Visualizza articoli per tag: uomo

Rapporto Uomo/Donna. Cronaca di due mondi all'opposto. 


Sara: «… Non li incontri tutti tu, è la madre che genera gli sfi***i che non è mai diventata sterile!»
(da uno scambio di SMS tra me e la mia amica Sara)
Cari uomini,
se siete orgogliosi/permalosi/suscettibili/vulnerabili/irritabili/schifiltosi/fighetti/radical chic/esistenzialisti e/o sensibili alle donne che esprimono opinioni sul vostro conto, astenetevi dalla lettura di queste righe. Anzi, no: leggetele! Leggete tutto, vi prego!

Premetto che:

1) Non sono un’accanita femminista o, per lo meno, mi ritengo incline a considerare pregi e utilità del sesso forte, e a osservare con occhio critico e, (per quanto possibile), imparziale la comportamentistica non sempre geniale della femmina donna;
2) Non mi piace generalizzare, lo trovo indice di superficialità e scarsa attitudine speculativa, nonché ottusità e qualunquismo (talvolta però cado in errore e, ahimè, generalizzo);
3) Non ho mai tangibilmente subito particolari offese/oltraggi/danni morali e/o materiali da parte del maschio, ma:
4) Sono ipersensibile e iperattenta ai dettagli e alle sfumature, perciò svariati atteggiamenti maschili profusi nei miei riguardi hanno avuto sul mio stomaco la precisione di un taglio da stiletto;
5) Purtroppo per me (non so per gli altri, ma di sicuro per me) appartengo a quella categoria di donne (e spesso mi ritengo talmente rimbambita da pensare di essere l’unico esemplare di quella categoria) che hanno nei confronti del maschio uomo quell’istintivo, profondo, disinteressato, cieco e sordo quanto demenziale spirito da crocerossina che le porta a calpestare miseramente orgoglio e amor proprio (sempre che esistano, nei recessi dell’intestino) essendo presenti sempre e comunque, giorno e notte, sane o col virus intestinale, allegre o tristi, nevrotiche o spensierate, con una remissività e una flessibilità che rasentano il servilismo, ricoprendo il loro maschio di attenzioni (non richieste spesso, ma le attenzioni devono essere così: non richieste!), a cucinare per lui manicaretti degni di Gualtiero Marchesi, a mollare tutto ciò che stanno facendo per correre da lui con qualsivoglia condizione atmosferica, fino a regredire a un livello intellettivo pre-animale, insomma: la donna-zerbino.

 

aneddoti-divertenti-uomo-donna

 

Fatte queste dovute premesse, ho necessità di parlare a cuore aperto a tutti i ragazzi intorno alla trentina (restringo il campo, tanto per non generalizzare, appunto) che interagiscono con giovani donzelle apprestandosi a cimentarsi in una, chiamiamola, amitié amoureuse, per capirci, il preludio a una storia. Dal basso della mia scarsa esperienza e delle mie risibili vicissitudini, ho notato ciò:
• Corteggiate sottilmente una ragazza da sei mesi, timidamente e discretamente e, con encomiabile sprezzo del pericolo, riuscite a ottenere il suo numero. Bene, allora questa ragazza vi piace. E se questa ragazza vi piace, perché:
- la chiamate la mattina di Natale suggerendo velatamente una romantica passeggiata pomeridiana sotto la neve, e poi sparite lasciando sfumare la proposta;
- concordate un fugace saluto e un caffè all’uscita dal lavoro, e poi declinate adducendo l’irrinunciabile pisciatina del cane, seguita da irrinunciabile pennichella pomeridiana?

• Dichiarate di poter spostare le montagne per la ragazza che corteggiate intensamente da parecchio tempo, e riuscite (quasi) a ottenere la sua fiducia. Vi dichiarate gelosi e possessivi, promettete impegno, amore e attenzioni CO-STAN-TI, pretendendo indietro il doppio. Ma allora perché:
- sparite per due intere settimane, senza rispondere agli sms e alle chiamate (anzi, staccate pure il telefono!) e tornate con una nonchalance imbarazzante e improbabili spiegazioni astrologiche, giustificando l’assenza come uno dei vostri numerosi episodi di Luna (essendo del Cancro)?

