22 Feb

Un elefante sotto il letto, la recensione

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“Un elefante sotto il letto”, l’ultimo romanzo del fantasioso creatore della “Pecora Nera” Andrea Valente e pubblicato a gennaio da Edizioni Lapis, pare proprio un regalo di buon augurio con cui salutare il nuovo anno.

Il carico di fantasia, ironia e amicizia, che condisce il ricco piatto al confine della realtà costituito da questo racconto, appare infatti l’ingrediente più indicato per colorare il mondo che ci circonda, troppo spesso regolato dalle etichette degli adulti, così prevedibilmente incapaci di sorprendere.

Ma cosa ci fa un elefante sotto il letto del protagonista? È quello che cerca di spiegarsi il ragazzino durante tutto il racconto, in un’impresa tanto ardua quanto generatrice di ulteriori interrogativi. Perché, ad esempio, nessuno a parte lui, la sua amica Valentina e gli altri bambini vedono l’elefante? Perché da sotto il letto di Valentina è spuntata una mattina una giraffa? E perché i genitori, così come gli adulti in generale, non riescono a vedere al di là del loro naso, risultando del tutto incomprensibili?

Ma non è finita qui, perché la ricerca di un nome che sia all’altezza dell’amico pachiderma - che poi è un’amica - diventa l’occasione per creare una serie di giochi linguistici derivanti dalle stranezze della grammatica italiana. E si riparte così con le domande più curiose: come mai per esempio il gallo ha la gallina, il leone la leonessa, ma l’elefante è tale anche se femmina, mentre la giraffa non ha un nome per il maschio? Oppure il bottone, che serve a tener saldi i vestiti addosso, può anche essere un grosso botto? E se così, il bottino è quindi un botto piccolo, oltre che la grossa conquista di una caccia al tesoro?

Insomma, chi più ne ha, più ne metta: di pagina in pagina Andrea Valente dà sfogo alla sua fantasia, occasione non solo per far riflettere sull’importanza dell’andare oltre le apparenze, imparando a barcamenarsi anche nelle situazioni più assurde con umorismo e immaginazione, ma soprattutto per dar voce a quel mondo così ricco di energia, sorpresa e creativa intraprendenza che è l’infanzia e che nessuno, neanche gli adulti, dovrebbe reputare così lontano da sé da nasconderlo sotto il letto come una pantofola dimenticata.

Anche perché non si sa mai quel che potrebbe uscirne un giorno, qualcosa forse di abbastanza sbalorditivo da far crollare le più solide certezze, magari proprio un elefante, compagno di avventure in un giro intorno al mondo.

 

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