12 Dic

Carissima me

Pubblicato in Attualità

Carissima me, strano iniziare così un articolo... 

Tutte almeno una volta l'anno dovremmo scrivere a noi stesse per il venturo e il racconto di quello trascorso.

Prendendo spunto da un film omonimo ( “Carissima me Comm. 2010” ) ho incominciato a riempire questa pagina bianca con letterine nere battute al pc.

Dovrebbe essere scritto d'impeto, in una serata solitaria quando fuori piove e i pensieri vagano nell'aria, alla ricerca di una connotazione sul foglio.

Pronostici e desideri, scritti sotto forma d'elenco della spesa, pian piano vengono modificati dal raziocino che abbandona la fantasia, per colpa del divenire responsabili, forzato dal tempo, che c'induce a divenire adulti.

Riassunto di un anno, che racconta il giorno in cui, hai incrociato gli occhi dell'uomo che stai per sposare o l'ultimo grido di una donna, che partorendo, mette al mondo il suo primo figlio. 

L'anno della tanto decantata maturità, le serate con gli amici trascorse a brindare sulla spiaggia, il momento nel quale il tuo cuore è stato spezzato da lui che ha scelto un'altra e tu hai strappato le sue foto bagnando il cuscino nel ripeterti che vali di più...

Racconti di nottate a ripassare l'esame, bimbi emozionati per il primo giorno di scuola, notti di passioni tra le lenzuola nel celebrare l'amore ritrovato, la felicità nell'aver acquistato l'auto nuova o la soddisfazione della promozione data dal capo.

Ecco cosa racconterebbero le nostre letterine di fine anno, vite congiunte nella speranza di un anno migliore, cuori che attendono d'esser trovati, tasche che desiderano lavoro, bocche che non saranno più baciate dal fidanzato di una vita, donne che s'impegnano a diventare mogli, madri coccolate dai propri figli, ragazze che s'accingono a concepirli e donne coraggio che lottano contro mostri orribili.

Scrivere di anno in anno lettere a noi stesse, servirebbe a rileggerci dentro, a capire come eravamo solo qualche anno fa, per guardare mutare notevolmente i nostri gusti e le nostre priorità.

Servirebbe a raccontare a noi stesse cose che spesso, anche senza volerlo, dimentichiamo d'aver vissuto e trascorso. Emozioni messe in un angolino della memoria che “invecchiano” senza mai essere rievocate.

 

 

Una sorta di diario decennale che potremmo far leggere ai nostri figli, nel ricordo di una gioventù diversa della loro, canzoni che oggi possono sembrare hit, che nessuno più conosce. Sensazioni e sorrisi raccontati in poche righe per raccontare come eravamo e cosa era importante per noi.

Tracce del primo amore, il primo bacio, il primo lavoro o di come e quanto è stato difficile, ma estremamente divertente, essere diventate quello che siamo. Chissà forse il ricordo di una vecchia pagina che parla della gravidanza letta poi anni dopo con accanto il frutto di quel desiderio. 

Non sarebbe bello condividere attraverso il nostro caro vecchio cartaceo, ricordi e sensazioni d'un tempo? 

Io quest'anno m'impegnerò a scrivere pronostici e desideri e il prossimo Natale riaprirò la mia lettera indirizzata a me stessa augurandomi d'essere più felice di oggi, anche per guardarmi un po' dentro poiché spesso, forse troppo, non mi fermo mai a sfogliare le pagine della mia vita...

 

Decidiamo noi a cosa, e come, dedicare il nostro tempo 

Quasi tutte siamo di corsa e vorremmo avere più tempo a disposizione. Quindi, quasi tutte abbiamo problemi nella gestione del nostro tempo.
E avere problemi nel gestire il nostro tempo significa avere problemi a gestire la nostra vita, perché la vita è fatta di giorni, ore, minuti… cioè di tempo!