• Avete un ascesso e la guancia destra come una zampogna per colpa dell’orrido dente del giudizio, con relativo rialzo febbrile. La vostra quasi fidanzata, impietosita e costernata, si precipita in farmacia a comprare il gel antinfiammatorio e ve lo porta direttamente sul posto di lavoro, incurante della deontologia professionale e del rapporto cliente/cassiere. Allora perché voi:
- afferrate il sacchetto sputando un “grazie” rinsecchito (ok, state lavorando, però…);
- non vi premurate nemmeno di comunicare l’avvenuta o meno utilità del summenzionato gel antiflogistico?

• Finalmente una serata tranquilla da trascorrere insieme! Dopo quasi un mese di lontananza causa lavoro/studio vi concedete una pizza e un cinema soli soletti. Lei vi è mancata terribilmente (stando alle dichiarazioni del vostro cuore traboccante), ma allora perché… La fate aspettare TRE QUARTI D’ORA (addio pizza, addio cinema) e, al ventisettesimo squillo, richiamate dicendo di essere dalla parte opposta della città a recuperare un amico rimasto a piedi con la macchina?

• Le fate un’improvvisata a un orario improbabile e lei rischia la rottura del femore nel tentativo di infilarsi i jeans/pettinarsi/truccarsi con una pantofola sì e una no scivolando sul parquet, per rendersi un minimo presentabile. Ma allora perché… A una sua timida richiesta di vedersi per un’uscita non pianificata le rispondete che avete “il reflusso gastroesofageo” e “non me la sento di uscire, mi prendo un Maalox e mi butto sul letto” (testuali parole)?

Ma soprattutto: PERCHE’ NOI ALTRE SI CONTINUA A DARVI RETTA?

Ultime considerazioni: sono stata prolissa, lo so, ma ho un’aneddotica fiorente da cui ho estrapolato solo alcune chicche, avrei potuto continuare a oltranza. Ragazzi maschi, vi prego: vabbè, siamo sfiancanti, contorte, complicate, pedanti, ossessivo-compulsive, isteriche e schizoidi, ma… SANTA POLENTA, SVEGLIATEVI!

Ps. Donne, ditemi che almeno una volta nella vita vi siete riconosciute in situazioni del genere…

 

e se trovare l'uomo giusto dipendesse da noi?

 

19 Nov

Cenerentolo

Pubblicato in Amore

Dove è finito il vero Uomo? 

Sin dall’inizio dei tempi, una delle leggi che struttura le basi dell’umanità, che regola i flussi sanguigni del nostro desiderio, è la ricerca dell’altra metà, traguardo agognato da uomini e donne che si inseguono affannosamente, si trovano per poi perdersi in un andirivieni di anime consegnate con il sigillo del Sempre e riscattate al trono del Mai.

Una ricerca lunga una vita, un appagamento a volte, speso in pochi spiccioli di attimi.

Le frequentazioni, i rapporti solidi, le semplici trasgressioni da relazioni che poi consolidate non sono, le distrazioni di un attimo, gli impegni lunghi una vita, diventano sequenze di tempi che variano in perfette equazioni matematiche, le cui incognite risiedono proprio in quell’inconoscibile che il futuro che ci riserva.  

Vite tese verso qualcuno con cui dividere un’emozione, un momento, un’esperienza, un pezzo di vita o addirittura un’intera vita.

Si registrano drammi, si spendono parole, infiniti discorsi, si costruiscono teorie, si inscenano vendette sul tema Amore, ma come la tradizione popolare insegna, quando si è davvero e intimamente  alla ricerca, difficilmente si trova... a volte si parcheggia e si attende...

