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Sono potenti. Molto potenti. Sono quelle donne da Forbes, quelle che hanno più testosterone loro che la metà della popolazione maschile brasiliana. Ma hanno un valore aggiunto, e c’è un perché al loro potere: hanno una numero 2, una braccio destro, una life saver al loro fianco. DONNA.

Dietro a una grande donna c’è sempre un’altra grande donna. Indispensabile.

Loro lo hanno capito e ne hanno fatto il loro cavallo di battaglia, quelle che sono più che assistenti, ma consigliere, amiche, punto fermo. Una mini lobby al femminile che dovrebbe essere prerogativa di ognuna di noi. Non è del tutto un senso comune che le donne, sul lavoro, si facciano la guerra. In parte lo sappiamo tutte che è così: la gara della più brava e più bella è un classico da quando abbiamo 8 anni. Ma dovremmo capire che la solidarietà femminile è solo un bonus, qualcosa di potente e di molto, molto utile. Non sono femminista, ma sono convinta che le donne abbiano un’emotività diversa, più spiccata, rispetto agli uomini. Un istinto e un sesto senso che sul lavoro (e nella vita) funzionerebbe meglio di qualsiasi strategia di marketing.

 

Dai su: andare d’accordo con la collega non significa farci l’aperitivo o scambiarsi consigli sul trucco. Con chi scegliereste di fare un progetto? Pensateci bene. Se siete in ritardo con le scadenze, da chi vi fareste aiutare? Preferireste un capo donna o uomo? Non sento il dovere di demonizzare gli uomini, anzi, ma sento mancare completamente il senso di pacifica convivenza lavorativa tra le donne. Risorse preziose sprecate.

 

Quello che le “donne da Forbes” hanno capito è che donna+donna=squadra vincente. E infatti i loro nomi sono Hillary Clinton, Oprah Winfrey, Ellen Johnson Sirleaf (prima donna presidente in Africa), Christine Lagarde (direttore del fondo monetario internazionale), Kate Moss e molte, molte altre. Il nostro senso di organizzazione e la nostra capacità di ascoltare davvero, la nostra capacità di tenere i nervi saldi e quella fantastica empatia tra donne sono elementi che non potete, anzi non dovete, sottovalutare. Prendete spunto dalle “donne Forbes”.

 

Huma Abedin & Hillary Clinton: il portavoce della Clinton è musulmana, pakistana, e grande amica anche nel privato. Adesso è a capo del suo staff al dipartimento di stato. Con lei ogni desiderio del segretario di stato è un’ordine, due lady di ferro che si spalleggiano a vicenda. E rigorosamente di Chanel vestite.

 

Fiona & Kate Moss: ricordate lo scandalo di Cocaine Kate? Bene. E’ stata lei, sua assistente da anni, a tirarla fuori dai guai. Senza Fiona non andrebbe da nessuna parte, a sentire lei. E soprattutto dopo il grande casino in cui era finita, le ha fatto giurare di non andarsene, mai.

 

Gayle & Oprah Winfrey: Amiche da ancor prima che Oprah diventasse la regina dei talk, lavorano insieme da 25 anni. Oprah ha dichiarato che se fosse un uomo l’avrebbe sposata. Intanto, pettegolezzi continui su una loro ipotetica relazione omosessuale. Ne sono sempre uscite indenni, e sempre più unite. What else?

 

 

Morale della favola. Abbiamo tutte caratteristiche diverse e uniche. Unite insieme, diventiamo una bomba.

Vedi il pranzo della domenica preparato da mamma e nonna.

 

Manualoni di sociologia e psicologia si sono rivelati assai incapaci di risolvere il dilemma che noi donne ci poniamo sin dalla notte dei tempi: ma gli uomini preferiscono le donne Barbie o quelle alla Betty Boop? 

Non sembra affatto chiaro, se gli uomini che lanciano occhiate, sguardi denudanti, faccette un po' da pesce lesso e un po' da mammalucco alla donna Barbie, preferiscano invece le risate, la compagnia, la simpatia, della graziosa donna Betty Boop.
Sarebbe vero se l'uomo non guardasse alla forma ma alla sostanza, ma donne conoscete forse un uomo che “non guardi alla forma? ...“
Certo bisognerebbe prima chiedersi se davvero l'Universo delle donne Barbie è cosi distante da quello delle rotondeggianti donne alla Betty Boop.