In giro ci sono un sacco di libri e di corsi su questo tema, ma chissà perché la maggior parte di questi ci lasciano con una serie di OBIEZIONI: “I concetti sono buoni, ma come faccio a metterli in pratica?”, “Interessante però… questi consigli non si adattano alla mia situazione”, “Non sono convinta che possa davvero migliorare le mie giornate”. Se un corso o un libro ci lasciano così, non sono serviti a nulla.
Ma qual è il problema di fondo? L’errore che li accomuna è che non partono da… TE! Per imparare a gestire il tuo tempo è necessario, prima di tutto, fare un’analisi della tua situazione di partenza. Se non sai di preciso qual è il tuo problema, sarà molto difficile trovare la soluzione giusta, no?

 

consigli-gestione-del-tempo

 

Per cui, il primo passo per dare una svolta alle tue giornate (e vincere la guerra con l’orologio) è:

REGISTRA per 1 settimana le attività che svolgi ogni giorno e quanto tempo impieghi. Scrivi anche cosa non sei riuscita a fare. Alla fine della settimana potrai fare un bilancio per capire quali sono le cose su cui lavorare. Forse hai bisogno di delegare qualcosa in più, o di ottimizzare certe attività, o addirittura di eliminarne alcune. Unica regola: devi essere costante. Devi importi di dedicare ogni giorni 5 minuti per scrivere questo “diario di bordo”. 5 minuti non sono difficili da trovare e saranno senz’altro ben spesi.

 

Sai che esiste finalmente un sistema di Gestione del Tempo studiato apposta per le Donne?! Un metodo per organizzare il LAVORO, la CASA e la FAMIGLIA in modo da avere PIU’ TEMPO PER TE STESSA e per le cose che ami.

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Le conseguenze dell’Irlanda


“Le conseguenze dell’Irlanda non è un sottotitolo, ma un avvertimento.
Chi legge entrerà in un mondo pieno di vento, di musica, di viaggio. E tanta, tanta pioggia”.

Queste sono le parole che Erriquez della Bandabardò scrive nella prefazione del libro.

“Dal verde chiaro al verde scuro” è il resoconto di viaggio di Francesco Memoli, un giovane scrittore di Cava de’ Tirreni.
Il libro, che ha vinto il Premio “Narra il saggio” delle Edizioni Miele del 2011 racconta, sotto forma di diario, l’avventura di quattro amici che, nell’Agosto del 2007, decidono di partire alla scoperta dell’Irlanda, facendo un viaggio on the road.

 

Ma perché proprio l’Irlanda?


Beh, forse perché il solo fatto di pensare all’ineguagliabile verde dei suoi prati, alla maestosità delle sue scogliere, all’atmosfera vibrante di ogni città suscita in noi un gran desiderio di libertà e di ricerca di emozioni forti.
Ed ecco che si parte, senza una meta precisa, con un solo obiettivo nella mente: trovare la pace dei sensi, riscoprire se stessi nella Terra di Smeraldo.
Un viaggio itinerante messo in moto dalla necessità di volersi lasciare la vita di sempre alle spalle, per poter rinascere come “battezzati” dal verde.

 

 

Una storia coinvolgente, che nasce dalla necessità di trasferire su carta le sensazioni che emergono continue, che non è possibile trattenere.
I volti dei quattro protagonisti incrociano mille altri volti lungo la strada. Tra fiumi di birra e di musica, sotto l’incessante pioggia, travolti da amori vissuti a metà, con il mare ed il vento che risuonano nelle orecchie, quando torneranno non saranno più gli stessi.
“Dal verde chiaro al verde scuro” è un libro adatto a tutti: ottima guida per chi l’Irlanda ancora deve visitarla; scrigno di ricordi per chi quei sentieri ha già avuto modo di percorrerli e si rispecchia in quello che legge.
Ciò che colpisce è lo stile semplice e diretto, che rende la lettura molto scorrevole. Interessante ed innovativo è il procedere per post-it, che spiegano alcuni termini che l’autore utilizza, tipici del dialetto campano, ma impossibili da sostituire se si vuole mantenere un linguaggio autentico.
Si parla d’Irlanda dunque, e delle conseguenze di un viaggio che ti cambia la vita per sempre.

“Un viaggio non è mai spostarsi, ma è un atto d’amore: tra te e la Terra che incontri, tra te e la tua parte migliore, figlia di quello che hai dentro, sposa della libertà. Ho messo le gambe nel cuore e le ho portate via!” – cit. Rein “Canzone dell’Irlanda Occidentale”.

 

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