Le donne hanno poco TEMPO. In generale. E purtroppo una delle conseguenze più frequenti è che arrivino a eliminare un elemento essenziale: le amicizie

Non si può fare scelta più sbagliata! E l’effetto sarà un notevole calo della qualità della nostra vita.

Ok, non siamo più a scuola dove con le amiche passavi tutto il pomeriggio. Adesso hai un lavoro, una famiglia, mille impegni. Ma questo non vuol dire cancellare totalmente questi rapporti. Le amicizie sono importanti per tanti versi:

 

•   rappresentano un ambito di svago, di divertimento, di relax;

•   possono aiutarti nei momenti difficili, ascoltarti, consigliarti;

•   arricchiscono la tua vita, impedendoti di rimanere imbrigliata nel triangolo casa / lavoro / famiglia;

•   ti permettono di scambiare opinioni, conoscere cose nuove, crescere e migliorare;

•   ti permettono di mantenere un legame con i tuoi ricordi, il tuo passato. Quante volte capita di ricordare i bei momenti dell’infanzia o dell’adolescenza con gli amici conosciuti tra i banchi di scuola?

 

Per queste e per altre OTTIME RAGIONI, è necessario che nella tua vita ritagli del tempo per continuare a frequentare le tue amicizie. Non devi vederle come una perdita di tempo o come un lusso che non puoi più permetterti. Non convincerti di queste cose perché, in cuor tuo, sai benissimo che non sono vere. Gli amici sono importanti, sono le persone a fianco delle quali cresciamo a ci accompagniamo negli anni.

Non dobbiamo cancellare questi rapporti nascondendoci dietro a un generico “non ho tempo” o “non riesco a trovare un giorno adatto”. Se si vuole, il tempo si trova. Fosse anche solo 1 volta al mese, o ogni 3 mesi, non importa. Basta trovarlo. E se non ci si vede spessissimo, si possono comunque mantenere i legami scrivendosi un’email o telefonandosi. Ormai i moderni mezzi di comunicazione hanno azzerato le barriere, perciò non abbiamo più scuse. Provi a organizzare degli incontri ma le tue amiche sono sempre presissime? Una semplice soluzione: organizza con molto ANTICIPO. Dai loro il modo di tenersi la serata libera e di gestire eventuali baby sitter. Oppure, in casi estremi, potete trovarvi direttamente a casa di una o dell’altra. Sarà magari meno “mondano”, ma è più che sufficiente per fare quattro chiacchiere.

 

 

Oltre a mantenere le amicizie correnti, è consigliabile anche cercare di ampliarle. Specie se le nostre amiche non condividono determinate problematiche od opinioni che abbiamo. Per questo ci torna utile anche internet. Il web offre una miriade di FORUM e siti dove parlare con donne che vivono situazioni simili alle nostre, in ogni ambito. Frequentare donne simili a noi è senza dubbio un’ottima forma di supporto e una fonte di consigli e soluzioni. Assolutamente raccomandato!

E se vuoi parlare con la community di LeiDonnaWeb clicca qui. 

 

Non sappiamo cosa è ma non riusciamo a farne a meno. 