Sono o non sono infondo alla stessa maniera donne? Una questione di stile, una questione di gusto.
Le donne Barbie sono quelle sempre in forma, impeccabili nella vita di tutti i giorni. Sfoggiano vestiti costosi su corpi longilinei, indossano un profumo impossibile da dimenticare. Tutte acqua e sapone curano l'alimentazione, il bòn ton, la classe, lo charme, il sex appel, frequentano locali altolocati e sorseggiano a capelli sciolti il loro drink a bordo piscina di una festa tipo.
Le donne alle Betty Boop invece le cosiddette donne alla buona, indossano vestiti attillati a sottolineare le imprudenti forme, imbrattano il viso con accesi toni, pronunciano pericolose scollature, esaltando la loro passione per l'eccentrico, l'eccessivo e l'esagerato.

 

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Le donne alla Betty Boop sono quasi sempre, morbide, armoniose e calde terribilmente calde. Se la donna Barbie è un elogio all'eleganza, alla grazia della donna preda, le donne alla Betty Boop depredano con sguardi taglienti e sorrisi ammiccanti.
Le donne Barbie stanno sempre un passo indietro, prudenti, riflessive e di poche parole. Le donne Betty istintive e logorroiche, non si fermano di fronte a niente combattenti in prima linea su qualsiasi fronte.
Le donne Barbie si atteggiano a vere principesse, le donne Betty a principe. Le une oltremodo femminili le altre assai femmine.
A letto la classica donna Barbie si adagia dolcemente con indulgenza assecondando le mosse di lui al timone del suo sinuoso corpo con eccessiva delicatezza, lentezza e leggiadria dei gesti. La donna alla Betty Boop invece sa cosa vuole, come lo vuole. Con decisione "afferra il manubrio" indirizzando i gesti del suo uom, per sottometterlo ai suoi più pervasivi desideri.
A tavola poi la donna Barbie preferisce l'armonia del suo corpo al gusto sacrificando insaporite pietanze a un insalata.
La donna alla Betty Boop a tavola invece sacrifica il suo corpo in cambio di ricche portate goderecce.
Insomma uomini è davvero cosi difficile scegliere se rimanere sempre incollati al mondo incantato delle vostre fate Barbie o vivere con i piedi per terra una vita comune con una donna comune che però sa coccolarvi, farvi ridere, assecondare i vostri bisogni facendovi da moglie, da amante e da amica?

 

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Vivere Sereni. 

Pretendi la perfezione da tutti quelli che ti circondano? Essere precisi e puntuali nelle cose è un bene, ma esserlo eccessivamente no. E, purtroppo, questo è un difetto abbastanza tipico delle donne: siamo più perfettine degli ingegneri, dei geometri e persino dei bancari. 
E quando vogliamo che le cose siano fatte in modo perfetto, spesso intendiamo farle come le faremmo noi, con i nostri canoni e le nostre regole. Ma quante volte questo atteggiamento ci ha portato a discutere? Specialmente in famiglia e al lavoro. Tutte noi dobbiamo, in effetti, farci un esamino di coscienza e smetterla di pretendere che gli altri facciano le cose come vogliamo noi e quando vogliamo noi.
Ogni persona è fatta in modo diverso e, come si dice, il mondo è bello perché è vario. Porta molti più vantaggi lo SCAMBIO e la ricerca di compromesso piuttosto che l’imposizione di un modello. Dobbiamo imparare a notare i punti di forza degli altri, la loro UNICITA’. In questo modo, potremmo arricchire la nostra esperienza e scoprire cose nuove. Ma non solo. Perché quando gli altri capiscono che dai spazio alle loro idee e cerchi di imparare qualcosa dal loro modo di fare, sono più incentivati ad imparare a loro volta da te. In questo modo prendi due piccioni con una fava: impari cose nuove e gli altri imparano (volontariamente!) a fare le cose come le fai tu.
In questo processo, però, è importante ricordarsi di non cadere in spiacevoli PARAGONI. Proprio perché abbiamo tutti capacità ed esperienze diverse, le modalità che adottiamo non sono così facilmente confrontabili. Piuttosto che basarsi su dei paragoni, allora, parliamo in termini di obiettivi. Cioè, invece di dire “C’era questa cosa da fare. Ma io l’avrei fatta meglio di lui/lei” proviamo a dire “C’era questo obiettivo da raggiungere. Lui/lei l’ha raggiunto?”. Se la risposta è sì, lasciamo perdere in che modo. L’ha fatto a modo suo e secondo noi non era la scelta migliore? Pazienza, l’importante è che abbia raggiunto il risultato. Guardando le cose da questa NUOVA PROSPETTIVA, ti accorgerai che tutto diventa più semplice e le discussioni si riducono notevolmente.

