01 Feb

Il coraggio di lasciarsi

Pubblicato in Amore

Quando una storia d'amore finisce. 

“Eppure eravamo …”, questa è la frase che riecheggia sempre nel nostro cervello, quando sedute sul divano con la tazza che fuma per il contenuto caldo, ci mettiamo a riflettere sulla nostra vita sentimentale o matrimoniale.
Quante volte ci siamo trovate in questa situazione? Ogni volta vorremmo che la storia che stiamo vivendo sia l’ultima, di poter finalmente vivere tranquille l’amore della nostra vita.
Capita a tutti: un giorno camminiamo mano per la mano per vie della città ridendo e scherzando, amoreggiando tra baci, risate e parole che riempiono il cuore, negli occhi solo il desiderio di passare il tempo ad amarsi e si parla di grandi progetti, di figli, chi di matrimonio e chi di convivenza e alcuni realizzano anche questi progetti e poi … un giorno ti svegli e bo… ti accorgi che tutto quello che il giorno prima esisteva, ora quasi per magia non c’è più.
Molti dicono che accade per gradi … no, non è mai così… il cambio di rotta avviene sempre in un attimo, lasciandoci stordite, con mille e cinquecento punti interrogativi nella testa, ci guardiamo dall’esterno, e sembriamo due estranei: distanti mille miglia anche se siamo nella stessa stanza.
Si passa sempre di più tempo a discutere, la cosa buffa è che si discute per le cazzate, tipo aver messo la forchetta con il manico blu al posto di quella con il manico rosso … e per una stupida come questa si finisce poi a urlare, a dirsi di tutto, a vomitarsi addosso alle cattiverie più brutte man mano che i nostri cuori si allontanano.
Le frasi dette sono sempre le stesse: “ NON TI SOPPORTO Più”, “TI LASCIO “, “ ME NE VADO”, dentro abbiamo l’orgoglio che ribolle come una pentola in ebollizione e vorremmo avere la forza di prendere e sparire lasciando quell’uomo su due piedi, ma non riusciamo a fare un passo, i nostri piedi sono come cementificati al pavimento, urliamo e basta, sperando che quelle parole urlate arrivino al suo cuore.
Le lacrime scendono sempre più spesso del normale e ci tengono compagnia anche quando non scorrono sulle guance ma dentro la propria anima, spesso si continua ad andare avanti perché ci hanno sempre insegnato che non si deve mollare mai e poi che le crisi in amore le passiamo tutti.
E ci arrabbiamo quando dopo mille tentativi, dopo esserci incolpate di tutto, chiesto almeno mille volte il perché sta capitando e cercato di risistemare il tutto, nuovamente vediamo che nulla cambia, tutto continua a essere freddo, non ci si cerca più neppure a letto, dove il saluto notturno diventa un semplice “NOTTE” magari detto girati l’uno nel verso opposto del altro.

 

Amore-finito-male


Poi arrivano le cosiddette conoscenze a dispensare consigli del caxxo: “Fallo di più con lui, vedrai che tutto si aggiusta” … come se obbligarsi a fare l’amore sette giorni su sette in un qualche modo potesse riparare quel qualcosa che non esiste più; oppure, ti dicono di essere più dolce e carina o di vestirti più sexy e poi ci propinano le loro storie strà super mega favolose che, siamo oneste, si possono leggere solo nei libri delle favole, dove principi e principesse vivono storie d’amore con la frase conclusiva del vissero per sempre felici e contenti.
La realtà è che quando ci troviamo a vivere questi momenti, bisognerebbe riuscire a essere sincere con se stesse ammettendo che oramai quel rapporto che ci rendeva tanto felici, non esiste più, inutile cercarne i motivi: se è successo per colpa di un’altra che si è intromessa nella nostra relazione o se qualcosa di noi non gli piace più.
Anche se è difficile, un po’ come se fossimo ancorate a un masso enorme, bisogna trovare il coraggio e la forza di aprire quella porta e fare il passo di cambiare vita, senza paura del futuro, senza paura di non riuscire più a innamorarsi o a ricostruirsi una vita.
Portare avanti un rapporto rotto è deleterio, fa ammalare l’anima e per quanto sia difficile ricominciare, non è mai così brutto come il distruggersi per amore e si sa… l’amore crea le sofferenze più pesanti.

