15 Set

Il ritorno di Poirot

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La famosa casa editrice Harper Collins, in accordo con il nipote della scrittrice Mathew Prichard, ha affidato la stesura di un nuovo libro su Poirot alla scrittrice di thriller polizieschi Sophie Hannah che, per guadagnarsi quest’onore, ha dovuto presentare una bozza di 100 pagine. La decisione è stata presa dall’Arcon Productions, che gestisce i diritti d’autore della scrittrice Agatha Chrisite, quasi a emulare la moda delle avventure non d’autore in stile James Bond e Sherlock Holmes.

 

Sophie Hannah non è una dilettante alle prime armi, anzi, in Inghilterra ha pubblicato diversi best seller polizieschi ed è anche una poetessa. Commentando il lavoro affidatole, lei stessa ammette che si è trattato di una missione quasi impossibile: «Accettare un compito del genere è quasi da matti. Agatha Christie è la più grande scrittrice di gialli della storia e per me è un onore essere la persona scelta per questo progetto».

 

Il nipote della Dame del giallo, Matthew Prichard, ha commentato: “Agatha Christie sarebbe stata davvero onorata al pensiero che così tante persone in tutto il mondo avrebbero avuto una nuova avventura di Poirot e sono certo che tutti quelli che leggeranno il romanzo di Sophie Hannah ritroveranno l’ingegnoso personaggio creato da mia nonna”. E così adesso i lettori più appassionati, potranno gustarsi la novità che avrà come titolo, per l’edizione italiana, Tre stanze per un delitto(ed Mondadori).

 

Tra i fan inglesi della Christie, però, pervade un certo scetticismo per quanto riguarda la qualità del nuovo romanzo. In fin dei conti, era stata proprio lei, durante la Seconda guerra mondiale, a farlo morire nell’ultima avventura, Sipario. Non aveva mai amato il suo personaggio più famoso, a differenza di Miss Marple in cui traspare tutta la tenerezza per le sue nonne e le zie ancora vittoriane. E, infatti, la Christie infierì: prima di ucciderlo, mise Poirot sulla sedia a rotelle, storpio, malato, a indagare nella stessa casa di campagna, Styles Court, dove aveva debuttato durante la guerra precedente. Ma poi tenne il romanzo in cassaforte e si decise a tirarlo fuori solo nel 1975.

 

Per non creare troppa confusione, l’Hannah ha deciso di ambientare la nuova avventura nel 1929, anno in cui Agatha Christie non pubblicò alcun Poirot «vero», quindi non si sa cosa il belga più famoso del mondo abbia fatto. Secondo l’Hannah, ha deciso di prendersi un mese di vacanza, senza lasciare Londra ma solo l’amato appartamento per evitare di essere disturbato da qualche «caso» urgente. Così ha traslocato in una pensioncina e ogni giovedì, poiché la proprietaria quel giorno non cucina, va a cena al Caffè Pleasant dove, nonostante i cuochi siano inglesi, si mangia bene (e qui, già alle prime pagine, s’insinua il dubbio: Poirot ha sempre detestato la cucina inglese, il cibo inglese e perfino il modo inglese di organizzare i pasti nella giornata, perché il tè delle cinque impedisce di arrivare alla cena con i succhi gastrici in perfetta efficienza). Lì entra una donna sconvolta e parte l’intrigo.

 

Chi ha letto il libro sostiene che Tre stanze per un delitto non funzioni, ritenendolo una pallida imitazione degli originali. Poirot, sì, fa funzionare le celluline grige e lancia frasi in francese, però non ha l’animazione dell’originale. Non c’è l’umorismo della Christie, non c’è la sua arte del dialogo e, quando l’azione si sposta nel paesino di Great Holling, non ci sono nemmeno le sue descrizioni dell’Inghilterra rurale pettegola e classista.

 

Letto 1579 volte Ultima modifica il Lunedì, 15 Settembre 2014 14:58
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Naomi Nasillo

Mi chiamo Naomi Nasillo, ho 25 anni e mi sono laureata lo scorso 19 Marzo 2013 in Scienze Strategiche presso l'Universtà di Torino (laurea triennale). Ho una passione per la scrittura e mi piacerebbe diventare giornalista.

 

Attualmente aspetto di iniziare a seguire la specialistica di Scienze strategiche per completare i miei studi e iniziare a lavorare nell'ambito diplomatico. Amo gli sport, faccio nuoto, d'inverno pattino sul ghiaccio e vado spesso in bicicletta;   ho molti hobby: leggere, cantare, cucire, dipingere, fare piccoli lavori di bricolage.
 
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