 

Consigli-dialogo


Nessuno mette in dubbio che ci siano modi migliori e modi peggiori di fare le cose, e sono certa che in alcuni ambiti tu sia davvero un esempio da seguire, però purtroppo imponendosi sugli altri non si ottengono grandi risultati. Se vogliamo trasmettere la nostra esperienza (ad esempio ai nostri figli, ai colleghi, al compagno), dobbiamo farlo in modo MORBIDO. Iniziamo lodando la persona per i suoi sforzi e le sue idee, poi facciamole notare come – per le potenzialità che ha – potrebbe raggiungere risultati migliori se provasse a fare nel modo che le suggerisci. Chiedile solo di provare e di farti sapere com’è andata, se non sarà contenta, potrà tornare alle vecchie abitudini. Vedrai che 9 volte su 10 continuerà a seguire il tuo consiglio…e finirà per diventare anche più perfettina di te (scherzo, ovviamente! ?).

 

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La consapevolezza di essere Donna. 

L’ 8 marzo, la festa della Donna, una festa che, dovrebbe ricordare un sacrificio, il sacrificio di tante Donne che lottavano per un unico obiettivo, vedere riconosciuti i propri diritti.
La festa della Donna non è solo scambiarsi un regalo, uscire con le amiche, la vera festa, rappresenta molto di più, rappresenta una conquista.
Sono passati gli anni, sono cambiati i luoghi, ma ancora oggi, una donna su due è disoccupata, ancora oggi, sentiamo quotidianamente che una donna è stata uccisa, violentata, picchiata.
Cosa possiamo fare per noi in questo giorno?
Il nostro impegno deve essere racchiuso in due semplici parole : “MAI PIU’”.
Siamo noi che dobbiamo essere le prime a lottare per i nostri diritti, ad imporci sui luoghi di lavoro, nella società, siamo noi che dobbiamo essere libere di poter avere una famiglia e un lavoro, senza rinunciare all’una o all’altra cosa.

 

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Le mimose che doneremo a chi vogliamo bene, in questo giorno, dovranno essere cariche di significato, il significato di vivere, il significato di dignità.
Con questo messaggio vorrei augurare a tutte noi, una splendida festa della donna, affinchè il nostro ruolo venga riconosciuto, venga capito, affinchè ci venga offerto, tutto ciò che meritiamo.
Non importa il modo in cui festeggeremo questo giorno, ciò che conta è viverlo intensamente, viverlo con il cuore, e come sempre, viverlo con quella semplicità e quella consapevolezza della bellezza di essere donne.

 

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L'Italia, un paese per Donne?

 

Le donne, in Italia, oggi. Che situazione vivono? Come vengono valorizzate al lavoro? Come vengono supportate a coniugare lavoro e famiglia? Tante domande già vive da tempo che ancora non sembrano trovare giuste risposte. Il recente risultato elettorale, che ha nuovamente cambiato la composizione dell’esecutivo, rimette le carte in tavola. Sarà il momento della svota? Ne parliamo con Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato per il PD. Valeria si definisce una sindacalista pragmatica, riformista e femminista. È stata anche una delle fondatrici di Se non ora quando?, partecipando all’organizzazione della manifestazione del 13 febbraio 2011.

E: Come vedi la situazione in Italia al giorno d’oggi?

V: Viviamo una situazione molto complessa. La crisi ha messo il paese in ginocchio, sono venute alla luce negli ultimi anni tutte le debolezze di sistema che ormai penalizzano l’Italia, e l’instabilità emersa dalle elezioni ha reso la situazione ancora più difficile. Il percorso che abbiamo di fronte è stretto, ma chiaro: occorre coniugare cambiamento e responsabilità e procedere con decisione, segnando via via nuove strade nel panorama inedito che ci troviamo ad affrontare.

E: C’è chi dice che come quote rosa stiamo crescendo, chi invece vive il contrario. Tu come la vedi?

V: Per quanto riguarda il Parlamento, per la scelta di alcune forze politiche - il PD in primo luogo, ma anche il M5S - di mettere in lista molte donne, la presenza femminile è indubbiamente cresciuta, poco oltre il 30% in questa legislatura contro il 20% della scorsa. É un segnale importante, è certo un successo, ma anche  solo il punto di partenza. La maggiore presenza di donne tra chi rappresenta i cittadini alla Camera e al Senato deve diventare un elemento che rafforza quel percorso di cambiamento di cui parlavo, per liberare il potenziale femminile in tutti i settori, e permettere che le donne non siano solo una quota, seppur crescente, ma un fattore di forza, competitività, etica per tutto il Paese. Le donne, se lo scelgono, possono cambiare la politica, le priorità, le regole. E, quindi, costruire un Paese nuovo, per donne e uomini.