 

Rapporto Uomo/Donna. Cronaca di due mondi all'opposto. 


Sara: «… Non li incontri tutti tu, è la madre che genera gli sfi***i che non è mai diventata sterile!»
(da uno scambio di SMS tra me e la mia amica Sara)
Cari uomini,
se siete orgogliosi/permalosi/suscettibili/vulnerabili/irritabili/schifiltosi/fighetti/radical chic/esistenzialisti e/o sensibili alle donne che esprimono opinioni sul vostro conto, astenetevi dalla lettura di queste righe. Anzi, no: leggetele! Leggete tutto, vi prego!

Premetto che:

1) Non sono un’accanita femminista o, per lo meno, mi ritengo incline a considerare pregi e utilità del sesso forte, e a osservare con occhio critico e, (per quanto possibile), imparziale la comportamentistica non sempre geniale della femmina donna;
2) Non mi piace generalizzare, lo trovo indice di superficialità e scarsa attitudine speculativa, nonché ottusità e qualunquismo (talvolta però cado in errore e, ahimè, generalizzo);
3) Non ho mai tangibilmente subito particolari offese/oltraggi/danni morali e/o materiali da parte del maschio, ma:
4) Sono ipersensibile e iperattenta ai dettagli e alle sfumature, perciò svariati atteggiamenti maschili profusi nei miei riguardi hanno avuto sul mio stomaco la precisione di un taglio da stiletto;
5) Purtroppo per me (non so per gli altri, ma di sicuro per me) appartengo a quella categoria di donne (e spesso mi ritengo talmente rimbambita da pensare di essere l’unico esemplare di quella categoria) che hanno nei confronti del maschio uomo quell’istintivo, profondo, disinteressato, cieco e sordo quanto demenziale spirito da crocerossina che le porta a calpestare miseramente orgoglio e amor proprio (sempre che esistano, nei recessi dell’intestino) essendo presenti sempre e comunque, giorno e notte, sane o col virus intestinale, allegre o tristi, nevrotiche o spensierate, con una remissività e una flessibilità che rasentano il servilismo, ricoprendo il loro maschio di attenzioni (non richieste spesso, ma le attenzioni devono essere così: non richieste!), a cucinare per lui manicaretti degni di Gualtiero Marchesi, a mollare tutto ciò che stanno facendo per correre da lui con qualsivoglia condizione atmosferica, fino a regredire a un livello intellettivo pre-animale, insomma: la donna-zerbino.

 

aneddoti-divertenti-uomo-donna

 

Fatte queste dovute premesse, ho necessità di parlare a cuore aperto a tutti i ragazzi intorno alla trentina (restringo il campo, tanto per non generalizzare, appunto) che interagiscono con giovani donzelle apprestandosi a cimentarsi in una, chiamiamola, amitié amoureuse, per capirci, il preludio a una storia. Dal basso della mia scarsa esperienza e delle mie risibili vicissitudini, ho notato ciò:
• Corteggiate sottilmente una ragazza da sei mesi, timidamente e discretamente e, con encomiabile sprezzo del pericolo, riuscite a ottenere il suo numero. Bene, allora questa ragazza vi piace. E se questa ragazza vi piace, perché:
- la chiamate la mattina di Natale suggerendo velatamente una romantica passeggiata pomeridiana sotto la neve, e poi sparite lasciando sfumare la proposta;
- concordate un fugace saluto e un caffè all’uscita dal lavoro, e poi declinate adducendo l’irrinunciabile pisciatina del cane, seguita da irrinunciabile pennichella pomeridiana?

• Dichiarate di poter spostare le montagne per la ragazza che corteggiate intensamente da parecchio tempo, e riuscite (quasi) a ottenere la sua fiducia. Vi dichiarate gelosi e possessivi, promettete impegno, amore e attenzioni CO-STAN-TI, pretendendo indietro il doppio. Ma allora perché:
- sparite per due intere settimane, senza rispondere agli sms e alle chiamate (anzi, staccate pure il telefono!) e tornate con una nonchalance imbarazzante e improbabili spiegazioni astrologiche, giustificando l’assenza come uno dei vostri numerosi episodi di Luna (essendo del Cancro)?

