14 Giu

La principessa e lo scheletro, la recensione

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In un mondo all’insegna dell’ironia e dell’assurdo, non stupirà che sia uno scheletro a diventare il compagno di avventure di una principessa destinata ad un futuro apparentemente tradizionale. Così come non meraviglierà che l’incontro tra i due sia dovuto ad un tubetto di dentifricio, o meglio, al fatto che la bambina, scopra, rimasta di guardia una notte, che il signor Ossi ama spazzolarsi accuratamente tutto il corpo, esaurendo puntualmente il tubetto a lei destinato.

Ma cosa ci fa uno scheletro fissato per la pulizia in un palazzo reale? Da bravo “scheletro nell’armadio” custodisce un segreto chiuso in un cofanetto intarsiato che l’ossuto personaggio vigila costantemente dal buio dell’interno del mobile nel quale è rinchiuso e dal quale gli è vietato uscire, per evitare di essere visto o ancora peggio, che qualcuno scopra le preziose informazioni che il re gli ha affidato.

Con il suo nuovo romanzo per ragazzi “La principessa e lo scheletro”, Piret Raud, scrittrice e illustratrice estone dal successo internazionale torna a pubblicare con Sinnos una storia che parla di amicizia, sincerità, e fedeltà, ma anche di segreti, paure e sotterfugi. È così che vengono raccontate le vicende della principessa bambina e del signor Ossi, impegnati ad ogni costo nel recupero del cofanetto, perduto un pomeriggio durante una passeggiata in incognito a causa del trambusto creato dall’attacco di Grugno, un cane affamato attirato dall’odore di osso che lo scheletro ed il suo cofanetto emanano.

 

 

La ricerca li porterà ad incontrare il senza tetto Luigi, il suo insaziabile Grugno e la casa diroccata in cui vivono; Cerbero, la lisca di pesce dal fiuto da segugio che dal momento del loro incontro diventa fedele e inseparabile amico del signor Ossi; Socrate, l’ex professore universitario dalla brillante carriera costretto a lasciare il lavoro a causa dell’onestà con cui aveva espresso il suo professionale ma scomodo parere; e a riscoprire il re – un uomo fino a quel momento orgoglioso e sfuggente concentrato più sulla caccia alle alci che sul suo regno, che grazie al cuore e alla saggezza della figlia imparerà che nulla è mai perduto e che c’è sempre tempo – nel risveglio della coscienza - per rimediare consapevolmente agli errori fatti e agire in maniera giusta, come un re degno del ruolo che ricopre.

Letto 2610 volte Ultima modifica il Domenica, 14 Giugno 2015 11:07
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