E: Secondo te, una donna che si trova in un ambiente maschilista può farsi strada o è una battaglia persa?

V: Sicuramente ogni donna deve sempre cercare di farsi strada: provare a dimostrare il proprio valore, impegnarsi al massimo, lavorare e mettere alla prova il proprio talento vale sempre la pena. Ma la battaglia per rendere la cultura del paese meno maschilista - nei luoghi di lavoro, nei media, nel modo generale di pensare al futuro - è una battaglia che le donne devono fare insieme, coinvolgendo sempre più anche gli uomini. Vorrei una relazione vera e forte tra le donne delle Istituzioni, delle Associazioni e della società. Ogni donna deve provare a farsi strada, sempre: ma dobbiamo battere il maschilismo. Perché ogni ragazza che si affaccia al mondo del lavoro deve sapere che il suo paese, che l’Italia punta su di lei, e che potrà vedere premiato il suo impegno.

 

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E: Sul ruolo e l'immagine delle donne nel mondo della politica si sentono tante opinioni. Tu che la vivi direttamente, cosa ne pensi?

V: Sicuramente negli ultimi anni, dalla rappresentazione che la politica ha dato delle donne, non c’è di che sentirsi rappresentate. Abbiamo assistito davvero all’umiliazione delle donne, della loro dignità oltre che della loro immagine. Ci sono però anche tante donne che quotidianamente lavorano nelle Istituzioni e nelle associazioni di rappresentanza e si impegnano in politica con passione e competenza, dando sia l’esempio dei risultati raggiunti sia allargando con le battaglie comuni le opportunità per tutte le donne. Io ho lavorato molte volte nella mia vita in ambienti fino a quel momento molto maschili, e sono sempre riuscita ad affermarmi con il lavoro, l’impegno, lo studio, la massima collaborazione con gli uomini, la solidarietà e la passione delle battaglie con e per le donne.

E: Hai qualche consiglio per chi tra le lettrici non riesce a farsi strada perché donna?

V: Continuare a credere nelle proprie capacità, lottare per una società dove il merito è premiato e dove la differenza di genere è un dato acquisito. Ricordare a colleghi, capi o interlocutori professionali di ogni genere che i dati parlano chiari: secondo Banca d’Italia dove ci sono più donne si produce più valore e c’è meno corruzione. E che i generi sono due: DONNE e UOMINI. Quindi, c'è bisogno del doppio sguardo su tutto. Ma voglio che quelle lettrici e quelle donne che non riescono a farsi strada perché donne possano soprattutto oggi non sentirsi sole. Allora consiglio loro di scegliersi una delle tante donne che siedono in Parlamento, una di quelle elette nella lista che hanno votato o una qualsiasi che ispira la loro fiducia. Le scrivano, ci contattino, mi contattino, chiedano il nostro supporto perché siamo in Parlamento anche per questo.

E: E se una donna volesse cercare all’estero, che paesi consigli?

V: Credo che ciascuna e ciascuno sia libero di scegliere dove meglio poter realizzare i propri progetti, e capisco che oggi molti giovani pensino che altrove le proprie potenzialità possano meglio esprimersi e possano essere meglio valorizzate. Ma credo anche che oggi, proprio perché siamo di fronte ad uno scenario inedito e perché dobbiamo orientare al cambiamento l’azione del Parlamento e del governo, mi piacerebbe che tante ragazze scegliessero di puntare sull’Italia. Non è un auspicio sentimentale né la volontà di fare la morale a chi vuole andare via, ma un impegno rispetto al lavoro che dovremo e che dovrò fare: far tornare la voglia di puntare sull’Italia e di avere fiducia nel nostro futuro comune.

E: Famiglia e carriera: secondo te sono davvero conciliabili? Pensi che il sistema italiano potrebbe fare di più per aiutare le donne in questo senso?

V: Sì, certo che sono conciliabili, ma non in Italia oggi. Il sistema potrebbe e dovrà fare molto di più: dai servizi, come gli asili o quelli di cura, per liberare il tempo delle donne (e insieme creare lavoro) a una diversa e condivisa divisione dei compiti tra i genitori. Dal maggiore uso del part time alla fine delle dimissioni in bianco. Dalla maternità garantita per tutti i contratti di tipo subordinato o para-subordinato a un avanzamento culturale che renda la differenza di genere davvero un elemento diffuso del senso etico, sociale e produttivo del Paese. Insomma, un Paese civile si misura davvero sulla condizione di cittadinanza piena delle donne.

 

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