26 Dic

La ballerina cosmica, recensione

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Una favola nasconde sempre un messaggio, è la ricchezza del racconto. Proprio per questo sfogliarne una non dev’essere un’azione distratta, ma una ricerca: assaporare attraverso le parole e le immagini quel qualcosa di più che un libro può regalare.

 

La ballerina cosmica – di Linda Ferri, pubblicata da Salani Editore – è una di queste. Un breve e dolce testo che sembra a primo sguardo dedicato a tutte quelle bambine che amano la danza, e che sognano un giorno di diventare ballerine. Ma che non si esaurisce in quest’unica caratterizzazione.

La storia di Pepita è quella di una bambina che vuole danzare, non nell’accezione classica del termine, secondo gli schemi di un tutù e scarpette che imprigionano il corpo. Pepita vuole ballare in sintonia con ciò che la circonda: una madre Terra che attraverso i suoi elementi insegna il dono ancestrale della danza come movimento condiviso con le forze che costituiscono l’essenza del mondo.

 

 

Dondolare giù dalle stelle, sollevarsi in volo appesa ad una nuvola, disegnare arabeschi prendendo per mano uno spicchio di luna, questo è il desiderio della piccola protagonista, che impara proprio dalle energie impalpabili della pioggia, del sole, del fuoco, della sabbia, dell’albero, dell’onda e dei fiori ad essere parte del segreto silenzioso dell’Universo. Le illustrazioni essenziali e il nero scelto come sfondo aiutano a creare un’atmosfera ovattata, misteriosa, in cui il corpo si rivela come lo strumento più adatto a percepire l’intimità di quel legame che ci rende una cosa sola con la natura.

 

Una favola che ha il profumo di racconti antichi, narrati in notti stellate intorno al fuoco, quando la parola era il mezzo assoluto per tramandare antichi insegnamenti, quando ancora si credeva in un disegno più grande, in cui gli uomini erano parte di un tutto da rispettare e da cui apprendere.

“La ballerina cosmica” è una favola che respira, viva come la natura che si dona a chi sa scoprirla, un vortice creativo, un inno all’armonia e alla condivisione di forze ed energie che accomunano uomini e mondo intero, stessa materia da cui nascono le stelle.

 

Una favola dedicata a tutti coloro che ancora sognano di danzare, e che lo vogliono fare liberi, a piedi nudi, in ascolto.

 

[Con la collaborazione de L’IBRIDO, Napoli]

 

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