Assunta Petruzzi

Assunta Petruzzi

Scopro la mia prima passione per il disegno, i cartoons e i fumetti a cinque anni. 

Un pò più tardi, scopro il “richiamo” per la poesia partecipando a numerosi concorsi.  

Studio teoria musicale dedicandomi al canto registrando demo e audio booklet partecipando al Premio Lunezia Giovani Autori. 

Schizzi, bozzetti, disegni, dipinti ad olio, acquerelli, diventano espressione della mia versatilità artistica.

scopro pian piano l’interesse per il cinema, la sceneggiatura, i costumi, le scenografie e le colonne sonore, e inizio a scrivere racconti ispirati alla letteratura fantasy. 

Scrivo il mio primo romanzo "Dove scorrono le emozioni" e, nel 2004 completo “Mai nata”, mentre nel 2009 scrivo “Tutto il tempo del mondo”. 

Nel 2007 le viene riconosciuta la pubblicazione accademica dell’analisi delle strutture narrative del film “La leggenda del pianista sull’oceano” di G.Tornatore e nel 2010 vince una borsa di studio (critica cinematografica/sceneggiatura) con il concorso “A Better Tomorrow” della scuola di cinema "Sentieri Selvaggi" a Roma.

Attualmente continua a dedicarsi alla realizzazione di nuovi progetti artistici, collabora con autori, band, artisti e scrive recensioni e articoli su riviste e siti d'arte, moda, eventi e cinema.

URL del sito web: http://blog.libero.it/writedaybyday/?nocache=1347899245

Finalmente la musica supera le barriere generazionali in questa nuova era 3.0 per la musica che naviga su iTunes, YouTube, Deezer e raggiunge la dimensione delle accoppiate vincenti con duetti misti e spesso apparentemente improbabili (vedi Club Dogo con nuova versione “dark lady” di Arisa). La realtà è che proprio il rap ha sdoganato i duetti “trend” anche in Italia, fino a vent’anni fa prerogativa della musica leggera italiana (Eros Ramazzotti, Laura Pausini e Andrea Bocelli, che hanno duettato con star del calibro di Tina Turner, Céline Dion, Ray Charles, James Blunt, Michael Bublè e Kylie Minogue).

Anticonvenzionale, spregiudicata, originale: questa l’arte di Olivia Steel. Non si può che restare affascinati davanti alle sue istantanee con “istant messages” in vetro al neon che catturano l’attenzione. Lei è un’artista concettuale americana che lavora da anni a Londra e sconvolge tutti i canoni socio-culturali della civiltà moderna sostenendo che tutta l’arte è unica e non esiste niente che sia solo buono, solo cattivo o solo giusto. Come sculture, le foto esprimono voglia di cercare, di non fermarsi alle apparenze; i suoi neon si manifestano come “segnaletiche” dirette che spiazzano (ricordiamo la performance “Public Displays of Affection” dove l’artista ha presentato per le strade di Londra i suoi manifesti pubblicitari nella “Fiera d’Arte Frieze”).

 

Dovunque lancia messaggi di fraternità e di amore senza né limiti di tempo e spazio, catalizzando l’attenzione nelle parole che come frecce infuocate, attraversano oggetti, paesaggi e luoghi che visitiamo ogni giorno: grattacieli, pub, negozi di intimo, ponti, fiumi, bagni, cinema, ect. Mentre gli altri fotografi immortalano i miti simbolo degli States, Olivia Steel paladina dell’ambiguità artistica, è in grado di stravolgere le certezze, suggerire domande alla gente, plasmando storie, immagini che rievocano la storia contemporanea nel suo sguardo che immortala, nell’incerta luce del neon colorato e con puro cinismo, tutti quei valori persi, i vizi, le virtù, i dolori, e le gioie del mondo in cui viviamo, non solo paesaggi, strade, tramonti ma anche il degrado dei muri consumati nella povertà in cui sprofondano popolazioni intere nelle vecchie periferia. Olivia Steel scava nel controsenso dei microcosmi terreni, smontando pretestuose idee attraverso il superamento di tabù, l’emancipazione femminile, il progresso della scienza e della tecnologia.