Una domanda legittima a cui è difficile sottrarsi “Ma si attende chi?” 

Intanto urge darsi una spiegazione all’interrogativo che freme risposta: quell’uomo tramandato come l’uomo dei sogni, chi è diventato? Quella dolce metà... è ancora una metà? O intanto nell’attesa è diventato uno spicchio?

 

 

Forse è un uomo, che dopo anni di femminismo, si è sentito castrato, è stato deresponsabilizzato da sé stesso. Spieghiamoci meglio, onde evitare inutili fraintendimenti... Per dirla con caratteri facilmente comprensibili, si è dato il permesso di fuggire dall’impegno di una relazione, magari dopo aver collezionato diverse sconfitte, o dopo aver vissuto competizioni che frenerebbero anche i tori in un’arena allo sventolio di un fazzoletto rosso...

L’uomo, in una fascia fiorente d’età dai 35 anni in poi... fino (diamoci un traguardo) ad una soglia di ultra 50 anni, si presume sia un uomo fiero di sé, pieno di certezze, di relazioni amicali, di buoni propositi, di un lavoro consolidato, di un suo spessore dovuto all’esperienze che la vita gli ha gentilmente elargito.

Tutto indurrebbe a pensare che è un uomo che dovrebbe dare il meglio di sé!

In realtà la maggior parte degli uomini, mi riservo poche eccezioni sul tema, si nasconde, è piena di paure, rifuggendo la solitudine come una bestia da domare, frenata nei propri slanci, non scevra da recriminazioni verso l’universo femminile e non solo, poco propensa nel dare, nel concedersi che non è solo un atto fisico, ma spirituale... a volte rabbiosa verso la vita.

Si direbbe una generazione scoraggiata!

Staremmo generalizzando se non facessimo le dovute esclusioni, tutti coloro che hanno un ottimo dialogo con il proprio Sé, che sono in pace con il mondo, che non si sono inginocchiati consacrandosi al Dio-Lavoro o hanno dato luce a rapporti, o famiglie che funzionano, dove non impera la noia, dove ancora il desiderio germoglia dopo anni di convivenza, dove non si rifugge in scappatelle tenute sotto silenzio. 

Ma ritorniamo a quell’uomo battitore libero che ci piace tanto...

Oggi scende in campo... e inizia a giocare la sua partita, attraverso nuove modalità di conoscenza, rappresentate dal mondo delle Chat, dove non c’è contatto, non ci si vede se non attraverso foto o cam... dove tutto ha un carattere impersonale, virtuale, perfetto nella propria distanza, dove il futuro di una conoscenza può essere spento in un click di tastiera...

 

 

Complice la distanza, ci si racconta, ci si apre su tutto, senza remore o freni inibitori, e in pochi giorni si consumano vite di conoscenza, ci si delude, si soffre forse più che in una realtà vera, tangibile, spesso succede di incontrarsi e di viversi.

Ma comunque vada... le emozioni fluiscono e si esauriscono nella maggior parte dei casi.

E’ corretto dire che quell’uomo oggi è diventato Cenerentolo nell’animo, con un modo di fare sempre più sofisticatamente impoverito, privo di un generale entusiasmo, lontano da quella scintilla divina?

Mi riservo il diritto di lasciare galoppare libera la fantasia nei meandri della realtà... laddove le briglie sarebbero solo un intralcio.

E quindi come in ogni fiaba che si rispetti, se non si opera una magia... il finale potrebbe essere "E tutti vissero infelici e scontenti”.

 

Ti arrabbi spesso con il tuo compagno? allora leggi questo. 

Il rapporto di coppia ha lati buoni e lati meno buoni, come tutte le cose. Quando si condivide la vita con un’altra persona, bisogna imparare a fare uno sforzo di tolleranza, comprensione, accettazione e generosità. Mica cose da poco. E le coppie che stanno insieme per decenni meritano davvero un Nobel!