Cari lettori e lettrici, stasera non ho voglia di annoiarvi con argomenti di cronaca o di attualità. Siamo cosi tanto presi a pensare a quanto ci accade intorno, che talvolta ci si dimentica cosa significa vivere. Perciò tirando un sospiro di fiato, sollecitata da un disco messo su dei Pink Floyd, ho scelto di trattare in poche righe dei momenti magici in cui c’imbattiamo talvolta per caso, ma destinati a diventare ricordi indelebili per tutta la vita. Ho scelto di rivivere uno dei miei e di farlo con voi.
Era una di quelle sere in cui stare comodamente a casa in pantaloncini mangiando pop corn e guardando un film. Alla tv stavano dando il mio preferito, Batman il Cavaliere Oscuro. 
Dovevano essere le 23 30 quando la segreteria telefonica iniziò a ricevere messaggi. “Dove sei? Devo parlarti...”
Non avrei mai voluto scomodare il culo dal mio divano, se non fosse stato per quella inaspettata telefonata. Declinai l'invito di tre o quattro volte, al quarto rifiuto era già sotto casa. Riagganciai il ricevitore e lo raggiunsi. Era mezzanotte, ed io mi trovavo a bordo di un Audi nel sedile posteriore, che toccava i 160 km. Lui era bello come me lo ricordavo, l'aspetto di figlio di puttana non l'aveva mai perso, sicuro di sè, impavido, guidava, padroneggiando il sedile anteriore. A fianco un tizio, avremmo dovuto accompagnarlo all’ areoporto. Pensai dentro di me che diavolo stesse succedendo, che ci facevo in quell’auto e a quell’ora, facendo fatica a seguire i loro discorsi. Sentivo il mio cuore battere sempre più forte, le gambe tremare cosi mi adagiai sul sedile, quasi a distendermi del tutto. Lo sorpresi più volte guardarmi dallo specchietto retrovisore. Mi sentivo come una lepre abbagliata dai fari di un auto combattuta tra scappare urlando dalla paura o saltargli addosso. Mi sentivo una quattordicenne in preda alla sua prima cotta. Giorgio mi faceva quell'effetto, sempre. Gli chiesi se fosse un sequestro, rispose di no. Finalmente arrivammo il tizio scese dall’auto, lasciando la portiera aperta, in modo che salissi a prendere il suo posto e ci avviammo nel cuore della notte.
Rimanemmo soli. Mi domandò dove volessi andare, il che era abbastanza strano dal momento che era stato lui a chiedermi di uscire. Il chiaro di luna tradiva i suoi occhi i rivelandone le espressioni, le intenzioni . Arrivammo in una strada costeggiata da case e auto. Accostando spense il motore e d ‘improvviso mi chiese: “Come si fa vincere la rabbia”? Era un pugile, mi domandai quante volte aveva lottato contro di sé per controllarsi per controllarla e vincerla. Accennai "la boxe non è abbastanza?". 

 

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“No. Mio padre non c’è più e io ho preso in mano la sua azienda. Me ne sono andato da casa che non sopportavo più mia madre e mia sorella chiedermi sempre di più nonostante io mandassi avanti la baracca.”- E dove vivi adesso?” "Da mia nonna da sei mesi. Tu sei l’ unica persona che c’è sempre, ci sei sempre. Tu scrivi delle cose che mi leggono dentro. Tu mi leggi dentro, e nessuno l'ha mai fatto prima“.
Rimasi in silenzio, quando posai di nuovo i miei occhi su di lui i suoi erano pieni di luce, forse brillavano per riflesso dei miei, forse di luce propria. D’improvviso la sua mano mi accarezzò il mio viso , sapevo che voleva di più , e forse anch’io. Mi baciò.
Esitai, per un attimo. Ma al secondo bacio la resa fu inevitabile.
Ci stavamo amando eppure riuscivo a sentire una musica. Mi sentì trasportata da lui tra le dolci note di un valzer. Immaginai un’ampia sala dai grandi lampadari e lui in tait a mani protese avanzarsi verso di me. Il mio corpo seguì il suo corpo, i miei movimenti i suoi.
Mi abbandonai alle sue braccia, a quella danza. Ballammo e ci amammo per tutta le notte , sotto gli occhi della luna.