 

 

La serie “Steele Neon Art Olivia” provoca indignazione, sgomento e stupore per il metodo semplice e sublimale di far riflettere cavalcando l’onda del ricordo. Inizia malinconicamente evocativa quest’arte dei contrasti dove domina l’accostamento positivo/negativo dell’artista che sceglie solo immagini tragiche, solitarie, apparentemente banali “firmate” da parole e frasi coloratissime di luce che richiamano icone, manifestazioni, eventi speciali e avvenimenti storici come l’esplosione dell’atomica: l’orrore e lo shock della devastazione provocata sono esorcizzati “edulcorando” il contenuto visivo con il provocatorio ma romanticamente “spirituale” messaggio “Wish You Were Here/ Vorrei Che Tu Fossi Qui” che trafigge la foto con la sua particolare luce, che suscita desiderio di speranza. Olivia Steele raggiunge una nuova conoscenza dove domina una grande “luccicanza/bellezza” e per questo vi consiglio di seguire le sue mostre!

 

Tra le nuove proposte della musica leggera, Noemi (vero nome: Veronica Scopelliti) è senz’altro una delle più convincenti non soltanto per la sua timbrica vocale particolarissima, graffiante e sabbiata, ma soprattutto per l’energia che sprigiona da ogni sua esibizione live.

Ha studiato chitarra pianoforte e canto influenzata dal blues dei grandi miti: Aretha Franklin, Robert Johnson, Billie Holiday, Janis Joplin, James Brown, Etta James, Joe Cocker. Laureata al Dams con il massimo dei voti (con tesi dal titolo “Un corpo per Roger Rabbit” e specialistica in regia televisiva/cinematografica con tesi sul cinema postmoderno).

Dopo numerose esperienze come regista e autrice di cortometraggi, nel 2007 arriva tra i dodici finalisti di SanremoLab. Ritenta con i provini di X-Factor l’anno successivo, finalmente viene apprezzata la sua voce da Morgan che la prende nel suo gruppo degli “Over 25” . Durante la trasmissione pubblico e critica cominciano a notarla portandola fino alle ultime puntate del talent show.

Genuinità, simpatia, autoironia caratterizzano questa giovane romana che non ama la mondanità e il caos degli eccessi della celebrità. Il successo non tarda ad arrivare con il suo primo singolo inedito “Briciole” e con “L’amore si odia” duetta con Fiorella Mannoia.

 

Nel 2010 presenta “Per tutta la vita” a Sanremo e arriva quarta. Esattamente un anno fa è uscito il suo secondo album per la Sony dal titolo “RossoNoemi” prodotto e arrangiato da Corrado Rustici registrato e mixato da Chris Manning negli studi di Berkeley in California e a San Rafael, (masterizzato da Brian Gardner a Los Angeles). Un album di nove canzoni che cavalcano il sound degli anni ’80. L'unico brano arrangiato da Celso Valli è il primo singolo "Vuoto a perdere” scritto da Vasco con musiche di Gaetano Curreri, nella colonna sonora del film di Brizzi “Femmine contro maschi” che diventerà disco di platino. La canzone riceverà una candidatura ai Nastri d’argento 2011 (miglior canzone originale) e conquisterà il Premio Lunezia come miglior brano.

Hanno collaborato alla scrittura e alla composizione musicale anche Pacifico, Federico Zampaglione, Diego Mancino e Kaballà.

 

Il talento creativo di Noemi non emerge soltanto dalla voce ma anche dalla sua partecipazione all’ideazione della copertina del disco, che rappresenta su fondo bianco, Noemi in primo piano con una capigliatura rossa in cui emergono, come prolungamento delle sue idee/intuizioni musicali, tutti gli elementi del mondo artistico della cantante insieme ai titoli dei brani del disco. Definita come un “rebus simbolico” di storie e vita, la cover è stata progettata dal grafico Paolo De Francesco.