Uno dei fattori che tende a minare il rapporto di coppia è quello che chiamo lo stillicidio delle DISCUSSIONI. Cioè quando si arriva a litigare per ogni dettaglio, finendo in un tunnel di stress e rabbia, che ogni giorno rovina il legame, come la classica goccia che scava la roccia.

Sono diversi i fattori che possono portare a discutere ogni giorno, e spesso non sono i motivi delle discussioni veri e propri, che in realtà diventano solo capri espiatori. Spesso si discute per SFOGARE stress lavorativo, stanchezza, preoccupazioni (magari legate ai soldi o ai figli). Si arriva ad analizzare al microscopio tutto quello che il compagno fa per trovare l’appiglio per discutere. Ma il problema è che discutendo per ogni cosa, si entra in un tunnel cieco e non si riesce a vedere quanto stupido e lesivo sia questo atteggiamento. Ci dimentichiamo di quanto amiamo l’altra persona e del fatto che queste cose prima le tolleravamo, anzi, nemmeno ce ne accorgevamo.

Quindi, quali soluzioni?

Se ti trovi in questa situazione, innanzitutto fermati e ripensa alle ultime discussioni avute. Avevano tutte SERI MOTIVI alla base? Potevano essere evitate? Sono cose per le quali 6 mesi fa avreste discusso? Se foste in vacanza, belli riposati, discutereste comunque per questi motivi? Già queste prima domande ti servono per capire se sei nel famoso tunnel.

Ora devi fare uno sforzo per uscirne e guardare le cose con un occhio più OBIETTIVO. Se c’è da discutere, lo si fa solo per cose serie. Se si tratta di stupidaggini basta parlarne, meglio se prendendosi un po’ in giro (esempio: lui lascia sempre la tavoletta del WC alzata? Passaci intorno un giro di nastro adesivo così non riuscirà neanche ad aprirla. Vi farete una risata e la prossima volta sarà più probabile che lui si ricordi di abbassarla!). Se poi le discussioni nascono su stupidaggini, ma sono il riflesso di cose più serie che non vengono affrontate, allora dovete farvi un bell’esamino di coscienza e vuotare il sacco, in modo sereno e civile. Risolvete le questioni spinose e smettete questa Guerra dei Roses!

 

come-evitare-discussioni-partner

 

Ricorda sempre che:
PRIMO: come tu tolleri tante cose del tuo compagno, vale lo stesso per lui (e tante cose che lui tollera magari nemmeno le sai).
SECONDO: discutere e litigare non ci farà stare meglio e almeno nell’80% dei casi non risolverà il nostro problema. In compenso, quasi sicuramente, ci causerà dei bei mal di pancia, giornate buttate via a rimuginare e a far montare il risentimento. Concediamoci di star bene ed essere FELICI, che ce lo meritiamo! Evitiamo, per quanto possiamo, di crearci brutti momenti.
TERZO: se c’è qualcosa che non va, non saranno certo le parole urlate in faccia al nostro partner a fargli cambiare atteggiamento (pensaci bene: quando a te dicono le cose urlando o con toni aggressivi/arrabbiati, ti viene più facile adottare un atteggiamento difensivo/aggressivo o ascoltare serenamente ed elaborare delle proposte per migliorare la soluzione?).

Dedicato alla tua felicità di coppia.


Sai che esiste finalmente un sistema di Gestione del Tempo studiato apposta per le Donne?! Un metodo per organizzare il LAVORO, la CASA e la FAMIGLIA in modo da avere PIU’ TEMPO PER TE STESSA e per le cose che ami.

Clicca qui per saperne di più


È vero che questo è uno spazio dedicato alle donne, ma vista la dilagante epidemia che sta colpendo la sempre più rara specie dei “gentiluomini”, ormai più a rischio estinzione del rinoceronte di Giava, credo che sia giunto il momento di fare outing per fornire anche ai nostri amici uomini qualche consiglio spassionato, per cercare di fare bella figura con una donna, specialmente al primo appuntamento. Credetemi, mio malgrado ho scoperto che cose che credevo fossero assodate, scritte a fuoco e la cui inconfutabilità si perdesse nella notte dei tempi, invece non sono poi così scontate.

