18 Feb

Ma i lettori di eBook sognano romanzi elettrici?

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Come nasce la passione per la lettura?

In effetti è un mistero: ho conosciuto persone i cui genitori avevano immense biblioteche casalinghe che leggono tantissimo, ma anche persone che pur avendo avuto a disposizione le stesse immense biblioteche casalinghe non leggono affatto.
Ho amici che in casa non hanno neanche un libro, altri che come me non sanno più dove metterli; conosco persone (giuro che è vero) che scelgono i pochi libri che hanno in casa in base al colore del dorso, perché li usano come elementi decorativi che devono intonarsi cromaticamente con tutto il resto, e altre ancora che ormai hanno pile verticali di libri che partono direttamente da terra e sono diventate, loro malgrado, splendidi complementi di arredo.
Ecco, il problema dello spazio, per gli amanti dei libri, per chi come me acquista sicuramente di più di quanto riuscirà mai a leggere in tutta la vita, per chi come me ha a disposizione pochi metri quadri di libreria e ha anche finito da tempo le pareti libere, è un problema che è direttamente proporzionale alla sindrome da acquisto e lettura compulsiva dalla quale è affetto.
Ecco perché quando ho iniziato a sentire parlare di eReader e eBook, ovvero lettori e libri elettronici, non ho immediatamente arricciato il naso e storto la bocca ma, contrariamente alla mia natura a volte conservatrice e tendente all'immobilismo, ho spalancato gli occhi e iniziato subito a sognare a occhi aperti, immaginando quali e quanti sarebbero stati per me i benefici.
Pensare che a cavallo tra la fine degli anni Settanta e l'inizio dei favolosi anni Ottanta, quando le mie compagne di scuola iniziavano a girare con il Walkman dentro lo zainetto io opponevo resistenza, e che persino vent'anni dopo, quando iniziavano a diffondersi i primi iPod, per restare fedele a me stessa continuavo a ripetermi che in fondo non era poi così indispensabile poter avere sempre la musica in tasca, cioè nelle orecchie.
Ma poter leggere ovunque e comodamente, poter scegliere ovunque avendo a disposizione tanti titoli quanti ne avrei potuti avere restando comodamente a casa mia, quella sì che era una rivoluzione!
E poi avrei anche potuto continuare ad acquistare libri senza dover continuamente pensare ai problemi di spazio, avrei potuto portare sempre con me non un solo libro ma dieci libri, venti libri, cinquanta libri, cento libri…(ehm, mi avvisa il mio eReader che al momento ne ho stipati dentro duecentoventicinque e che c'è ancora spazio), sarei potuta partire per le vacanze senza dover scegliere a priori quali e quanti libri portare con me (nella certezza assoluta che avrei sacrificato lasciandolo a casa proprio quello sbagliato), avrei…

 


Tutto questo, cioè tutti questi libri, in un formato poco più piccolo di un quaderno, che pesa meno di un beauticase tipo da borsetta (fondotinta compatto - cipria - ombretto - mascara - rossetto) (La spazzola, oddio, dimenticavo la spazzola!) e ha lo spessore di una tavoletta di cioccolata.
Così l'anno scorso, dopo aver sbattuto le ciglia per il tempo sufficiente per convincere mio marito che era assolutamente necessario che io possedessi un lettore di ebook, per il mio compleanno ho ricevuto in regalo il mio meraviglioso Kindle.
Ora, io ho il Kindle, che è il lettore di libri elettronici di Amazon, e ne sono felicissima, ma ci tengo a precisare che esistono tanti altri lettori di ebook e che ho altrettanti amici contentissimi del loro Kobo, del loro Sony, del loro iPad (che non è propriamente un lettore ebook, diciamo che è “anche“ un lettore ebook) e di tutte le altre marche e modelli dei quali non ricordo il nome; ma soprattutto voglio tranquillizzare gli irriducibili, quelli che "no, io amo l'odore della carta", quelli che "no, ma come fai senza carta e inchiostro?", quelli che "no, io non potrei mai rinunciare ad acquistare libri": ecco, io vorrei tranquillizzare "quelli che": ma chi l'ha detto che è obbligatorio scegliere? Io leggo in ebook e continuo ad acquistare libri o a prenderli in prestito in biblioteca, ma da un anno leggo "anche" in ebook e posso garantire che è bellissimo, soprattutto quando, in giro per Roma, porto con me in pochi centimetri un volume di ottocento pagine: avete mai provato a girare per un'ora e mezza, cambiando tre mezzi pubblici, con «Guerra e Pace» o «Il Signore degli anelli» sottobraccio? Eh sì, certo che l'ho fatto, ma avevo anche vent'anni di meno!

 


Anzi, lo volete sapere un segreto? Secondo me carta e Kb si amano alla follia. Gli alberi di sicuro ringraziano.

 

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Letto 3005 volte Ultima modifica il Mercoledì, 20 Febbraio 2013 16:50
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Patrizia Ferrante

La Pitta è una dritta con i capelli a spaghetto lunghi come un vialetto. Potrebbe raccontare a tutti che ha lavorato più di venti anni per la pubblicità, potrebbe dire che ha visto l’uomo atterrare sulla luna e che ha passato più di cinquemila minuti a guardare ogni genere di film con grande passione.

 

Già, potrebbe.

 

Ma la Pitta è troppo modesta. Alla Pitta piace: arrivare sempre alla fine di un libro, leggere i titoli di coda fino a quando non si accendono le luci in sala, bere tè appena sveglia, segnarsi i titoli delle canzoni da sentire almeno una volta nella vita, ascoltare i discorsi che le persone fanno quando sono al ristorante e “Il favoloso mondo di Amélie”, ma questo l’avevate già capito.

Sito web: uominidiunavolta.altervista.org/