire casa è una seccatura, ma con la radio accesa può diventare quasi piacevole. Se poi, invece di concentrarci sul fastidio di doverlo fare, pensiamo a quanto saremo contente quando avremo finito e tutta la casa sarà splendente... direi che l’umore cambia decisamente. Saremo così soddisfatte di noi stesse che potremo concederci un bel bagno rilassante di mezz'ora . Quindi, primo antidoto: rendere le cose più DIVERTENTI e concentrarsi sulla soddisfazione del RISULTATO FINALE, perché rimandare un compito non lo ha mai reso più piacevole!

 

Nel secondo caso, il ragionamento è un po’ più profondo. Anche perché solitamente riguarda il rimandare cose davvero IMPORTANTI. In queste situazioni, spesso c’è il nostro inconscio che rema contro senza che noi ce ne accorgiamo. Ci fa rimandare perché teme che affrontare quella cosa ci causerà dolore. E il nostro inconscio odia provare dolore! Allora molto spesso capita di avere un senso di ansia o apatia, oppure di sentire delle vocine dentro di noi che ci dicono “no, lascia stare”, “adesso non è il momento”, “non ce la farò mai ad affrontare questa cosa, meglio rimandare”. Questo si lega anche alla paura di cambiare, di far fronte qualcosa di nuovo e sconosciuto. Anche in questi casi però, ci sono soluzioni molto semplici. Analizza l’attività in questione. Dividila in diverse sotto attività. Tra queste, individua quella che ti spaventa / ti blocca meno e falla. Una volta fatto il primo passo, il resto sembrerà molto più facile. E questo consiglio vale per qualsiasi cosa ti sembri particolarmente difficile o impegnativa. Ogni montagna viene scalata iniziando con un passo.