Ecco dunque un vero e proprio “decalogo del perfetto gentlemen: i 10 errori da non fare al primo appuntamento”.

Cari maschietti, siete finalmente riusciti a portarci fuori per un appuntamento. Fate gli uomini e stupiteci. Siete voi a dover tenere in mano le redini della situazione: scegliete un posto carino dove andare, che sia per una cena o per un aperitivo, dove sia possibile parlare e che abbia la giusta atmosfera. E seguite alla lettera questi dieci punti.


1) Non chiedete assolutamente a noi dove vogliamo andare (magari con domande del tipo “dove vuoi che ti porti? Lascio a te la scelta!). Voi siete gli uomini e voi dovete decidere.

2) Veniteci a prendere e arrivate puntuali. La puntualità è importante e ci fa capire che ci tenete a noi. Non dimenticatelo.

3) Vestitevi in maniera accurata, ma non esageratamente elegante, usate il profumo ma non eccedete o appena saremo salite in macchina ci verrà spontaneo chiedervi quale nuovo modello di Arbre Magic usate. L'abito fa il monaco, sempre. Chiamateci superficiali, ma rassegnatevi: è così.

 

cosa-non-fare-primo-appuntamento

 

4) Siate educati sempre e in ogni cosa. Non c'è bisogno che ci apriate la portiera della macchina o spianate il tappeto rosso, ma siate comunque galanti nei modi e nei gesti. Quando ordiniamo porgeteci il menù, chiedeteci cosa vogliamo ordinare, versateci il vino e se decidiamo di “condividere” un piatto serviteci sempre per prime. L’educazione, la gentilezza e la galanteria non si pagano: non abbiate paura ad usarle.

5) Le donne sono attratte dalla cultura. Non c'è bisogno di parlarci della teoria della Noluntas di Schopenauer, ma nemmeno dell'ultimo rigore di Bonucci. Per le prime volte lasciate stare argomenti spinosi come la politica o la religione, ma spaziate nel campo dei vostri interessi, parlate di libri, musica, cinema, fotografia, arte. Le donne sono attratte più dal cervello, che dagli addominali. Quindi inutile dirci quante ore in palestra avete fatto, quanto amate la vostra Inter o le conquiste del vostro ultimo viaggio a Sharm El Sheikh.

6) Non parlate delle vostre ex, onestamente non ce ne frega una mazza. E a meno che non siamo noi a farvi direttamente la domanda, non tiratele in ballo.

7) Fateci i complimenti, ma senza eccedere (lo capiamo se mentite) e senza essere banali. Niente fa crollare maggiormente l'interesse verso un uomo, quanto la banalità.

8) Ascoltateci e lasciateci parlare. Se il tuo bicchiere è sempre pieno e la tua compagna si è già scolata mezza bordolese, allora forse stai parlando troppo. Una donna ama essere ascoltata.

9) Almeno ai primi appuntamenti fate gli uomini, pagate voi! Ok abbiamo voluto la parità e va anche bene. Faremo sicuramente il gesto di tirare fuori il portafoglio, ma solo parchè lo dobbiamo fare, nessuna di noi al primo appuntamento si aspetta di pagare veramente. Non cascate nelle nostre farse. Non sparatevi sui piedi da soli. Molte donne si rifiutano perfino di uscire di nuovo con un uomo che non ha pagato al primo appuntamento. La cosa più galante è – a fine cena – fare finta di andare in bagno e con la scusa di allontanarsi un attimo, andare a pagare il conto. Evitate di farci vedere quanto avete speso o di metterci in imbarazzo. Voi sapete cosa dovete fare, quindi fatelo, almeno per le prime volte, dopo lo sappiamo che sarà tutto diverso. Non c'è piaga sociale più terribile della maledizione dell'uomo “col braccino corto”, il più potente antiafrodisiaco presente in natura. Ho sentito di donne che hanno cambiato Stato dopo un trauma del genere. Come potremo vedervi come l'uomo che provvederà al nostro futuro e ai nostri figli se non ci pagate neppure la prima cena? E poi mica siete a una pizza tra amici che si “fa alla romana”!

