11 Dic

Cinquanta smagliature e cinquanta sbavature VS le centocinquanta sfumature

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Che poi a noi donne parlateci di tutto, per favore, ma non di smagliature: nella migliore delle ipotesi si tratta di quelle di una calza, collant o autoreggente che sia (praticamente da buttare), mentre nella peggiore, invece, di quelle terribili e antiestetiche strisce sulla pelle, verticali o orizzontali, bianche o rossastre, che tanto ci fanno penare.

Come la metti la metti una tragedia.

Delle smagliature del cuore, poi, nemmeno a parlarne. 

Passiamo oltre, quindi, ma solo per il momento, che sono ben altre le smagliature delle quali vogliamo parlare.

 

Molto meglio, soprattutto, lasciar perdere Mr. Grey, che per quello là una Anastasia perfettina e immacolata (eh sì, immacolata, parrebbe!) basta e avanza, e concentrarci sul nostro Gigio nazionale per fargli le pulci… ehm, le sbavature.

 

 

Si sa, il Gigio, maschio italico, sbava; no non come una lumaca, nel senso che è disordinato insensibile, a volte ci guarda con quegli occhi inespressivi quando gli parli della lavapiatti manco gli stessi raccontando della teoria dei quanti, insomma non riesce proprio a stare dentro le righe; tu lo colori e lui subito esce fuori dai contorni, mentre tu, Gina, ti smagli: cerchi di sensibilizzarlo, gli spieghi come schiacciare il tubetto del dentifricio ginescamente, a buttare i calzini bucati nel secchio della spazzatura anziché in quello della biancheria, insomma, gineggi, così com'è nel tuo stile. 

 

Quindi, per noi che non abbiamo granché voglia di impelagarci (e illuderci) con la lettura del tomone internazionale (oppure che ci siamo già illuse in tre sfumature e vogliamo tornare con i piedi per terra), cosa c'è di meglio che guardarci allo specchio attraverso i due divertenti istant-book scritti da Rossella Calabrò, come si autodefinisce sulla sua pagina di Facebook, «blogger, autrice e persona poco seria…», leggendoci prima le «Cinquanta sbavature di Gigio» e proseguendo poi con le «Cinquanta smagliature di Gina»?

Ci accorgeremo rapidamente, come dice Rossella, che Mr. Grey non esiste, mentre Gigio è al nostro fianco tutti i giorni: meglio allora fornirgli cinquanta utili consigli per aiutarlo a maneggiarci con cura e vivere felici, che continuare ad aspettare il principe nero. No, volevo dire rosso. Cioè, grigio. Ma, insomma, non era azzurro?

 

 

Cinqu…(cinque, cinque, mica vi credevate cinquanta, eh?) domande semiserie all'autrice:

 

«Ciao Rossella, sono curiosissima: perché Gigio e Gina, come hai scelto questi due nomi?»

 

R - In realtà tutto è nato un giorno mentre, ridacchiando dopo aver letto «Cinquanta sfumature di grigio», ho pensato: seee, cinquanta sfumature di Gigio, piuttosto. E da lì mi è venuta l'idea di scrivere il mio libriccino, che prendesse un po' in giro 'sto Mr Grey, il principe Grigio insomma. Poi, per par condicio, ho deciso di scrivere anche Cinquanta smagliature di Gina, e il nome Gina è venuto da sé. Il Gigio e la Gina siamo tutti noi, credo. Io senz'altro sono molto, molto Gina.

 

«Secondo te la Gina se la cava meglio di Gigio sul web o alla fine è costretta a ricorrere alle sue manone perché la posta non scarica, la home non carica e lei ha solo fretta di fare 'mi piace' su Facebook e comprare quel paio di sandali visti su eBay?»

 

R - È che la Gina ha tantissimi neuroni più del Gigio, e ogni tanto le si ingarbugliano. Invece il Gigio, che di neuroni ne ha uno solo, viene comodo per certe questioni noiosette come quelle che citi. Si direbbe però che la Gina abbia anche tantissimi piedi più del Gigio, a giudicare dal numero di sandaletti che vede su eBay, ma questa è un'altra storia.

 

«Sei d'accordo sul fatto che se 'i sogni aiutano a vivere' (cioè Mr Grey) - la realtà (cioè Gigio) spesso è molto più divertente?»

 

R - I sogni sono una cosa bellissima, a cui non rinuncerei mai. Ma anche le risate che mi faccio quando penso ai Gigi, a quanto siano scombinati agli occhi di noi donne, è una cosa bellissima alla quale non rinuncerei mai.

 

«Fermo restando che la Gina sei tu (anche un po' io, te l'ho detto subito, e un altro paio di milioni di donne), ma tuo marito l'ha capito di essere lui il Gigio modello, e come l'ha presa?»

 

R - Mio marito ha un gran senso dell'umorismo ed è molto divertito da quello che scrivo. Ma, se crede di essere il protagonista assoluto, si sbaglia di grosso. Io e le mie amiche ci prendiamo un sacco di aperitivi ridanciani insieme, e naturalmente parliamo dei nostri Gigi: anche loro sono i protagonisti delle mie cinquanta sbavature.

 

«Ultima domanda, Rossella, ma chi te l'ha fatto fare di leggerti i tre tomoni? Di' la verità, al secondo capitolo già ti si erano manifestati il Gigio e la Gina e non vedevi l'ora di metterti a scrivere!»

 

R - Me li hanno mandati perché li recensissi, i tre tomoni. E quindi ho dovuto leggerli per forza, e anche con molta attenzione (sono una Gina precisina). Devo dire che il primo tomo mi ha divertito, il secondo e il terzo meno. Però hai ragione, mentre scrivevo le recensioni, POF, mi sono apparsi il Gigio e la Gina che ridacchiavano sguaiatamente. Per farli star zitti ho dovuto spiaccicarli tra le pagine dei mie due libriccini. SPLAT.

 

 

Da «Cinquanta sbavature di Gigio»:

«Mr Grey è un uomo decisamente misterioso. Ma anche il Gigio è un uomo decisamente misterioso. Non ha mai rivelato il motivo per cui è incapace di azionare il tasto ON della lavatrice.»

 

Da «Cinquanta smagliature di Gina»:

Cinquanta cose che gli uomini dovrebbero sapere di noi (e non sanno)

«Al supermercato, evitate di riordinare pedantemente la merce che la Gina ha posato sul nastro trasportatore. Siete all'Esselunga, non al campionato di Tetris.»

 

Letto 3331 volte Ultima modifica il Lunedì, 07 Gennaio 2013 13:11
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Patrizia Ferrante

La Pitta è una dritta con i capelli a spaghetto lunghi come un vialetto. Potrebbe raccontare a tutti che ha lavorato più di venti anni per la pubblicità, potrebbe dire che ha visto l’uomo atterrare sulla luna e che ha passato più di cinquemila minuti a guardare ogni genere di film con grande passione.

 

Già, potrebbe.

 

Ma la Pitta è troppo modesta. Alla Pitta piace: arrivare sempre alla fine di un libro, leggere i titoli di coda fino a quando non si accendono le luci in sala, bere tè appena sveglia, segnarsi i titoli delle canzoni da sentire almeno una volta nella vita, ascoltare i discorsi che le persone fanno quando sono al ristorante e “Il favoloso mondo di Amélie”, ma questo l’avevate già capito.

Sito web: uominidiunavolta.altervista.org/