 

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Piccolo prontuario su come comportarsi con le relazioni giunte al termine

A volte, quando una relazione, una storia d'amore, anche se è stata suggellata dal sacro vincolo del matrimonio, termina, resta sempre un po' d'amaro in bocca, anche qualora sia consensuale. Non importa quello che ci ha fatto o non ha fatto l'altro, che sia un tradimento o semplicemente sentimenti che non ci sono più. Per la maggior parte delle persone serve allontanarsi, pensare che l'altro non esista più: è un ciclo abbastanza ordinario, è questo il modo in cui la vita va avanti.
Per cui, dopo che ci si è asciugate le lacrime, dopo aver trascorso una sorta di periodo di decompressione dall'ex: cosa fare? È giusto ritornare a frequentare i propri ex, si può essere amici, si può davvero voltare pagina?
La risposta è sì, con un se e con un ma.
Partiamo dal presupposto che il tempo guarisce tutte le ferite dell'animo: il rancore non è mai positivo e provoca persino l'insonnia. Il rancore non porta a nulla, fa solo consumare dentro. Ci si fa una tisana di verbena odorosa e si decide di essere felici. Punto.
Per molte delle cose che capitano è di gran lunga meglio lasciar correre, o perdonare anche, ma solo quando ne valga la pena. Il mondo è tondo (o quasi, è un ellissoide di rotazione schiacciato ai poli): diciamo che sedersi sulle sponde del fiume e attendere il cadavere del proprio nemico è un po' passato di moda. Suvvia, non siamo eroine di Quentin Tarantino.


Il buon consiglio dovrebbe dirci però che in fondo i nostri ex si incontreranno di nuovo sul nostro cammino. Potranno anche far qualcosa in nostro favore, potranno semplicemente aver bisogno di un parere sul proprio lavoro o altro, e questo accade soprattutto se si vive in un piccolo centro. Per cui bando a tutto ciò che è stato, ben rammentando però che una nuova relazione sarebbe impossibile perché la precedente è finita, ma ricordando anche e soprattutto i momenti belli con l'altra persona. Perché forse ne potranno tornare altri, di natura né sessuale né sentimentale, ma di condivisione, forse anche una birra con le nuove compagnie, una battuta, una risata al momento giusto, progetti lavorativi comuni, e così via.
Chi non è stato un buon marito o un buon fidanzato, si potrebbe rivelare un buon amico in senso lato. Ed è quello che ci mostra come la vita cambia per adattarsi al nostro cambiamento. In tutti i casi.

 

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17 Mag

Apologia della frottola

Pubblicato in Amore

Quando è davvero necessario usare una bugia per salvarsi da situazioni asfissianti.

Le bugie hanno le gambe corte. Ma la gastrite è peggio.

(da una saggia affermazione di qualcuno, captata in fila alla posta, mentre pagavo la bolletta del gas)
È primavera e love is in the air. Everywhere I look around. Va beh che più che all’amore mi fa pensare a quanto sia bello camminare in una valle verde ma, in effetti, nulla vieta che si possa passeggiare mano nella mano a piedi nudi tra l’erba tenera.

Appunto. Ecco.

Le tue amiche hanno organizzato una cena tra coppie in cui tu saresti l’unica… “scoppiata”?


Oppure


Le tue amiche hanno organizzato un fine settimana in una spa per festeggiare l’imminente matrimonio di una di loro e scambiarsi amenità e chiacchiere su quanto sia bello l’amore e quanto sia gratificante la vita di coppia?
Niente paura! Se con qualche piccolo accorgimento seguirai la Filosofia di Pinocchio eludendo abilmente il Senso di Colpa che, come una piovra, potrebbe agguantarti senza lasciarti possibilità di fuga, allora i tuoi problemi saranno (momentaneamente) risolti!

Perché farti venire la colite spastica prefigurandoti il ruolo di candelabro che inevitabilmente ricoprirai seduta al tavolo mentre le tue amiche, incollate ai loro maschi come telline ai gusci, elargiranno secrezioni salivari producendo rumori di risucchio molto simili a quelli dei gorghi?

E tu, incollata al tuo trancio di pizza ormai marmoreo, tirerai su col naso, quasi a voler prevenire un attacco di lacrimazione che, data la gravità del momento, rimarrà strozzato tra la trachea, l’esofago e la faringe?