10) Non chiedeteci di continuare a casa vostra la serata. Lasciate questa irrinunciabile proposta per gli appuntamenti che verranno, ci sarà tempo per portarci a letto. Per rimediare a una brutta figura no.

 

E se volete capire il linguaggio del corpo, leggete questi consigli

 

Pare che gli uomini nutrano un certo imbarazzo a parlare con le donne di sesso. Pudore, paura, ansia. Ecco cosa prende a un uomo quando la propria partner, una conoscente, un'amica o ancora un'amante occasionale va dritto al sodo, affrontando l'argomento sesso con disinvoltura. Tale atteggiamento metterebbe infatti in serie difficoltà il povero uomo che preso dal panico attenta a disperate, plausibili ed accettabili risposte per lei. La sua reazione può essere interpretata come possibile conseguenza di costrutti sociali nella relazione uomo donna per cui gli uomini considerano ancora oggi il sesso argomento di soli uomini, per uomini e fra uomini. Insomma nei costrutti mentali e sociali dell'uomo del ventunesimo secolo il sesso è ancora argomento tabù per le donne, per noi donne, e questo spiegherebbe la difficoltà di un confronto con queste. Un approccio ampio e aperto rispetto all'argomento considererebbe invece la comunicazione nella vita intima di coppia alla base. Quando una donna parla di sesso con il proprio partner confida che il dialogo possa risolvere le difficoltà di lui nel soddisfacimento del piacere di lei. Dopo una prestazione sessuale terminata con un flop di lui , le alternative per una donna sono diverse. Confidare sul fatto che il flop è stato solo un caso isolato non ripetibile una seconda volta , trascurando in questo modo la delusione, fingere che tutto sia andato secondo le aspettative oppure ancora affrontare tutto di petto , rivelando all'uomo in cosa è più o meno è stato “bravo”.
La maggior parte degli uomini si sa è piuttosto riluttante a parlare con le donne dei problemi sotto le lenzuola, per la smania di doversi dimostrare di essere sempre all'altezza del proprio ruolo.

 

comunicazione-nel-sesso


Cari uomini è ora che impariate una buona volta che non per forza dovete essere sempre eccellenti preservando in questo modo il vostro ruolo , ma piuttosto abbracciare il principio che si può sempre migliorare , che non si è infallibili , che ascoltare le vostre donne su quello che desiderano non vi farà meno uomini, al contrario. Basterebbe piantarla con il vostro orgoglio tutto maschio de "l'uomo sono io" e accompagnare un po' di più noi donne nella ricerca del piacere. L'universo maschile è risaputo per gli stereotipi classici è molto più semplice del nostro, che quelle complicate siamo noi, eppure non si spiega perchè voi uomini la facciate cosi difficile. Abbassare la guardia, piegare il vostro orgoglio aiuterebbe uomo e donna a conoscersi meglio, e in questo modo a compiacersi di più.
Il sesso per noi donne è quel lungo viaggio sensoriale, mentale e dimensionale sofisticato, intricato, dove l'uomo può condurre la donna solo se ha abbastanza percorso e visitato il suo corpo dentro e fuori. Ne ha apprezzato il sapore, le forme, il profumo. La donna va ascoltata. Il suo battito, il suo fremito, il suo gemito il suo profumo. E' in questo modo che l'uomo può accedere e condurre la donna nel piacere di quel lungo viaggio.

 

Ti interesserà pure: Tutti i benefici REALI del Sesso