• Avete un ascesso e la guancia destra come una zampogna per colpa dell’orrido dente del giudizio, con relativo rialzo febbrile. La vostra quasi fidanzata, impietosita e costernata, si precipita in farmacia a comprare il gel antinfiammatorio e ve lo porta direttamente sul posto di lavoro, incurante della deontologia professionale e del rapporto cliente/cassiere. Allora perché voi:
- afferrate il sacchetto sputando un “grazie” rinsecchito (ok, state lavorando, però…);
- non vi premurate nemmeno di comunicare l’avvenuta o meno utilità del summenzionato gel antiflogistico?

• Finalmente una serata tranquilla da trascorrere insieme! Dopo quasi un mese di lontananza causa lavoro/studio vi concedete una pizza e un cinema soli soletti. Lei vi è mancata terribilmente (stando alle dichiarazioni del vostro cuore traboccante), ma allora perché… La fate aspettare TRE QUARTI D’ORA (addio pizza, addio cinema) e, al ventisettesimo squillo, richiamate dicendo di essere dalla parte opposta della città a recuperare un amico rimasto a piedi con la macchina?

• Le fate un’improvvisata a un orario improbabile e lei rischia la rottura del femore nel tentativo di infilarsi i jeans/pettinarsi/truccarsi con una pantofola sì e una no scivolando sul parquet, per rendersi un minimo presentabile. Ma allora perché… A una sua timida richiesta di vedersi per un’uscita non pianificata le rispondete che avete “il reflusso gastroesofageo” e “non me la sento di uscire, mi prendo un Maalox e mi butto sul letto” (testuali parole)?

Ma soprattutto: PERCHE’ NOI ALTRE SI CONTINUA A DARVI RETTA?

Ultime considerazioni: sono stata prolissa, lo so, ma ho un’aneddotica fiorente da cui ho estrapolato solo alcune chicche, avrei potuto continuare a oltranza. Ragazzi maschi, vi prego: vabbè, siamo sfiancanti, contorte, complicate, pedanti, ossessivo-compulsive, isteriche e schizoidi, ma… SANTA POLENTA, SVEGLIATEVI!

Ps. Donne, ditemi che almeno una volta nella vita vi siete riconosciute in situazioni del genere…

 

e se trovare l'uomo giusto dipendesse da noi?

 

19 Nov

Cenerentolo

Pubblicato in Amore

Dove è finito il vero Uomo? 

Sin dall’inizio dei tempi, una delle leggi che struttura le basi dell’umanità, che regola i flussi sanguigni del nostro desiderio, è la ricerca dell’altra metà, traguardo agognato da uomini e donne che si inseguono affannosamente, si trovano per poi perdersi in un andirivieni di anime consegnate con il sigillo del Sempre e riscattate al trono del Mai.

Una ricerca lunga una vita, un appagamento a volte, speso in pochi spiccioli di attimi.

Le frequentazioni, i rapporti solidi, le semplici trasgressioni da relazioni che poi consolidate non sono, le distrazioni di un attimo, gli impegni lunghi una vita, diventano sequenze di tempi che variano in perfette equazioni matematiche, le cui incognite risiedono proprio in quell’inconoscibile che il futuro che ci riserva.  

Vite tese verso qualcuno con cui dividere un’emozione, un momento, un’esperienza, un pezzo di vita o addirittura un’intera vita.

Si registrano drammi, si spendono parole, infiniti discorsi, si costruiscono teorie, si inscenano vendette sul tema Amore, ma come la tradizione popolare insegna, quando si è davvero e intimamente  alla ricerca, difficilmente si trova... a volte si parcheggia e si attende...

Una domanda legittima a cui è difficile sottrarsi “Ma si attende chi?” 

Intanto urge darsi una spiegazione all’interrogativo che freme risposta: quell’uomo tramandato come l’uomo dei sogni, chi è diventato? Quella dolce metà... è ancora una metà? O intanto nell’attesa è diventato uno spicchio?

 

 

Forse è un uomo, che dopo anni di femminismo, si è sentito castrato, è stato deresponsabilizzato da sé stesso. Spieghiamoci meglio, onde evitare inutili fraintendimenti... Per dirla con caratteri facilmente comprensibili, si è dato il permesso di fuggire dall’impegno di una relazione, magari dopo aver collezionato diverse sconfitte, o dopo aver vissuto competizioni che frenerebbero anche i tori in un’arena allo sventolio di un fazzoletto rosso...

