20 Dic

Piero Campi, “Oltre”: la recensione

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Piero Campi è un artista nuovo. Non perché non avvezzo all'ambiente, anzi, il suo rock d'autore è sulle scene già da diversi anni soprattutto a Taranto, sua città natale, dove ha già inciso singoli a suo nome e si è avvicendato con diverse band su tutti i palchi più conosciuti. Piero Campi è un cantautore rock che si rinnova, che si mette in gioco nuovamente, che approda a Bologna e si fa adottare artisticamente da nuovi musicisti, da nuove sonorità. Con “Oltre”, E.P. di recente uscita, estrinseca le sue passioni, i suoi sentimenti, cantando sempre con coinvolgimento totale come un vero artista dovrebbe fare, credendo in ogni singola nota, in ogni singola parola cantata.

 

Il 'nuovo' Piero Campi è quello che in "Favole" spazia dai suoni acustici accompagnati dal violino di Silvia Cervellera per poi sfociare nel refrain distorto tra canoni e controcanti. Le chitarre sono una costante fondamentale da sempre nelle sue canzoni, coadiuvandosi qui con gli arrangiamenti del chitarrista Claudio Scopigno che introduce con interessanti contrappunti il brano "Nuvole bianche", dando inoltre sempre prova di un buon virtuosismo con i suoi assolo distorti. A completare con maestria la sezione ritmica le tastiere di Andrea Marongiu, il basso di Gabriele Manzoni e la batteria di Roberto Rinaldi. "Il mondo che sognavo" combina sapientemente sonorità hard rock e un sostrato pop melodico, i potenti e articolati riff di chitarra fanno da sfondo ad un testo dal sapore autobiografico: il sogno di esprimere sé stessi, il proprio mondo, le disillusioni e la voglia di non arrendersi.

 

Esattamente ci che esprime Piero Campi con la sua voce cristallina, trascinante, convinta in questo disco. "Perduto amore" è il singolo tratto dall'E.P., corredato anche da un videoclip per la regia di Alessandro Migliucci, votata ad una melodia accattivante e sorretta ancora dal tessuto melodico del violino. Poi commistioni acustiche ed elettriche ci accompagnano in un ritornello cantabile, intriso di armonie. “Per non ritornare” è un brano che come in una ballad si fa strada in punta di piedi per sfociare poi verso l’esplosivo rock del ritornello cantato con immancabile energia e lasciando anche una cornice per un assolo di violino. L’album di Piero Campi insomma, come ogni autore dovrebbe fare, tocca le corde emotive, racconta storie d’amore, pagine personali, voglia di riscatto e di vivere in pieno i propri sentimenti attraverso un rock pulito, caldo, brillante, melodico. Un piccolo viaggio dentro la vita di un artista che si è saputo, ancora una volta, rinnovare con coraggio.

 

[A cura di Gianluca Cardellicchio]

 

Pagina Facebook: Piero Campi

 

 

Letto 4408 volte Ultima modifica il Venerdì, 20 Dicembre 2013 17:01
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Daniela Caruso

Sono laureata in Culture Digitali e della Comunicazione (triennale) e Comunicazione pubblica, sociale e politica (magistrale). Sono appassionata di manga, tecnologia e make-up. Canto da quando avevo 6 anni e amo particolarmente il genere goth-metal. 

Attualmente coordino il progetto LeiDonnaweb e mi occupo della gestione dei social media del sito.

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