Perché rimanere in religioso silenzio a contare le mattonelle del pavimento, i listelli delle cornici dei quadri appesi al muro, le striature degli infissi in legno, le ragnatele agli angoli del soffitto mentre le tue amiche, immerse in disquisizioni di carattere erotico-amoroso, ti faranno sentire come una medusa spiaggiata nella Sierra Leone?

Insomma basta. Anche tu hai diritto a uno straccio di dignità. Meglio bugiarde ma con la flora intestinale integra, che immolate in rispetto del nobile Senso di Lealtà Amicale, ma trafitte da parte a parte come il San Sebastiano del Mantegna.

Anche noi single abbiamo il sacrosanto diritto di tutelarci, dato che non godiamo della protezione di Amnesty International e, non potendo usufruire di quel senso di pienezza ebbra data dalla tempesta di serotonina amorosa, dobbiamo fare di necessità virtù, sviluppando gli anticorpi armati per farci largo in questa giungla di accoppiati.

E quindi la si spara grossa. La si studia per bene. L’immaginazione e la creatività non mancheranno di sicuro perché, in situazioni d’emergenza, la nostra mente lavora come galvanizzata dalla carica adrenalinica, prodotta dalla stessa spinta propulsiva ansiogena che è in grado tanto di paralizzarci, quanto di renderci attive come non mai. Comincio a rendermi conto di appartenere a quella categoria di persone che realizzano cose quando sono sotto pressione.

E quindi, perché non adattare le circostanze al proprio utile vantaggio, se le circostanze ci sembrano troppo minacciose? A fare la boa galleggiante, in mezzo a petulanza e tripudio d’ammmmore, anche no. Mi digitalizzo e mi ologrammizzo da qualche altra parte nella mia valle personale.

Porca miseria, c’è gente che ci costruisce una vita (di palafitte, però) sulle bugie. Una balla-salvagente ogni tanto che male farà?
È una questione di sopravvivenza e di salute: mi voglio troppo bene, e non permetterò che la melassa altrui mi renda diabetica più di quanto non faccia io stessa sfasciandomi di gelato.

E poi: perché dovrei io sentirmi tanto in colpa (forse perché ho la coda di paglia…) se racconto una frottoletta, una piccola bugia innocente per evitare situazioni imbarazzanti? Voi, amiche organizzatrici di serate tra coppie che vi sentite in dovere di invitarci comunque per educazione, sì, voi, ma non vi viene in mente che forse (data l’evidente evidenza della configurazione dei fatti) sarebbe mooolto meglio farvi la vostra serata tra di voi?


E invece ancora no, è colpa nostra: non sarebbe molto più semplice uscire comunque? Oppure dire candidamente (a scanso di arrampicamenti sugli specchi): no grazie, tra coppie mi vergognerei?

Invece no. Anche stavolta ci si mette cuorecervello a complicare le cose. Perché la strada più semplice è troppo banale. Bisogna incasinarsi, sempre e comunque. E, per l’ennesimo giochetto perverso, arriviamo a sentirci a disagio, quasi a vergognarci (!!!) di portarci appresso la nostra singletudine. Inverecondi processi mentali.

 



Anche perché trovare sotterfugi per sfuggire dalle situazioni è come ammettere che le situazioni ci stanno sfuggendo. E che perciò non siamo all’altezza di affrontarle.
E quindi non facciamo altro che marginalizzarci, quasi ufficializzando la nostra estraneità (ma esistono riserve naturali per zitell… Pardon, single? Perché nel caso faccio le valigie…), anziché fregarcene ed evitare di precluderci esperienze mediamente significative, come, ehm, la vita.

Ma tu, Grillo Parlante, Imperativo Categorico, stattene zitto e lasciami in pace a marinare nella mia mediocrità e fatti i cavoli degli altri.
E' vero, le bugie hanno le gambe corte, ma la gastrite è peggio. A meno di non ledere l’altrui incolumità, non tanto frequentemente da cadere nel paradosso del mentitore, non tanto copiosamente da non risultare più credibili nemmeno a noi stesse… Una bugia, ogni tanto, malaccio non fa.

