26 Nov

La scimmia, recensione

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A volte le domande più semplici sono quelle più difficili a cui trovare una risposta. "Chi siamo?" Nessuno se non noi stessi. Nè unici, nè come tutti gli altri, non definibili se non solo per quello che, appunto, siamo. Ci sono domande che prendono tempo. Ce n’è bisogno per capire. Ce n’è bisogno per accettare. Tra le ultime uscite del 2013 di Zoo Libri"La scimmia", una favola che racconta l’importanza di scoprire ed accettare se stessi, così per come si è.

 

Attraverso le parole di Davide Calì e le illustrazioni leggere come carta velina di Gianluca Folì, conosciamo Bruno, una scimmia affascinata dalle persone, che sogna di indossare scarpe e vestiti, guidare la macchina, mangiare al ristorante, insomma diventare uno di loro, e fare tutto quello che le persone fanno nel loro mondo, fuori dalla gabbia dello zoo in cui vive con la sua famiglia. «Le scimmie stanno sugli alberi oppure nelle gabbie. E questo è tutto» cerca di convincerlo sua madre. Ma per Bruno non è così semplice, continua a fantasticare, finchè un giorno, scoperto da alcuni visitatori a fischiare con una foglia come ha visto fare a un bambino, i telegiornali cominciano a parlare di lui, rendendolo una scimmia famosa.

 

Viene portato nel mondo esterno e comincia a vivere come quelle persone che aveva sempre ammirato. Impara a suonare il sassofono e a rispondere a tutte le curiose domande che ora gli rivolgono continuamente. Insomma Bruno capisce di non essere più una scimmia, ma si rende conto che non sarà mai neanche una persona. - Come ti definiresti, con una sola parola? - gli chiede un giorno un giornalista. Bruno ci pensa un po’ su e alla fine sceglie quella più adatta, l’unica possibile: il suo nome.

 

 

Letto 2274 volte Ultima modifica il Martedì, 26 Novembre 2013 12:10
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