 

 

La riedizione sanremese è uscita il 15 febbraio 2012 con la copertina a sfondo nero, e in più contiene il brano scritto per lei da Fabrizio Moro “Sono sono parole” e l’inedito “In un giorno qualunque”. E’ un disco progettato per la dimensione live dei concerti, senza dubbio con sonorità americane rare per l’Italia. Lei stessa parlando in un’intervista del suo disco afferma: “RossoNoemi è un disco molto suonato, dove le parti elettroniche sono limitate per favorire le atmosfere che io sento più vicine alla musica live. Ci sono arrangiamenti molto classici che si mescolano a variazioni più nuove, vintage ma rinnovate”. La prima traccia “Up” ricorda gli anni “sperimentali” degli inizi di Mina negli anni ’60, con un testo frizzante ed energico! Anche “Fortunatamente” (dedicata alla sorella a cui è legatissima), coinvolge molto con la sua leggerezza disincantata nel segno della libertà fisica e interiore.

La punta di diamante del disco è la splendida “Vuoto a perdere” che Vasco le ha regalato, dopo averla scoperta per caso, ascoltando le sue canzoni e apprezzandola nel suo stile e nel suo modo di cantare “appoggiando le parole” raro nel mondo della musica, infatti ha affermato: “Ha un modo di cantare preciso e autorevole, divide le parole come se le buttasse via mentre te le infila dentro al cuore”.
Noemi ha raccontato emozionata il loro incontro: “Ha cantato ‘Vuoto a perdere’ nella stessa mia tonalità ed è bellissima. Vasco rappresenta un anello di congiunzione perfetto tra la melodia e il sound rock internazionale”.

La canzone è un ritratto delle donne mature che hanno trovato un compromesso con se stesse, accettandosi nei loro difetti (basti pensare alla cellulite citata nel testo). Noemi afferma con sicurezza “È inutile fare delle cose che non spiazzano. Effettivamente la cellulite è un concetto che di per sé può farti rimanere male, ma che di certo non può lasciare indifferenti. Il pensiero su questo problema estetico è un richiamo ma anche un riferimento a una vita che si vive mentre lei ci attraversa con i segni del tempo. Anna Magnani diceva proprio sul tema della vecchiaia e del mantenersi eternamente giovani: ‘Ho vissuto così tanto e adesso mi volete togliete tutto?’. È anche un campanello d’allarme verso chi rifiuta di portare in modo naturale la propria età, un valore perso e che oggi va recuperato”.

 

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Poetica e intimista nel testo di “Sospesa” (unica canzone interamente scritta da lei nel disco), in cui emerge la sua onesta sincerità “cercando di recuperare le cose che ho perduto e che ho lasciato andare via. Sospesa a un passo dal mio destino, sono ferma qui”. “Dipendenza Fisica” ha un sound elettronico vibrante (ricorda Anastacia) con un testo penetrante “E’ un’alchimia reciproca questa dipendenza fisica… è chimica, scientifica, è ossigeno per l’anima!”

Di forte impatto è la splendida “Odio tutti i cantanti” che nasce dalla riflessione sullo star system che ingloba i desideri delle nuove generazioni, soprattutto dei teenagers. Alla domanda su quali siano i cantanti che lei odia, risponde: “Sono a favore di un metodo antico di fare musica, funzionale a quello che hai da dire, perché sarebbe bello poter essere commerciabile soprattutto quando le cose che racconti hanno un senso”.

Regala una dolcissima profondità interpretando “Poi inventi il mondo” scritta da Federico Zampaglione. Testo ricercato : “Niente mi manca di più del tuo amore bugiardo; continuerò a vivere quest’emozione che fa male... adesso io ti vedo, mi chiedi di aspettare ancora e poi inventi il modo per non lasciarmi andare”. Un disco veramente di forte impatto, che scorre e si ascolta con grande interesse, perché è come un “concept album” che racconta le donne nella loro dimensione più autentica, intimista, attraverso le loro illusioni e il moderno romanticismo che le caratterizza.