L’uomo, in una fascia fiorente d’età dai 35 anni in poi... fino (diamoci un traguardo) ad una soglia di ultra 50 anni, si presume sia un uomo fiero di sé, pieno di certezze, di relazioni amicali, di buoni propositi, di un lavoro consolidato, di un suo spessore dovuto all’esperienze che la vita gli ha gentilmente elargito.

Tutto indurrebbe a pensare che è un uomo che dovrebbe dare il meglio di sé!

In realtà la maggior parte degli uomini, mi riservo poche eccezioni sul tema, si nasconde, è piena di paure, rifuggendo la solitudine come una bestia da domare, frenata nei propri slanci, non scevra da recriminazioni verso l’universo femminile e non solo, poco propensa nel dare, nel concedersi che non è solo un atto fisico, ma spirituale... a volte rabbiosa verso la vita.

Si direbbe una generazione scoraggiata!

Staremmo generalizzando se non facessimo le dovute esclusioni, tutti coloro che hanno un ottimo dialogo con il proprio Sé, che sono in pace con il mondo, che non si sono inginocchiati consacrandosi al Dio-Lavoro o hanno dato luce a rapporti, o famiglie che funzionano, dove non impera la noia, dove ancora il desiderio germoglia dopo anni di convivenza, dove non si rifugge in scappatelle tenute sotto silenzio. 

Ma ritorniamo a quell’uomo battitore libero che ci piace tanto...

Oggi scende in campo... e inizia a giocare la sua partita, attraverso nuove modalità di conoscenza, rappresentate dal mondo delle Chat, dove non c’è contatto, non ci si vede se non attraverso foto o cam... dove tutto ha un carattere impersonale, virtuale, perfetto nella propria distanza, dove il futuro di una conoscenza può essere spento in un click di tastiera...

 

 

Complice la distanza, ci si racconta, ci si apre su tutto, senza remore o freni inibitori, e in pochi giorni si consumano vite di conoscenza, ci si delude, si soffre forse più che in una realtà vera, tangibile, spesso succede di incontrarsi e di viversi.

Ma comunque vada... le emozioni fluiscono e si esauriscono nella maggior parte dei casi.

E’ corretto dire che quell’uomo oggi è diventato Cenerentolo nell’animo, con un modo di fare sempre più sofisticatamente impoverito, privo di un generale entusiasmo, lontano da quella scintilla divina?

Mi riservo il diritto di lasciare galoppare libera la fantasia nei meandri della realtà... laddove le briglie sarebbero solo un intralcio.

E quindi come in ogni fiaba che si rispetti, se non si opera una magia... il finale potrebbe essere "E tutti vissero infelici e scontenti”.

 

18 Gen

Riflessioni sul tradimento

Pubblicato in Amore

Ti alzi dal letto in un giorno che sembra normale come gli altri, poi un qualcosa, quel qualcosa che da sempre hai sospettato, ma a cui non hai mai voluto credere, ti fa spalancare gli occhi, come se non avessi mai visto la tua vita prima di quel momento, come se tutto d’un tratto le classiche fette di salame che tutti ti hanno sempre incolpato di avere davanti agli occhi finalmente cadessero. Un messaggio dimenticato per sbaglio sul cellulare o un bigliettino nella tasca dei pantaloni e quella persona che per te rappresenta il mondo diventa la persona che detesti di più, quella che ti ha ferito e non riesci più a essere obiettiva. Hai voglia di spaccare tutto e contemporaneamente di dissolverti nell’universo tipo vapore acqueo.

Davanti agli occhi ti scorrono immagini del tuo amore che dice di amarti e contemporaneamente altre in cui fa l’amore, pardon, scopa con un'altra persona, tipo filmato scovato su uno di quei tanti siti porno: non fai altro che piangere e chiederti perché…

Sto parlando del tradimento, di quando veniamo a scoprire che il nostro amore ha iniziato una: tresca? Storia? relazione? Scopata?  insomma di quando veniamo a conoscenza che la persona che amiamo ha un’altra persona.

