04 Nov

Oh No, George! La recensione

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Dopo il suo primo libro "Oh-Oh!", storia ultrapremiata di un gufetto distratto, Chris Haughton torna a farci sorridere con un nuovo racconto. Questa volta il protagonista è George, un cane che ce la mette proprio tutta ad essere bravo, come gli raccomanda il suo padrone Harry prima di uscire. Ma come tutti i cani George è anche molto goloso, giocherellone e curioso e la casa può essere luogo di infinite tentazioni che mettono a dura prova i suoi seppur ottimi intenti. È così che mentre trotterella spensierato tra una stanza e l’altra, George vede qualcosa in cucina. È una torta, e George adora le torte. Il dubbio è lancinante, il coloratissimo cane dalle lunghe orecchie non è più tanto certo di quello che aveva promesso al suo padrone.

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«Cosa farà George?» è la domanda che ogni volta blocca il cane dal grosso muso e sguardo spaesato giusto prima che si abbandoni alla tentazione. Così mangia una torta intera, gioca a perdifiato con il suo amico Gatto rincorrendolo per ogni dove, scava una profonda buca nella terra del grosso vaso in salotto. Non a caso il titolo del libro - pubblicato in Italia da Lapis Edizioni - è proprio "Oh no, George!", delusa constatazione dell’impari lotta tra desiderio e libertà. Quando Harry torna a casa, è tutto a soqquadro: George aveva promesso, ma non ha saputo proprio resistere e, triste, si scusa. Quando però Harry decide di portarlo a fare una passeggiata, il grosso cane trova anche lì mille tentazioni ad aspettarlo: una coppia che fa un picnic con un’enorme torta, tanta terra da scavare, Gatto arrampicato su un albero da inseguire ovunque. Ma George ha imparato la lezione, e tira dritto, estremamente soddisfatto del suo autocontrollo. Non è detta però l’ultima parola, perchè un profumo allettante si materializza davanti ai suoi occhi vogliosi e increduli sottoforma di cassonetto dell’immondizia.

 

Cosa farà quindi George questa volta? L’esilarante sguardo perso nel vuoto del cane potrebbe parlare da solo, così come fa la massima con cui l’autore riassume la morale di questa divertente storia: "La libertà non consiste nel realizzare i nostri desideri, quanto nella rimozione del desiderio. Nessuno è libero se non è padrone di se stesso". Forse George non sarebbe poi del tutto d’accordo...

 

 

 

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