 

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17 Gen

Ricomincio da zero

Pubblicato in Attualità

Eccomi qui, ma questa volta voglio spostare la mia attenzione che normalmente si concentra su tutto ciò che è fashion, per parlare di un altro argomento…ma prometto che poi tornerò a “parlare Pradese”.
Ci stavo pensando da qualche giorno…con la scusa dell’inizio del 2013 tutti i Social Network e i giornali non parlano d’altro: i buoni propositi per il nuovo anno, ma la mia riflessione si è soffermata su altro. In quanti sono “costretti” a ricominciare da zero? In tantissimi, me compresa. La motivazione può essere la fine di un Amore, la perdita del lavoro o meglio il cambio del posto del lavoro (perché voglio essere ottimista), il trasferimento in una nuova casa, l’inizio o la fine di una convivenza, l’arrivo di un figlio, il matrimonio, o il ritorno al mondo dei single…tanti motivi per dire “Basta! Adesso ricomincio tutto da zero!”.
Bisogna però fare una distinzione tra quelli che devono ricominciare per motivi positivi (l’arrivo di un bebè, il matrimonio, l’arrivo dell’Amore vero, un miglioramento professionale…) a cui posso solo fare i complimenti e quelli costretti a risollevarsi per una batosta, spesso inaspettata che ti colpisce in pieno volto come un fulmine a ciel sereno. Sono proprio loro quelli a cui indirizzo il mio articolo giusto perché ci sono passata anche io!
Lo so, e parlo per cognizione di causa, certe parole vi sembreranno inutili e già sentite, ma solo adesso, superato il momento in cui si vede tutto nero, posso dirvi che le persone che vi stanno accanto e vi incitano ad andare avanti hanno perfettamente ragione.
“Morto un papa se ne fa un altro”, “Chiusa una porta si apre un portone” frasi che sentirete a gogo, sta a voi capirne l’utilità. Gli amici (e solo in questi casi riconosci quelli VERI…quelli disponibili in pieno agosto, anche se sono in ferie, quelli che stanno con te tutta la notte per farti ridere o per asciugarti le lacrime, a differenza di quelli che ti mandano un sms freddo giusto per scoprire cosa è successo o da che parte stare) vogliono solo la nostra felicità e solo chi è passato nella nostra stessa situazione può aiutarci veramente. Ascoltate tutti i consigli che vi arrivano, dai colleghi, dai compagni di studio, dal vicino, purchè siano opinioni sensate e di persone che possono capirvi perché sono loro i primi ad essere stati lasciati, ad aver perso il lavoro o ad aver chiuso una convivenza. Fate vostre solo le parole che vi possono dare quella spinta necessaria a rialzarsi. All’inizio sembra tutto nero, le lacrime escono senza controllo, anche in ufficio davanti al pc, vi passa l’appetito e iniziate a colpevolizzarvi per cercare il motivo per cui è successo tutto, SBAGLIATO!!

 

 

Ma poi arriva il giorno in cui ricomincia a risplendere il sole, una parola o un semplice gesto di qualcuno vi aiuterà a riprendere il vostro cammino a rivedere i colori, riassaporare i gusti e gli odori del mondo che vi circonda. Ricomincerete a cercare un nuovo impiego, a conoscere nuova gente, a conoscere nuovi amici e troverete persone degne di stare al vostro fianco. Coccolatevi, viziatevi, pensate solo a voi stessi e a volervi bene.
Ricordate, tutto può essere sistemato, basta volerlo e vedrete che sarà molto meglio di prima. Quindi se vi riconoscete in questa categoria la parola d’ordine per il 2013 è RESET! Avanti amiche….io l’ho già fatto…e anche in questo caso lo shopping può essere molto d’aiuto!