Oggi sembra quasi sia normale vivere di relazioni extra (leggi perché gli uomini tradiscono), famiglie stra super allargate, dove magari il marito ha un'altra e la moglie pure e magari poi la sera vanno tranquillamente a dormire dicendosi TI AMO prima di chiudere gli occhi. La cosa particolare è che sicuramente entrambi sanno quello che sta accadendo ma preferiscono nascondersi dietro a una facciata fatta di bugie.

Le donne che si mettono con un uomo sposato quando le ascolti parlare diranno sempre le stesse cose: “lui è innamorato di me”, “sua moglie è una stronza”, “sua moglie non gliela da mai”, definendo quasi la sua moglie come una poverina senza arte ne parte che lui non lascia perché poi dove vuoi che vada e chi vuoi che se la pigli. Se ascolti un uomo sposato che sta per crearsi la sua storia extra, convinto di star per fare la scopata del secolo dirà sempre le stesse cose: “ah, mia moglie non si cura”, “mia moglie non vuole scopare mai”, “mia moglie mi tratta male”.

 

 

E così partono le relazioni extra vissute tra attimi rubati al lavoro, alla famiglia, ai figli passati in un letto o anche peggio in una squallida …macchina.

Donne che credono di aver trovato l’uomo della vita e attendono che poi lui lasci la moglie e la famiglia, e poi ci sono anche quelle che vogliono far di tutto per tenersi l’uomo trovato e innescano piani allucinanti per far lasciare quel uomo tanto bramato da sua moglie…. Senza rendersi conto che tanto amore in quello che vivono non ce. Nel 90 per cento dei casi è solo sesso, pura idea di trasgressione.

Poche, pochissime coppie createsi da una relazione extra diventano poi veramente coppie nella realtà, quindi alla base di tutto questo, mi domando: ma…. Vale veramente la pena di vivere questo tipo di relazione? Vale veramente la pena di tutta la sofferenza che si va a creare ?

Non sarebbe forse meglio vivere la persona che abbiamo cercando, se ci sono, di risolvere con il dialogo gli eventuali problemi che ci possono spingere a cercare un’altra persona?

E ancora, se poi problemi non ci sono e la persona con cui abbiamo deciso di condividere la nostra vita sentiamo di amarla e non vogliamo perderla, vale veramente la pena di vederla poi piangere o stare male per una scopata?

Una storia di sesso vale effettivamente tanta sofferenza? Perché tanto non vogliatevi illudere, alla fine salta fuori sempre tutto.

E se proprio non amate più la persona che avete accanto be… allora piuttosto di farla soffrire abbiate il coraggio di lasciarla, prima di fare qualsiasi cosa.

Forse meglio imparare a riflettere prima di tutto.

 

 

Quando siamo avvolte da mille dubbi. 

Vi è mai capitato di dover prendere una decisione ma di non trovare proprio il coraggio di farlo? Avete presente quel nodo alla gola che non ti fa respirare, congiunto con quella morsa allo stomaco che ti sembra d’avvertire quando cuore e testa viaggiano su binari diversi? Ecco questo è ciò che si prova quando pensi alla soluzione ipotetica ad una questione che t’affligge da un po’…
Il fatto di non riuscire a decidere, molto spesso, per qualcuno, discende dalla mancanza di carattere. Io non penso sia così. Il non riuscire a fare una scelta, a parer mio, discende non tanto dalla mancanza di carattere, ma dalla consapevolezza di aver paura di non farcela dopo e dei “mostri del cuore” che consapevolmente sappiamo di dover affrontare dopo. E diciamocelo, a nessuno piacciono gli “scossoni emotivi”.

 


Si definiscono tali, quei momenti, quei giorni o anche quegli istanti, nei quali quel nodino alla gola sale su fino agli occhi e cala giù lasciando una traccia bagnata lungo il viso. I pensieri allora esplodono nella testa e le vere consapevolezze fioriscono nella mente. Questa è la parte più brutta.
Mettiamo il caso di una storia d’amore finita, o anche di un amicizia tradita per questo o quell’altro motivo. La consapevolezza amara di aver riposto tempo, cuore, sogni e anche denaro perché no, in un sentimento tanto labile, d’assomigliare a quei dolciumi frolli, che si sbriciolano in mano quando, il giorno dopo nel frigorifero non sanno di nulla, nonostante prima fossero deliziose e le decorazioni magnifiche. Ecco parlo proprio della consapevolezza di un amore acido che però era incartato così bene da sembrare eterno.