Un’atmosfera più noir nel testo introspettivo di “Musa” che canta “Guarda nel cielo nero pieno di stelle che guardano mute e laghi profondi che fanno paura i giorni da fare” mentre “Le luci dell’alba” scritta da Pacifico, racconta le “maschere che ci circondano e ci confondono; per rinascere mi confonderò e mi ritroverò nel silenzio dell’alba”.

Chiude il cd la bonus track “Altrove” scritta e arrangiata da Morgan. Noemi è un vulcano di idee, abile a imporre il suo stile romantic/chic raffinato, mai sopra le righe, che le valorizza il fisico esaltando la sua capigliatura sbarazzina diventata un cult! Si destreggia benissimo tra sceneggiatura (come nel videoclip di “Odio tutti i cantanti” di cui è autrice) e musica che la sta proiettando nel futuro della nuova generazione di “rosse” della musica leggera italiana. Rafforzata dalle esperienze sanremesi e dall’attività live ora è sbarcata a Londra, dove ha tenuto alcuni concerti lo scorso mese mentre dedicava le sue energie e i suoi preziosi consigli ai suoi pupilli di “The Voice of Italy”.
Noemi si svela in tutta la sua coinvolgente vitalità, priva di divismi stereotipati, per questo mi piace ascoltarla con la sua voce unica e con la sua anima soul e r&b, certamente regalerà nuove emozioni, perle di note diventeranno degli “evergreen” della musica perché questa ragazza non si fermerà più!

 

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Fin da piccola, sono stata appassionata dell’arte che ci consegna all’infinito e ferma il tempo in un attimo. L’arte è straordinaria perché è in grado di catturare e plasmare le caratteristiche di una persona per realizzarne qualcosa di irripetibile; proprio per questo da adolescente analizzavo la complessità del corpo femminile per valorizzarlo con la meticolosa creazione di un prezioso abito. Tutta passione nata dal colore, il dono più grande per iniziare a sognare proprio come avviene nella pittura paziente dell’artista che dipinge usando la corposità dei colori brillanti sulla tela bianca. Negli anni con le tecniche artistiche sperimentate ho scoperto la “poeticità” dell’acquerello che trasforma il dono del cromatismo puro in infinite possibilità anche se necessita di una buonissima manualità. Studiando moda a scuola usai anche i “Pantoni” professionali ma preferivo le sfumature cromatiche ottenute usando più tecniche contemporaneamente: dalle tempere alla china, passando per carboncini, gessetti e pastelli a cera. Tutto è iniziato così!

Ho scoperto da poco un’artista bravissima che mi ha colpito per le sue opere oniriche e intimiste: Cate Parr. E’ un’illustratrice di moda che riesce a plasmare i tratti somatici della donna e a catturare sguardi creando originali icone pronte per essere desiderate sulle copertine delle riviste di moda (ad Es. Vogue). Nata in Inghilterra ma vive in California, tutto il suo lavoro creativo di sintesi si snoda tra colore e forma: incredibilmente immediato il risultato, lei riesce a rendere, attraverso pochissime sfumature, i lineamenti del volto, delle labbra, dei capelli; i suoi ritratti femminili trasfigurano sensualità nella trasparenza delle sue pennellate impalpabili che sembrano sfiorare la tela accarezzandola.

 

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Le sue opere sono intrise di una bellezza innata, come se fossero sempre esistite da qualche parte, nell’universo e lei le abbia soltanto svelate rendendole incantevoli plasmandole attraverso i colori che, sapientemente, prendono vita nelle sue mani come se emergessero da un sogno dominato da infinite tonalità di rosa, lilla, viola, blu, verde, arancio, che sfumati “animano” inconsciamente forse anche tutti i nostri desideri.
Cercate tutte le sue creazioni, ne vale davvero la pena! Info: http://www.cateparr.com/

 

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